Rusty Rabbit è il nuovo titolo della software house Nitro Plus (o Nitro+, che dir si voglia), pubblicato da NetEase Games per PC tramite Steam, PlayStation 5 e Nintendo Switch. Si tratta di un’avventura originale che mescola elementi di un metroidvania classico con una progressione e personalizzazione da RPG, includendo anche dungeon generati randomicamente. Il risultato? Un affascinante mix di cui non dovreste perdervi la recensione.
Provato su PlayStation 5
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Conigli senzienti
Rusty Rabbit nasce dalla mente di Gen Urobuchi, famosissimo scrittore giapponese che ha firmato opere del calibro di Fate/Zero, Psycho-Pass e Puella Magi Madoka Magica. Una garanzia quindi per quanto riguarda la narrazione, con personaggi estremamente caratterizzati e affascinanti pur trattandosi, sostanzialmente, di conigli. Nitro+, solitamente avvezza alla produzione di visual novel come Steins;Gate e Chaos;Head (che a proposito, abbiamo recensito) si trova qui alla sua prima, vera prova con un titolo d’azione.
La storia e il suo protagonista sono senza dubbio intriganti, ci troveremo infatti a vestire i panni di un batuffolino bianco, un simpatico coniglietto che fuma carote arrotolate come sigari, vestito con una giacca di pelle rossa da motociclista e totalmente fissato con il suo mech chiamato “Junkster”. Il nostro Stamp, conosciuto da tutti come “Rusty” per la sua fissazione con i materiali di scarto, è un raccoglitore di robaccia e si avventura quotidianamente nelle viscere della temibile Montagna ciminiera.
Un luogo ricco di pericoli ambientali e di strani mostri chiamate le “bestie di ruggine”. Addentrandosi sempre più nei meandri della montagna, che si estende sotto e sopra il villaggio dei conigli, scoprirà informazioni sul passato del pianeta, sul perché i “giganti” che lo abitavano sono spariti e, soprattutto, che fine abbia fatto sua figlia che ha abbandonato il villaggio alla ricerca di una verità che ormai più nessuno conosce.

Alla guida di Junkster
Come è facile immaginare, un coniglietto dal pelo soffice nulla può contro delle bestie meccaniche che si annidano nei cunicoli della montagna, quindi il caro Stamp fa affidamento sulle capacità tecniche di scavo e di attacco del suo mech Junkster. Quando ci si avventura nelle macro-aree della montagna lo si farà a bordo di questo piccolo robot che ricorda tanto quelli guidati da Pilaf in Dragon Ball. Inizialmente disporrete esclusivamente della trivella per distruggere i cubi di spazzatura, tramite i quali si ottengono preziosi materiali di scarto, ma in piena progressione metroidvania, otterrete lentamente anche altri strumenti che consentiranno una migliore esplorazione ma anche una potenziata capacità di fuoco, con l’aggiunta per esempio di uno shotgun e di una spada.
Anche la mobilità del mech è all’inizio limitata ma non ci vorrà molto per prendere familiarità con i comandi e sbloccare i potenziamenti atti a velocizzare l’esplorazione. C’è da dire che il movimento del mech non è sempre pulito e la collisione con alcune superfici, se non precisa, può risultare in cadute accidentali, un po’ di inesperienza del team di sviluppo con il genere action a scorrimento laterale si palesa da queste imperfezioni che sporcano leggermente il gameplay.
Se l’esplorazione resta comunque gradevole, il combattimento non è entusiasmante e la variazione di armi non fa nulla per risolvere il problema. Ci sono nemici che sono più o meno vulnerabili ad alcune di esse, quindi basta cambiare al volo l’arma e usare l’attacco giusto per eliminarli facilmente. La questione boss è invece più altalenante, ce ne sono di interessanti mentre altri non sono particolarmente galvanizzanti. Al netto di ciò, è comunque lodevole l’intenzione di differenziarli e inserire pattern che spingano il giocatore a spostarsi per evitare gli attacchi.

Sostanzialmente, il gioco spinge molto sulla trama (nella prima ora di gioco vedrete molte scene tra Rusty e altri personaggi cruciali dell’avventura), dove ha un buon crescendo, tuttavia il titolo si rivela nella media quando si passa all’azione vera e propria.
La Montagna
Passerete la maggior parte del vostro tempo in gioco all’interno della Montagna, con oltre 10 macro-aree da scoprire e navigare nella storia principale. Ognuna di queste aree ha un tema e potrete trovare quindi la zona con metallo fuso, quella con radici e ambientazione da foresta lussureggiante, ma anche laboratori segreti e caverne più classiche. Le aree sono disseminate di checkpoint e bunker, i primi fungono da semplici teletrasporti mentre i secondi aggiungono anche la possibilità di recuperare energia e personalizzare Junkster. All’interno dei bunker troverete anche i D-TAM, dei residui di tecnologia tramite i quali scoprire di più sul mondo di gioco.
Si avanza nella Montagna scavando con la trivella e superando sezioni platform che vi chiederanno di risolvere, talvolta, dei piccoli enigmi, sebbene questi non si evolvano mai in qualcosa di davvero complicato e che vada oltre il semplice “trova la chiave per aprire la porta” oppure “tira la leva per procedere”. La sensazione quindi è che si prosegua per inerzia, senza mai attivare troppo il cervello. Nonostante le variazioni tematiche, le aree sembrano tutte un po’ simili nella struttura e quindi il giocatore non viene sempre “agganciato”, o almeno non a lungo, da ciò che appare a schermo. Qualche guizzo di originalità lo si può trovare nelle sezioni finali.
Il Villaggio
Durante le fasi “down” di esplorazione, Rusty può muoversi nel villaggio, spostandosi tra casa propria e alcuni negozi gestiti dagli altri conigli della cittadina. Nel Bar potrà risolvere le quest di esplorazione, ottenendo così denaro, punti abilità da spendere nello skill tree per migliorare le capacità del mech. Invece, nel Diner potrà parlare con gli abitanti e ottenere oggetti utili. C’è anche una chiesa fondata da conigli dove la lore del gioco può essere approfondita scambiando oggetti ottenuti nel dungeon con il “prete” locale.

La personalizzazione del mech è importante, quindi dopo il primo boss si sbloccherà anche il generatore randomico di dungeon, forse una delle caratteristiche che rendono Rusty Rabbit un gioco dalla durata esponenziale che va ben oltre quella della storia. È senza dubbio apprezzabile l’idea di dividere in due ambiti separati l’esperienza: da un lato abbiamo i dungeon creati e curati personalmente dal team di sviluppo, essenziali per portare a termine il gioco, dall’altro abbiamo quello opzionale a più livelli, generati casualmente con gli stessi asset, per intrattenere chi vuole spendere più tempo con il titolo e magari migliorare il mech Junkster ottenendo materiali aggiuntivi.
Così facendo, il titolo non ha quella sensazione di approssimazione restituita da molti indie che puntano tutto sull’elemento roguelite e RNG. In ottica globale, Rusty Rabbit diverte ed è un buon primo approccio al genere metroidvania da parte di Nitro Plus. Merita uno sguardo approfondito pur non essendo perfetto in ogni sua parte.
A chi lo consigliamo?
Rusty Rabbit: Un prodotto più che adeguato per chi vuole godersi un’avventura metroidvania leggermente più semplice di quanto sarebbe un Hollow Knight, con una storia curata e personaggi divertenti e ben caratterizzati. Il punto forte è senz’altro il protagonista Rusty che, pur essendo un coniglietto bianco batuffoloso, ha la voce di Takaya Kuroda, lo stesso doppiatore di Kazuma Kiryu della serie Yakuza, cosa che crea un contrasto tutto da ridere. In aggiunta, è presente anche un dungeon a più livelli generato randomicamente, che spinge la durata globale del gioco, potenzialmente, garantendo un intrattenimento che va oltre i titoli di coda. – 7gatsu




