Mojiken Studio e Toge Productions ci propongono una leggera avventura grafica, caratterizzata da un ottimo lavoro di art design a opera dell’illustratrice Brigitta Rena, confezionando un prodotto non indimenticabile ma sicuramente di carattere. I rompicapi sono un pretesto quasi esclusivamente accessorio alla narrazione, la quale ne esce però rafforzata proprio in virtù del taglio dato agli enigmi, seppur abbastanza deboli in senso strettamente ludico.

Provato su PC

Onirico

When The Past Was Around è un titolo sognante, che porta però un tema molto realistico e crudo, quello del distacco. Nonostante risulti un po’ melenso, non è mai stucchevole e sempre molto composto e posato, pur nel suo taglio – stilistico ma anche ludico – surreale. La storia si srotola davanti a noi abbastanza semplicemente, attraverso le varie schermate di gioco, ognuna delle quali nasconde uno o più enigmi da risolvere ma anche frammenti della storia di Eda e del suo amore Owl, con cui condivide la passione per la musica. Ed è proprio la musica a esser protagonista di molti degli enigmi e delle fasi di gioco dal sapore di visual novel, che spesso sembra prevalere sull’anima da avventura grafica dell’opera.

La storia si intreccia costantemente con il gameplay e dà vita a puzzle abbastanza elementari, spesso privi di un senso logico e in alcune, rare, occasioni del tutto incomprensibili. L’istinto e il buon senso sono i nostri migliori amici in questa avventura agrodolce e pur considerato che il racconto strizzi l’occhio al tema del sogno e dunque la ragione non possa (e forse non debba) prevalere, i rompicapo si adagiano fin troppo su questo concetto e, anzi, ne abusano proprio per evitare di doversi appoggiare su nessi logici o creare una curva di difficoltà basata su schemi precisi e ragionati. Non è un grosso problema nel complesso, eppure in alcune fasi ci si arrende al semplice interagire con ogni elemento possibile e provare a trovare una soluzione. Eppure, in più occasioni il gioco dimostra di saper comunicare con noi e fornirci indirettamente gli indizi necessari per proseguire, con alcuni puzzle abbastanza indovinati e piacevoli da risolvere. Nel complesso però, When The Past Was Around è un gioco più a cui assistere, che non a cui partecipare e dunque, si può chiudere un occhio su un difetto simile. Arrivare ai titoli di coda richiede circa due ore o poco più, garantendo comunque una buona durata, considerata la natura del prodotto.

Pastelli e singhiozzi

Le illustrazioni di Rena, spalleggiate anche dal buon comparto audio, riescono a dar carattere e coinvolgere il giocatore, sebbene la storia di Eda non proponga davvero nulla di nuovo e sembri sempre un po’ trattenuta proprio quando potrebbe spingere l’acceleratore sulla parte più estrosa della produzione, è facile rimanere affascinati dal comparto artistico di When The Past Was Around e, in generale, dal suo insieme, che come spesso accade risulta essere più della somma delle sue parti.

I colori pastello e la cura dei dettagli sui vari elementi di gioco confezionano un prodotto molto ben curato dall’inizio alla fine. Il racconto in sé non è particolarmente intrigante e in linea di massima risulta abbastanza prevedibile, eppure, porta al suo interno qualche momento indovinato, non negli snodi di trama veri e propri quanto in alcuni dettagli, forse neanche considerati troppo importanti dal team di sviluppo stesso ma che invece hanno quella forza necessaria a emozionare.

A chi consigliamo When The Past Was Around?

Se siete in cerca di un’avventura leggera e senza troppi fronzoli, dalla durata esigua ma ben ritmata , il titolo di Mojiken Studio e Toge Productions potrebbe fare al caso vostro. When The Past Was Around non eccelle in nulla eppure possiede un certo fascino, un magnetismo che potrebbe irretire più di un giocatore. Nel complesso, al titolo manca quel poco di mordente in più per bucare lo schermo e far breccia nel cuore di chi lo gioca. Per cercare di rimanere in tema, When The Past Was Around e una melodia dolce e molto orecchiabile, che rimane qualche secondo in bocca mentre viene canticchiata, ma che probabilmente si dimentica troppo in fretta.

Artisticamente molto gradevoleEnigmi troppo blandi e poco ragionati
Buon comparto sonoro

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