La-Mulana 1&2 è una collection pubblicata da NIS America per Nintendo Switch, Playstation 4 e Xbox One che comprende i due capitoli del gioco d’avventura/metroidvania. Il primo episodio uscito originariamente nel 2005 vide una conversione per console Wii nel 2011 a opera di Nigoro mentre il secondo è stato realizzato grazie al supporto dei fan che hanno donato per il relativo progetto Kickstarter. A distanza di svariati anni possiamo tutti godere di questi due infernali titoli sulle console moderne.

Provato su Nintendo Switch

ProContro
+ Costringe a usare il cervello– Comandi del primo capitolo poco reattivi e obsoleti
+ Due titoli dalla lunga durata– Puzzle spesso ottusi
+ Difficile come pochi giochi sulla faccia della Terra

La serie La-Mulana, diversamente da quanto farebbe presagire il titolo, non è costituita da videogiochi softcore con scene per adulti ma si tratta di opere che attingono a piene mani da vecchi giochi, portando su schermo una vera e propria sfida di come non se ne vedevano da tempo immemore.

Il tema di base è l’esplorazione di antiche rovine che prendono il nome di La-Mulana, all’interno delle quali dimorano antichi poteri che vi ritroverete, vostro malgrado, a risvegliare. Il protagonista della prima avventura è l’archeologo nippo-americano Lemeza Kosugi che dovrà calarsi nei recessi di La-Mulana per portare a termine la sua ricerca.

Il titolo, almeno il primo, non vi dà molte informazioni inizialmente, non è nemmeno presente un tutorial che vi aiuti a capire cosa è possibile e cosa non è possibile fare, con conseguenti e frustranti sessioni di trial and error.

Il sistema di gioco potrebbe sembrare il classico metroidvania, con una mappa da esplorare e nemici da prendere a frustate come il buon vecchio Indy, tuttavia, ciò che vi farà impazzire e fuoriuscire il cervello dalle orecchie in forma liquida sono gli stramaledetti puzzle di cui il titolo è tempestato.

Non prendete troppo sul serio il mio linguaggio scurrile, è segno sì di estrema frustrazione ma non vuol dire che il gioco sia un prodotto mediocre e mal realizzato: tutt’altro. È pensato fin troppo bene nella sua semplicità, tanto da essere in grado di farvi infuriare per la vostra stessa stupidità.

Esplorazione mortale

Ho infatti omesso un piccolo particolare, ogni sezione della mappa che vi troverete a navigare è cosparsa di trappole quasi invisibili.
Siete tutti allegri mentre camminate su una piattaforma che appare a tutti gli effetti sicura e, mentre fischiettate allegramente, vi ritrovate a cadere su spuntoni affilati e, rimbalzando su questi, finirete dritti nel range d’attacco di un nemico. A quel punto capirete effettivamente cos’è La-Mulana: una trappola mortale per sprovveduti e avrete paura anche di muovere un solo passo in una qualsiasi direzione.

Tutto ciò può però essere evitato, almeno nella maggior parte dei casi, osservando molto bene l’ambiente intorno. Le trappole sono evidenziate da scheletri -esploratori che hanno avuto la peggio- e pixel “leggermente” differenti. Aguzzate la vista, dunque, se volete sopravvivere in questo labirinto.

Ciò in cui il gioco non riesce, però, come dicevo inizialmente, è nello spiegare al giocatore cosa può e cosa NON può fare. Soprattutto il primo titolo ha un approccio molto vago e alcuni tool ESSENZIALI per proseguire sono nascosti nelle prime schermate, o devono essere necessariamente acquistati nei negozi iniziali. Negozi in cui non potrete però tornare se non riuscite a trovare l’oggetto che vi permette di teletrasportarvi tra i punti di salvataggio. Una catena di eventi che, a nostro parere, poteva essere evitata con qualche linea di testo che suggerisse cosa fare, perlomeno nei primi 5 minuti di gioco!

I comandi, poi, sono molto semplici ma a rappresentare un ostacolo è principalmente la mobilità dell’archeologo Kosugi, soprattutto durante i salti che vi costringono a incrociare le dita prima di tentarne anche solo uno, e credetemi, sono davvero tanti quelli che dovrete effettuare in ogni singola schermata.

Se riuscite a tenere duro, però, La-Mulana si rivelerà un gioco in grado di dare grandi soddisfazioni poiché ogni minimo brandello di progressione sarà guadagnato col sudore e col sangue, altro che Dark Souls.

La Mulana 2

Se siete arrivati alla fine di La-Mulana e non ne avete abbastanza, potrete affrontare nuovamente le rovine nel secondo capitolo, questa volta con la figlia di Lemeza, Lumisa Kosugi.
Elder Xepuld, il capo del villaggio antistante La-Mulana, ha richiesto il suo aiuto per fare luce su recenti incidenti avvenuti nelle rovine.

Il gioco prende il via dunque nuovamente nello stesso villaggio del primo capitolo, ma con delle notevoli differenze sia dal punto di vista del gameplay sia dell’esposizione della storia. Il fine ultimo di Lumisa è immediatamente più chiaro grazie alle numerose interazioni con i personaggi che incontrerete all’interno delle rovine sia grazie a un tutorial che vi aiuterà, almeno nei primi minuti di gioco, a controllare al meglio il personaggio, illustrando cosa può fare e soprattutto ottenendo in modo quasi forzato lo strumento necessario per il teletrasporto tra i punti di salvataggio.

Rispetto a La-Mulana è stato migliorato quasi tutto, dall’aspetto grafico ai movimenti del personaggio che ora potrà effettuare dei salti molto più precisi. A poco vi servirà, però, poiché a non cambiare di una virgola sono invece la difficoltà brutale e l’ottusità dei puzzle che, per essere risolti, richiederanno spesso tentativi a caso, una memoria di ferro e tanta, tanta pazienza.

La progressione è strettamente legata a delle vere e proprie indagini che potrete compiere grazie a nuovo software da installare nel computer di Lumisa. Queste applicazioni, attivabili dal menù di gioco, vi permetteranno per esempio di tradurre delle scritte prima incomprensibili o anche scattare foto di pittogrammi che riveleranno informazioni prima celate. Vi sentirete grazie a questi espedienti dei provetti esploratori e archeologi, frustrati proprio come questi ultimi per la paga da fame e i vestiti impolverati -non me ne vogliano gli amici della professione che hanno tutto il mio rispetto!-.

In La-Mulana è molto importante prendere nota mentale di luoghi inaccessibili poiché quando vi ritroverete immersi in un lago di fuoco e premerete un pulsante semi-nascosto, probabilmente aprirete una porta o sbloccherete un puzzle che avete incontrato dieci ore prima e che avrete naturalmente dimenticato. L’unico modo per proseguire, quindi, sarà tornare indietro e rivisitare completamente il mondo di gioco, in alcuni casi divertente, mentre in altri una semplice seccatura che aumenta a dismisura il tempo complessivo per completare il titolo -tutto dipende dai punti di vista-.

Se non vi spaventano le sfide, avete fiducia nelle vostre capacità mnemoniche e riuscite a tollerare la pixel art un po’ datata, allora non troverete dei titoli più interessanti di quelli della serie La-Mulana. Gli stessi appassionati del franchise la definiscono un’esperienza che può farti perdere la sanità mentale ma che vale ogni singolo momento speso nel mondo di gioco.

I due giochi, infine, hanno una longevità estrema, quasi come fossero dei veri e propri RPG. Senza utilizzare guide o aiuti esterni potrete anche perdervi tra quei cunicoli e sezioni per il resto della vostra vita.

A chi consigliamo La-Mulana 1&2?

I due titoli di questa collezione sono pensati per una nicchia di videogiocatori che vuole esperire qualcosa di differente, poco user-friendly e con una curva d’apprendimento che fin dalle prime battute può sembrare la scalata dell’Everest. Pertanto, non sentitevi eccessivamente in colpa se pensate che non possa essere nelle vostre corde PUR essendo magari appassionati di giochi del genere metroidvania. I meno pazienti dovrebbero stare sicuramente alla larga da queste produzioni ma tutti gli altri che volessero dar loro una chance, poiché convinti dalle nostre parole, sono invitati a farlo senza troppi ripensamenti. Forse, non rimpiangerete la vostra scelta -risata malefica conclusiva-.

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