Recensione Atelier Ryza

Atelier Ryza: Ever Darkness and the Secret Hideout è il lungo nome dell’ultimo JRPG fantasy sviluppato da Gust e pubblicato in Europa da Koei Tecmo della saga Atelier, uscito il 28 ottobre 2019 su Nintendo Switch, PlayStation 4 e PC Windows.

Provato su PlayStation 4.

ProContro
+ Classico fascino della serie Atelier– Animazioni ancora legnosette
+ Gameplay curatissimo
+ Presentazione piacevole e pulita

Coming of age

Atelier Ryza è la storia di tre amici d’infanzia sull’orlo della maggiore età, stanchi della loro vita monotona sull’isola di Kurken. La nostra protagonista Reisalin Stout e i suoi compagni, Lent e Tao, sentono di volere qualcosa di più rispetto a ciò che la vita sull’isola ha offerto loro, e decidono di partire all’avventura verso la terraferma.

Ryza è figlia di un contadino e si è stancata della vita nei campi, Lent vuole farsi un nome nella sua comunità compiendo un’impresa importante mentre Tao è affascinato da un misterioso libro antico che ha trovato in casa, apparentemente scritto in una lingua sconosciuta.

Uno spiraglio di luce appare quando i giovani protagonisti incontrano Klaudia, Empel e Lila. Sotto la guida dell’alchimista Empel, Ryza scopre di avere un talento innato per l’alchimia, Lent può allenarsi per diventare un valoroso guerriero sotto la guida di Lila e, sempre grazie a Empel, Tao impara pian piano come tradurre il suo libro. Klaudia invece, la figlia del mercante viaggiatore in visita sull’isola, diventa presto amica di Ryza e si unisce al gruppo cercando con tutta sé stessa di uscire dalla bolla in cui è cresciuta.

I temi trattati sono vari, e rappresentano il punto forte di questo titolo. Ryza è una ragazza giovane ed energica, ma con un forte senso della morale e un personale senso della giustizia, risultando un personaggio piacevole e credibile. Lent, inizialmente la classica spalla coraggiosa con la spada, mostra vulnerabilità e grande coraggio di fronte a un padre alcolista e abusivo. Tao è il più piccolo e fragile, la sua intelligenza è la sua forza e non si tira indietro quando può aiutare i suoi amici. Klaudia invece deve superare le sue insicurezze e la paura nei confronti del padre, ed è grazie a Ryza che riesce a farsi coraggio e affrontare le sue ansie per partire per l’avventura lunga un’estate che le cambierà la vita.

Come da tradizione per la serie Atelier, la trama principale è il nocciolo attorno al quale le storie e le questioni personali dei protagonisti e dei loro conoscenti si districano. Le sidequest e le scene opzionali danno man mano forma a un’isola piccola e provinciale sempre più viva e credibile. La quotidianità lenta e mondana viene lentamente spezzata da eventi chiaramente più grandi di quanto si possa immaginare e lo sviluppo della narrazione è come sempre di grande qualità.

Barrel!

Come ogni Atelier che si rispetti, il gameplay di Atelier Ryza è composto da tre elementi: l’alchimia, il combattimento e la raccolta dei materiali. Anche stavolta Gust ha deciso di rimuovere interamente le restrizioni di tempo, dando completa libertà di movimento al giocatore.

I materiali raccolti nel mondo, oppure ottenuti in battaglia, servono alla sintesi alchemica di nuovi oggetti di ogni tipo e forma, per ogni uso e occorrenza: bombe, medicine, strumenti, armi, abiti e tanto altro. La grande novità che Ryza porta al tavolo è la fusione molto più profonda tra mondo e dungeon, ogni area è ricca di oggetti da raccogliere, abbandonando la divisione più netta dei titoli precedenti. Non solo ogni area è ricca di cose da raccogliere, ma gli strumenti che si usano per interagire cambiano l’oggetto che si raccoglie: sbattendo il bastone su un albero possono cadere frutti o alveari, tagliando con la falce ci porteremo via dei pezzi di corteccia e rametti, battendo l’accetta otterremmo invece tronchetti e rami grossi e usando il retino si potranno catturare insetti. Infine, nei punti segnalati nella mappa, la canna da pesca ci permette di pescare in fretta varie qualità di pesci e animali marini.

Il combattimento è a turni ma con una componente in tempo reale: una timeline mostra l’arrivo dei turni per tutti i partecipanti, e anche quando arriva il proprio turno, il tempo non si ferma. Si controlla un solo personaggio alla volta ma si può passare agli altri due con la semplice pressione di un tasto. I compagni in genere usano solo l’attacco base se in modalità Negative. Premendo un tasto si passa alla modalità Aggressive dove i compagni lanceranno abilità speciale senza riserve.

La novità di questo titolo è il Tactics Level: quando si inizia un combattimento, la squadra inizia di norma con zero Action Points. Ogni livello, da uno a cinque, ha un tetto di punti da raggiungere (da 10 a Lv1, 30 a Lv5), una volta raggiunto il quale si possono consumare tutti gli AP per salire di Tactics Level. Ogni livello superiore aggiunge una hit all’attacco base e cambia le caratteristiche di tutte le abilità, dando poi accesso anche ad abilità speciali. Inoltre, l’assenza degli MP significa che sono sempre gli AP a essere sfruttati per usare le abilità dei personaggi, tenendo bene a mente che sono condivisi da tutta la squadra. Con un tasto specifico poi, si possono consumare 10 AP per avere immediatamente un turno, chiamato Quick Action, che progredendo col gioco avrà anche una certa componente strategica.

Infine, il grande twist del combattimento è nel sistema degli Order divisi in più categorie. I Normal Order appaiono quando un personaggio ha meno di un quarto dei suoi HP durante il combattimento e sono abilità curative che tutti posseggono. In alto a sinistra appaiono delle richieste dei nostri compagni: si può trattare di una serie di cose, da “usa un oggetto” a “abbassa le statistiche del nemico” a “causa danni di tipo fuoco”. Se si esaudisce la richiesta in tempo breve, il compagno lancia un’abilità speciale, una Action Order. Quando un nemico sta caricando un attacco potente o è andato in Break, si ha accesso agli Extra Order, abilità di livello superiore con grandi capacità di Stun e danni maggiori.

Dalla saga di Arland in poi gli sviluppatori hanno provato varie tecniche per evitare che i giocatori dovessero ricreare ogni volta gli stessi oggetti consumabili, in Ryza ciò è ottenuto col sistema dei CC (Crystal Core, Core Items e Core Charge): incastonati nelle armi, permettono di usare gli oggetti liberamente finché si hanno CC. Una volta terminati non si ha più accesso agli oggetti, ma sacrificando l’uso di un altro oggetto vengono rigenerati. In ogni caso, tornando a casa, tutti i CC vengono rigenerati. Ogni arma ha un numero diverso di cristalli dove inserire gli oggetti, e nuovi equipaggiamenti possono aumentare o diminuirne il numero. Questo significa anche che stavolta tutti i protagonisti hanno libero accesso a ogni tipo di oggetto in battaglia.

Come non bastasse, il sistema dei ruoli permette ai personaggi di concentrarsi in uno tra tre ruoli principali: Attacker, Defender, Supporter e il neutro Novice, dando boost ai moltiplicatori relativi ai parametri principali del ruolo; anche questo può essere personalizzato con cura dal giocatore anche con risultati sorprendenti.

La cura della presentazione

Atelier Ryza è senza dubbio il gioco più complesso tecnologicamente che Gust abbia mai creato grazie forse anche all’abbandono di PS Vita tra i sistemi compatibili. Non si tratta solo di poligoni, ma anche l’effettistica è finalmente moderna, sfoggiando un nuovo tipo di cel shading, una morbida e piacevole profondità di campo e un sistema di luci ed ombre davvero ben riuscito che mette in risalto la tridimensionalità del mondo di gioco.

Il nuovo motore creato appositamente per la nuova saga aperta da Ryza permette una resa grafica solida e fluida, con caricamenti che non durano mai più di pochi secondi, una caratteristica fondamentale in un gioco dove userete il fast travel in continuazione.

Se esteticamente Ryza si dimostra finalmente come un gioco a pieno di titolo di nuova generazione, sono promosse forse con meno entusiasmo le animazioni soprattutto durante le cutscene, che fanno sì il loro lavoro ma non reggono il passo col resto della presentazione. I passi in avanti sono visibili immediatamente, ma ci si aspetterebbe un ulteriore evoluzione anche in questo senso.

A chi consigliamo Atelier: Ryza?

Se in passato potevamo avere qualche dubbio nel raccomandare questa saga a un pubblico ampio, Atelier Ryza cambia le carte in tavola e si dimostra più accessibile, moderno e curato in tutti i punti in cui era necessario senza tradire le proprie radici. L’atmosfera fiabesca e tenera lo distacca dai toni cupi e gretti dei grandi titoli di queste generazioni, tornando anche stavolta come punto di forza per un’esperienza che non si trattiene dal toccare temi delicati con grande sensibilità. Se finora avete avuto qualche dubbio sul puntare o meno sulla serie Atelier, probabilmente è con Atelier Ryza che avrete la vostra risposta.

Autore: King
Supervisore: ilfalasca

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