Ciao ragazzi, mettetevi comodi, pensate a qualcosa di grosso con grosse budella da strappare via a mani nude e leggetevi la nostra TOP 10 ignorante dei migliori sparatutto in prima persona. Ricordate, la parola d’ordine è ignoranza!

10. RAGE 2

Bistrattato dalla critica per via della sua storia davvero stupida e per il suo open world un po’ vuoto, in realtà Rage 2 è un ottimo FPS a livello di meccaniche, d’altronde sono state realizzate da ID Software quindi insomma… non si scherza un cazzo! Oltre alle armi assolutamente devastanti, Rage 2 mette a disposizione una serie di abilità speciali che vi permettono di trasformare i nemici in vernice, come il grandioso Ground Slam, un poderoso cazzottone caricato dall’alto.

Un peccato che il titolo sia stato un po’ ‘tirato via’ nella parte open world e nella storia, entrambe gestite da Avalanche Studios, sviluppatore non proprio famoso per le sue idee fresche e per la varietà.
Il gioco presenta anche sezioni di guida decisamente piacevoli e il car combat funziona molto bene, soprattutto per veicolo del protagonista, una sorta di incrocio tra Supercar e la Batmobile. Probabilmente se Rage 2 fosse stato un gioco diviso in singoli livelli avrebbe riscosso molto più successo, ma ormai il dado è tratto. Se volete saperne di più, leggete la nostra recensione!

9. Shadow Warrior 2

Il secondo capitolo del reboot realizzato dai Flying Wild Hog è uno dei pochi giochi in prima persona che riesce a dare la sensazione di ‘affettare’ i nemici e ridurli in coriandoli di carnevale. La sua anima old school si nasconde dietro una sorta di ARPG con uno skill tree e armi di varie classi, un’aggiunta apprezzabile anche se non fondamentale.

Il gameplay di Shadow Warrior 2 è tra i più frenetici che potrete trovare, la soddisfazione di fare a pezzi i mostri con una katana o altre assurde armi da taglio è impareggiabile.
I difetti? La storia che a tratti si prende troppo sul serio e i livelli generati a random, quando invece degli scenari ben studiati avrebbero sicuramente dato una marcia in più al gioco.

8. Wolfenstein: The New Order

Il reboot delle sanguinose avventure di William B.J Blazkowicz è un ottimo connubio tra storytelling e pura azione vecchia scuola con litri e litri di sangue. Realizzato da Machine Games già famosi per i loro titoli ispirati a quel truzzo di Riddick, gli svedesi rilanciano la serie trasformando il protagonista in una triste macchina da guerra, appesantito dal conflitto e dalla morte. Attorniato da una serie di personaggi fuori dalle righe Blazko si dovrà fare strada maciullando nazisti con armi devastanti.

Alcune sezioni di gioco potranno essere affrontate in stealth, piantando con gran gusto la lama nella gola di qualche merdoso nazista. Il gioco prende chiaramente spunto dall’opera La Svastica sul Sole di Philip Dick che narra di un mondo dove i nazisti hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale. La storia di The New Order è narrata in maniera impeccabile, riuscendo a mescolare momenti di humor nero ad altri ben più opprimenti, facendoci sentire il peso di una realtà terrificante dominata da edifici brutalisti e dalla violenza fisica e psicologica.

Il seguito Wolfenstein: The New Colossus? Non è allo stesso livello, nonostante la critica lo abbia osannato. Qui le meccaniche di gioco subiscono modifiche davvero poco gradevoli spesso perché schiave di uno storytelling confuso che si preoccupa più di fare una critica sociale che divertire.

7. Serious Sam 3: BFE

La serie Serious Sam si è sempre proposta come revival dei vecchi FPS in un mondo fagocitato dai Call of Duty e relativi cloni. Serious Sam 3: BFE è il capitolo più moderno della saga, ma non per questo facile! Vi troverete come sempre in Egitto e dovrete far saltare in aria una marea di alieni dalle forme più assurde, compresi dei tizi senza testa armati di bombe che corrono verso di voi gridando come dei pazzi furibondi.

Bizzarro, ignorante, divertente Serious Sam 3: BFE è una vera sfida, difficile ma mai scorretto.  Consigliato a tutti gli amanti del genere, mentre se vi state avvicinando ora a questo tipo di giochi è meglio puntare su qualcosa di più semplice, in quanto dovrete avere gli occhi anche dietro la testa per non venire fatti a pezzi.

6. Bulletstorm

Un tripudio di personaggi rozzi, ignoranti, armi improbabili, morti raccapriccianti e impurità linguistiche. In Bulletstorm le nostre uccisioni verranno valutate da un sistema a punti, possiamo infatti spezzare in due un nemico con un colpo di shotgun e mandare il suo tronco sanguinoso a impalarsi contro un cactus alieno, venendo premiati da tanti bei punti segnati come se fosse la combo di un gioco di mazzate.

Sono soddisfazioni che non si dimenticano facilmente! Un gioco divertente dall’inizio alla fine, dove anche la storia e i dialoghi si intrecciano benissimo con il suo spirito volutamente demenziale. Chi lo sa se prima o poi vedremo un seguito, richiesto a gran voce dai fan del gioco. Da provare assolutamente.

5. DUSK 

I ‘gamer’ più giovincelli abituati a presentazioni grafiche di alto livello potrebbero volermi prendere a scarpate, e probabilmente avrebbero pure ragione!
Questo non toglie che DUSK di New Blood Interactive rimane uno dei migliori shooter degli ultimi anni.

Purulento figlio di Quake e Blood, DUSK tiene sempre la tensione altissima con sparatorie ultraveloci e un’atmosfera realizzata egregiamente, grazie anche a una produzione del suono di livello eccelso. Dalla più oscura campagna americana passerete a sotterranei lovecraftiani, sforacchiando cultisti e inspiegabili mostruosità.
Lo shotgun di DUSK è qualcosa di incredibilmente devastante, in grado di ridurre i nemici in poligonali pezzettoni di carne sanguinolenta. A tutto questo si aggiunge un level design perfetto che propone sempre qualcosa di nuovo, narrando la storia attraverso la composizione delle mappe. Graditissima anche la presenza di Stephan Weyte, la voce di Caleb in Blood

4. Ion Fury

Prima conosciuto come Ion Maiden, Ion Fury è un titolo che ha avuto una storia un po’ controversa. Prequel dell’orribile Bombshell, un esperimento malriuscito di 3D Realms che, dopo aver preso una sonora sculacciata dalla critica e dal pubblico, ha deciso di tornare alle origini. Prima però ha dovuto fare i conti con i legali di quegli allegroni degli Iron Maiden che li hanno denunciati per contraffazione di marchio a causa del vecchio nome del gioco. 
Cambiato il titolo eccolo pronto per la devastazione! Programmato interamente con il caro vecchio Build Engine, Ion Fury è la dimostrazione che il vecchio può essere rinnovato e spaccare i culi come se non ci fosse un domani.

Level design perfetto, ottima varietà di nemici e tante, tantissime esplosioni in dueddì! Le bombe di Shelly Harrison possono competere tranquillamente con la dinamite di Caleb e le Pipe Bombs di Duke Nukem, facendo volare crani e fegati su tutte le pareti della stanza. Certo se non siete proprio dei fan dei giochi vecchia scuola, Ion Fury potrebbe non piacervi, in quanto i livelli seguono lo schema ‘trova chiave A per aprire porta B’, ma se siete cresciuti a pane e Build Engine allora fate subito vostro questo titolo!

3. F.E.A.R.

Un gioco molto vecchio, ma che regge ancora bene e può farvi ancora il culo a strisce! Prima che i Monolith si trasferissero a Mordor venivano osannati dai gamer per Blood e per il fantastico F.E.A.R.
Immaginate una sorta di incontro tra l’horror giapponese, Akira, i film di John Woo e Doom. Le sparatorie sono tra le più spettacolari che potrete trovare in un FPS, con la possibilità di rallentare il tempo e di tirare calci volanti mentre sbudellate gente con il fucile a pompa. Ogni tanto i momenti action vengono interrotti da alcuni esplorativi di pura tensione, merito dell’ottima produzione sonora e di un sapiente utilizzo dell’illuminazione.

Non esistono altri FPS come F.E.A.R. un’esperienza davvero unica che dovreste provare anche se non siete proprio dei fan del genere. Il gioco ha ricevuto un seguito e anche un terzo episodio, abbastanza piacevoli con meccaniche di gioco solide, ma neanche lontanamente paragonabili all’originale.

2. Doom Eternal

Cosa? Doom Eternal al secondo posto e non al primo?
Asciugatevi la bava dalla bocca e fate un bel respiro. Doom Eternal è un capolavoro del suo genere, su questo non si discute. E’ probabilmente lo sparatutto in prima persona più veloce, devastante e catartico mai realizzato, ma allo stesso tempo è eccessivo.
Giocato con Ultra-Violence e Nightmare può veramente bruciarvi i neuroni, anche se siete dei veterani.

Il livello di attenzione e concentrazione che richiede questo gioco è fuori da qualsiasi scala, si potrebbe quasi paragonare a Sekiro: Shadows Die Twice.
Per poterla spuntare dovrete usare tutte le abilità del Doomguy e anche in modo sapiente. Doom Eternal sarà pure un gioco old school, ma per giocarlo ad alti livelli ci vuole una certa tattica che come una tela si creerà nella vostra testa durante le azioni di gioco più frenetiche. Non si tratta solo di sparare, dovrete anche pensare! E pensare non è da ignoranti, assolutamente no! Follia pura!

Anche il design dei livelli è impeccabile, con vette di design altissime e una grande varietà di ambientazioni. I nemici sono stati ricostruiti e ognuno di loro necessita una particolare strategia per poter essere ucciso il più in fretta possibile. Il ritmo elevatissimo è accompagnato dalla fantastica colonna sonora di Mick Gordon capace di strapparvi le budella e infilarvele nel cranio. In Doom Eternal c’è anche una storia, ma con grande saggezza ID Software ha deciso di narrarla (in modo anche ben dettagliato) attraverso dei collectibles, in modo da non interrompere il flusso di gioco.

1. DOOM (2016)

DOOM è un gioco più compatto rispetto a Doom Eternal, ma non è al primo posto perché è migliore, ma semplicemente perché se lo merita.

DOOM è stato il colpo di Super Shotgun che ha risvegliato gli animi intorpiditi da anni di shooter aridi dedicati esclusivamente al multiplayer. Bisogna anche contare l’impatto che questo titolo ha avuto sul mondo del gaming, con una campagna single player incredibile che ha dimostrato che gli shooter old school possono ancora dire la loro anche sul mercato dei titoli AAA.

Laddove Doom Eternal presenta delle dinamiche più complesse che possono intimidire i nuovi giocatori, DOOM risulta più semplice e immediato. Le abilità del Doomguy sono molto più limitate, non ci sono nemici che richiedono particolari tecniche per essere uccisi, bisogna solo sparare e sfondare crani a mani nude (onestamente le esecuzioni sono molto pìù brutali di quelle fatte con la spadina da polso di Doom Eternal).

A livello di shooter DOOM è più ‘puro’, ricalca maggiormente l’esperienza old school modernizzandola senza però strafare. Anche l’ambientazione è più d’effetto con i livelli su Marte che si collegano a quelli infernali in maniera impeccabile.

Rip and Tear… until it’s done!

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