Boyfriend Dungeon è il curioso mix dating sim e dungeon crawler di Kitfox Games, finanziato da una ricca campagna su Kickstarter che è riuscita a quadruplicare il budget inizialmente preventivato, grazie a un pitch estremamente moderno: un dating sim che mette l’inclusività al centro della propria esperienza, misto a un dungeon crawling action rpg.

Provato su Nintendo Switch

PS4

Frequentare le proprie armi è sorprendentemente facile

Al di là di un lungo ed estenuante momento di indignazione sul web per la controversia sullo stalking che viene rappresentato nella trama, e le minacce al doppiatore del villain della storia, Eric, per aver rappresentato un personaggio spregevole, Boyfriend Dungeon è la storia dell’ebbrezza del giovane, fresco amore queer moderno.

All’inizio dell’estate, un protagonista senza alcune esperienze relazionali viene mandato a Verona Beach, una gradevole cittadina di mare, a fare le prime, indimenticabili esperienze. In compagnia del cugino che lo ospita e che lo aiuta a conoscere gente nuova, il nostro avatar si troverà a conoscere, flirtare, e frequentare, un gruppo di circa sette individui. Questi includono uomini, una donna, degli individui non binari, come il protagonista stesso che non ha un genere o un’identità di genere predefinita.

A quante pare, a Verona Beach, i luoghi del momento per conoscere gente o approfondire un rapporto, è esplorare i Dunj (così i giovani chiamano i dungeon da esplorare), e con ogni intenzione di godersi l’estate, il protagonista non si tira indietro. Non saranno però amici e partner a farci compagnia, ma i nostri possibili partner romantici, che si possono trasformare in armi che impugneremo per farci strada tra le orde di nemici. Questo sarà essenziale per stringere il rapporto e conoscersi meglio, e sta alla base del loop di gioco.

La pretesa, quanto meno tiepida, viene rafforzata dal fatto che quasi ogni individuo che incontriamo sembra essere immediatamente interessato a noi. Se da un lato questo lancia fuori dalla finestra ogni parvenza di immersione, è un ottimo strumento narrativo che riporta l’attenzione su quanto è centrale nella narrazione. Con una piccola iperbole, potremmo dire che Boyfriend Dungeon è la storia di un’estate giovanile in cui esplorare l’amore e le relazioni di diverso tipo e forma, senza particolari etichette e senza pregiudizi.

Posso frequentare… un gatto?

Il gameplay action ricorda da lontano titoli roguelite come Hades, tra i tanti, e risulta sì competente, ma davvero nulla di eccezionale. Una discreta varietà di armi e opzioni rende il gioco fresco e divertente, ma ci si trova spesso a dover cambiare arma e non si ha quindi il tempo necessario per godersi il gameplay che si preferisce. Ogni arma è contraddistinta da un elemento diverso, e il senso di novità è più che necessario, soprattutto se si considera che al momento il titolo presenta solo due dungeon composti di circa 12 piani l’uno.

La pioggia di loot, utile per creare tanti oggetti, equipaggiamento o regalini da dare ai contendenti, è sempre molto soddisfacente, e aiuta a tenere i ritmo dell’azione scattante, ma forse troppo spesso ci si ritrova a premere a caso i tasti circondati da orde insistenti, senza poi troppa strategia da attuare.

A riempire di vitalità l’esperienza ci sono i tratti di Hato Moa (Hatoful Boyfriend) e Damu, che conferiscono un tono giovanile, un po’ etereo, e decisamente sexy al cast, e le musiche di Marskye, azzeccatissime e moderne, fanno compagnia senza distrarre mai dall’azione.

Detto questo, l’esplorazione dei dungeon non è che un mezzo per un fine, e cioè la narrazione e le interazioni con i diversi personaggi che colorano il panorama di Boyfriend Dungeon. A spiccare è senza dubbio un cast credibile, dove un certo tono ironico, iperbolico e assolutamente contemporaneo, non è che la superficie di personalità complesse e ben realizzate, a cui è facile affezionarsi. Il focus è senza dubbio impostato sulle interazioni e sul pieno godimenti di questi scambi e sul conoscimento reale delle backstory.

Il rovescio di questa interessantissima medaglia però è che non sempre tutto collima come dovrebbe, laddove esigenze di narrazione trascinano il giocatore verso specifiche scelte così obbligate da non essere più scelte. Si può scegliere liberamente se frequentare o no i diversi personaggi, ma risulta abbastanza chiaro che per vivere appieno l’esperienza narrativa, bisogna frequentarli tutti. Ci sono diverse armi da usare, ma ogni volta che si riempie la barra relazionale del personaggio (di sei livelli, da uno a sei) non ha più senso usarlo e ci si ritrova a cambiare necessariamente arma per progredire nella narrazione.

Risulta in breve piuttosto evidente come alcune idee siano state progettate senza pensare all’immersione o alla libera scelta del giocatore in mente, e questo crea dei momenti di inciampo che possono anche detrarre molto dall’esperienza, per alcuni. Allo stesso modo, l’orribile Eric si fa da portavoce di alcuni lati più cupi della narrazione, dalle avances non richieste allo stalking, e questo ha un sapore sorprendentemente più serio e cupo di quanto non pensato inizialmente.

A chi consigliamo Boyfriend Dungeon?

Boyfriend Dungeon è un titolo misto che si mostra da un lato competente come dungeon crawler e dalla struttura un po’ scarna ma dai contenuti molto interessanti e moderni come dating sim. Il risultato è sicuramente estremamente curioso, ma vien da sé che il target non è il grande pubblico. Allo stesso tempo, è praticamente impossibile trovare un precedente di un titolo moderno (e ripetiamo, competente) dove l’esperienza queer è messa al centro, e questo non è da poco. Il prezzo è budget, e siamo in attesa di un aggiornamento dei contenuti che include altri due personaggi nel prossimo futuro: se la cosa vi incuriosisce, con ogni probabilità Boyfriend Dungeon supererà le vostre aspettative.

Ottimo esperimento narrativo, attuale e piacevoleNon necessariamente ben riuscita nelle proprie meccaniche
Cast piacevole e credibile

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