Da estremo fan della saga e possessore del 90% dei titoli usciti, non potevo esimermi dal presentarvi una (personalissima) lista dei migliori Castlevania mai creati. Come dite? Non sapete cosa sia Castlevania? Probabilmente meritate un paletto di frassino dritto nel cuore per questa blasfemia, ma vi perdono, a patto che li giochiate tutti seduta stante (vi posso fare lo sconto sui titoli 3D, brrrr…che orrore).

Castlevania, conosciuto in giappone come Akumajō Dracula (悪魔上ドラキュラ), vede la luce su console Famicom Disk System nel 1986, rivelandosi immediatamente un successo planetario con la release americana ed europea avvenute rispettivamente nel 1987 e 1993 su Nintendo Entertainment System (NES per gli amici).
Il sistema di gioco è semplice, si avanza da sinistra verso destra nel castello di Dracula sconfiggendo scheletri, zombie, lupi e mostri miscellanei fino ad affrontare il boss del livello. “Rinse and repeat” fino ad accoppare Dracula. Il titolo si distingue per la sua difficoltà, soundtrack accattivante e cura dal punto di vista grafico (quando Konami ancora ci sapeva fare…). Nel tempo la serie si è evoluta, con titoli per tutte le grandi console tra giochi più e meno riusciti fino all’oblio riservatole da Konami che ormai ha deciso di appendere lo sviluppo di giochi con le pa**e al chiodo. Non è una buona scusa però per ignorare tutto ciò che di buono ha prodotto negli ultimi 30 anni.
Se non trovate il vostro Castlevania preferito nella lista siete liberi di minacciarmi tramite commenti, sulla pagina Facebook del blog, tramite Twitter o Instagram, fight me!
Partiamo dunque senza indugio, dal basso verso l’alto:


5. Castlevania: Aria of Sorrow

Aria of Sorrow è l’ultimo capitolo della serie Castlevania uscito su GameBoy Advance. Il titolo mantiene l’impostazione “metroidvania” vista in Harmony of Dissonance e Circle of the Moon, introducendo però un twist importante: l’ambientazione moderna. Il gioco è infatti ambientato nel 2035 e vi vedrà nei panni di Soma Cruz, diciannovenne dal caschetto alla Nino d’Angelo, impegnato a combattere il potere di Dracula che alberga in lui in quanto sua reincarnazione.
Il gameplay si differenzia dagli altri titoli poiché non avrete la vostra fida frusta ma armi diverse in base all’equipaggiamento e, inoltre, potrete assimilare le anime dei nemici che vi conferiranno poteri sempre differenti, aumentando così la rigiocabilità del titolo che non brilla per durata complessiva: circa 7 ore.
L’ho preferito in realtà al suo successore per Nintendo DS, Dawn of Sorrow, poiché questi implementa in modo poco soddisfacente i comandi touch tramite la meccanica dei sigilli da ricreare per poter sconfiggere i boss, rivelandosi quindi un esperimento riuscito a metà, in grado di usufruire delle funzionalità tipiche del NDS ma alienando un po’ i fan della serie abituati ad altre meccaniche. Se amate i metroidvania, fate un tuffo nel passato, precisamente al 2003, e dategli una chance.


4. Castlevania: The New Generation

Il titolo, conosciuto come Bloodlines negli USA e Vampire Killer in Giappone, è l’unico Castlevania a essere stato pubblicato su console SEGA Mega Drive/Genesis. Non è questo l’unico motivo per cui, però, si merita la quarta posizione. Il gioco fa parte del filone “classicvania“, ovvero i Castlevania classici in cui la progressione avviene semplicemente spostandosi da sinistra verso destra, attraversando tutto il livello proposto e sconfiggendo il boss al termine di esso. The New Generation è ambientato nel 1917 e ha come personaggi selezionabili John Morris ed Eric Lecarde che viaggeranno per l’Europa, fattore che differenzia enormemente il titolo, visitando location esterne al castello di Dracula, tra cui Grecia, Francia, Italia, Regno Unito e Germania.
Il comparto tecnico è eccellente, sia per quanto riguarda la soundtrack, composta da Michiru Yamane, sia dal punto di vista grafico, con livelli che mostrano sfondi rotanti, torri che oscillano a destra e sinistra mentre le scalate ed effetti di riflessione nell’acqua. Un vero e proprio gioiello che non riceve abbastanza attenzioni quando si parla del franchise. Fate attenzione però, anche i più esperti lo troveranno particolarmente brutale e difficile da completare.


3. Castlevania III: Dracula’s Curse

Il terzo capitolo della serie, uscito per console Famicom/NES nel 1989 in Giappone e solo nel 1992 in Europa, è un passo in avanti rispetto ai primi due giochi, rappresentando l’esperienza definitiva per un classicvania su Nintendo Entertainment System. Il gioco vi metterà nei panni di Trevor Belmont, nell’anno 1476, impegnato a sconfiggere il risorto Dracula. Non sarete da soli però, ed è questa l’aggiunta che ci permette di inserirlo nell’Olimpo dei Castlevania. Avrete infatti la possibilità di reclutare altri personaggi da utilizzare: la maga Sypha Belnades, il pirata Grant Danasty e, alla sua prima apparizione, Alucard, figlio di Dracula, tutti con un gameplay differente che vi costringerà a cambiare stile di gioco.
Rispetto a Castlevania e Castlevania II: Simon’s Quest, alla fine del livello avrete la possibilità di scegliere tra due percorsi diversi, rendendo così l’esperienza di gioco differente a ogni partita. Non è un caso che Inti Creates abbia realizzato il titolo prequel di Bloodstained, Curse of the Moon, ispirandosi proprio a Castlevania III: Dracula’s Curse. Se non avete giocato questi due capolavori, è venuto il momento di farlo o non potete assolutamente definirvi fan del franchise.
Una piccola chicca, esclusiva della versione giapponese, è la presenza nella cartuccia di un chip audio chiamato VRC6 che aggiungeva profondità ai suoni, permettendo di raggiungere risultati strabilianti su Famicom.

 


2. Castlevania: Symphony of the Night

Non poteva mancare nella lista il vero e proprio re dei metroidvania, Symphony of the Night, che ha traghettato la serie nel genere esplorativo con elementi di backtracking abbandonando la progressione lineare. Il gioco uscì per la prima Playstation nel 1997, seguito l’anno successivo da una versione per Sega Saturn, con un altro personaggio giocabile, zone e nemici aggiuntivi.
In Symphony of the Night, ambientato nel 1797, interpreterete Alucard, figlio di Dracula, deciso a fermare il padre ancora una volta, impedendo i suoi piani di distruzione dell’umanità intera per vendicare la morte della moglie Lisa, mandata al rogo come strega.
Il gioco è praticamente perfetto, la potenza della console Playstation rende l’esperienza fluida e piacevole (a differenza di quanto avviene, purtroppo, su Sega Saturn, dove inspiegabilmente sono presenti slowdown e lunghi caricamenti) il gameplay è divertente e introduce elementi presi di peso dal genere RPG con aumento di livello di Alucard che acquisisce punti esperienza a ogni uccisione e può equipaggiare oggetti diversi che lo aiuteranno lungo l’esplorazione del castello. La rigiocabilità è elevata grazie alla possibilità di ottenere quattro finali diversi e durante l’esperienza verrete accompagnati da una soundtrack magistrale (a eccezione forse della ending “I am the wind”, sinceramente poco adatta al titolo in questione). Fatevi un favore e recuperate questa perla videoludica prima di tirare le cuoia e perdervela per sempre.
Per gli indignati che si stanno contorcendo di rabbia al vedere SotN in seconda posizione e non in prima, respirate lentamente, fate defluire il sangue in eccesso dalla testa e continuate a leggere.



1. Castlevania: Dracula X – Rondo of Blood

Al primo posto ho deciso di piazzare l’immortale Castlevania: Rondo of Blood, un capitolo poco giocato e fino a poco tempo fa anche semi-sconosciuto poiché originariamente disponibile solo in Giappone, dove uscì nel 1993, per la fantastica console PC Engine. Noi europei abbiamo avuto la possibilità di metterci le mani su (in modo lecito, almeno) per la prima volta con il bundle per Playstation Portable chiamato Castlevania: The Dracula X Chronicle e più recentemente su Playstation 4 con Castlevania Requiem.
Non ho contato nell’equazione il port di misera fattura per Super Nintendo, giunto in Europa con il titolo Vampire’s Kiss e in America come Dracula X, versioni maciullate dell’originale che, essendo su CD-ROM, permetteva l’inclusione di cutscene in stile anime e una soundtrack di tutto rispetto.
Le riedizioni per PSP e PS4 includono sia Rondo of Blood sia Symphony of the Night, il motivo è in realtà molto semplice: Rondo of Blood è un prequel, ambientato cinque anni prima, nel 1792. In questo titolo impersonerete Richter Belmont (che i più scafati ricorderanno apparire nella prima sezione di Symphony of the Night), erede della frusta Vampire Killer e discendente diretto di Simon Belmont.
Ma come ha fatto questo classicvania a scalzare Symphony of the Night? In realtà è molto semplice, Rondo of Blood incarna al meglio tutto ciò che Castlevania rappresenta, un gioco platform difficile, non eccessivamente lungo e con un’ottima rigiocabilità dal momento che i livelli hanno diverse uscite che portano a stage differenti. L’aggiunta principale rispetto ai titoli precedenti è nella possibilità di utilizzare l’arma secondaria per effettuare un attacco speciale (idea riutilizzata poi in Symphony of the Night).
Nota di merito va alla soundtrack che aggiunge note elettroniche ai temi classici, offrendone varianti sincopate da gustare mentre si cerca di rimettere a nanna Dracula, almeno per altri 100 anni.


Siete d’accordo con la lista? La disprezzate dal profondo dell’animo? Fatecelo sapere nei commenti e, malauguratamente vi piacesse, condividetela con i vostri amici per ricevere le loro peggiori imprecazioni!

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