Irem Collection Volume 2 è finalmente all’orizzonte e dopo numerosi rinvii e silenzio stampa, il secondo volume di questa importante serie pubblicata da ININ Games verrà ufficialmente rilasciato su Nintendo Switch, PlayStation e Xbox il prossimo 14 novembre. Abbiamo avuto modo di provarla, ed ecco la nostra recensione.
Provato su Nintendo Switch
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STG e Run ‘n Gun: la vecchia guardia
Il primo volume di Irem Collection è uscito lo scorso novembre, da allora è passato quindi un anno, un tempo particolarmente lungo che senza dubbio è stato frutto di problematiche legate alla presentazione dei giochi inclusi in questo secondo volume. Al di là delle complicazioni riscontrate, alla fine il team di Ratalaika ce l’ha fatta e possiamo pubblicare la nostra recensione. Ma prima, se volete recuperare la recensione di Irem Collection Volume 1 non vi resta altro da fare che cliccare sul link precedente. Tutto sommato, consigliamo di dargli un occhio se siete giunti fin qui cercando un onesto parere sul secondo volume.
I giochi inclusi a questo giro sono Air Duel, uscito nelle sale arcade nel 1990, GunForce del 1991 e infine GunForce II del 1994. A questi si aggiunge anche il port di GunForce per SNES/SFC, uscito nel 1992, per un totale di quattro giochi.
Chiariamo subito che essendo versioni curate da Ratalaika, troverete tutte le classiche semplificazioni di cui abbiamo parlato ormai in dozzine di recensione delle loro raccolte. Non staremo qui a sperticare troppe lodi stavolta, sappiamo già di cosa si tratta e se non lo sapete andatevi a leggere le recensioni sul portale.
Aspettatevi save/load state, ma anche il rewind per tornare indietro nelle situazioni più concitate senza perdere preziose vite. Non vi basta? Allora attivate i trucchi dal menu per invincibilità o vite infinite, insomma, potete fare proprio come vi pare. Certo, a patto che giochiate alla versione “casual” dei titoli. Per i puristi c’è la versione “classica”, dove queste facilitazioni sono disattivate e dove è possibile bestemmiare alla cara, vecchia maniera.
Air Duel
Il titolo è senza dubbio peculiare, a prima vista potrebbe sembrare ispirato vagamente a Raiden, se non fosse che il gioco Seibu Kaihatsu uscì un mese dopo quello proposto da Irem, precedendo quindi in un certo senso l’approccio lento e mnemonico necessario per portare a termine i livelli. Air Duel può essere considerato anche leggermente meno difficile, sebbene la curva d’apprendimento sia come sempre ripida.
Una delle caratteristiche che distinguono il prodotto da altri shmup dell’epoca è la possibilità di selezionare, a ogni livello, uno dei due velivoli disponibili: un aereo classico con fuoco concentrato e un elicottero che permette di direzionare a piacimento il proprio sparo. I sette livelli principali sono tutti molto ben caratterizzati, offrendo una grafica pixel molto curata per l’epoca, quando appunto la competizione muoveva ancora i primi passi in questo campo. Uno dei livelli più interessanti è senza dubbio quello notturno, dove è possibile vedere l’intera città illuminata in sottofondo con una colorazione estremamente piacevole.
Terminati i sette livelli si raggiunge la schermata conclusiva, ma per vedere il vero finale sarà necessario riaffrontarli in un secondo loop con difficoltà aumentata. Un approccio che potremmo definire standard per molti esponenti del genere STG. La soundtrack è purtroppo molto sottotono, quasi inudibile a tratti perché soverchiata dal rumore eccessivo dei proiettili. Dal punto di vista della preservazione storica, è un bene che Air Duel sia qui stato incluso ma non è certo il gioco per eccellenza di Irem.
GunForce
Sebbene Irem sia principalmente nota per i suoi STG, è anche vero che ha prodotto dei run ‘n gun e parliamo in questo caso di GunForce. Potremmo definirlo, in maniera del tutto ottimista, come un clone di Contra, solo leggermente più semplice e meno entusiasmante. Gli sprite sono più grandi rispetto a un classico Contra, cosa che farebbe anche ben sperare, purtroppo però questi non sono particolarmente belli da vedere. La versione arcade è comunque parecchie spanne sopra quella per Super Nintendo e Super Famicom, che in ogni caso potete provare nella raccolta.
Anche qui, per preservazione storica, siamo lieti dell’inclusione, ma giocare la versione console rispetto a quella arcade è come darsi una sonora mazzata sui denti. Audio della soundtrack pessimo, hitbox grandi quanto un edificio, livelli striminziti, semplici e poco divertenti, nonché una colorazione slavata che renderebbe triste anche un bambino il giorno di Natale. Non a caso Famitsu gli diede un bel 18/40 quando questa versione uscì nel 1992, pensate un po’, a novembre. Tirando nuovamente in ballo la festività, sicuramente qualche povero fanciullo ricevette il gioco a Natale, rovinandosi completamente le vacanze invernali.
Comunque, tornando alla versione arcade che è quella che vale la pena prendere in considerazione qui, resta piacevole da giocare e non eccessivamente difficile, con tanti mezzi diversi in cui è possibile saltare per accoppare tutti i nemici a schermo, come carri armati, elicotteri, torrette, motociclette e così via. Se avete un amico, è possibile condividere l’avventura in una bella couch coop, ricordando i bei tempi andati.
GunForce II, o GeoStorm
Il gioco è stato titolato in occidente come GunForce II, per dare un senso di continuità alla produzione Irem, ma in Giappone questo riferimento era più oscuro dal momento che il gioco era conosciuto come GeoStorm. Si tratta dell’ultimo gioco per sale arcade pubblicato da Irem, che sparì di lì a poco, con gran parte dello staff che formò l’azienda Nazca Corporation. Li avete già sentiti? Sì, sono proprio gli sviluppatori degli originali Metal Slug.
GunForce II, infatti, è spesso considerato come l’ispiratore della serie e giocandolo è possibile vedere tutti gli elementi embrionali che poi diverranno capisaldi della serie ben più famosa di Metal Slug. Sprite di grandi dimensioni, grandi boss meccanizzati, armi diverse per bombardare i nemici, persino i POW fanno capolino, anche se in questo gioco non sono barbuti prigioneri ma procaci ragazze. Ah, Giappone, eri così ganzo, cosa ti è successo?
Come potrete facilmente immaginare, GunForce II è la vera punta di diamante di questa raccolta e pur essendo un gioco molto breve, sviluppato in cinque livelli, è pieno di contenuto, con tanti mezzi cavalcabili e persino una boss fight dove il vostro personaggio resta costantemente in impennata su una motocicletta. I fanatici di Metal Slug che non hanno mai esperito il gioco, passeranno l’avventura con un sorriso stampato in faccia, scovando tutti gli elementi che poi si sono evoluti nella serie che tutti conosciamo.
A chi lo consigliamo?
Irem Collection Volume 2: Questa raccolta è senza dubbio più debole rispetto alla prima, ma d’altronde, se state leggendo la recensione è perché siete potenzialmente interessati ad acquistarla. Al netto di ciò posso dirvi che, se avete già comprato la prima, e siete rimasti soddisfatti, allora procedete con l’acquisto della seconda, e poi la terza, la quarta e la quinta pure. Avete fatto 30, fate 31, completando la raccolta. Se invece avete già saltato la prima, probabilmente vi converrà saltare anche la seconda. Come sempre, gli STG sono per pochi appassionati e se non avvertite il fremito collezionistico, allora non si tratta di una produzione adatta al vostro palato. – 7gatsu





