Devilated è un FPS vecchia scuola, uno di quei boomer shooter che grazie agli Dei hanno ancora molto spazio nel gaming di stampo indipendente. Il gioco è stato rilasciato da Neon Doctrine, sotto richiesta dello sviluppatore del gioco che purtroppo, si trova ad affrontare un grave problema di salute. Ovviamente, nel nostro piccolo ci auguriamo che tutto vada per il meglio. Se vi interessa sapere di più su Devilated, disponibile su PC tramite Steam dal 24 ottobre, ecco la nostra recensione.
Provato su PC
![]() ![]() |
Sigari e cannibalismo
Ispirato ai due recenti Doom (2016) e Doom Eternal, così come all’ottimo Dusk, Devilated si basa sull’uccisione frenetica di mostri, più che sull’effettiva esplorazione dei livelli. Lo stile grafico del gioco ricorda quello utilizzato da Monolith per alcuni dei suoi titoli come Blood 2 e Shogo: Mobile Armored Division… insomma, quelli che si vedevano solo a casa dell’amico armato di Pentium, 3DFX e Soundblaster.
Sebbene a livello grafico Devilated non abbia molto da dire, il gioco riesce comunque a creare un’atmosfera ultraterrena con una palette di colori infernale. Le mancanze tecniche, indubbiamente presenti, vengono sopperite da quintali di sangue, ludicrous gibs e armi devastanti, nonché da un buon gameplay che prova a unire diverse meccaniche.
In Devilated vestiremo i cenciosi panni di un tizio dalla voce da duro, una fusione tra Duke Nukem e Caleb il quale scopo è ovviamente masticare gomme e spaccare culi. Così duro che avrà un comando specifico per fumare un sigaro.
Parlando di gameplay, il gioco prende elementi moderni come il dash per schivare i proiettili e avvicinarsi ai nemici, il bullet time e la possibilità di potenziare il personaggio attraverso un sistema di skill. I potenziamenti ci permettono di ottenere rampini, finisher e mosse speciali da attivare utilizzando un accendino zippo. Le uccisioni dei nemici verranno accompagnate da un piccolo slow motion, litri di sangue e una breve frase scritta sui loro corpi appena esplosi, un tocco che aggiunge un po’ di sano stile al massacro.

I comandi responsivi, permettono di gestire arma da fuoco, arma melee, schivata e tecniche speciali con grande fluidità, cosa assolutamente necessaria nei livelli avanzati del gioco o negli scontri contro i mostroni di fine livello.
Il gioco avrà anche una sorta di inventario, dove potremmo gestire le nostre armi, decidendo liberamente quale equipaggiare e quali usare. Per gli attacchi ravvicinati si potrà utilizzare una spada, in grado di affettare i nemici, ma volendo la si potrà sostituire con uno skateboard o altre armi contundenti. Le bocche da fuoco sono abbastanza varie: pistole e mitragliatrici di vario tipo, così come le teste dei boss che si potranno raccogliere dopo averli uccisi e che fungeranno da lanciagranate.
Hell is other shotguns
Il gameplay frenetico è la caratteristica più apprezzabile del titolo: verniciare lo scenario con le interiora dei nemici è sempre divertente, così come raccogliere i cadaveri per mangiarli e recuperare la vitalità, una meccanica che onestamente ho trovato ingegnosa, nonché assolutamente spassosa.
Devilated presenta una buona varietà di nemici, sebbene nella totale frenesia dell’azione alla fine si distinguono unicamente tra demoni che sparano e demoni che ci vengono addosso per attaccarci da vicino. Il design dei nemici non è proprio ispiratissimo, ma ho gradito i tizi con un TV al posto della testa che rimandano un po’ agli orrori “domestici” di Silent Hill (a tal proposito, potete leggere la nostra recensione di Silent Hill 2 Remake).
Come detto nell’introduzione, il level design è molto lineare, nonostante ci siano delle porte da aprire con le relative chiavi (il classico Rosso, Blu, Giallo). La possibilità di consultare una mappa 3D, può aiutare a navigare i livelli per trovare i segreti. Seguendo l’esempio di altri FPS come Turbo Overkill, Devilated si accontenta di dare al giocatore carne da macello e armi stravaganti, senza però proporre un level design interessante.

Al termine di ogni livello dovremo affrontare un boss, da abbattere scaricandogli addosso interi caricatori di armi, mentre si schivano i suoi attacchi e si tengono a bada i vari minion che ci scaglierà addosso. Il massacro indiscriminato di qualsiasi cosa si muova è sempre apprezzabile in uno shooter, ma senza un buon level design spesso risulta troppo fine a sé stessa.
Ad ogni modo, il gameplay del titolo è abbastanza granitico per intrattenere tutti gli appassionati del genere che vogliono semplicemente “sfogarsi” un po’, dando fuoco alle polveri e devastare poligoni come se non ci fosse un domani.
A chi lo consigliamo?
Devilated: Un’esperienza piacevole che ha quella carica ignorante tipica di quel mondo di shooter nati su PC durante gli anni ’90 del secolo scorso. Quindi, come tutti i giochi del genere, posso consigliarlo solo agli appassionati di vecchia data, o ai più giovini che si sentono vecchi dentro. Ovviamente, per godersi l’esperienza del gameplay di buona fattura, bisogna chiudere un occhio sullo stile grafico e su un level design forse troppo generico. Detto questo, ci auguriamo davvero che Trunka possa rimettersi e chissà, magari tornare a schiacciare teschi virtuali e rendere l’esperienza di Devilated ancora più devastante. Cuore e metallo. – heavysam


