Recensione Children of the Sun: puzzle e atmosfere carpenteriane

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Qualche miope vegliardo come me si ricorderà di Max Payne di Remedy e della cam sul proiettile che finiva l’ultimo cattivo di uno scenario. Ancora meglio, quando il colpo partiva da un fucile da cecchino, espediente grafico poi ripreso dall’ottima serie Sniper Elite. Dato che siamo fondamentalmente dei vigliacchi, noi gamer godiamo nel vedere un proiettile che viaggia al rallentatore e si conficca nel cranio di qualche povero stronzo.

Non so se qualcuno si ricorda di Clive Baker’s Jericho, dove uno dei personaggi poteva controllare telepaticamente i proiettili sparati dal suo fucile da cecchino. Beh, in Children of the Sun il gameplay si concentra tutto su questa particolare meccanica. Il titolo, pubblicato da Devolver e sviluppato da Renè Rother è uscito su PC tramite Steam il 9 aprile, con una demo disponibile per chi vuole provare con mano l’ebrezza di forare crani con i propri poteri ESP.

Provato su PC


single player

In Children of the Sun vestiremo i cenciosi panni di una teenager armata di un fucile di precisione e dotata di poteri paranormali che le permettono di controllare l’unico proiettile a sua disposizione. La nostra cara teenager mascherata dovrà vendicarsi del culto Children of The Sun che, a quanto pare, ha istigato il suo povero padre al suicidio.

La trama verrà narrata da immagini statiche stile fumetto dei primi anni ’90 del ventesimo secolo, con la classica verve edgy e un po’ pulp che contraddistingue i titoli pubblicati da Devolver Digital. Anche la grafica del gioco si propone con toni dark, misti a effetti psichedelici che ricordano le atmosfere delle pellicole del maestro John Carpenter e di FPS recenti come Dusk e Cultic.

Ma non indugiamo oltre a passiamo al gameplay: come specificato nell’introduzione, per ogni scenario avremo a disposizione un solo proiettile che dovremo utilizzare per uccidere brutalmente tutti i nemici presenti.

Questi saranno ignari della nostra presenza, quindi prima di sparare sarà possibile muoversi intorno allo scenario, per scegliere la posizione migliore per far partire il letale proiettile. Il movimento sarà limitato a destra e a sinistra, quindi non sarà possibile effettuare alcuna azione aggiuntiva. 

Durante la mira, si potranno taggare i nemici, per scovare la loro posizione e decidere da quale bersaglio cominciare il massacro. Dopo aver sparato la visuale passera in prima persona, mettendoci al comando del proiettile. A seguito della prima uccisione, si avrà un tempo limitato per direzionare il proiettile verso un altro malcapitato, fino a sterminare tutti i nemici e concludere lo scenario.

Nel caso si manchi un nemico, si vedrà la schermata del game over e si potrà riprovare immediatamente il livello, mantenendo i tag effettuati.

Detta così sembra semplice, ma Children of The Sun aumenterà la sfida a ogni livello, aggiungendo poteri speciali che ci permetteranno di curvare leggermente la traiettoria i proiettili per scovare nemici nascosti. Sarà anche possibile direzionare nuovamente il nostro proiettile in volo, un potere attivabile colpendo due nemici in un punto del corpo specifico.

Per bilanciare il tutto, Children of The Sun ci presenterà nuove tipologie di nemici negli scenari più avanzati, come i nemici dotati di scudo o quelli in armatura da abbattere utilizzando proiettili ad alta velocità.

Non aspettatevi uno shooter, perché Children of the Sun è molto più simile a un puzzle game, nel quale occorre azzeccare la giusta sequenza di nemici da uccidere.

Il gioco ci concede diverse libertà: ad esempio sarà possibile colpire i serbatoi delle automobili o taniche di benzina per causare esplosioni che oltre a uccidere nemici, ci permetteranno di mantenere “in vita” il proiettile e rimirare. E se vedete un uccello in aria? Bè potete sparargli per avere una visuale dall’alto e taggare i nemici nascosti, per poi falciarli dal cielo.

L’unione puzzle game, shooter e atmosfere sinistre funziona molto bene. Una volta sbloccati tutti i poteri della protagonista, il gioco diventerà molto interessante. Curvare un proiettile, cambiarne la traiettoria e cercare di colpire tutti i nemici in un solo colpo genera una certa adrenalina, pompata anche dagli effetti sonori e della colonna sonora “drone” che accompagna il titolo.

Tuttavia, Children of the Sun spesso spinge un po’ troppo sul trial and error. In alcuni livelli, ci saranno dei nemici nascosti forse un po’ troppo bene, cosa che costringe inevitabilmente a sparare dei proiettili un po’ a caso, nella speranza di trovare (e taggare) i cattivoni nascosti. Si tratta di quel piccolo sassolino nella scarpa che non rovina l’esperienza, ma fa inciampare la meccanica sniper-puzzle, riducendola in un “trova il nemico”.

Children of the Sun: Consigliato a chi vuole un indie originale. La fatica di Renè Rother convince al punto giusto da poterla consigliare a tutti i gamer in cerca di un indie con un gameplay interessante e originale. Sebbene la libertà di movimento della protagonista sia fortemente limitata, Children of the Sun riesce a risultare adrenalinico e coinvolgente. Ogni tanto l’esperienza viene stoppata dalla estenuante ricerca del classico nemico nascosto, ma si tratta di un difetto sul quale si può comunque chiudere un occhio. In generale, si tratta di un gioco molto interessante che prova una strada diversa, percorrendola quasi senza alcun intoppo puntando al massimo sull’esperienza del gameplay avvolgendolo in gustose atmosfere sinistre. heavysam

8
von 10
2024-04-17T14:51:01+02:00

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