Retromania Wrestling dei Retrosoft Studios, la cui recensione trovate nei paragrafi seguenti, è un gradito ritorno al wrestling di stampo arcade, dove le mazzate sono più importanti dell’aspetto ‘simulato’ dell’incontro. E diciamoci la verità, al momento Fire Pro Wrestling World è l’unico gioco che riesce a simulare incontri da far cadere la mascella a Dave Meltzer, il problema però è che a livello ‘tecnico’ il caro FPW è rimasto indietro di decenni: non una miglioria grafica o sonora, come anche nel gameplay, sembra essere rimasti a Super Fire Pro Wrestling X per il Super Nintendo.

Provato su PC


Schiaffi d’antan, la “retromania” nel Wrestling

Vi ricordate quando il massimo della tecnica di un wrestler consisteva nello stritolare la testa dell’avversario con il suo bicipite? Complicate mosse come la One Winged Angel, lo Styles Clash, il Rainmaker e la Kinshasa non esistevano, bastava un pile driver ben eseguito per decretare la fine dell’incontro, oppure un bel elbow drop dalla terza corda in stile Macho Man Randy Savage.

Negli anni ’80 il wrestling era composto da persone gigantesche con chili e chili di massa muscolare, pieni di carisma e in grado di sparare dei promo incredibili che ancora oggi risuonano nelle orecchie e nei cuori dei fan. Niente spettacolari scambi di magiche piroette tra Ricochet e Will Ospreay, solo gran cazzottoni, body slam e comeback alla Hulk Hogan che infuocavano i palazzetti e mettevano tanti, ma tanti soldi nei tasconi della famiglia McMahon.

Ora, per quanto si possa amare il nuovo wrestling più tecnico e variegato che unisce la scuola ‘power’ statunitense, la tecnica britannica, la psicologia giapponese e la spettacolarità messicana, bisogna comunque ammettere che i vecchi e massicci anni ’80 sono difficili da battere a livello di personaggi. E chi è cresciuto in quegli anni si ricorderà sicuramente della mole pazzesca di giochi di wrestling per le varie home console e del fantastico WWE Wrestlefest della Technos in sala giochi, da alcuni ritenuto ancora uno dei migliori titoli dedicati alla disciplina.

All’epoca, prima dell’arrivo della serie Fire Pro Wrestling, i giochi di wrestling erano l’araldo del button mashing più sfrenato, causa di distruzione prematura di joypad e cabinati. WWE Wrestlefest incarnava tutto ciò che il wrestling portava sugli schermi: un delirio di tizi caricati a steroidi che si scazzottavano e si lanciavano da una parte all’altra di un grosso ring. Il gioco ci permetteva di scegliere la modalità Royal Rumble che ancora oggi riesce a risultare divertente e spettacolare.

All’epoca delle console 8-bit, noi piccole bestie sbavavamo davanti al cabinato dell’unico titolo dove si poteva partecipare ad una rissa reale nei panni di pittoreschi fanfaroni come Ted ‘The Million Dollar Man’ DiBiase, il mitico Jack ‘The Snake’ Roberts, Hulk Hogan e il turbolento Ultimate Warrior. E via di paghette spese in gettoni nelle sale giochi più zozze della città, cercando di vincere la Royal Rumble o magari sconfiggere i devastanti e ormai compianti Hawk e Animal dei Legion of Doom.

Old school!

Ai gamer amanti delle Scorpion Deathlock e dei Burning Hammer rimane davvero poco, tralasciando gli orrendi titoli WWE della 2K/Yukes e la promessa di ritornare ai fasti dei titoli Aki di Pro Wrestling X, ormai sepolto in Early Access.
In trepidante attesa del gioco della AEW curato con l’attenta supervisione di quel mito di Kenny Omega (il vero Re dei Nerd, senza nulla togliere al buon Henry Cavill), Retromania Wrestling è un ottimo antipasto che volendo può diventare anche qualcosa di più.

La presentazione grafica squisitamente 16-bit del titolo non lascia spazio a dubbi: si tratta di un chiaro omaggio al titolo della Technos, sia come stile di gameplay sia a livello grafico e sonoro. A differenza di altri titoli in stile retrò, Retromania Wrestling non abbellisce i suoi pixel con animazioni fluide e moderne, ma rimane legato ai pochi frame che distinguevano i titoli arcade dei tempi andati. Questo però non vuol dire che sia spiacevole, anzi aggiunge una sorta di ‘autenticità’ al prodotto che se non fosse per il suo roster moderno sembrerebbe quasi uscito dal catalogo del Super Nintendo. Inoltre, l’impatto delle mosse si rivela efficace, con tanto di effetto sonoro azzeccatissimo dei corpi che vengono schiantati sul ring.

Le powerbomb, le Russian Leg Sweep e i German Suplex danno grande soddisfazione, così come spedire fuori dal ring un avversario con una clothesline o una spear ben piazzata. A contornare il tutto ci pensano una musica otto bit di gran carica e le arene variegate, tra le quali spicca quella infernale, una roba più metal delle giacche di Rob Halford.

ring infernale Retromania Wrestling

Il gameplay accoglie qualche variante moderna rispetto alla sua ispirazione, necessaria per non trasformare il tutto nella sagra patronale del button mashing. I wrestler hanno una barra del ‘momentum’ che si riempirà lentamente dopo ogni mossa portata a segno sull’avversario: all’inizio potrete eseguire solo quelle ‘leggere’, poi quelle ‘medie’ e alla fine quelle più devastanti tra le quali anche la finisher del wrestler e le diaboliche prese di sottomissione. Le tecniche leggere\medie\pesanti si dividono sui tasti del gamepad che potrete premere con i tasti direzionali (su, giù, destra, sinistra) per eseguire le varie tecniche nel repertorio dei lottatori.

Non dovrete però sfasciare il controller, in quanto Retromania Wrestling prende in prestito una pagina dal Sacro Libro di Fire Pro Wrestling: per vincere nel grappling dovrete inserire l’input della tecnica da eseguire nel frame giusto (quello appena prima del lock up), se sbagliate non potrete più fare nulla se non subire tutta la cattiveria dell’avversario. Se non avete mai giocato ai titoli della Spike\Human potreste trovarvi un minimo in difficoltà all’inizio, ma basta farci un po’ la mano e potrete dominare gli incontri a livello medio senza troppi patemi d’animo.

Per aiutare i ‘neofiti’, i Retrosoft Studios hanno inserito degli aiuti visivi che daranno una mano nel capire quando l’input è stato inserito nel momento giusto o magari troppo presto (o troppo tardi). Un sistema decisamente più ‘democratico’ rispetto al caotico button mashing che comunque fa capolino quando il ‘contest’ del grappling finisce con un pareggio, oppure quando bisogna uscire da uno schienamento.

**** 1/2 Match

Una volta imparato il sistema di gioco, Retromania Wrestling si rivela molto divertente, anche se giocato contro la CPU. Merito del gameplay fluido e veloce che rifiuta qualsiasi tipo di velleità simulativa, avvicinandosi più ad un picchiaduro. Scordatevi attacchi mirati agli arti o le varie meccaniche complesse di stamina e comeback di FPW, in Retromania ciò che conta è arrivare il prima possibile alle prese forti per azzerare la barra dell’energia dell’avversario e schienarlo.

Il suo meglio lo dà nel tag team, dove l’azione sul ring e fuori dal ring diventa un vero caos di mazzate, corpi che volano da una parte e dall’altra e salvataggi all’ultimo secondo da pericolose schienate. Dalle opzioni di gioco è possibile decidere la percentuale con la quale i wrestler possono avere un ‘comeback’ dopo che la loro energia si è esaurita, cosa che vi consiglio di impostare per rendere i match più interessanti e divertenti, specialmente nel 1 vs 1.

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Le modalità di gioco di Retromania Wrestling sono abbastanza elementari: il Ten Pounds of Gold è sostanzialmente la modalità Arcade dove con un singolo lottatore dovrete strappare la cintura dalle presuntuose manine inglesi di Nick Aldis. Nello Story Mode prenderete il controllo di Johnny Retro e dovrete portarlo alla conquista del titolo, scegliendo se comportarvi da leali Face o da fetenti Heel con i vostri alleati e con gli avversari.

Nel Versus Mode potrete creare incontri con stipulazioni diverse (Cage Match, Fatal Four Ways, Tornado Tag, etc.) da giocare con gli amici sul comodo divano o contro avversari della CPU. Manca il multiplayer online, che gli sviluppatori stanno decidendo se inserire o meno.

Veniamo al lato dolente: nelle altre modalità che prevedono più di quattro lottatori sul ring, Retromania Wrestling diventa troppo caotico al punto da risultare un filo tedioso. La Retromania Rumble (la Rissa Reale) è ingiocabile, colpa del ring inspiegabilmente più piccolo rispetto a quello di WWF Wrestlefest, il che obbliga i lottatori controllati dalla CPU ad ammassarsi agli angoli, rendendo il gameplay ingestibile.

Il problema delle dimensioni ridicole del ring si riflette anche nei Triple Threat o Fatal Four Ways, in quanto è difficilissimo schienare un avversario lontano dal terzo incomodo che troppo facilmente potrà interrompere il conteggio dell’arbitro. C’è poco da fare, nei giochi di wrestling il rind dev’essere grosso, proprio per rendere il gameplay più dinamico e meno caotico nelle varie stipulazioni che coinvolgono più lottatori. Insomma, in quello di FPW ci puoi parcheggiare un aereo di linea, mentre in quello di Retromania al massimo ci entra una 500.

Hi, I am John Morrison

Passiamo al roster del gioco: chi non segue la disciplina potrebbe pensare che i lottatori di Retromania Wrestling siano tutti inventati, ma in realtà si tratta di atleti realmente esistenti, dei quali molti hanno militato (e militano) anche nell’ormai disneyana WWE. Il ‘face’ per eccellenza del roster è Johnny Retro che molti conosceranno come John Morrison o Johnny Mundo, wrestler di grande carisma e abilità.

L’esperto di grappling Zack Sabre Jr. vanta grande esperienza nella NJPW ed è recentemente approdato alla Ring Of Honor, lega indipendente principale degli Stati Uniti. A lui si accosta il collega britannico Nick Aldis. Menzione d’onore per il mitico Tommy Dreamer, lo spassoso Colt Cabana e per la presenza dei Legion Of Doom, chiaro tributo al leggendario tag team già boss finale di WWF Wrestlefest. Tra i nomi più ‘underground’ citiamo il metallaro Warhorse e l’hawaiano Jeff Cobb, mentre sotto le spoglie di Matt Cardona potrete riconoscere l’Hype Train di Zack Ryder.

Il roster è abbastanza nutrito, sebbene i vari wrestler non siano proprio ben distinti in quanto a caratteristiche, quando invece un minimo di differenziazione quantomeno nella forza\velocità sarebbe stata apprezzata. Al momento Retromania Wrestling non dispone di un CAW (Create a Wrestler), ma a detta degli sviluppatori potrebbe venire inserito in seguito a seconda del successo del titolo. Sono in programmazione però dei DLC che andranno ad aggiungere nuovi lottatori al roster, tra i quali il cowboy del luppolo James Storm.

  • road warriors retromania wrestling
  • match a quattro in retromania

A chi consigliamo Retromania Wrestling?

Se siete dei fan del wrestling questo titolo non ve lo potete perdere, ancor di più se siete vecchi come noi e avete buttato gettoni a ripetizione nel cabinato di WWE Wrestlefest quando eravate dei jabroni mocciolosi. Chiaro, non aspettatevi la profondità di gioco di Fire Pro Wrestling World, si tratta pur sempre di un gioco di puro stampo Arcade.

Se per voi il wrestling è una boiata, ma trovate comunque divertente il gameplay arcade, potreste comunque dargli una chance, sebbene per godervelo a pieno dovrete conoscere un minimo i lottatori del roster.

Ritenete che il wrestling sia una triste buffonata? Allora state alla larga da Retromania Wrestling, ma direi che se avete comunque letto la recensione, a questo punto meritate di essere messi sulla lista di Chris Jericho… Stupid Idiots!

Grafica e sonoro 16-bit impeccabiliA volte troppo caotico
Gameplay soddisfacenteNiente CAW per il momento
Diverse stipulazioni per i matchPrezzo altino per quanto offerto
Roster da intenditori

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