Recensione The Elder Scrolls IV Oblivion Remastered

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Nel periodo in cui uscì The Elder Scrolls IV: Oblivion, avevo parzialmente abbandonato il gaming. Nell’ormai lontano 2006, la vita universitaria da fuori sede in una piratesca Bologna, l’heavy metal e il non avere un PC mi avevano fatto allontanare dalla videoludica passione, così come dalla fortunata serie ruolistica di Bethesda. Con il ricordo di Daggerfall e di Morrowind, tutt’ora il mio preferito per ambientazione, saltai Oblivion a piedi pari, vedendo solo qualche spezzone di gameplay da amici lavoratori dotati di PC. Ripresa la serie con l’uscita di Skyrim, giocai al vecchio Oblivion solo un po’ di tempo fa su consiglio della mia amata moglie, moddandolo come se non ci fosse un domani. Voi giustamente direte: ma a noi, che cazzo ce ne frega?

Niente, ma a meno che non abbiate passato i giorni scorsi in Antartide, probabilmente saprete che Bethesda ha rilasciato a sorpresa la remaster di The Elder Scrolls IV: Oblivion per PS5, Xbox Series X\S e PC. Un grande colpo che arriva dopo ottimi Avowed e Indiana Jones e l’Antico Cerchio, un’occasione per rigiocare uno dei giochi di ruolo più immersivi di sempre, con una tirata a lucido davvero notevole. E così, senza ulteriori indugi, torno in una splendente Cyrodill, dalle atmosfere a dir poco magiche e avvolgenti, dove un gameplay reso più snello e veloce le fa da contorno.  Tenete conto però che si tratta di una remaster e non di un remake, quindi molte meccaniche originali sono state mantenute.

Tuttavia, Il lavoro degli sviluppatori è stato veramente incredibile, in quanto sono riusciti a tenere intatta la natura di Oblivion, proponendo comunque un gioco della vecchia guardia e rendendolo più entusiasmante con leggeri, ma importanti tocchi al gameplay e soprattutto ricostruendo tutto, ma dico proprio tutto, con l’Unreal Engine 5.

Provato su PC

PS4
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The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered vi mette nei cenciosi panni di un carcerato che si trova rinchiuso nelle segrete della Città Imperiale, nella regione di Cyrodill. Dopo aver scelto l’aspetto e la razza del nostro eroe, ci troveremo faccia a faccia con l’imperatore Uriel Septim VII, interpretato da quel mito di Patrick Stewart.

Scortato dalle sue fide Blade, l’Imperatore fuggirà da un passaggio segreto situato proprio nella vostra cella, dandoci la possibilità di fuggire. Il nostro destino però, viene segnato dall’assassinio dell’Imperatore da parte della Mitica Alba, un culto di fanatici adoratori da una delle terribili divinità Daedra, Merhunes Dagon.

E così, Uriel Septim VII ci affida la missione di trovare il suo unico erede e di chiudere i Cancelli dell’Oblivion, per impedire l’invasione dei Daedra nel mondo terreno. Confusi? Non preoccupatevi, la lore degli Elder Scrolls è abbastanza complessa…noi però possiamo infischiarcene totalmente del compito affidatoci dall’Imperatore e una volta usciti dai sotterranei vivere la nostra avventura a Cyrodill, facendo un po’ ciò che ci pare.

E non c’è niente da fare, Oblivion resta uno degli RPG fantasy più immersivi mai creati. Trasporta il giocatore in un mondo, lo rende protagonista, gli dà una grande libertà di azione e di gestione, battuta solamente dal suo sequel Skyrim. Nel 2006, Bethesda aveva creato una regione popolata da personaggi con le loro routine e una loro personalità, con cui è possibile interagire e in alcuni casi, sbloccare delle side quest incredibili.

Potremo aiutare un avido collezionista di artefatti andando in giro per le rovine Aydr, o magari diventare gladiatori dell’Arena, cercando allo stesso tempo di scoprire le origini del Grande Campione. E perché non dare retta al tipo eccentrico della città e fare indagini sui suoi presunti persecutori? O magari vi sentite particolarmente malvagi, quindi magari è il caso di fare un’offerta a Molag Bal e corrompere un nobile uomo, per ricevere una malvagia ricompensa. E chissà, forse uccidendo qualcuno, potremmo entrare in contatto con la terribile Gilda degli Assassini.

Tutto questo era già stupendo nella versione originale, ma viene portato a un livello ancora più alto con lo splendore visivo di questa remaster. L’intera Cyrodill, in tutti i suoi dettagli più incredibili è stata ricreata con l’Unreal Engine 5, con tanto di Lumen per aggiungere quel tocco di magia in più nell’illuminazione.

Basterebbe questo per far correre qualsiasi appassionato della serie ad accaparrarsi una copia di questa remaster. Ed effettivamente, vedere questo classico del 2006 modernizzato tecnicamente è davvero una grande gioia. Il lavoro svolto da Bethesda e Virtuos è veramente encomiabile. Tutte le ambientazioni esterne, i dungeon, le rovine Ayleid e le città sono state ricreate con il nuovo motore grafico.

Inutile dirvi che si tratta di un passo da titano rispetto al titolo originale che sebbene all’epoca si presentasse bene, al giorno d’oggi risulta effettivamente molto datato. Gli sviluppatori hanno attenuato i colori sgargianti, marchio di fabbrica della presentazione di Oblivion, per dare a Cyrodill un aspetto più realistico, lasciando però intatta l’atmosfera tra high e low fantasy, tipica della serie.

L’Unreal Engine 5 è stato sfruttato benissimo soprattutto per quanto riguarda i dungeon, dove un’illuminazione sopraffina potenziata dal Lumen rende tutto più coinvolgente. Provate a entrare in un Cancello dell’Oblivion e vi troverete catapultati in un mondo infernale, minaccioso e inospitale, dove regnano fuoco, sangue e oscurità.

Anche sugli NPC e sugli oggetti è stato fatto un ottimo lavoro, con le armi e le armature avanzate più belle che mai. Gli effetti grafici sono stati rimaneggiati, senza però esagerare. Le magie quindi avranno quel feeling “vecchia scuola”, ma con effetti un filo più soddisfacenti. Devo dire che alcuni volti ed espressioni dei personaggi sono forse un po’ “esagerati”, ma sebbene a molti potrebbero non piacere, fanno comunque parte della magia di Oblivion.

Anche il doppiaggio è stato migliorato, con una buona parte delle linee di dialogo ri-registrate dagli attori di The Elder Scrolls V: Skyrim, in modo da dare voci uniche per ogni razza. La colonna sonora, la splendida colonna sonora è rimasta invariata, un vero e proprio viaggio nel tempo dal quale è difficile tornare.  Inutile dirvi che la rigiocabilità del titolo è elevatissima, non solo per la quantità di quest, build e cose da fare, ma anche per la presenza delle due espansioni Knights of the Nine e The Shivering Isle, incluse nel prezzo.

In termini di gameplay e meccaniche, questa remaster propone qualche aggiustamento gradito. I combattimenti sono stati velocizzati, con le animazioni sono state notevolmente arricchite, così come le reazioni dei nemici ai colpi. Gli stessi nemici sono più aggressivi e richiedono una buona abilità anche a livello normale.

In generale, ho trovato la remaster molto più “scattante” e accattivante in termini di gameplay rispetto all’originale, con pochi tocchi che rendono l’esperienza più fluida, mantenendone comunque l’autenticità. Sebbene non ci siano le spettacolari finisher in slow motion di Skyrim, le ragdoll sono state sistemate per apparire un minimo più realistiche. L’intelligenza artificiale è comunque rimasta quella dell’originale, quindi non aspettatevi particolari tattiche adottate dai nemici. Inoltre, se volete giocare furtivamente, sappiate comunque che oltre a rimanere nascosti, rendervi invisibili e colpire i nemici alle spalle, potrete fare ben poco.

L’aggiunta della schivata e della corsa sono molto gradite. La schivata torna molto utile per le build basate sull’agilità, specialmente quando si devono affrontare più nemici, o ci si troverà a fare i conti con singoli avversari più agguerriti. La possibilità di correre farà la felicità di tutti quelli che, come me, non abusano del viaggio rapido e amano esplorare, in quanto rende la navigazione di Cyrodill  molto più fluida e veloce. L’unico lato negativo è che questo aspetto rende inutile l’utilizzo delle cavalcature, anche qui presenti, ma poco incisive se investite nell’attributo Velocità.

A tal proposito, il sistema di progressione è stato rivisto, per bilanciare e rendere più fruibile l’esperienza anche ai neofiti. Per chi non avesse mai giocato un Elder Scrolls, per crescere di livello occorre usare le abilità della classe scelta. Ad esempio, un guerriero potrà far aumentare le sue skill in armatura pesante subendo colpi, mentre un ladro crescerà di livello più velocemente scassinando serrature.

Se il vostro personaggio predilige l’armatura leggera non avrà senso equipaggiare quella pesante, sia per una questione di progressione, sia perché non sarà in grado di sfruttarla al meglio. A differenza dell’originale però, nella remaster sarà possibile salire di livello anche sfruttando le abilità secondarie. Inoltre, dopo ogni passaggio di livello si otterranno 12 Punti Virtù da distribuire tra le varie statistiche del personaggio, per un massimo di 5 punti a livello. In questo modo, la progressione sarà più libera e intuitiva, restando però sempre legata al sistema autentico che resta uno dei più interessanti, in quanto spinge il giocatore a sfruttare tutte le potenzialità della classe scelta.  

Tuttavia, fuori dal combattimento, Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered ha mantenuto alcune meccaniche datate. Il sistema di persuasione degli NPC è ancora uno dei peggiori che si siano mai visti in un gioco di ruolo, ma purtroppo è assolutamente necessario per poter proseguire in alcune quest.

E quindi, ecco che vi troverete a girare la ruota delle emozioni degli NPC manco foste Mike Bongiorno, nella speranza che finalmente sblocchino la linea di dialogo giusta per attivare la quest secondaria sperata.  Da una parte è bello che questa caratteristica sia rimasta invariata, per i vecchiacci come me abituati a meccaniche datate è come un ritorno a casa. Per un giocatore più giovane però, questo potrebbe essere un notevole deterrente.

Allo stesso modo, il sistema di loot, ahimè, è rimasto uguale. Questo vuol dire che troverete equipaggiamento, armi e incantesimi più potenti solo salendo di livello, a meno che non sappiate già cosa fare dove andare. Capita sempre però di sudare freddo per aprire un forziere con serratura di livello Molto Difficile, per trovarci dentro solo un paio di fetide scarpe.

A tutto questo si aggiungono i menù del gioco, croce e delizia di tutti gli amanti della serie Elder Scrolls. La remaster di Oblivion rimane fedele alla linea, con listoni enormi di magie e oggetti catalogabili solo per danno\resistenza\valore\peso. Chi non è abituato alla configurazione dei menù di mamma Bethesda, potrebbe trovarli alquanto fastidiosi. 

Ora, da una parte va apprezzato il voler creare un’esperienza di gioco quanto più autentica possibile all’originale, dando giusto qualche colpetto al gameplay per renderlo più veloce. Forse si poteva sperare in qualche modifica QoL maggiore che comunque non avrebbe intaccato troppo l’esperienza.

The Elder Scrolls IV Oblivion Remastered: A tutti gli esseri viventi che amano gli RPG e il fantasy in generale. A meno che i giochi Bethesda non vi piacciano (e posso capirvi), non avete veramente motivo di farvi scappare la remaster di questo splendido RPG. Sebbene per alcuni (me compreso) sia forse il più debole della saga per quanto riguarda l’ambientazione, Oblivion vanta side quest più divertenti e folli. Il gameplay rimaneggiato, reso più scattante e veloce è un punto in più notevole che si unisce a un lavoro eccelso sulla parte tecnica. Il tutto contornato dalla splendida colonna sonora accompagnerà le nostre avventure. Chiaramente, un giocatore non abituato ad alcuni schemi “vecchia scuola” del titolo originale, potrebbe abbandonarlo dopo le prime battute. Invito però i neofiti a tenere duro, perché una volta trovato il proprio posto a Cyrodill, sarà veramente difficile andarsene via. Lo ammetto, il voto originale che volevo affibiargli aveva un mezzo punto in meno, però come non premiare un gioco che ti immerge così tanto nel suo mondo al punto da farti dimenticare cosa sia il tempo? E poi, in questo caso l'avarizia può morire male, perché 55 € questa remastered li merita proprio. Ora, cara Bethesda, inizia a lavorare bene su The Elder Scrolls VI e magari dacci pure una remaster di Morrowind, prima di buscarti una freccia nel ginocchio. heavysam

9
von 10
2025-05-03T08:20:59+02:00

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