Onimusha 2: Samurai’s Destiny: la calda recensione del remaster

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Onimusha è una di quelle serie di Capcom rimaste un po’ in sordina, nonostante il grande amore dei fan. Amore giustificatissimo, in quanto la serie unisce con sapiente equilibrio i generi survival horror e hack’n’slash, in modo meno spettacolare di Devil May Cry, ma proprio per questo efficace. Onimusha: Warlords, uscito per PS2 nel 2001 e riproposto per le nuove piattaforme con un porting pigro, ma efficace, resta ancora un gioco godibilissimo.

Il suo sequel, Onimusha 2: Samurai’s Destiny, anch’esso risalente ai tempi della seconda console Sony, amplifica le meccaniche del suo predecessore, mantenendone comunque intatta l’anima. Per questo gioco, Capcom ha voluto puntare su una remaster più curata, in quanto uno dei preferiti dai giocatori.

Con Onimusha 2 (così come con il porting del primo) si torna indietro, a un passato fatto di scenari statici fatti a mano e telecamere fisse: un’arte ormai perduta nel mondo dei tripla A, sostituita da spettacolari visuali in terza persona e scenari mozzafiato.

Proprio l’unione tra la staticità degli scenari tipici della Capcom di quei tempi e l’azione hack’n’slash rende Onimusha 2 un gioco meritevole di essere riscoperto. La remaster è disponibile dal 23 maggio per PS5, Xbox Series X\S, Nintendo Switch, PC, PS4 e Xbox One. Ora, mettete su un disco dei Ningen Isu e lanciatevi nella nostra demoniaca recensione.

Provato su PS5

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Dopo il primo ottimo Onimusha, il collegamento tra il mondo degli uomini e quello dei demoni viene riproposto nel suo sequel, unendo horror, comedy e film d’azione. La trama, come sempre secondaria nei titoli Capcom, riesce comunque a risultare efficace, con nemici sopra le righe e situazioni assolutamente demenziali.

Protagonista del gioco è Yagyu Jubei, uno dei leggendari samurai della storia giapponese, qui proposto in una sua versione ispirata alle fattezze dell’attore Yusaku Matsuda. Il nostro Jubei si vede il proprio villaggio massacrato dai Demoni guidati dal terribile Nobunaga, resuscitato nel primo Onimusha dalle forze oscure e ancora a piede libero, nonostante gli sforzi di Samanosuke Akechi.

Ovviamente, scatta la vendetta! Il nostro Jubei potrà avvalersi di armi e poteri degli Oni, per far fronte ai terribili Demoni che questa volta portano in campo anche della tecnologia.

Per questo a castelli tipici del Giappone medievale e mostruosi demoni, troveremo catene di montaggio con tanto di Demoni affiancati da strambi robottoni. Qualcuno si ricorderà della moto d’acqua di Gogandantess, così come dello stesso bizzarro personaggio.

Le atmosfere create dagli scenari disegnati a mano e dalle telecamere statiche potrebbero sembrare un po’ strane ai gamer più giovani, ma per noi vecchi piegati dal tempo sono una vera chicca. L’alta definizione della remaster riporta in vita tutte le location più bizzarre che si alternano tra i classici castelli medioevali giapponesi, grotte dimore di demoni ancestrali e minacciosi luoghi psichedelici che sembrano usciti fuori da un disco dei Sigh.

I modelli dei personaggi e dei nemici hanno goduto di un notevole lifting. Trattandosi di una remaster, è stata mantenuta l’estetica originale, ma con una definizione maggiore delle texture. Ottimo il lavoro svolto sul sonoro: l’audio è stato notevolmente migliorato nel missaggio, inoltre sarà possibile impostare il doppiaggio in giapponese, una bella novità per noi panzoni occidentali. 

Devo dire però che Capcom non riesce a ottimizzare neanche più la lista della spesa, perché incredibilmente su PS5, la remaster di Onimusha 2 soffre di cali di framerate che per un non addetto ai lavori ignorante come me, sono assolutamente incomprensibili.

Il gameplay è davvero piacevole, veloce e scattante. I tank control sono stati sostituiti da un sistema più preciso basato sul controller analogico. Per questo colpi, movimenti, schivate e controattacchi risulteranno fluidi e responsivi.

C’è ancora qualche imprecisione nel lock con i nemici, ma comunque perdonabile vista la struttura a telecamere fisse del titolo. Fondamentalmente, il combat system di Onimusha prevede quattro armi, sbloccabili avanzando nell’avventura, ognuna delle quali avrà una combo base e un attacco magico. Durante l’avventura, si potranno trovare diversi attacchi caricabili di 3 livelli e tecniche speciali.

Come il primo Onimusha, il combattimento si basa sulla gestione dello spazio, sulla parata e sulla schivata. Pur non richiedendo i riflessi di un Sekiro o di un Ninja Gaiden, Onimusha 2: Samurai’s Destiny a livello Hard può comunque dare del filo da torcere ai gamer navigati.

I nemici uccisi rilasceranno “anime” di vario colore: le rosse serviranno per potenziare le armi e l’armatura di Jubei, le azzurre ripristineranno la magia e le gialle la vitalità. Le anime viola invece, ci permetteranno di trasformarci in un Onimusha per breve tempo. Una volta raccolte 5, si potrà attivare questa tecnica e diventare invisibili, sparare raggi dalle mani, oltre ad arrecare più danno con le armi.

Ci sono alcune armi molto più potenti di altre: la Katana e il Martellone spesso rendono praticamente inutili la Lancia e la Doppia Lama. In generale, sebbene il gameplay sia invecchiato molto bene e riproposto in modo più moderno, alla fine spesso ci si ritroverà a fare largo uso delle magie.

Tuttavia, i giocatori esperti amanti delle sfide, potranno cercare di padroneggiare la soddisfacente meccanica del contrattacco che permette di uccidere i nemici base con un colpo e arrecare danni ingenti ai boss. Fondamentalmente, il counter si esegue premendo il tasto di attacco esattamente prima di venire colpiti dai nemici.

Sulla carta sembra facile, ma l’esecuzione è tutt’altro che semplice in quanto ogni nemico presenta attacchi con un timing completamente diverso dagli altri. La remaster presenta anche un livello di difficoltà dove è possibile eliminare nemici e boss solo usando questa tecnica, una vera chicca per i masochisti e per chi adora inventare nuove bestemmie.

Onimusha 2: Samurai’s Destiny presenta una meccanica legata alle relazioni di Yubei (e del giocatore) con quattro co-protagonisti che lo seguiranno durante l’avventura.

Questi sono il fuciliere Magoichi Saiga, l’ubriaco (quanto tragico) Ekei Ankokuji, il teen ninja Kotaro Fuma e la misteriosa bella di turno Oyu. Ognuno di loro avrà una sua storia e un suo obiettivo all’interno della storia, ma potremo rafforzare il legame con Jubei offrendo loro dei regali. In cambio dei regali, riceveremo degli oggetti come curativi, munizioni o libri di tecniche per ampliare il moveset delle nostre armi. Inoltre, più forte è il legame, più alta sarà la possibilità che uno dei quattro verrà in nostro aiuto quando ce la vedremo brutta in uno scontro.

Si tratta di una meccanica innovativa all’epoca, per questo sebbene sia ovviamente molto “leggera”, si ripresenta comunque molto bene nella remaster. Non aspettatevi ovviamente chissà quale personalità da questi personaggi, così come dallo stesso Jubei. Vengono da un passato dove nei giochi d’azione funzionavano anche con degli archetipi, bastava metterli nelle situazioni giuste.

E su questo Capcom si è sempre dimostrata capace di dare una certa dinamicità ai suoi titoli. Onimusha 2 presenta scenari con una buona combinazione tra puzzle, combattimenti e situazioni in grado di mettere alla prova il giocatore. Non mancano Boss Fight di ottimo livello per i tempi, con alcuni scontri decisamente memorabili e che a livelli di difficoltà alti richiederanno comunque una buona gestione delle risorse e un po’ di abilità con il pad.

Sebbene il fulcro dell’esperienza è il combattimento, nel gioco dovremo comunque affrontare qualche puzzle. Ricordiamo che Onimusha proviene da un’epoca dove gli sviluppatori non prendevano in giro l’intelligenza dei giocatori. Per questo preparatevi ad affrontare di tanto in tanto rompicapo geometrici e matematici per poter aprire dei forzieri o trovare oggetti che a loro volta andranno usati nel posto giusto.

Onimusha 2: Samyrai's Destiny Remaster: In generale, il gioco non può mancare nella libreria di ogni amante dei titoli d’azione. Si tratta di un gioco sempre divertente, dalle atmosfere particolari che ancora oggi riescono a risultare uniche. Chiaramente, dovete aspettarvi un gameplay comunque vecchio stampo, nonostante i controlli siano stati modernizzati. La possibilità di scegliere il livello di sfida e contenuti speciali, rendono la remaster un buon acquisto anche per chi ha giocato l’originale su Playstation 2. Se però siete cresciuti nell’epoca del gaming moderno, probabilmente le telecamere fisse potrebbero farvi venire l’orticaria, quindi valutate attentamente la vostra tolleranza al “retrogaming”, perché effettivamente è di questo che stiamo parlando. Personalmente, da vecchio trombone quale sono, ho ovviamente apprezzato la remaster e mi farebbe molto piacere vedere anche quella di Onimusha 3, con il caro Jean “Leon” Renò, roccioso francese  del passato che andrebbe fatto riscoprire ai giovani. heavysam

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von 10
2025-06-09T08:03:37+02:00

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