Platinum Games, software house guidata dall’eclettico Hideki Kamiya, che ha dato alla luce perle come Bayonetta o il più recente Nier: Automata, fa ancora una volta centro con Astral Chain, disponibile in esclusiva per Nintendo Switch dallo scorso 30 agosto.

ProContro
+ Gameplay di qualità, marchio di fabbrica Platinum– Storia che non brilla particolarmente per originalità
+ Grado di sfida scalabile– Controlli in esplorazione non sempre precisi

Dai Platinum Games abbiamo imparato ad aspettarci il meglio, il non plus ultra dei sistemi di combattimento in grado di avvicinare sia neofiti sia veri e propri appassionati in grado di affrontare sezioni action a occhi chiusi e con entrambe le mani legate. C’è da dire però che non tutti i loro titoli hanno riscosso il successo sperato e a volte si è andati incontro a cocenti delusioni quando i progetti non hanno preso forma (Scalebound, guardiamo te). Non nascondo quindi che Astral Chain, titolo che ricordiamo è in esclusiva per Nintendo Switch, sebbene avesse delle ottime premesse e video gameplay sufficientemente esplicativi, mi stava facendo sudare copiosamente nei giorni precedenti l’uscita.

L’aspettativa ti uccide, l’hype può essere una brutta bestia che ti divora dall’interno e quando poi hai finalmente l’oggetto del desiderio tra le mani rischi di restarne bruciato. Con fare deciso ma ansioso ho quindi inserito la piccola scheda di gioco nella console e ho avviato Astral Chain dal menù, pregando che tutto andasse per il meglio.

MINACCIA ASTRALE

Il gioco è ambientato in un futuro distopico, in cui l’umanità è ormai quasi stata annichilita completamente da visitatori extradimensionali e gli ultimi sopravvissuti si sono rifugiati sull’isola artificiale nota come Ark, l’arca dell’alleanza, l’arca di Noè, insomma, l’ultimo baluardo della resistenza. A portare gli esseri umani sull’orlo dell’estinzione sono le Chimera, bestie invisibli alla maggior parte dei comuni mortali, provenienti dal piano astrale e che corrompono tutto ciò che toccano. Per far fronte a questa minaccia viene istituito un corpo speciale di polizia, chiamato Neuron, dove poliziotti selezionati, chiamati Legatus, riescono a controllare i letali Legion, nient’altro che Chimera addomesticate dalla Catena Astrale da cui prende il nome il gioco.

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Voi impersonerete uno dei due protagonisti (scelto uno, l’altro fungerà da spalla per il resto della partita), gemelli che all’inizio del gioco vengono trasferiti nell’unità di polizia grazie ai loro risultati di sincronia – particolarmente promettenti – con i Legion.

L’incipit ha un retrogusto “anime”, è chiaro fin dalle prime battute con scene spettacolari degne di un seinen con tanto di sigla iniziale, personaggi un tantino stereotipati e quel vibe che i più grandicelli riconosceranno, restituito dal character design del grande mangaka Masakazu Katsura (Video Girl Ai, I”s, Zetman).

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Come accaduto per Nier: Automata e Bayonetta, anche Astral Chain ha una sequenza che ricorda un po’ gli shoot ‘em up, stavolta in moto, utilizzata dal/lla protagonista per raggiungere la prima missione, chiaro segno dell’impronta Platinum che ama mescolare generi per creare prodotti unici e che riescano a distinguersi in un panorama ludico che punta all’appiattimento, soprattutto quando si parla di tripla A.

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Il sistema di gioco continua così, spiazzando di volta in volta con trovate che mai ci aspetterebbe in un titolo dalla forte impronta action. Pur essendo un membro di un corpo di polizia elitario, dedito al combattimento contro le Chimera, dovrete comunque condurre indagini e investigazioni, momenti in cui avrete modo di esplorare l’area in cui si svolgeranno le missioni, parlando quindi con testimoni, risolvendo quest, raccogliendo oggetti e cercando di mettere insieme tutti i tasselli per capire esattamente cosa è accaduto sulla scena del crimine.

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Solo successivamente si apriranno le vere e proprie fasi action delle missioni in cui dovrete dimostrare di non essere dei novellini senza arte né parte. Più facile a dirsi che a farsi dal momento che giocando alla massima difficoltà disponibile all’inizio (Normale), dovrete prepararvi a un titolo che non risparmia colpi e potrà mettervi alle strette fin dalle prime battute. Il gioco richiederà un’ottima esecuzione di schivate, combo e gestione di oggetti e armi, oltre a prendere le redini, in tutti i sensi, del vostro Legion. Vediamo dunque in dettaglio gli elementi più succosi del gioco.

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LEGIONARI DIMENSIONALI

Il vostro avatar virtuale avrà come armi iniziali una pistola e un manganello, armi d’ordinanza della polizia di Ark. È possibile passare dall’una all’altra in qualsiasi momento durante il combattimento utilizzando i pulsanti – sopra e sotto – del d-pad. Come è facile intuire la pistola è preferibile negli scontri con nemici volanti e a distanza, mentre il manganello per il corpo a corpo contro quelli più veloci. Le combo inizialmente non saranno moltissime e il trigger destro sarà il vostro migliore amico trattandosi del pulsante d’attacco principale. Per le prime missioni dovrete adattarvi a uno stile di combattimento pacato, fatto di schivate, ritirate strategiche e attacchi alle spalle dei nemici per fare più danno. A rendere le cose un tantino più complicate avrete il vostro Legion, che interverrà in battaglia, aiutandovi, premendo il trigger sinistro. La permanenza dell’aiutante in combattimento è scandita da un timer chiaramente visibile nei pressi del vostro personaggio, timer che diminuirà gradualmente fino a raggiungere lo 0, momento in cui il Legion si ritirerà temporaneamente. Per richiamarlo dovrete attendere qualche secondo, almeno finché l’indicatore non raggiungerà nuovamente il massimo.

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Ma quali sono i vantaggi che questo aiutante porta in battaglia? Se all’inizio avrete un controllo limitato sul Legion, pian piano, seguendo la storia, acquisirete un grado di familiarità più elevato che vi porterà a sbloccare delle abilità che modificheranno, ancora una volta, in modo sostanziale il gameplay, rendendolo più serrato e ricco di opzioni.

Il Legion è infatti legato al vostro personaggio tramite una Catena Astrale, da cui il nome del gioco, che oltre a fungere da cordone ombelicale può essere usata a vostro vantaggio per immobilizzare i nemici o respingerli quando vi caricano. Per poter direzionare il Legion al meglio dovrete tenere premuto il trigger sinistro e usare l’analogico destro, questa manovra è però rischiosa dal momento che dovrete concentrare la vostra attenzione sul movimento dell’aiutante. Uno dei trick più utili, per esempio, è girare attorno al nemico con il Legion e intrappolarlo con la catena, bloccandolo per qualche secondo ed esponendolo ai vostri attacchi.

Non possiamo parlare di un sistema di combo complesso ma la capacità di gestire due personaggi a schermo in una miriade di nemici che vi assalgono da ogni angolazione è più che sufficiente a farvi sudare come se foste in sede d’esame senza aver studiato alcunché.

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Il salame è pronto per essere affettato!

L’HUB in cui tornerete dopo ogni missione è la centrale di polizia, punto nevralgico da dove partiranno le operazioni della Neuron. Oltre a una sala comando dove potrete interagire con il vostro PC per salvare la partita e consultare documenti per approfondire la comprensione sul mondo di gioco, potrete recarvi nello spogliatoio per cambiare abito e acconciatura, parlare con i vostri colleghi, fermarvi nell’area relax a consumare qualche bibita che migliora le statistiche di attacco o difesa e così via. Interessante la presenza della macchina fotografica che vi verrà donata dalla mascotte della polizia, Lappy, con la quale potrete immortalare nemici sul campo di battaglia e personaggi chiave, sbloccando le loro relative schede nel database principale.

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Chi si nasconde dietro la mascotte della polizia?!
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Photo mode decisamente completa, con filtri, zoom e persino focus.

Per accedere ai diversi piani della struttura potete utilizzare inizialmente solo l’ascensore, sbloccando poi il viaggio rapido tra un piano e l’altro non appena avrete acconsetito a fare il “tour” della stazione. La Training Room è il luogo perfetto per mettere a punto strategie di combattimento e migliorare le vostre prestazioni nelle fasi action, consiglio quindi di controllare di tanto in tanto la presenza di nuovi tutorial che vi aiuteranno a capire come usare il vostro Legion. Le novità, però, non terminano qui, poiché sconfiggendo i nemici durante le missioni otterrete del materiale genetico e denaro che potrete utilizzare per migliorare il vostro equipaggiamento, sbloccare nuove abilità passive e attive per il vostro Legion e acquistare oggetti utili in battaglia, dalle granate fino ai kit per ripristinare la salute.

Non sottovalutate il tempo che potete trascorrere nella stazione di polizia poiché non è solo un punto di passaggio obbligato ma una sosta da sfruttare per trarre quanti più benifici possibili.

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Varietà e rigiocabilità

Se pensate che dovrete utilizzare un solo Legion per tutta l’avventura, beh, semplicemente vi sbagliate di grosso! Procedendo nella storia sbloccherete altri legionari, tutti con caratteristiche differenti e abilità uniche che vi aiuteranno a navigare le missioni. Lo stile di combattimento varia naturalmente da un Legion all’altro, potrete quindi contare sulla versatilità di quello dotato di spada, la gittata di quello con l’arco o la velocità del Legion dalla forma canina fino alla potenza bruta del Legion che utilizza i pugni. Alcune sezioni delle mappe, fin dalle prime missioni, saranno esplorabili solo usando abilità uniche di Legion che acquisirete nel tempo, pertanto la rigiocabilità è elevata se volete esplorare tutto ciò che Astral Chain ha da offrire.

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Al termine di ogni missione in difficoltà Normale, inoltre, sbloccherete un nuovo livello di difficoltà, meccanica che invoglia a rivisitare sezioni precedenti quando si acquisisce una certa familiarità con il titolo e si cerca un grado di sfida maggiore.

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Astral Chain si rivela dunque appetibile sia per chi vuole un’esperienza più casual, concentrata sulla storia, sia per chi vuole infognarcisi senza pietà, scoprendo tutti i segreti, sbloccando tutte le abilità di ogni singolo Legion e ripetere ad nauseam le missioni. Sebbene Nintendo non fornisca un sistema di Achievement o Trofei, tanto cari ai giocatori di oggi, Astral Chain ha una lista sufficientemente lunga di obiettivi da completare che vi doneranno colori alternativi, costumi e accessori per modificare l’aspetto del personaggio principale e i Legion.

L’equilibrio costruito dai Platinum va oltre quanto ottenuto con Nier: Automata, dove la trama è il fulcro dell’esperienza mentre il gameplay, seppur divertente, funge semplicemente da catalizzatore. In Astral Chain è il giocatore a farsi carico del livello di sfida che è in grado di sopportare, permettendo di creare un’esperienza adatta alle diverse esigenze.

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A chi consigliamo Astral Chain?

Va chiarito che chi si aspetta una storia del calibro di Nier: Automata potrebbe restare a bocca asciutta poiché per quanto interessanti siano le premesse, non raggiunge la stessa profondità.
Tuttavia, tutti gli amanti dei titoli Platinum e dei gameplay unici che riescono a creare, devono assolutamente dare una chance al gioco. Vale la pena acquistare una console Nintendo Switch anche solo per questo piccolo gioiello che riuscirà a regalarvi svariate decine di ore di divertimento. Chi ama gli action e vorrebbe un sistema complesso alla Devil May Cry o Bayonetta, ricco di combo e approcci potrebbe restare spiazzato non tanto per la bassa complessità del titolo quando per la sostanziale differenza rispetto ad altri esponenti del genere. Anche per questi ultimi, però, si tratta di un’esperienza imperdibile. Promosso a pieni voti, assegniamo il nostro personalissimo riconoscimento “Denjin Approved“!

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