Shoot ‘em up, cosa sono?
Per i meno avvezzi (e chi non legge abitualmente la nostra rubrica) si tratta di sparatutto a scorrimento verticale/orizzontale dove lo scopo principale è distruggere tutto ciò che appare a schermo, evitando allo stesso tempo i proiettili degli avversari. Gli esponenti più celebri del genere sono sicuramente i classici del calibro R-Type e Gradius, fino ad arrivare a titoli più “recenti” come Ikaruga e Radiant Silvergun. Per chi non avesse la minima idea di cosa sto parlando, avete presente Metal Slug? Ecco, quello ma con le astronavi.

Misteriosamente siamo giunti al terzo appuntamento con la rubrica BulletTime, dedicata a quei giochi per bambini speciali che non riescono a fare amicizia con nessuno.
Il titolo che stavolta sottopongo alla vostra attenzione è uno shmup a scorrimento verticale, uscito esclusivamente nelle sale giochi: Armed Police Batrider, ovvero la polizia armata cavalcapipistrelli, a voler fare una traduzione ignorantona. In realtà, i protagonisti cavalcano delle specie di moto volanti, chiamate appunto Batrider. Come mai ve lo propongo? Beh, mi sembra ovvio, è decisamente originale oltre che spassoso!

Armed Police Batrider è stato sviluppato da una compagnia che, negli anni ’90, fino all’inizio dei primi del 2000, ha prodotto shoot ‘em up pregiati ma generalmente poco conosciuti. Sono i gentleman di Raizing che, in partnership con un’altra compagnia, Eighting, pubblicavano giochi arcade del calibro di Battle Garegga e la serie Mahou Daisakusen.
Il team originale era composto in parte da ex-dipendenti Toaplan (abbiamo parlato della sorte toccata a questa compagnia nel primo numero di BulletTime che potete raggiungere cliccando qui), non stupisce quindi l’abilità nel realizzare prodotti che fossero appetibili per i fan del genere.
Purtroppo, nemmeno Raizing se la passò troppo bene e, dopo il decennio d’oro, fu costretta a una fusione con Eighting all’inizio degli anni 2000, con conseguente abbandono completo della realizzazione di shoot ‘em up e privilegiando giochi di combattimento su licenza come la serie Naruto Gekitou Ninja Taisen per Nintendo Gamecube, Bloody Roar e una sfilza di giochi di dubbio gusto su Kamen Rider.

Armed Police Batrider rientra nella categoria bullet hell, o danmaku in giapponese, fu pubblicato nel 1998 e fu uno degli ultimi shoot ‘em up Raizing, nonché uno dei più corposi per quanto riguarda le modalità di gioco. A differenza di altri sparatutto, dove inserita la magica monetina si inizia subito a distruggere tutto a destra e a manca, in Armed Police Batrider potrete scegliere a quale morte andare incontro, veloce e indolore nel Training Course, di media intensità con il Normal Course o lenta e atroce con l’Advance Course.

La canzone dal titolo “Choice or die” è inappropriata, avrebbe dovuto essere “Choose AND die”.

Le differenze sono in realtà le seguenti: nel Training affronterete tre livelli e sarete assistiti dall’auto-bomb, ovvero un sistema che sgancia una bomba (qualora ne abbiate una in stock) non appena venite colpiti, evitandovi così la morte immediata, permettendovi una partita dignitosa. Nella modalità Normal dovrete affrontare invece cinque stage e non avrete l’auto-bomb. In quella Advance, indovinate un po’, gli stage saranno ben sette e se provate a chiedermi se ci sia l’auto-bomb, beh, amici cari, siete proprio degli ingenui. Come è possibile vedere dallo screenshot in alto, esiste anche una quarta modalità (si tratta in realtà di una modalità nascosta di cui parleremo in seguito nella sezione Segreti) chiamata Special. In questa affronterete tutti i boss uno dopo l’altro in una sorta di boss rush ma con tutti i potenziamenti già al massimo, una vera e propria pacchia.

STORIA & GAMEPLAY

La storia prende il via nel 2014 a New York, Manhattan, precisamente sull’isola artificiale Zenovia. L’aumento del crimine in città costrinse il governo a creare questa zona per permettere ai cittadini di poter vivere una vita tranquilla sotto l’egida della GiganTech Cybertronics, una corporazione in grado di sviluppare intelligenze artificiali e macchine estremamente avanzate. La situazione, però, sfuggì ben presto al controllo, e nel 2019 il tasso di criminalità iniziò a crescere anche sull’isola artificiale trasformandosi da paradiso a vero e proprio quartier generale dei malviventi che presero possesso della GiganTech, riprogrammando le intelligenze artificiali per i propri scopi.
Al governo non resta dunque che un’unica soluzione al problema: distruggere completamente il crimine sfruttando nove pericolosi criminali! Questi vengono chiamati Zero Cops e si muovono in tre squadre da tre membri l’una. Il loro scopo è quello di invadere Zenovia e far fuori tutti i membri della GiganTech trasformatisi in criminali usando le proprie moto volanti, chiamate Batrider, armate di tutto punto.

La storia non brilla per originalità e se l’incipit vi ha ricordato qualcosa è proprio perché sembra un rip-off in salsa tecnologica di Fuga da New York del geniale John Carpenter. Trattandosi di una pratica comune però nell’industria dei videogame dell’epoca possiamo anche chiudere un occhio e interpretare questi vili criminali per far fuori tutto ciò che si muove sull’isola di Zenovia. Diamo dunque uno sguardo alle tre squadre:

Da notare l’engrish del CLiminal Team…

Police Team

Psychic Team

Cr(l)iminal Team


Alla selezione dei personaggi avrete varie opzioni, la più semplice è Select Team, che vi permetterà di scegliere una delle squadre sopracitate. Team Edit è molto più succosa poiché vi permette di scegliere tre personaggi e creare da voi il team che preferite. Random Edit è una selezione casuale effettuata dal gioco, per chi vuole avere un brivido in più con il rischio di sperperare i propri gettoni per ottenere un team di merda. Infine, per quelli a cui fanno schifo tutti i personaggi tranne uno, potrete selezionare la voce Select Player per scegliere un unico personaggio con cui affrontare il gioco (su questa opzione ci dilungheremo in seguito nella sezione Segreti).

La quantità di personaggi aumenta a dismisura quando ci si rende conto che oltre ai nove già citati, potrete scegliere tra altri sette provenienti da diversi shoot ‘em up Raizing come Mahou Daisakusen e Battle Garegga.


Una vera e propria orgia di personaggi, che, chiariamo, hanno modalità di attacco primarie, secondarie e bombe con effetti differenti. Potrete quindi creare il vostro team da un pool variegato in base alle vostre preferenze di distruzione.



Il gameplay è molto simile a quello di altri shoot em up, avrete un tasto per sparare con l’arma primaria e quella secondaria (chiamata Option) contemporaneamente e uno per lanciare una bomba nel momento del bisogno che, oltre a infliggere danni ai nemici, vi proteggerà dai proiettili a schermo. In aggiunta, però, vi è una modalità di sparo atipica: se evitate di premere il pulsante principale, la vostra Batrider inizierà a brillare nella parte anteriore, come se stesse trattenendo una sorta di raggio.

Quando il raggio è caricato al massimo e premerete il pulsante di attacco, oltre a sparare la classica raffica di proiettili primari, bloccherete l’Option che spara l’attacco secondario in una determinata posizione (negli screen in basso è possibile vedere due esempi). Si rivela un attacco molto strategico per aiutarvi a eliminare i nemici che provengono da diversi fronti, coprendo i vostri spostamenti nel (vano) tentativo di evitare proiettili e raggi mortali.


Power Up e punti
Il punteggio è ciò che conta, quindi non dovrete lasciarvi sfuggire tutte le piccole icone che appariranno dopo aver distrutto i nemici. Quelle preposte all’aumento dei punti sono delle medaglie di diverse dimensioni che vanno da un minimo di 100 a un massimo di 10.000 punti. Ogni ondata di nemici sconfitti lascerà delle medaglie, se riuscirete a raccoglierle tutte, la successiva lascerà medaglie da 200, poi da 300, e così via fino ad arrivare a quelle da 10.000 punti. Qualora ve ne lasciate alle spalle anche solo una, il contatore ripartirà da quelle da 100, con un notevole impatto negativo sull’high score finale.

Al centro è possibile vedere due file di medaglie da 200 punti l’una.

Per avere una chance di sconfiggere le ondate avrete bisogno dei potenziamenti per lo sparo principale e quello secondario. Per quanto riguarda il primo, dovrete raccogliere i power up di colore blu con un proiettile all’interno, a ogni power up raccolto lo sparo salirà di livello con conseguente aumento di potenza, gittata e numero di proiettili. L’arma secondaria è invece legata al power up di colore verde e, similmente a quella principale, infliggerà più danni qualora potenziata al massimo livello.


Infine, sono presenti le icone bomba, piccole e grandi. Dopo aver raccolto 40 di quelle piccole, avrete diritto a una bomba extra mentre ne basterà una di quelle grandi (molto più rare) per ottenerla immediatamente.

Le icone rosse in basso sono le bombe piccole.


Segreti
La quantità di segreti nel gioco è impressionante, risultando probabilmente come lo shoot em up con più contenuti nascosti mai creato. La modalità “Select Player” che vi permette di scegliere i personaggi, tra cui quelli aggiuntivi provenienti dagli altri franchise Raizing, non era disponibile su tutte le macchine e bisognava inserire un codice simile al Konami code per renderli disponibili fintanto che la macchina fosse stata collegata alla corrente. Stesso dicasi per la modalità di gioco “Special” dove è possibile affrontare tutti i boss in successione, sbloccabile dalla schermata del titolo inserendo un altro codice univoco.
Selezionando alcuni personaggi in particolare, inoltre, come quelli provenienti da Mahou Daisakusen e Battle Garegga, potrete affrontare alcuni boss nascosti provenienti dai rispettivi giochi.
Le sorprese non finiscono qui, perché è possibile inserire codici che alterano il gioco come quello per lo “Score Mode”, che permette di visualizzare a schermo i punti assegnati da uccisioni e oggetti, la “Bullet Speed Mode” e “Bullet Color Mode” (disponibili solo nella versione giapponese) che cambiano rispettivamente la velocità e il colore dei proiettili dei nemici, oltre alla modalità invincibile che dava accesso alla “Slow Mode”, in cui il gioco era rallentato, “End Credits” per vedere immediatamente i titoli di coda, e “Boss Selection” per scegliere contro quale boss combattere.

Il software ha due versioni giapponesi, la prima è datata 22 Dicembre 1997 mentre la seconda, B-version, è del 13 Febbraio 1998. In entrambe, le modalità extra sono disabilitate di base e sbloccabili solo tramite codice. Le versioni per il mercato occidentale, invece, avevano queste opzioni già sbloccate, come è possibile vedere nel manuale delle istruzioni qui in basso, dove sono chiaramente elencate.


SOUNDTRACK

Il compositore della soundtrack di Armed Police Batrider è Manabu Namiki, che ha lavorato anche per altre compagnie oltre Raizing come Cave, Banpresto, NMK e Jaleco. Tra i giochi a cui ha lavorato spiccano Battle Garegga, altro classico Raizing, ma anche Bloody Roar, l’intramontabile DoDonpachi Daioujou (che presto o tardi saremo OBBLIGATI a trattare nella nostra rubrica) e Mushihimesama (altra gemma Cave) mentre, tra i più recenti, Caladrius Blaze. Un curriculum di tutto rispetto, dunque, da tenere a mente quando si gioca ad Armed Police Batrider. Perché, vi chiedete? Perché la soundtrack non è all’altezza del titolo, passa in sordina, quasi distrattamente. Non vi sono passaggi coinvolgenti, e tutto scorre senza riuscire a trasmettere un senso di pericolo imminente né a galvanizzare il giocatore alla comparsa del boss di fine livello. Le tracce si sovrappongono e si assomigliano un po’ tutte e a nulla serve l’annuncio della nuova canzone in riproduzione nella parte inferiore dello schermo, nessuno urlerà “ecco il mio pezzo preferito!“, anzi, nemmeno ve ne accorgerete. Un vero peccato perché il gioco avrebbe meritato una OST più incisiva.

Se non avete mai giocato uno shmup Raizing non vedo perché non iniziare da Armed Police Batrider, probabilmente non il più divertente (dal mio punto di vista la serie Mahou Daisakusen è un gradino sopra) ma sicuramente ricco di contenuti e in grado di offrire varietà di personaggi e risultare appetibile sia per chi vuole spenderci una mezz’ora, sia per chi invece è più esperto e non teme l’Advance Course.
L’acquisto della scheda arcade può costarvi quanto un’auto di seconda mano o un fegato nuovo, quindi il nostro consiglio è sempre quello di usufruire dell’inossidabile MAME, soprattutto perché si tratta di un titolo perso tra le pieghe del tempo che nessuno ha mai portato su console, fruibile oggigiorno solo tramite emulazione.

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