Ogre Tale, titolo realizzato dalla software house giapponese MAGES e pubblicato per PC/Steam da Degica, è un beat ‘em up in 2D che cerca di restituire un po’ di quella spensierata leggerezza che da sempre contraddistingue il genere. Dediti solitamente a Visual Novel del calibro di STEINS; GATE, Punch Line e CHAOS; CHILD, si trovano con Ogre Tale alla loro seconda escursione nei picchiaduro a scorrimento bidimensionali, il primo titolo risale infatti al 2015: Phantom Breaker Battle Grounds.
Il titolo arriverà in futuro anche su Playstation 4, Nintendo Switch e Xbox One.

Provato su PC

+ Veloce e divertente…– …ma a tratti semplicistico
+ Scenari variegati e tutti molto curati e dettagliati– Richiede una conoscenza di base di alcune leggende giapponesi per essere apprezzato a pieno
+ Possibilità di co-op online

Il ragazzo nato dalla pesca

Ogre Tale è un tuffo nelle leggende giapponesi, riprende infatti la classicissima storia di Momotarō, il ragazzo nato da una pesca gigante che secondo il racconto nipponico si avventurò nelle pericolose terre degli Oni, demoni cornuti e aggressivi che popolavano Onigashima. Nell’immaginario culturale giapponese tale fiaba è ancora oggi presente ed è una delle più popolari, con tanto di canzoncina per bambini ideata nel 1911, che trovate qui in basso se siete particolarmente curiosi:

In Ogre Tale, però, proprio come sottolinea il nome non vestiremo i panni del coraggioso Momotarōma bensì quelli degli Oni, spesso chiamati in traduzioni anche ogre, orchi insomma. Il setting è il Giappone moderno e l’ultimo clan di orchi composto da tre ragazzine si ritrova a dover affrontare il discendente dell'”uomo della pesca” che ha deciso di terrorizzare le isole dell’arcipelago unendo le forze con i suoi alleati e un variegato circo di yōkai (spettri, demoni e apparizioni terrifiche del folklore giapponese).

Nell’avventura si avrà dunque modo di fare la conoscenza di altre figure delle leggende della terra del Sol Levante come il piccolo Issunbōshi (qui divenuto Issuntaro), nemico degli oni tanto quanto Momotarō e persino Urashima Tarō, il pescatore che andò a vivere nel palazzo del drago nelle profondità marine.

Le tre oni del clan Onigashima che si opporrano a questi nemici sono invece Ran, addestrata nell’uso della katana; Hana, abile con la frusta e Yume che brandisce invece una mazza ferrata, tutte e tre selezionabili a piacimento prima di ogni missione. A gestire le operazioni della controffensiva contro Momotarō è il loro mentore Iroha, un saggio gatto che vi aiuterà spiegando le meccaniche di gioco e gli obiettivi delle varie missioni.

Da Shinjuku alle profondità marine

Lo stile del gioco è leggero e non si prende sul serio, la pixel art è ben realizzata con un design chibi per le protagoniste che sprizza tenerezza da tutti i pori. Tuttavia dove il prodotto riesce a dare più di una gratificazione visiva è negli scenari, ben curati, dettagliati e differenti gli uni dagli altri: si passa da Shinjuku e il torii al neon di Kabuki-chō per raggiungere Kyoto, l’isola di Miyajima, il tetto di un treno in corsa e naturalmente luoghi puramente fantastici come il palazzo del drago.

Come dicevamo poc’anzi, ci troviamo di fronte a un beat ‘em up a scorrimento laterale suddiviso in missioni dalla breve durata in cui dovrete farvi strada tra i nemici per passare allo schema successivo, insomma nel più classico dei sistemi di progressione del mondo dei videogiochi. I comandi prevedono tre tipi di attacchi, quello normale, quello speciale e quello a distanza che necessita di oggetti consumabili come il kunai ninja (per Ran) o le bombe (per Yume), mentre l’ultimo dei quattro tasti frontali del pad sarà invece deputato a bloccare. Un sistema che appare immediatamente semplicistico ma estremamente funzionale alla tipologia di gioco.

La casa delle protagoniste funge da hub principale di gioco dal quale è possibile accedere al menu delle Missioni, quello del Negozio, dell’Equipaggiamento, la modalità Online e infine i Credits. Nel primo caso sarà possibile selezionare qualsiasi missione già affrontata, oltre che sidequest aggiuntive volte all’accumulo di esperienza per salire di livello e soldi da utilizzare per migliorare le proprie armi. Il titolo si presta molto bene a partite mordi e fuggi, con la durata media di ogni missione che non supera la decina di minuti, inoltre prima di iniziare lo scenario potrete selezionare una tra tre difficoltà: Normal, Hard e Very Hard, senza dover ricominciare il gioco dall’inizio e garentendo quindi una scalabilità istantanea.

Gli obiettivi delle missioni sono variabili e possono includere l’ottenimento di un oggetto speciale, la sconfitta di un boss, l’uccisione di nemici specifici o anche terminare lo scenario entro un tempo limite, offrendo quel pizzico di varietà e freschezza che non guasta mai in giochi generalmente ripetitivi come i beat ‘em up.

Prendendo in esame invece l’equipaggiamento delle…orchesse?, sarà possibile acquistare nel menù apposito tre tipi di oggetti: armi, amuleti e tecniche. Le armi sono univoche per ogni personaggio quindi Ran potrà acquistare solo spade, Hana fruste e Yume mazze. Le armi conferiscono statistiche differenti e possono essere dotate di un numero variabile (da 0 a 6) di slot per incastonare amuleti e tecniche, i primi fungono da modificatori in grado di aumentare la difesa, la velocità e statistiche di vario genere mentre le seconde modificano lievemente lo stile di gioco aggiungendo abilità speciali come per esempio gli attacchi in scivolata.

Per la nostra recensione non ci è stato possibile provare la modalità Online per mancanza di Lobby attive al momento del giocato, quindi non possiamo esprimere un giudizio in merito a questa opzione, tuttavia ne confermiamo la presenza. Mettendosi d’accordo eventualmente con amici, è possibile giocare insieme le missioni in co-op, un’aggiunta che al giorno d’oggi non può mancare e la cui assenza avrebbe penalizzato sicuramente l’esperienza finale.

A chi consigliamo Ogre Tale?

Gli appassionati di beat ‘em up vecchio stampo troveranno sicuramente un gioco divertente in cui immergersi per ore, provando tutte le tecniche e le singole abilità delle tre protagoniste. La cura globale per sprite, mostri, boss e scenari è elevata e sebbene la ripetitività con questi titoli sia dietro l’angolo, viene fortunatamente in aiuto la modalità co-op per passare un po’ di tempo in spensierata allegria con i propri amici. Siete però avvisati: se cercate una sfida complessa e che vi faccia strappare i capelli, non è il titolo adatto a voi.

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