River City Girls, titolo WayForward in collaborazione con Arc System Works, punta a riportare in vita il franchise noto in Giappone come “Kunio-kun”, brawler che giunse in occidente su NES prima con Renegade e poi con River City Ransom, conosciuto talvolta anche come Street Gangs. Il gioco è disponibile a partire dal 5 settembre per Nintendo Switch, Playstation 4, Xbox One e PC.

Provato su PC

ProContro
+ Personaggi carismatici– Avventura un po’ troppo breve
+ Gameplay curato– Traduzione italiana scadente
+ Co-op locale

BRAWLING SINCE THE ’80s

La serie Kunio-kun è sempre stata una delle mie preferite quando si parla di brawler e, sebbene da piccolo non abbia mai avuto accesso ai primi titoli della serie, in modo fortuito riuscii a procurarmi il capitolo giapponese uscito su Game Boy, Nekketsu Kōha Kunio-kun: Bangai Rantō Hen, e fu amore a prima vista. Per i più distratti – o chi non ha ben presente la storia di questi videogiochi – va chiarito che in occidente il succitato gioco per Game Boy venne localizzato nientepopodimenoche con il titolo Double Dragon II e la software house Technos Japan cambiò radicalmente il prodotto affinché fosse più in linea con quelli che supponevano fossero i gusti occidentali (se solo avessero saputo…).

Piccola digressione d’obbligo: dopo aver giocato entrambi posso affermare con sicurezza che la versione giapponese batte di gran lunga quella distribuita nel nostro territorio.

Ma bando alle ciance perché dopo una lunga assenza sul mercato, gli sviluppatori di WayForward (creatori di Shantae) hanno deciso di rivitalizzare il franchise con questo nuovo capitolo dal titolo River City Girls.
Se i personaggi principali sono sempre stati Kunio e Riki, due teppisti della Nekketsu High School, in questo nuovo episodio controlleremo invece le fidanzate dei due: Misako e Kyoko, sovvertendo in modo piacevole il solito tema della “damsel in distress”. Il gioco prende il via con il rapimento dei due ragazzi e saranno proprio Misako e Kyoko a doverli tirare fuori dai guai, facendosi strada a suon di pugni tra le strade della città per scoprire chi li ha fatti sparire, e perché.

River City Girls non ci mette di fronte a due svampite con tratti kawaii – dal mio punto di vista un grosso punto a favore del titolo – ma bensì a due liceali che stanno per diplomarsi in materie come “Pestaggio Avanzato” e “Dropkick tra Capo e Collo“, insomma, due simpatiche e incazzate tritaossa che non vedono l’ora di spezzare la schiena a chi ha rapito i loro fidanzati. Diciamocela tutta, non se ne può proprio più di ragazzine indifese con lo sguardo lacrimevole e l’aspetto da bamboline che la maggior parte degli action ed RPG provenienti dal sol levante tentano di propinarci continuamente.

Trattandosi di un brawler, uno tra i generi che ha maggiormente sofferto dal declino degli arcade, potrebbe rivelarsi un po’ ostico per alcuni, soprattutto a difficoltà elevate dove dovrete aspettarvi di morire spesso, proprio come succedeva nelle sale giochi dove tutti abbiamo imparato a bestemmiare, svuotando le tasche e immolando tutta la paghetta pur di riuscire a finire un titolo (cosa che puntualmente, non accadeva).

L’aspetto grafico pixelloso ma non super deformed (caratteristica dei titoli passati) è ben accetto e le animazioni ed espressioni facciali sia delle protagoniste, sia dei nemici, mentre giocate, sono molto divertenti, un titolo che chiaramente non si prende troppo sul serio e lo dimostra con le numerose battute che Kyoko e Misako si scambiano.

FIST BUMP

Co-op locale. Due semplici parole per ghermire tutti i giocatori da divano che amano condividere titoli vecchia scuola con i propri amici, giocando in due le battaglie saranno un po’ più facili e avrete occasione di divertirvi maggiormente. Per i solitari, invece, River City Girls resta comunque giocabile e ugualmente spassoso, tra vignette in stile manga, discorsi al limite dell’assurdo e personaggi sopra le righe tra cui anche delle vecchie conoscenze (inizia con la A e finisce con Bo, ma non faccio spoiler).

Anche il comparto musicale è molto curato, con qualche traccia che ha persino lyrics, facendo scorrere più allegramente e senza troppa apprensione alcune delle battaglie obbligate che sarete costretti ad affrontare quando esplorate la mappa. Proprio come nei vecchi titoli dedicati a Kunio-kun, ritornano anche qui le meccaniche simil-RPG, con tanto di negozi che vendono tecniche di lotta, equipaggiamento, cibo per ripristinare la salute e altri bonus di vario genere, acquistabili con il denaro che otterrete dai nemici sconfitti.

Parlando propriamente di gameplay, il vostro personaggio salirà di livello man mano che acquisirà esperienza, facendo crescere così anche le statistiche individuali che vi renderanno più forti e più veloci, evoluzione necessaria per far fronte alle orde di avversari che non vi daranno pace mentre vi muovete per la città. Non tutti gli scontri sono però obbligati e potrete quindi fuggire via in qualsiasi momento cambiando schermata, anche se a dirla tutta, lo sconsiglio, poiché i boss potrebbero poi rivelarsi troppo difficili, costringendovi a tornare indietro per un po’ di sano grinding.

Il combattimento è organizzato attorno a cinque tasti principali: salto, attacco leggero, attacco medio, parata e assist. La complessità delle combo però non si esaurisce qui dal momento che nel Dojo, aumentando di livello, si sbloccheranno delle tecniche acquistabili che necessitano anche della pressione dei tasti direzionali, ampliando così il repertorio a vostra disposizione in modo da non rendere il gioco noioso e cercare sempre nuove combinazioni spettacolari. Da questo punto di vista il titolo offre una certa varietà e con un po’ di pratica potrete eseguire delle stringhe esilaranti, sfruttando anche gli assist dei personaggi che sconfiggete, ognuno con risultati differenti. Mentre palleggiate i nemici come se foste Ronaldo, alcuni di questi potrebbero implorarvi in ginocchio di fermarvi, in quell’istante, afferrandoli e premendo il bumper sinistro, si uniranno a voi e potranno essere richiamati per eseguire un attacco singolo di tanto in tanto. Alcuni studenti lanciano della polvere negli occhi degli avversari per stunnarli, altri entrano in scena con un poderoso calcio mentre altri ancora fanno roteare un martello gigante.

Gli unici difetti che ho riscontrato sono nella relativa brevità del titolo, che può essere completato in circa 6 ore a difficoltà diverse da Hard, e alcuni errori di traduzione grossolani qualora impostiate come lingua l’italiano. Al prezzo a cui viene venduto potrebbe risultare un po’ troppo sbrigativo e i collezionabili, 25 statue del sindaco della città da distruggere, situate nei posti più svariati, non aumentano di molto la longevità.

A chi consigliamo River City Girls?

La questione è un po’ spinosa perché gli amanti dei brawler (una razza che fino all’altro ieri era in estinzione) potrebbero trovarlo adatto ai propri standard ma ci sono degli indiscutibili elementi che aleggiano da tenere in considerazione. Primo tra tutti il prezzo, che al lancio è un tantino elevato per ciò che il gioco ha da offrire. Se avete uno o più fidati amici con cui affrontare l’avventura di tanto in tanto, allora il gioco potrebbe valere la candela. Qualora abbiate comunque intenzione di giocarlo da soli potreste invece preferire attendere una leggera flessione del prezzo.

Chi ha apprezzato River City Ransom, il più recente River City Ransom: Underground (omaggio al franchise) o persino The Friends of Ringo Ishikawa, potrebbe cedere al fascino di River City Girls senza pentirsi troppo.

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