Quello dei giochi di ruolo è un mondo in costante evoluzione. Da Ultima a The Witcher 3, per trent’anni il genere non ha fatto altro che evolversi: dalle prime avventure testuali, con giusto qualche linea a definire la mappa, ai sontuosi open world odierni, fatti di side-quest, attività secondarie, minigame, punti di interesse ed easter egg da scoprire.
I giochi di ruolo hanno influenzato e contaminato una gigantesca fetta di titoli usciti negli ultimi anni, è più unico che raro trovare giochi che non abbiano qualche caratteristica ripresa dal genere: Assassin’s Creed ha abbandonato la formula che lo rese famoso per seguire le orme di The Witcher 3, alcuni sparatutto hanno sistemi di loot molto simili a quelli degli MMO e di alcuni RPG, come Shadow Warrior 2 o la saga di Bordelands. Ma il pezzo di oggi vuole discostarsi dalla mania degli open world, del combattimento action, dell’abusato termine soulslike. Torniamo alle origini, ad un genere che, tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei duemila, era stato quasi dimenticato, ma che negli ultimi dieci anni è rinato dalle sue ceneri, un percorso di redenzione simile a quello che stanno vivendo i boomer shooters dopo l’uscita di DOOM 2016: quei CRPG che tentano di prendere il più possibile dalle controparti cartacee, caratterizzati da una grafica semplice e da una visuale isometrica.

Avverto i lettori che, purtroppo, questa sarà una classifica di parte, stilata da qualcuno che ha passato l’infanzia su questo genere di titoli. Non aspettatevi grande imparzialità e non aspettatevi di leggere qualche JRPG: mi spiace, non ne ho mai sopportato né gameplay né artstyle, è una mia debolezza. Faccio mea culpa, spero non mi odierete per questo.

5. Arcanum: Of Steamworks and Magick Obscura

Arcanum è un rpg rilasciato nel 2001 dalla ormai defunta Troika Games, autori, tra l’altro, di Vampire: The Masquerade – Bloodlines. Dal gameplay del tutto simile ai giochi di ruolo usciti nei periodi precedenti, come i titoli Black Isle, Arcanum è caratterizzato da un worldbuilding differente rispetto a ciò cui erano abituati i giocatori dell’epoca. Sono presenti le razze tipiche del fantasy, dagli elfi, ai nani e agli orchi; ma l’ambientazione è differente: in un riuscito connubio tra fantasy e steampunk vittoriano, il giocatore si ritrova proiettato in un’ambientazione dove la rivoluzione industriale sta conquistando la terra, zeppelin e treni congiungono il mondo e la magia è in lento, costante declino. Un’ampia libertà di scelta su come affrontare ogni situazione e un’ottima scrittura, rendono Arcanum un must per tutti i fan del genere

4. Divinity: Original Sin 2

Un balzo generazionale non indifferente dal quinto in classifica. Dopo sedici anni e la quasi totale scomparsa degli RPG con visuale isometrica, l’ultima fatica di Larian Studios (ora al lavoro sull’atteso Baldur’s Gate 3), seguito dell’acclamato Divinity: Original Sin del 2014, capostipite del rilancio di un genere quasi dimenticato, è un gioco di ruolo completo e maturo. Una trama avvincente, combattimenti a turni, tattici ma mai noiosi, una miriade di abilità, magie, equipaggiamenti e un’interattività con l’ambiente ampliata rispetto al primo capitolo, fanno di Divinity: Original Sin 2 un perfetto esempio di come si possa far evolvere un titolo già dotato di solide fondamenta. Per chi scrive, è uno dei titoli migliori di questa nuova ondata di giochi di ruolo vecchio stile, insieme a Pillars for Eternity.

3. Fallout 2

Le presentazioni qui sono superflue. Fallout 2 prende quanto di buono c’era nel predecessore e lo espande, creando un’avventura epica nelle terre desolate della California post-apocalittica, dove il “Prescelto”, diretto discendente di quel Vault Dweller protagonista del primo Fallout, sarà incaricato di salvare la sua gente dall’inesorabile fine portata dalla siccità peggiore nella storia del suo villaggio. Tra mercanti e predoni cannibali, la ricerca del GECK (Garden of Eden Creation Kit), in grado di salvare il suo popolo, sarà solo uno dei risvolti di una storia avvincente e raccontata in maniera superba. Non fatevi intimidire da grafica e interfaccia datate, Fallout 2 è stato e rimarrà uno dei migliori giochi di ruolo mai fatti.

2. Baldur’s Gate 2

Nel 1998 l’allora sconosciuta BioWare pubblicò uno dei giochi di ruolo più influenti di sempre: il 21 dicembre usciva in tutto il mondo Baldur’s Gate, primo tentativo di traslitterazione videoludica del cartaceo Dungeons&Dragons. Fu un enorme successo, in un anno le copie vendute raggiunsero quasi il milione. Due anni dopo, questo successo venne replicato e superato con l’uscita del seguito: Baldur’s Gate 2: Shadows of Amn. Ambientato temporalmente pochi mesi dopo il primo capitolo, il secondo titolo BioWare è un tripudio di trame, sottotrame e personaggi magistralmente scritti e diretti. Nient’altro che un capolavoro.

1. Planescape: Torment

Il gradino più alto del podio lo occupa sicuramente il magnus opus dei Black Isle Studios. Planescape: Torment, per l’autore, è IL gioco di ruolo. Mosso dall’Infinity Engine di Baldur’s Gate, PS:T è la più fedele trasposizione videoludica di una campagna di Dungeons&Dragons. Ambientato a Sigil, la città delle porte, crocevia del multiverso immaginato da Gary Gygax, il giocatore è posto nei panni del Nameless One, anonimo protagonista senza un passato, dimenticato da eoni. Un viaggiatore alla ricerca della sua identità perduta, immortale e irrequieto. Spetterà al giocatore svelare il mistero che si cela dietro il volto del Senzanome, in un’avventura dalla mole di testo paragonabile a quella di un libro. In Planescape: Torment c’è molto dialogo. Molto dialogo non doppiato. La mole di testo presentata dal gioco per alcuni può essere scoraggiante, ma superata l’iniziale titubanza, il giocatore si troverà davanti ad una storia matura, avvincente, magnificamente scritta e narrata.Cinque titoli che hanno definito un genere. Cinque titoli che ogni appassionato di giochi di ruolo dovrebbe assolutamente giocare. Una classifica comunque troppo corta per elencarne altri: Neverwinter Nights e il suo seguito, Pathfinder: Kingmaker, Pillars of Eternity: Deadfire, Torment: Tides of Numenera, Temple of Elemental Evil, il nuovissimo Wasteland 3. Un genere che ha visto la sua rinascita negli anni ’10 appena passati grazie a team di veterani appassionati come Larian Studios o Obisdian Entertainment.
Nessun immenso open world da esplorare, pochi dialoghi doppiati e molto testo da leggere. Il fascino, per alcuni superato, della vecchia scuola.

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