Recensione Irem Collection Volume 3

irem collection vol 3 copertina

Irem Collection Volume 3 raggiunge infine i lidi console con l’arrivo su Nintendo Switch e PlayStation 5 il prossimo primo luglio. Abbiamo avuto l’opportunità, come per Irem Collection Volume 1 e Irem Collection Volume 2, di provare la raccolta in anteprima. Ecco cosa ne pensiamo e perché riteniamo sia, ancora una volta, una eccellente operazione di recupero.

Provato su Nintendo Switch

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Finora abbiamo avuto modo di immergerci, con le prime due raccolte, in mondi a tema spaziale e guerresco. La prima collection includeva infatti titoli meno conosciuti rispetto a R-Type, che ancora oggi è la punta di diamante di Irem in ambito shoot ‘em up, ma da cui derivavano alcuni elementi come Image Fight e X-Multiply. La seconda raccolta invece aveva un approccio più “militare”, con AirDuel e GunForce. Qui ci spostiamo in un altro ambito, con un approccio un po’ fantasy e cute-em up, poiché sono inclusi:

  • Mr. Heli (versione Arcade e versione PC Engine) (1987-1989)
  • Mystic Riders (1992)
  • Dragon Breed (1989)

Per la prima volta è davvero difficile stabilire un chiaro prodotto migliore rispetto agli altri nella raccolta, poiché sono tutti e tre diversi, peculiari e a loro modo affascinanti.

Dunque, Mr. Heli è uno shoot ‘em up che, per certi versi, ricorda un po’ il Fantasy Zone di SEGA. Abbiamo quindi una simpatica mascotte come protagonista, ovvero Mr. Heli, un mondo in cui ci si muove lentamente e non alla velocità della luce come nella maggior parte degli shoot ‘em up e anche una struttura dei livelli che non è semplicemente orizzontale ma si sviluppa in ogni direzione.

Mr. Heli esce nelle sale arcade nel 1987 e questa versione da sala giochi è naturalmente inclusa nella raccolta in versione World e Japan, ma non solo! La decisione di inserire anche il port PC Engine è più che apprezzata, poiché si rivela, pur essendo una versione con dovuti tagli per la console 8-bit, anche la più godibile per una partita veloce senza troppo stress. La macchina arcade conserva l’approccio “mangia-monetine” e anche se le semplificazioni a cui siamo stati abituati con i port Ratalaika sono qui presenti, ho tratto maggior soddisfazione nelle partite con la versione PC Engine, decisamente la mia preferita tra le due.

Il titolo mantiene tutto il suo charme originale, con l’elicottero con sprite giganti e con un arsenale che si può ingrandire strada facendo acquistando i power-up disseminati per i livelli. Uno shoot ‘em up diverso dai suoi contemporanei e proprio per questo una piacevolissima aggiunta per la raccolta. Ricordiamo che nel gennaio del 1988, Mr. Heli fu segnalato dalla rivista Game Machine come la quinta macchina arcade più popolare del mese, un successo notevole che venne poi replicato anche dalla versione PC Engine.

Lo shoot ‘em up più colorato e tecnicamente bello da vedere della raccolta, Mystic Riders è un’avventura per un massimo di due giocatori che vestiranno i panni dei maghi Mark o Zeal. Ben lontani dagli ambienti claustrofobici e guerreschi a cui Irem ci aveva abituati, in questo STG a scorrimento orizzontale si vola in cieli blu, castelli dai colori pastello e tonalità bubblegum. Pur avendo l’aspetto di un cute ‘em up, non lo è nel senso canonico del termine, resta comunque un STG particolarmente difficile e che richiede un approccio metodico e studiato per essere portato a termine.

Gli sprite dei nemici e quelli dei boss sono molto grandi, spesso riempiendo l’intero schermo, pertanto può risultare difficile schivare tutto ciò che si trova a schermo, ma dal canto loro, anche i due maghetti hanno armi degne per affrontare le minacce. Nello specifico parlo di una sorta di rivisitazione del pod R-Type, ovvero la scopa volante su cui questi volano, che può essere lanciata in qualsiasi direzione, anche diagonale, per colpire i nemici che provengono da direzioni non canoniche.

Non ha mai raggiunto un gran successo come macchina arcade, in parte anche per la forte concorrenza di altre software house negli anni ‘90, guadagnando più che altro uno status cult di nicchia in tempi moderni. L’inserimento nella raccolta è ovviamente più che gradito e nonostante la difficoltà, è accessibile e nemmeno troppo lungo da portare a termine.

Conclude il trittico Dragon Breed, un altro esperimento davvero particolare di Irem dove il protagonista, pur essendo un fragile essere umano, può godere della protezione dell’enorme drago che cavalca, Bahamoot. L’unico punto debole di questo gigantesco sprite è proprio l’umano posizionato sulla testa del drago, mentre Bahamoot è completamente invulnerabile. Il giocatore può muovere il drago a piacimento e, a ogni movimento, corrisponde un assestamento del suo corpo, quindi è possibile effettuare delle manovre in modo tale che la coda del drago copra l’essere umano che lo cavalca, proteggendolo dai proiettili avversari. Una tecnica che ci si ritrova a utilizzare più e più volte nel corso dell’avventura.

Molto interessante anche l’evoluzione dei potenziamenti, che danno poteri diversi al drago ma non influiscono sullo sparo del cavalca-draghi. Quest’ultimo può persino scendere dalla sua postazione quando si incontrano piattaforme stabili, una tecnica rischiosa ma che permette di gestire meglio particolari ondate di nemici.

Visivamente Dragon Breed è davvero spettacolare e non sorprende che abbia letteralmente divorato un altro gioco a tema draghi che uscì nella sale arcade lo stesso anno, ovvero Saint Dragon di Jaleco. Questo proponeva, incredibilmente, un concept molto simile, sebbene l’esecuzione non fosse nemmeno lontamente paragonabile alla maestria del team Irem.

Concludiamo come sempre parlando brevemente dell’accessibilità di questi STG. Il genere è come sempre ostico e quindi per ridurre la frustrazione, i port di Ratalaika includono numerose facilitazioni per rendere meno stressanti le partite. Ognuno dei titoli dispone di modalità “classica” e modalità “casual”. Quella classica ha un set di regole arcade, senza facilitazioni di alcun tipo, mentre invece la modalità casual è quella più in linea con le esigenze di chi vuole semplicemente esperire senza troppi problemi i titoli. Include la possibilità di salvare e caricare stati, di riavvolgere il tempo o anche attivare trucchi.

Irem Collection Volume 3: Beh, se avete già acquistato le prime due raccolte, anche la terza non vi deluderà e dovete assolutamente aggiungerla alla collezione. Potenzialmente, è per ora la migliore delle tre per quanto concerne la selezione di giochi. Ciò potrebbe cambiare con il volume 4 o il 5 ma, per ora, consiglio caldamente l’acquisto. Come sempre, i non fanatici di STG non troveranno nel prodotto appeal a sufficienza, sarebbe stato necessario aggiungere più giochi e ridurre il numero delle raccolte per un miglior rapporto qualità/prezzo che potesse convincere davvero tutti. Per chi è legato al genere e ben conosce il catalogo Irem, non c’è davvero molto altro da dire: si acquista a occhi chiusi! 7gatsu

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2025-06-29T12:38:23+02:00

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