Recensione Irem Collection Vol.1

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Irem Collection Vol.1 è l’ultima raccolta proposta da ININ Games. Il primo dei cinque volumi previsti include tre degli shoot ‘em up della compagnia, ovvero Image Fight, Image Fight II e X-Multiply. Il Vol.1 è disponibile dal 21 novembre 2023 su Nintendo Switch, PlayStation 4 e PlayStation 5.

Provato su Nintendo Switch

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Quando si sente parlare di Irem, il primo (e per alcuni unico) titolo che viene in mente è l’iconico shoot ‘em up a scorrimento orizzontale R-Type. A buona ragione in un certo senso, se consideriamo infatti che si tratta di uno dei prodotti più conosciuti non solo della compagnia, ma dell’intero genere. È bene chiarire però che Irem ha prodotto molto più che R-Type e che quindi, questa opera di raccolta e di pubblicazione in cinque volumi di titoli che potremmo erroneamente definire “minori”, è più che gradita.

Ci troviamo quindi a recensire il primo volume, in attesa dell’uscita degli altri, previsti verosimilmente per il 2024. All’interno di Irem Collection Vol.1, come già accennato in apertura, troviamo tre giochi:

  • Image Fight (1988)
  • Image Fight II (1992)
  • X-Multiply (1989)

Questi sono presenti nelle loro uniche o diverse varianti, come vedremo a breve. Image Fight arriva un anno dopo R-Type ed è chiaramente un tentativo di Irem di presentare qualcosa di diverso ma con qualche rimando stilistico al lavoro precedente. Lo scrolling per entrambi i titoli della serie è quindi verticale, mentre in X-Multiply si torna allo scrolling orizzontale. Pertanto, nella raccolta è possibile trovare tutti e due i diversi approcci di Irem.

Uno dei concetti interessanti di entrambi i titoli Image Fight ci viene proprio dal nome degli stessi. Infatti i giocatori si ritrovano ad affrontare livelli che potremmo definire “simulazioni”. Non si tratta di una semplice caratteristica presentata ai fini di trama, ma presenta un’influenza anche sul gameplay stesso.

In Image Fight, il giocatore si ritroverà ad affrontare i primi cinque livelli del gioco, ottenendo alla fine di ognuno di essi un punteggio percentuale legato al numero di nemici distrutti. Al termine dei cinque livelli, la percentuale media globale deve essere del 90%. In caso contrario, il giocatore dovrà affrontare un livello aggiuntivo prima di poter passare agli ultimi tre livelli finali.

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Al di là di questa caratteristica, la parte shooting si svolge come un classico titolo afferente a questo genere. Si spara ai nemici e si possono ottenere dei potenziamenti che migliorano le potenzialità offensive dell’astronave. Questi sono pod rossi o blu (per un massimo di tre) che circondano la vostra navicella. La differenza tra gli uni e gli altri è legata alla direzione di sparo: quelli rossi hanno direzione variabile mentre quelli blu hanno direzione fissa.

Dal punto di vista grafico, Image Fight è sicuramente apprezzabile per essere un gioco del 1988, ma manca dell’inventiva di R-Type. I boss non sono particolarmente entusiasmanti e l’estrema difficoltà del gioco lo rende a tratti frustrante. Fortunatamente, come da tradizione dei port effettuati da Ratalaika, anche in questo caso troviamo una comoda funzione Rewind e Save State. In modo da rendere più digeribile il titolo.

In ogni caso, è molto apprezzata la possibilità di scegliere la versione di Image Fight: trovate quindi quella classica arcade del 1988, il port per Famicom/NES del 1990 e quello per PC Engine dello stesso anno. Una buona selezione se consideriamo le radicali differenze, non solo grafiche, che dividono i tre port del gioco.

Il secondo gioco, uscito esclusivamente per PC Engine Super CD-Rom, ha il pregio di poter offrire una migliore qualità grafica, tuttavia presenta gli stessi limiti del primo gioco. Nonostante arrivi sul mercato quattro anni dopo Image Fight, sembra una versione migliorata solo sotto alcuni punti di vista.

Il gameplay è praticamente identico, non ci sono grosse differenze e persino la caratteristica dei livelli “simulati” è qui mantenuta. Rispetto al primo gioco, però, le “image fight” iniziano dal secondo livello fino al quarto. Dopodiché, previo punteggio superiore al 90%, si passa al vero conflitto con gli invasori alieni.

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I livelli sono inframezzati da cutscene in stile anime, a onor del vero al di sotto delle aspettative e della qualità che all’epoca era la norma su PC Engine Super CD-Rom. Queste ultime sono ancora oggi esclusivamente in giapponese dal momento che il titolo non è mai uscito fuori dal territorio nipponico.

Nemmeno a dirlo, la difficoltà è letteralmente fuori scala, superando anche quella del primo gioco. La possibilità di salvare e riavvolgere in qualsiasi momento è naturalmente presente anche qui ed estremamente gradita. La sua inclusione in questa raccolta, al di là di quel che si potrebbe dire del gioco in sé, è fondamentale. Speriamo quindi che anche altri giochi Irem, seppur non esattamente eccelsi, arrivino nelle future raccolte.

Chiudiamo il trittico con il gioco uscito subito dopo Image Fight, nel 1989, ovvero X-Multiply. Il titolo nasce probabilmente dall’apprezzamento degli autori dell’album del gruppo Yellow Magic Orchestra, ovvero X∞Multiplies, uscito nel 1980. Oltre al riferimento musicale, il legame con il gioco potrebbe essere esplicitato nella trama: nell’anno 2249, una pianeta colonia di esseri umani è attaccato da microscopici alieni che ne invadono i corpi, si moltiplicano e li uccidono dall’interno.

Per far fronte a questa minaccia gli scienziati creano una navicella miniaturizzata e la introducono nel corpo di un essere umano infestato dalla regina degli alieni. Una trama che ricorda, come i più avranno intuito, il film Viaggio allucinante (Fantastic Voyage) del 1966.

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Se da un lato l’incipit porta a immaginare livelli ricchi di rimandi a materiale biologico e interiora umane, ciò non si riflette poi nel design. Questo appare sì opprimente e in qualche senso “pulsante”, ma senza mai essere troppo grafico e specifico. Un’occasione sprecata, che avrebbe permesso al prodotto di spiccare di più.

X-Multiply infatti non uscì mai dalle sale arcade e solo dieci anni dopo approdò in una raccolta su PlayStation e Sega Saturn. Il gameplay vi vede dunque a bordo di questa navicella, con delle estensioni che terminano con pod difensivi (una vera caratteristica del design Irem). Avendo questi tentacoli sempre a disposizione, il gioco è senz’altro meno difficile rispetto ai due Image Fight o lo stesso R-Type, offrendo comunque un livello di sfida superiore alla media.

Solo ai fan degli STG: Bisogna innanzitutto ricordare che questa operazione chiamata Irem Collection sarà composta da ben cinque volumi. Dunque, se volete tutta la raccolta completa, è possibile acquistarla in pre-ordine sul sito ufficiale di Strictly Limited Games. Chi preferisce invece la versione digitale, può già acquistarla sulla propria console di riferimento. Acquistando solo il Volume 1 avrete però una visione limitata della produzione Irem. Uno svantaggio dato dalla suddivisione operata dall’editore. In linea di massima i due Image Fight e X-Multiply sono giochi divertenti per gli amanti degli shooter, un po’ meno per tutti gli altri. Consigliamo quindi l’acquisto immediato solo ed esclusivamente agli appassionati. Chi ha solo una semplice curiosità per il genere in sé, farebbe meglio ad astenersi e puntare su titoli più accessibili, come per esempio Cotton Fantasy. 7gatsu

7.5
von 10
2023-11-26T12:49:53+01:00

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