Lapis x Labyrinth è il nuovissimo gioco in uscita per Playstation 4 e Switch il 31 maggio, sviluppato da Nippon Ichi Software e distribuito qui da Koch Media. È un mix di generi tutti arcade, con qualche elemento dungeon crawler, qualche pezzo hack & slash, uno spruzzo leggero di roguelite e parecchio, parecchio button mashing.


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Versione Playstation 4
Versione Nintendo Switch

Pro Contro
Presentazione splendida Trama appena rilevante
Gameplay solido e veloce Formula un po’ ripetitiva
Ottima capacità di intrattenimento
Perfetto per essere giocato in brevi sessioni

Squadra che vince…

Se avete giocato agli ultimi di NIS, tra cui il recentissimo The Princess Guide, avrete sicuro fresco nella memoria il flusso d’adrenalina tutta arcade che offrono questi titoli. Una trama semplice un po’ abbozzata che vuole in sostanza creare uno sfondo dove far partire l’azione frenetica e accattivante, senza troppe pretese e per questo di una leggerezza d’altri tempi.

C’è una trama molto semplice che viene spiegata e sciolta man mano che si procede nei dungeon, per lo più in momenti chiave, a inizio, metà e fine serie di dungeon. La premessa dunque è semplice: in una foresta magica si erge un albero attorno al quale si narra che si nascondono inestimabili ricchezze. Molti avventurieri si sono spinti nella foresta per accaparrarsi il bottino ma spesso senza avere successo. Il luogo è stato ormai abbandonato, ma ancora riecheggiano i miti di questi tesori nascosti… sarà nostro compito farci avanti e ridare vita alla cittadina abbandonata, in cerca di tesori sempre più grandi. E ció dà inizio alle nostre continue spedizioni verso i dungeon in cerca di loot sempre più grande e di valore.

Andiam, andiam, andiamo a lootar

Il gioco vi mette nei panni di una scaletta di quattro personaggi uno sopra all’altro, e controllereste sempre il primo sotto, mentre gli altri tre saranno le teste di supporto, che vi aiuteranno in vari modi. I personaggi sono divisi sin da subito in otto classi: HunterDestroyerGunnerMaidWitchShielderBishopNecromancer.

Lapis x Labyrinth classes
Le 8 classi

La colonnina, quasi il totem che controllerete, che NIS chiama giustamente dango, si compone di quattro tra questi otto personaggi. C’è un livello di personalizzazione pressoché irrilevante, con qualche color swap e una versione alternativa della testa.

L’Hunter è una cacciatrice con le doppie lame, attacchi e movimenti rapidissimi. Il Destroyer è l’attaccante potente, cavaliere nero con lo spadone gigante, il più lento di gran lunga ma in grado di fare più danni tutti insieme. Il Gunner è per chi predilige i combattimenti a distanza, con abilità che vanno ben oltre una certa gittata. La Maid ha delle proprietà curative e tramite alcune pietanze che prepara e lancia in battaglia supporta il dango. La Witch è una strega in grado di causare grandi danni ma la sua gittata la rende più complicata da gestire. Lo Shielder è il tank per eccellenza, ma in questo gioco è anche molto agile e in grado di infliggere bei danni, rivelandosi un’ottima sorpresa per la squadra. La Bishop è un personaggio intermedio con proprietà curative e una lancia che colpisce anche a medio raggio. Infinite la Necromancer, che attacca un ampio raggio grazie alla sua falce.

La scelta è buona e solida sin da subito, e una volta selezionato il dango che fa per noi, si va nella cittadella che fa da hub del gioco, che viene pian piano ravvivata da personaggi nuovi, un fabbro, un hotel, un ristorante e così via. Una volta presa una quest, che si tratta fondamentalmente di un modo un po’ colorito per scegliere il livello, si va in basso al portale per partire.

Gotta loot’em all!

I livelli sono in genere costituiti da più piani, ognuno con un rigido limite di cinque minuti l’uno. Entro cinque minuti si deve velocemente esplorare il dungeon, rompere delle pietre viola che permettono al portale verso il nuovo piano di aprirsi, e trovare loot, loot e ancora loot! L’unico vero imperativo è divertirsi, spaccare tutto, innescare l’esplosiva Fever Mode e vedere gemme su gemme che riempiono lo schermo di colore mentre una musica energica è in play.

Il gancio qui è che tutto quello che troverete può essere trovato in una serie potenzialmente infinita di varianti, con abilità passive, skill slot e rarità sempre diverse, che danno all’oggetto qualcosa di speciale. Se anche voi soffrite di quella che chiameremmo volgarmente la sindrome gotta-catch-em-all, cioè la voglia di avere continuamente oggetti nuovi e diversi volarci addosso nello schermo, questo gioco vi soddisferà immensamente.

Se c’è una pecca è che la formula non cambia mai davvero in maniera sostanziale, il che può rendere sessioni di gioco più lunghe sicuramente più noiose. Noia non è qualcosa che si accosta facilmente a questo titolo, ma la ripetitività potrebbe spegnere un po’ gli animi di alcuni dopo una po’ di tempo.

La presentazione però è senza dubbio il fiore all’occhiello. La grafica 2D è curata in maniera super colorata ed elegante, animazioni fluide e il gioco non cala di frame anche nelle situazioni non concitate. La colonna sonora è di puro gusto NIS, dovreste sapere bene cosa aspettarvi. Un appunto da fare è che provato su Playstation 4 non ci togliamo dalla testa che il gioco sia stato ideato per Switch (undocked), perché la telecamera è decisamente zoomata vicino al personaggio, che su schermi grandi dà una strana sensazione di disorientamento a volte.

A chi consigliamo Lapis x Labyrinth?

Il prezzo pieno è anche ridotto, il gioco è veloce, facilissimo da prendere anche per partite brevi, soddisfacente e un ottimo anti-stress. Se siete incuriositi, non vedo alcun motivo per cui non provarlo!

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