TriggerHeart Exelica, shoot ‘em up a scorrimento verticale sviluppato da Warashi, verrà pubblicato nuovamente su console Nintendo Switch dal nuovo publisher detentore del franchise, Cosmo Machia. Il titolo sarà disponibile dal 2 maggio sulla console, noi l’abbiamo provato in anteprima per la nostra recensione che trovate di seguito.
Provato su Nintendo Switch
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Il crepuscolo Dreamcast
La compagnia che si occupa della pubblicazione del gioco, ovvero Cosmo Machia, è composta da ex membri della software house che si è originariamente occupata dello sviluppo del gioco. Quindi, in un certo senso, Triggerheart Exelica “torna a casa”. Triggerheart Exelica, infatti, non è esattamente uno shoot ‘em up recente. La sua prima iterazione arcade su piattaforma Sega NAOMI risale al 2006 in Giappone. Successivamente, il gioco vide una pubblicazione su un’ormai in disuso Sega Dreamcast. Pensate che Triggerheart Exelica fu il penultimo gioco a essere pubblicato su Dreamcast (seguito poi dopo circa due settimane da Karous, tecnicamente l’ultimo gioco ufficiale per Dreamcast in Giappone).
Triggerheart Exelica, però, vide anche ulteriori pubblicazioni, nello specifico su Xbox Live Arcade e naturalmente su PlayStation 2. Dopo 17 anni circa, quindi, il prodotto torna nuovamente disponibile su console moderne, sebbene solo per Nintendo Switch. Quella che ormai, come molti di voi avranno ben capito dalle recensioni del nostro portale, è una vera e propria macchina sforna-STG (o shoot ‘em up, che dir si voglia).
Ma bando alle ciance, che cos’è Triggerheart Exelica? Vale la pena prenderlo in considerazione dopo così tanto tempo? Che domande, quando si parla di STG, vale SEMPRE la pena. Le meccaniche del gioco sono semplici ma singolari e pur non essendo un gigante tra le proposte disponibili, vale senza dubbio la pena prenderlo in considerazione.
Ver’mith spaziali
Come già specificato, Triggerheart Exelica è uno STG a scorrimento verticale. Sfrutta una grafica tridimensionale molto basilare per la costruzione sia dei modelli poligonali di personaggi e nemici, sia degli sfondi che appaiono un po’ scarni. L’inizio degli anni 2000 era un po’ caratterizzato da queste produzioni che tentavano di catapultare il genere STG in una nuova era, uscendo ormai da quello che era stato il periodo d’oro. Non a caso ci furono prodotti come Radirgy (tra l’altro, abbiamo recensito proprio recentemente Radirgy 2 se siete interessati) o il già citato Karous.
La storia come sempre ci dà un quadro entro cui si muovono i personaggi: Exelica e Crueltar. Due macchine robotiche create in una lontana galassia. Nella loro lotta contro i Ver’mith, queste due macchine cibernetiche dall’aspetto femminile vengono risucchiate in un portale spazio-temporale che le ricolloca sul nostro pianeta Terra. I Ver’mith, trasportatisi anch’essi in loco, decidono di attaccare il pianeta e quindi la battaglia delle due riprende anche in questo settore della galassia.


Il gioco vi fornirà quattro modalità di gioco: Story, Arcade, Arrange e naturalmente il Training. La prima è quella che vi permetterà di capire le interazioni tra i personaggi e vedere anche un diverso finale in base non solo al personaggio usato, ma anche in base al raggiungimento del True Ending. Quest’ultimo, ottenibile ovviamente senza mai morire in tutti e cinque i livelli del gioco.
Ancoràti al passato?
Dunque, l’elemento principale che distingue Triggerheart Exelica da altri STG a scorrimento verticale, è l’uso di una meccanica chiamata “anchor”, ovvero àncora. Lanciandola contro il nemico, sarà possibile trascinarlo a sé e cominciare a farlo vorticare attorno al personaggio che controllate. Rilasciando il pulsante, il nemico verrà scagliato lontano e se centrate gli avversari, aumentate il moltiplicatore dei punti. Trattenendo il nemico e ruotandolo, invece, potrete usarlo per un periodo limitato come scudo per i proiettili.
Il bello del gioco è che persino i nemici più grandi e mastodontici possono essere attirati a sé e usati come àncora. Naturalmente, il drawback in questo caso sarà la loro mole, che richiederà più tempo per essere trascinati a sé, rendendovi vulnerabile in questo lasso di tempo alle rose di proiettili che vi vengono scatenate contro. Una gimmick, senza dubbio, ma davvero interessante e originale. Exelica e Crueltar, per chi se lo stesse chiedendo, si differenziano esclusivamente per la tipologia di sparo principale. La prima ha un ventaglio di proiettili più ampio, mentre la seconda, come da tradizione, ha uno sparo frontale leggermente più potente.

Altra caratteristica di cui è bene parlare è il sistema VBAS, acronimo che sta per Variable stage boss attack system. Collezionare punti nei livelli porta ad avere delle battaglie più intense con i boss, che possono attraversare fino a 5 trasformazioni differenti, con l’aggiunta di uno scontro con Faintear. Il gioco diventa sostanzialmente tanto più difficile quanto le vostre prestazioni migliorano. Il fatto che il gioco sia breve, con soli cinque livelli, è un incentivo a ripetere più e più volte le varie modalità, con partite mordi e fuggi della durata di una mezz’oretta circa. Imparare a sfruttare bene il sistema anchor non è difficile, tuttavia prima che riusciate a vedere il true ending del gioco a difficoltà easy, potrebbero volerci almeno cinque o sei ore di allenamento.
Quando poi avrete ottenuto questo obiettivo, potrete passare alla più difficile modalità Arrange, con pattern dei proiettili ancor più intensi e complessi. Consigliamo di passare a questa modalità solo dopo una buona dose di allenamento. Parliamo pur sempre di un STG facente parte della categoria bullet hell, d’altronde, con complessi pattern da memorizzare per muoversi al meglio tra gli spiragli offerti.
A chi lo consigliamo?
Triggerheart Exelica: Consigliato agli appassionati di STG. Tecnicamente è un gioco pensato esclusivamente per i fan del genere. La sua meccanica principale, che prevede l’ancoraggio dei nemici e lo scagliarli contro altri, è studiata per favorire i giocatori che vogliono raggiungere punteggi elevati. La meccanica stessa manca un po’ di profondità, rivelandosi una gimmick che bisogna imparare e ripetere nei momenti cruciali dei vari livelli. Tuttavia, resta comunque un sistema originale che ho molto gradito. Valida anche la presenza della Arrange mode, completamente assente nelle versioni precedenti per Xbox e PlayStation 2. Imperdonabile, invece, l’assenza di Faintear come personaggio giocabile. Solo per questo, mi tocca assegnare al gioco ben mezzo punto in meno. – 7gatsu


