The Friends of Ringo Ishikawa è un piccolo titolo indie sviluppato da un solo developer, yeo, che l’ha reso disponibile inizialmente solo sulla piattaforma Steam lo scorso 17 maggio. Il gioco ha riscosso un discreto successo seppur solo tra una ristretta cerchia di appassionati, rendendone possibile la pubblicazione anche su Nintendo Switch il 4 aprile. Di cosa si tratta? Vi invitiamo a leggere la recensione più in basso per scoprire una piccola gemma.

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Versione PC
Versione Switch

Provato su PC

Pro Contro
+ Storia coinvolgente – Il gioco non vi tiene per mano
+ Giappone anni ’80 – Testi solo in inglese
+ Soundtrack azzeccatissima

 

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CALCI VOLANTI TRA I BANCHI DI SCUOLA

The Friends of Ringo Ishikawa è un viaggio nel mondo del Giappone degli anni ’80 e in particolare nella vita di un adolescente all’ultimo anno del college, precisamente il suo ultimo autunno da studente. Ringo Ishikawa, questo il suo nome, è un teppistello, ex-karateka dedito alla violenza ma con un proprio codice morale: per lui gli amici sono preziosi e il titolo prende il via sottolineando proprio questo concetto. Vi ritroverete in treno con il vostro amico Ken, impegnati in una rissa contro studenti di scuole diverse che vogliono impedirvi di raggiungere il resto della vostra gang. Viene da pensare fin da subito che il fulcro del gioco sia proprio lì, un classico beat ‘em up a scorrimento orizzontale con grafica pixellata per dare ai nostalgici qualcosa su cui piangere, ma vi possiamo garantire che il gioco ha molto altro da offrire, soprattutto in termini di narrazione, travolgendo letteralmente il giocatore con un esistenzialismo che persino Camus, invero, approverebbe.

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L’adolescenza è un periodo ricco di cambiamenti, spesso brutali, e yeo con questo gioco vuole dare un cazzotto virtuale a tutti coloro che l’hanno vissuta o che si ritrovano ancora in quel periodo della propria vita. Ringo Ishikawa e i suoi amici sono sì dei teppisti, fumano, giocano d’azzardo e a biliardo nei più sporchi bar della città frequentati da mafiosi, ma sono anche giovani e vivono la loro quotidianità tra i banchi di scuola (quando decidono di seguire o perlomeno far finta di seguire le lezioni) e la strada, divisi tra amori adolescenziali e sentimenti di lealtà verso i propri amici.

Non esiste un chiaro confine tra bene e male, il bianco e il nero si sfumano distruggendo pian piano le vostre convinzioni iniziali e The Friends of Ringo Ishikawa si rivela più un dramma adolescenziale, che vi si insinuerà sotto la pelle e vi farà porre delle domande sulla vostra stessa vita, piuttosto che un gioco dove pestare il prossimo e derubarlo dei suoi averi (cosa che, per inciso, è possibile fare).

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Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei
Gli amici, la gang, il luogo sicuro di Ringo sono Ken, un ragazzo che coltiva il sogno di diventare boxeur senza però rinunciare alle risse da strada, Masaru, un biondino ossigenato che non disdegnerebbe una carriera in qualche famiglia criminale, Shingo, quello che potrebbe quasi passare per un bravo ragazzo e infine Goro, eternamente alla ricerca di un “qualcosa di più”. Un cast tutto da scoprire tra paure, delusioni, sofferenze e lo spettro dell’adolescenza che sta ormai per finire.

Non proferirò più nulla circa la storia dal momento che è il punto forte del gioco e va assolutamente scoperta man mano, tramite gli eventi del gioco che si attiveranno automaticamente quando alcune condizioni saranno rispettate.

Prima di passare al gameplay del gioco, dove ci sarà un bel po’ di carne al fuoco, vorrei fare un piccolo appunto riguardo un dettaglio che si può scoprire solo dopo aver indagato un po’ sullo sviluppo di The Friends of Ringo Ishikawa. Come già accennato il gioco è stato sviluppato da una sola persona, il developer yeo, tuttavia questa affermazione non è del tutto vera: gli sprite che vedete nel gioco sono stati realizzati da suo padre, un uomo di 58 anni che non aveva mai disegnato o utilizzato MS Paint in vita sua e per aiutare il figlio ha deciso di imbarcarsi in questa fantastica avventura. Null’altro da aggiungere a riguardo, solo un semplice ed efficace cenno di approvazione e rispetto nei confronti dei due.

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Le influenze, per stessa ammissione di yeo, sono disparate, ma nemmeno tanto difficili da rintracciare, abbiamo la vita scolastica che ricorda Persona, lo stile visivo che strizza l’occhio a River City Ransom (la serie di Kunio-kun per i più giapponofili) e un feel nostalgico del Giappone anni ’80 proveniente dritto dritto da quel piccolo capolavoro che è Shenmue. Una ricetta pefetta? Non necessariamente per tutti, ma è riuscita davvero a toccare tutte le corde giuste del mio putrido e avvizzito cuore.


BEAT THEM UP!

The Friends of Ringo Ishikawa vi lascia una quasi totale libertà d’azione, in alto a destra avete un orologio che segna l’orario, con il quale vi aiuterete a scandire la vostra giornata mentre in alto a sinistra la barra degli HP rossa e una azzurra che indica invece la guardia, l’interfaccia è tutta qui. Dopo essere stati lanciati a forza in una rissa potrete decidere come meglio trascorrere le giornate che vi separano dal diploma. Avete voglia di alzarvi dal letto presto, correre al parco per una veloce sessione di allenamento e poi filare dritti a scuola per seguire le lezioni come dei veri studenti modello? Nessun problema. Preferite svegliarvi tardi e andare a reclutare il resto della gang riunita sul terrazzo della scuola e tempestare di calci il primo che vi guarda di traverso? Anche in questo caso, liberissimi di scegliere.

Le vostre scelte, però, avranno delle conseguenze. Se non direttamente sulla trama, che ricordiamo è fissa e avanza a prescindere da ciò che facciate, si rifletterà sulla vostra quotidianità. Un Ringo che pensa alla sua carriera scolastica, che si presenta sempre puntuale ai test e studia ogni volta che ha un po’ di tempo libero, riceverà ogni settimana una borsa di studio da poter spendere come meglio crede. Se vi precluderete questa opzione dovrete trovarvi un lavoro part-time o in alternativa saccheggiare gli studenti che pestate, anche solo per avere il cash per comprarvi le sigarette.

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La vita non è solo fatta di obblighi però, o mi sbaglio? Se avrete tirato su una bella sommetta potrete acquistare dal banco dei pegni della città un bel TV con videoregistratore integrato, proveniente dritto dritto dal secolo scorso o un Famicom nuovo di zecca con uno shoot ‘em up in bundle (che potrete davvero giocare!). Se siete invece dei tipi dediti alla cultura avrete anche la possibilità di optare per dei vecchi, sani (e anche un po’ ammuffiti) libri da leggere durante i tempi morti, mentre vi accomodate su una panchina o mentre mangiate qualche boccone alla tavola calda.

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Queste attività influiscono naturalmente sul rapporto che avete con alcuni personaggi e potrebbero portare anche a interazioni inaspettate. Difficilmente riuscirete a scoprire tutto nella vostra prima partita e poiché il gioco non mette a disposizione un New Game+, per scelta del programmatore, potrete affrontarlo più volte e scegliere nuovi pattern comportamentali per carpirne tutti i segreti.

Si ma, il combattimento?? Ci arriviamo, con calma. A proposito, se siete psicotici e iperattivi potrebbe non essere un gioco adatto a voi, poiché è un prodotto da affrontare con la giusta calma, al ritmo di musica chillout (la soundtrack scelta da yeo è praticamente perfetta e non sono riuscito a trovare mezza traccia noiosa o fuori posto), pensato per rilassarsi anche semplicemente guardando i deliziosi sprite del cielo che passano dall’azzurro terso all’arancione pomeridiano fino al calare della notte.

SI MA COME CI SI PESTA? Ok, il gioco ha quattro pulsanti principali: pugno, calcio, guardia e menu. Premendo pugno+calcio potrete saltare ma è una meccanica che userete poco e solo per qualche attività secondaria. Il vostro personaggio, mentre si muove per le zone, sarà in stato di calma e in questa modalità il pugno viene usato come tasto azione, il calcio come tasto per accendere una sigaretta se ne avete ancora nel pacchetto (fumare non ha alcun impatto sul gameplay, lo si fa per il semplice gusto di farlo e per sembrare più badass) mentre la guardia vi fa entrare nella “delinquent mode”: camminata lenta, mani in tasca e sguardo truce, pronti per una feroce rissa.

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Aprendo il menu vi troverete davanti diverse schermate selezionabili, lo status di Ringo con tutti i dettagli su HP, EXP, valori di attacco e difesa, la schermata Party per vedere i membri della gang che sono attualmente con voi, la schermata Food per consumare il cibo acquistato, quella delle Skill, i voti scolastici e infine quella per Salvare (azione eseguibile solo quando siete a casa).

Inizialmente l’unica tecnica a vostra disposizione sarà la presa per scaraventare il nemico a terra ma procedendo nella storia avrete accesso al club di Judo, un Boxing Club e altri personaggi da cui potrete apprendere delle tecniche letali che miglioreranno il vostro rendimento in battaglia. Non sono assolutamente indispensabili, però, ed è bene chiarire che potrete finire tranquillamente il gioco anche senza queste ultime, tuttavia ha un suo fascino vedere un adolescente che apprende un calcio volante guardando un film di Bruce Lee in VHS (ci abbiamo provato tutti da giovani, dite la verità).

La mappa su cui vi muoverete non è di dimensioni mastodontiche e non dovrebbe contare più di una trentina di aree diverse (no, non è possibile vedere dove vi trovate, dovrete quindi memorizzare le aree), il che non è necessariamente un male se consideriamo che spostarsi da un luogo all’altro richiede un po’ di tempo. Aree più grandi avrebbero reso sicuramente molto più complessa la gestione del tempo da parte del giocatore, rovinando così, a mio parere, il mood del titolo.

Minigiochi? Si grazie.
Delinquenti, risse, sentimenti, qualcuno ha detto Yakuza? Come nel ben più popolare titolo SEGA/Ryu Ga Gotoku Studio, anche in The Friends of Ringo Ishikawa (paragone da prendere con le PINZE, mi raccomando, soprattutto per gli analfabeti funzionali che sono pronti a vomitare bile) potrete passare il vostro tempo con alcuni minigiochi da affrontare con i vostri compari, dal biliardo, al poker fino al ping-pong. Non si tratta di meccaniche complesse e considerata la scarsità di pulsanti non poteva essere altrimenti, tuttavia, qualcosa vi spingerà a giocare con i vostri amici, anche solo per qualche ora di tanto in tanto, poiché si tratta di un’esperienza estetica resa perfettamente dallo sviluppatore in cui è piacevole calarsi anche solo per il gusto di farlo.


Chi dovrebbe giocare The Friends of Ringo Ishikawa?
Non si tratta assolutamente di un gioco per tutti, come molti titoli indie in commercio tra l’altro. Un po’ per il ridotto budget, un po’ per alcune meccaniche abbozzate, il gioco potrebbe deludere qualche acquirente che non ha ben chiaro di cosa si tratti o che voglia propriamente un beat ‘em up di stampo classico con combo complesse e difficoltà crescente. A questi dico direttamente: astenetevi. Chi è incuriosito però dalla nostra recensione e ha avvertito un certo formicolio alla vista degli screenshot o dalla descrizione che abbiamo fornito, dovrebbe assolutamente investire i due spicci a cui è venduto e dargli una chance.

Gli amici di Ringo Ishikawa vi strapperanno più di un sorriso, molto spesso malinconico, che potrete rivivere partita dopo partita, perché vi assicuro che non vi fermerete alla prima run, ne vorrete un’altra e un’altra ancora, per immergervi continuamente in questa piccola cittadina e rivivere le emozioni che è in grado di suscitare.

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