Recensione Goblin Slayer Another Adventurer: Nightmare Feast

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Goblin Slayer Another Adventurer: Nightmare Feast è un gioco di ruolo strategico basato sull’omonima serie di light novel, manga e anime. Pubblicato da Bushiroad Games e sviluppato da Apollosoft e Mebius, il titolo rappresenta una nuova avventura ambientata nel mondo oscuro e spietato che i fan della serie conoscono bene. Disponibile ora per Nintendo Switch e PC tramite Steam, il gioco offre una narrazione originale supervisionata dall’autore della serie, Kumo Kagyu, con i design curati da Noboru Kannatsuki, illustratore del materiale originale. Ma questa trasposizione videoludica riesce a catturare l’essenza della saga? Eeehm… vediamolo insieme.

Provato su Nintendo Switch

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Il gioco ci mette nei panni della giovane Guild Master, un’aristocratica che eredita la gestione di una gilda in una regione isolata dopo la morte del padre. Durante le sue avventure, la protagonista scopre un misterioso artefatto dal nome “Small Box”, capace di resuscitare i morti. Questo oggetto diventa il fulcro di una trama piena di intrighi, in cui vari personaggi – dagli alleati della protagonista agli iconici eroi della serie come Goblin Slayer e Priestess – si trovano coinvolti in una lotta contro entità dalle ambizioni pericolose.

Il cast è piuttosto variegato e affascinante: oltre ai personaggi principali, troviamo figure come la Blood Princess, una vampira dall’atteggiamento regale, e il Polar Bear Priest, un orso antropomorfo con una calma quasi mistica. In questo gioco, sotto la supervisione del team originale, ci si addentra in una trama originale, una sorta di side-story, che lo rende godibile (pur con qualche lieve e irrilevante spoiler) a un giocatore qualsiasi.

I personaggi dispongono di abilità speciali che rispecchiano la loro personalità e il loro ruolo nell’universo di Goblin Slayer, sotto forma di quella che chiamiamo più banalmente “classe”. Ad esempio, Goblin Slayer è focalizzato sull’eliminazione rapida dei nemici attraverso attacchi diretti e mosse difensive, mentre personaggi come Priestess offrono supporto e cura, l’orso di cui sopra è un tank imponente. Ogni mossa consuma risorse, come punti azione, rendendo importante calcolare i rischi prima di ogni turno​.

La crescita dei personaggi è legata sia all’avanzamento della trama sia al completamento di numerose missioni secondarie. Queste ultime, pur essendo spesso molto ripetitive, offrono risorse utili e permettono di approfondire le storie dei compagni di squadra. In questo senso, il sistema di progressione non è particolarmente innovativo o interessante, ma è quanto meno ben implementato, e consente di affinare le capacità di ogni personaggio per adattarle a diverse strategie.

Graficamente, Nightmare Feast si presenta come un mix pieno di elementi interessanti che non arriva del tutto a un unicum di qualità. In che senso? Il gioco è diviso in due sezioni ben distinte. Le parti narrative sono quasi interamente delegate a un approccio visual novel vecchia scuola, spesso anche senza doppiaggio di sorta, che ricorda i primi tentativi dell’era PS2. I combattimenti, invece, mescolano sprite in stile anime, curati e dettagliati, contrapposti a mappe 3D.

La UI, invece… come dire? Ecco, diciamo che il gioco dà l’impressione che nessuno abbia pensato alla UI o alla UX, neanche un povero stagista sottopagato a dare un commento in fase di testing. La parte spinosa è che, se si guarda al tutto distrattamente, c’era il potenziale di avere un effetto HD-2D anche di successo, ma il tutto si ferma a un passo, o almeno una piccola passeggiata, dalla gloria. Più unanimemente apprezzato è il comparto sonoro si distingue per un’ottima colonna sonora orchestrale che enfatizza con maestria le ambientazioni e l’atmosfera dark del gioco.

Le battaglie sono, in ogni caso, impostante a un grado di difficoltà altino. Ogni schermaglia richiede un’attenta pianificazione e bisognerà sfruttare le abilità uniche dei personaggi. Il giocatore è quindi incentivato a creare team ben bilanciati. Questa enfasi sul posizionamento e sulla strategia rende il titolo impegnativo, ma appagante, soprattutto per chi ama il genere. Un elemento interessante è quello di ingaggiare unità generiche nelle città, oltre alle numerose classi specifiche della saga originale, il che permette un discreto grado di personalizzazione.

La vera pecca del gioco è, a conti fatti, una manca di rifinitura, di pulizia, di tocco del maestro. Le basi ci sono, e nonostante le critiche, anche buone, ma l’esecuzione lascia un retrogusto di vagamente dilettantesco, che potrebbe inficiare sul godimento generale dell’esperienza.

Goblin Slayer Another Adventurer: Nightmare Feast: Un titolo che riesce a catturare l'essenza della serie originale, introducendo una nuova narrativa. Anche se presenta alcune carenze tecniche, una mancanza di ispirazione artistica e una certa ripetitività, il gioco offre un’esperienza soddisfacente per i fan degli RPG strategici e per chiunque voglia immergersi in un mondo dark fantasy ben caratterizzato. Se siete appassionati di Goblin Slayer o amatele sfide tattiche, questo titolo può meritare la vostra attenzione. Tuttavia, chi cerca un’esperienza più accessibile o tecnicamente raffinata forse farebbe meglio a guardare altrove. ilfalasca

7
von 10
2024-11-17T10:07:38+01:00

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