Recensione Lunar Remastered Collection

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Lunar Remastered Collection di Ashibi e Game Arts, pubblicata da GungHo Online Entertainment, è finalmente una realtà e la dilogia di classici JRPG usciti prima su Sega CD e poi su PlayStation, è tornata in una nuova entusiasmante versione, accessibile su PC tramite Steam e console moderne (Nintendo Switch, PlayStation 4/5 e Xbox One/Series).

Provato su PlayStation 5

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La serie Lunar è composta da due giochi, il primo con sottotitolo Silver Star Story e il secondo chiamato Eternal Blue. La pubblicazione originale dei due capitoli risale al 1992 per il primo e il 1994 per il secondo, come già detto esclusivamente su Sega CD e solo per il mercato giapponese e nordamericano. Per questo motivo, la serie ha sempre avuto un certo seguito in quei territori ma non in Europa, dove Lunar non è mai arrivato, almeno fino a ora. Nemmeno la riedizione PlayStation, avvenuta anni dopo (precisamente nel 1999 e nel 2000) è sfuggita a questo destino ma sembra che finalmente la maledizione sia terminata e a partire dal 18 aprile 2025 la Lunar Remastered Collection, che include tutti e due i giochi, sarà acquistabile in tutto il mondo.

Poiché i giocatori italiani potrebbero averne solo sentito parlare, Lunar rappresenta un’attrattiva non di poco conto, in grado di dare uno sguardo sullo stato dei JRGP all’inizio degli anni ‘90, periodo in cui spopolavano serie come Final Fantasy e Dragon Quest, ma che non avevano ancora visto la pubblicazione di hit come Final Fantasy VI o Chrono Trigger. In questo periodo che potremmo definire di “buffering” per i capolavori che tutti conosciamo, apparvero il primo e secondo Lunar.

Ora, le versioni Sega CD, per quanto affascinanti, sono particolarmente primitive e infatti non sorprende che per questa opera di remaster siano state scelte invece le ben più adeguate controparti PlayStation. Queste ultime aggiunsero molti elementi QoL, rendendo il gioco meno legato al grinding ma anche introducendo elementi di storia cruciali per la partecipazione di un personaggio importante al party dell’eroe. Molti fan unanimamente concordano nel ritenere le versioni PlayStation le più complete, quindi l’opera di remaster è partita con il piede giusto.

I due RPG potrebbero essere definiti antiquati secondo gli standard moderni ed è innegabile che abbiano una progressione classica e con un gameplay senza troppe sorprese, tuttavia ci permettono di dare uno sguardo alle produzioni giapponesi a 16 bit più spensierate di qualche decade fa. La storia del primo Lunar è molto semplice e parte da un piccolo villaggio, seguendo le vicende di Alex che vuole seguire i passi del Dragonmaster Dyne e divenire così l’eroe apprezzato da tutti.

Il secondo gioco prende invece il via 1.000 anni dopo Silver Star Story, con l’esploratore di rovine Hiro che in un twist di eventi si ritrova a fare da scorta alla misteriosa Lucia che deve porre fine a una minaccia catastrofica che rischia di devastare l’intero mondo di Lunar. Sebbene abbiano protagonisti differenti, i due giochi sono ambientati su Lunar, per l’appunto una “luna” che orbita attorno al pianeta disabitato conosciuto come Blue Star, con rimandi a Silver Star Story anche nel sequel.

Quando ci si approccia a un remaster ci sono varie strade percorribili ma il filo conduttore dev’essere uno: migliorare l’esperienza originale ma far sì che sia al tempo stesso fedele. Trovare un bilanciamento tra le due cose può essere complicato e ci sono approcci differenti, più o meno riusciti, visti negli ultimi anni. Con Lunar Remastered Collection si è andati sul sicuro, senza rimuovere la possibilità di giocare ai classici così come sono usciti su PlayStation. Dal menu principale potrete quindi selezionare o le avventure nella modalità Classic o in quella Remastered.

La prima presenta un aspect ratio 4:3, con un filtro CRT applicato per migliorare la visibilità e garantire che i giochi abbiano la stessa qualità visiva originale, un modo eccezionale per rivivere l’esperienza così come i fan se la ricordano. L’opzione remaster è invece quella più adatta per tutti gli altri giocatori, soprattutto per chi vuole provare il gioco in una veste decisamente più gradevole graficamente, con un aspect ratio 16:9, pulizia maggiore, nuovi effetti visivi e, forse tra gli aspetti più interessanti, cutscene rimasterizzate in 4K che rendono onore al character design originale e correggendo problemi di luminosità che le affliggevano in origine.

L’unica cosa che fa storcere il naso di questo upscale delle cutscene è l’esecuzione tramite IA, visibile nella perdita di alcuni dettagli o modifiche che rendeno i personaggi leggermente più “brutti”. Tutto sommato un male minore che la maggior parte dei giocatori potrebbe non notare nemmeno.

L’opera di doppiaggio è stata eseguita completamente da capo, cercando di mantenere intatto lo spirito originale ma migliorando l’esecuzione che lasciava, soprattutto per quanto concerne la versione inglese, un po’ a desiderare. Dopo un paragone possiamo dire che questo remaster è superiore in tal senso, pur utilizzando il terribile adattamento del publisher occidentale dell’epoca: la famigerata Working Designs. Al netto delle preferenze, è possibile selezionare anche il doppiaggio giapponese, sicuramente superiore in termini di performance.

Come ormai ben tutti sanno, i vecchi JRPG erano delle macchine di grinding senza pietà e per salire di livello bisognava pestare orde di nemici, costringendo a lunghe sessioni di combattimento fini a sé stesse. Non aiutava certo la velocità del tutto che, tra caricamenti da CD-ROM e lentezza delle azioni, poteva scatenare le ire dei meno pazienti.

Nell’epoca moderna non abbiamo più tempo da perdere e quindi i giochi dispongono spesso di funzioni per velocizzare le parti più noiose o ripetitive. Non fa eccezione Lunar Remastered Collection che nelle battaglie include un sistema di velocizzazione fino a 3x, rendendole quasi istantanee. Lo abbiamo apprezzato? Assolutamente sì e vi basterà provare le battaglie anche alla velocità classica per non tornare mai più indietro.

Potrebbero sembrare poche modifiche QoL ma in questo contesto bastano a rendere i due giochi molto più scorrevoli e limitare il grinding senza stravolgere completamente l’esperienza. I due Lunar restano comunque JRPG abbastanza semplici, con la classica impostazione a turni e selezione di Attacco/Difesa/Abilità che ormai ben conosciamo, quindi giudicare il gameplay sarebbe alquanto inutile poiché fermo agli anni ’90. La recensione, come spesso accade in questi casi, è stata redatta tenendo conto non tanto della qualità dei giochi originali (che resta comunque elevata se contestualizzata) ma della cura messa nel remaster. E quindi, qual è il verdetto? Lo potete scoprire nel prossimo paragrafo, dove solitamente tiriamo le somme e diamo un bel voto al prodotto.

Lunar Remastered Collection: Due JRPG storici ma mai giunti prima in Europa al prezzo di uno, con migliorie grafiche, nuovo doppiaggio, possibilità di scegliere l’esperienza classica per i puristi, QoL per velocizzare le battaglie, c’è bisogno di aggiungere altro? Il pacchetto è davvero goloso e l’acquisto è obbligato per gli amanti degli RPG giapponesi che non disdegnano le esperienze retro. Anche i neofiti potrebbero trovare Lunar estremamente piacevole da giocare quindi non possiamo davvero far altro che consigliarlo senza riserve. 7gatsu

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2025-04-14T16:00:00+02:00

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