Recensione The Legend of Steel Empire

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The Legend of Steel Empire è uno STG o shoot ‘em up di Starfish-SD e Mebius, pubblicato da ININ per Nintendo Switch. Il titolo è disponibile tramite eShop dal 23 gennaio 2023. Abbiamo avuto modo di provarlo, ed ecco i nostri pareri in merito.

Provato su Nintendo Switch

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Molti probabilmente non hanno mai sentito parlare del gioco ma, in realtà, si tratta di un titolo apparso per la prima volta su Sega Mega Drive nel 1992 sotto il nome Steel Empire. Vide poi successive iterazioni anche su Game Boy Advance e Nintendo 3DS, rispettivamente nel 2004 e nel 2014. Non è mai stato un titolo in grado di attirare un grande pubblico e, rispetto ad altre produzioni, aveva anche un approccio semplicistico che i fanatici del genere guardavano in maniera un po’ sbrigativa.

Fast-forward a tempi più recenti e troviamo ININ che presenta la pubblicazione di questo The Legend of Steel Empire per la console Nintendo. Si tratta di un remaster HD basato sulla versione PC di Steel Empire (disponibile su Steam dal 2018 a opera di Mebius). La grafica è stata quindi rimaneggiata per apparire più pulita, migliorando anche i comandi per un’esperienza più piacevole. Chi non ha avuto modo di giocarlo su PC, quindi, può valutare l’acquisto della versione Switch, che include tali migliorie.

La versione fisica, pre-ordinabile tramite Strictly Limited Games, inoltre, include anche altri tre giochi, ovvero la versione Game Boy Advance e quella Mega Drive di Steel Empire, nonché lo STG classico per NES chiamato Over Horizon, sempre della software house originale Hot B. Considerato il costo solo leggermente superiore rispetto alla versione digitale, è senz’altro un pacchetto molto più conveniente che vale la pena prendere in considerazione. Anche solo per fini collezionistici e di completezza.

Uno degli aspetti più apprezzabili di The Legend of Steel Empire è la presentazione di una storia di guerra tra due fazioni all’interno di un mondo steampunk. In un diciannovesimo secolo alternativo, la Repubblica di Silverhead deve resistere al crescente controllo dell’Impero Motorhead, dove vige un controllo tirannico della società. L’uso di tecnologie basate su carbone e motori a vapore non è l’unica direzione possibile secondo la resistenza di Silverhead. Il gioco prende il via con l’attacco da parte di Motorhead ai danni delle miniere di Rahl, nella sfera d’influenza della Repubblica. Il giocatore è quindi chiamato a difendere il luogo salendo a bordo di uno tra due velivoli: lo Striker, un piccolo e maneggevole aereo, oppure lo ZEP-01, un vero e proprio dirigibile più lento e ingombrante da manovrare ma anche molto più potente.

Tra le varie missioni, il giocatore riceve anche un briefing che lo aggiorna sull’evoluzione degli eventi, un modo interessante di narrare uno shoot ‘em up che, solitamente, derubrica tale aspetto a qualche accenno nel finale dell’avventura. Tale approccio è senz’altro piacevole e allunga leggermente l’avventura che è composta comunque da soli sette livelli, completabili nel giro di un paio d’ore o poco meno.

Anche per quanto concerne il gameplay, The Legend of Steel Empire propone qualcosa di diverso. Tutti elementi che, come vedremo, mitigano la curva di difficoltà che tali giochi presentano, rendendolo particolarmente accessibile anche per chi è completamente a digiuno di shmup. Il primo elemento che vale la pena citare è la presenza di una barra della vita. Questa permette di subire diversi colpi prima di perdere una vita. Scegliendo una difficoltà che va da Easy a Very Hard, si stabilisce anche quanti colpi si possono subire prima di perdere una vita.

All’interno dei livelli sono disseminati anche monete con l’icona di un cuore, questi servono a ripristinare parte della barra. Aumentando in tal modo la capacità di sopravvivenza dei giocatori. Il secondo elemento è invece dato dal sistema di “livellamento”. Acquisendo tre monete con la lettera “P”, si sale di un livello, partendo da 1 fino al massimo di 20. Ciò potenzia la nave che quindi arreca più danno ai nemici.

Infine, il terzo elemento che distingue The Legend of Steel Empire da altri shoot ‘em up a scorrimento orizzontale è la sua possibilità di direzionare il fuoco. Con un pulsante potrete sparare verso destra e con un altro verso sinistra, rendendo molto più semplice la gestione dei nemici a schermo. Questa funzionalità è stata ben sfruttata nelle boss fight, con i mastodontici nemici che si spostano continuamente a schermo per incoraggiare battaglie dinamiche.

Se dal punto di vista grafico abbiamo degli sfondi tutto sommato piacevoli, con dei picchi di colore e dettaglio soprattutto in quelli più avanzati, lo stesso non si può dire del comparto sonoro. Purtroppo l’audio sembra essere rimasto all’epoca del Mega Drive e quindi troviamo tracce un po’ gracchianti, eccessivamente monotone e a tratti persino fastidiose. Non è quindi un’eccellenza in questo campo, un vero peccato poiché come spesso mi piace sottolineare, la musica compone gran parte di uno shoot ‘em up.

Se il remaster avesse compreso anche una rivisitazione delle tracce originali, magari con la possibilità di cambiare tra OST vecchia e nuova, sicuramente il titolo avrebbe goduto di una migliore opportunità per splendere in un mercato che ormai si sta rapidamente affollando di ottime proposte di vecchi STG.

Per pochi: Per i fan di vecchia data di questo titolo, che magari l’hanno giocato su Mega Drive negli anni ‘90, la versione Switch potrebbe rappresentare una bella opportunità per riscoprire il gioco. I videogiocatori con meno capelli bianchi potrebbero trovarlo interessante solo se spiritualmente affini al genere degli shmup, soprattutto i neofiti che stanno esplorando questa tipologia di giochi. La semplicità generale del prodotto, data anche dalla possibilità di scegliere il livello di difficoltà è senz’altro un elemento da tenere in gran conto. 7gatsu

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2024-01-23T09:19:47+01:00

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