Erica è un thriller interattivo annunciato e lanciato ufficialmente durante il Gamescon 2019 in Germania. Creato dalle abili mani di FlavourWorks, è un film interattivo che rimette su console un genere abbandonato da molti anni.

Provato su Ps4:

ProContro
+ Cast e regia ottimi– Scioglimento dell’intreccio un po’ sbrigativo
+ Vera rigiocabilità 

Il mistero della Delphi House

Erica Mason è una giovane ragazza che vive sola in un appartamento logoro e trasandato, spesso turbata da immagini e incubi che la riportano ai dolori della sua infanzia. La madre morì in circostanze misteriose, e il suo adorato padre venne assassinato davanti ai suoi occhi e il caso non fu mai risolto. 

Così Erica passa il tempo abbozzando inquietanti disegni e ascoltando musica fin quando un giorno riceve un misterioso pacco insanguinato che conduce il Sergente Blake alla sua porta. Dopo un breve interrogatorio, il Sergente decide di portare la protagonista, per la sua protezione, alla Delphi House, una sorta di ospedale psichiatrico fondato da nientepopodimenoché suo padre, Peter Mason, e l’amico Lucien Flowers.

È alla Delphi House che i salti nel passato di Erica e gli incontri con i diversi personaggi della trama creano una trama fitta e genuinamente misteriosa e intrigante.

Un Cast che fa la differenza

Un appunto importante da fare è che, al di là dei numerosi anni passati dagli ultimi giochi FMV, di successo o meno che sia, il mercato è cambiato molto. Telltale Games ha dominato la scena, imponendosi a conti fatti come l’unico sviluppatore di esperienze narrative, e i giochi di David Cage, che provano ad avvicinarsi a un’esperienza più dichiaratamente cinematografica, hanno risultati piuttosto misti tra utenti e critica. 

Erica si propone come la prima e in qualche modo quasi unica esperienza narrativa in FMV con un cast importante e una regia di rilievo. Sul PS Store ci sono una manciata di titoli che provano a fare qualcosa di simile, ma con effetti discutibili, quando va bene. The Bunker e Late Shift vengono subito in mente, ma sarebbe difficile consigliarli onestamente.

L’ottima regia è di Jack Attridge, la performance di Erica è di Holly Earl (Doctor Who, Skins, Cuckoo), il famosissimo Terence Maynard nei panni di Lucien e un cast di supporto credibile e intrigante. Tutto questo concorre a creare un’esperienza cinematografica di qualità, da godersi sul divano.

Questo anche perché Erica si controlla tramite un’apposita companion app sul telefonino o con il touchpad del Dual Shock 4, cosa che inizialmente sembra scomoda ma che si rivela invece facile da gestire e stranamente intuitiva.

Inoltre la regia utilizza un mix di tecniche intelligenti per fondere con un’ottima soluzione di continuità i due generi. I profondi primi e primissimi piani per i dialoghi concitati, i piani medi per le scene con scelte multiple tra diversi scenari, e dei movimenti liberi che si sciolgono in statici campi medi per i momenti in cui dobbiamo interagire più liberamente con l’ambiente circostante. Un altro tocco semplice ma azzeccatissimo è lo strofinamento per pulire lo schermo che si fonde coi flashback della protagonista, un modo chiaro ed efficace di segnalare al giocatore lo stacco narrativo.

Un intreccio da sbrigliare

Il gioco comincia con un avvertimento, e cioè che nessuna via porta a una soluzione e quindi comprensione dell’intreccio complessiva. E per una volta questo si rivela vero.

L’interazione del giocatore è chiesta spessissimo, per dialoghi, reazioni, e azioni con l’ambiente circostante. La settima generazione di console è stata imbevuta di promesse riguardo un intreccio narrativo flessibile, “la scelta al giocatore”, la libertà di scelta, ma non ricordiamo effettivamente quali e quanti giochi, specie se di grossi sviluppatori, hanno mantenuto queste promesse. La serie Mass Effect è notoriamente ridicola in questo sesto, gli stessi Telltale sono famosi per l’avvertimento “Paolo si ricorderà di questo“, che si concluderà con una risposta un po’ acida due capitoli più avanti e null’altro di remotamente significativo.

In questo senso Erica invece, al netto di poco più di un’ora e mezza di run totale, presenta una sostanziale molteplicità di possibili risvolti e sviluppi, rendendo non solo il finale, ma anche lo sviluppo centrale flessibile. 

Senza entrare in spoiler, nella mia prima sfortunata run, sono arrivato solo a grattare sulle superficie del mistero e intuire cosa si nasconde nei misteri della Delphi House, guadagnandomi solo un finale cattivo che mi ha lasciato completamente appeso. A quel punto, le informazioni già ottenute da quella run e le nuove possibilità della seconda, mi hanno dato subito un ottimo motivo e una reale voglia di capirci di più: un reale senso di rigiocabilità.

A chi consigliamo Erica?

Erica è un gioco sorprendente, uscito all’improvviso e con una proposta piuttosto originale per il mercato attuale. Il prezzo estremamente accessibile di neanche dieci euro, la rigiocabilità e la rarità dell’esperienza proposta rendono Erica un gioco da provare, a mani basse. A meno che non abbiate una sorta d’astio per i thriller con elementi soprannaturali, o il cinema in generale, non avete alcun motivo per saltare questa esperienza. Non sappiamo se questo sarà l’inizio di un nuovo trend o della rinascita del genere FMV, ma nel dubbio vi consiglio di provarlo.

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