QuesTavern, edito da Infinity Mundi, è un librogame disponibile per piattaforme mobile, Android e iOS, sviluppato da Roberto “PowerBob” Bucciarelli. Se non avete mai sentito parlare del genere probabilmente vi starete chiedendo incuriositi di cosa si tratti, ebbene i librogame sono avventure divenute estremamente popolari tra gli anni ’70 e ’80, In parole povere, erano testi con diverse diramazioni che davano al fruitore la possibilità di influenzare attivamente la storia tramite le proprie scelte.

questavern librogame copertina

Gli appassionati ricorderanno sicuramente Lupo Solitario, una delle saghe più popolari in tutto il mondo, ciononostante negli anni ’90 il genere vide una lenta decadenza fino a scomparire quasi del tutto dalle librerie. I librogame, rivitalizzati negli ultimi anni, si prestano particolarmente bene per applicazioni videoludiche, soprattutto oggigiorno dato che tutti possiedono e portano sempre con sé almeno uno smartphone o un tablet, QuesTavern si inserisce dunque in un contesto potenzialmente prolifico.

QuesTavern: la taverna in cui si servono eroi

L’avventura testuale creata da PowerBob parte da una semplice quanto intrigante premessa: “cosa accadrebbe se nelle classiche taverne si servissero eroi al posto delle bibite?”. Il richiedente bisognoso può scegliere un eroe affinché la sua “quest” venga presa in carico e, potenzialmente, risolta con successo.

Ben lungi dall’essere un’avventura fantasy di stampo classico, QuesTavern gioca continuamente sui luoghi comuni del genere, inserendo riferimenti non solo all’immaginario ormai consolidato (elfi, orchi, goblin, draghi e così via) ma anche alla cultura squisitamente pop/nerd che ha forgiato le generazioni ’80/’90 e inizio 2000. PowerBob non nasconde l’intento di divertire e intrattenere e spesso sfonda la quarta parete sottolineando come l’autore sia il sommo artefice dell’avventura, strappando più di una risata.

L’eroe prescelto è Brandy, una mezz’elfa ubriacona che dovrà affrontare diverse situazioni pericolose per portare in salvo una principessa rapita da un malvagio drago. Toccherà proprio a voi, lettori, scegliere in modo accurato ogni suo passo per evitare che l’avventura si concluda con un annegamento o una caduta rovinosa.

questavern librogame personaggi

Anche scegliere in modo errato, però, è tutt’altro che frustrante dal momento che gli esiti negativi sono estremamente divertenti e non penalizzano in alcun modo il giocatore, permettendo di tornare immediatamente al bivio precedente e compiere una diversa scelta.

QuesTavern, in ultima analisi, si rivela un passatempo economico e piacevole, soprattutto per gli utenti che affrontano lunghi viaggi su mezzi di trasporto, magari mentre si recano a lavoro o a scuola.

Intrigati dalle possibilità che il titolo offre, abbiamo deciso di raggiungere l’autore, Roberto Bucciarelli, per porgli qualche domanda in merito alla sua esperienza nel campo, ottenendo anche qualche succoso retroscena e anteprima per progetti futuri, trovate la nostra intervista direttamente qui in basso. Buona lettura!

Intervista a PowerBob, autore del librogame QuesTavern

Ciao Roberto, parlaci un po’ di te.

R: Allora, mi chiamo Roberto (anche se un po’ dappertutto uso lo pseudonimo Powerbob), ho 28 anni e abito in un piccolo comune in provincia di Roma. Sono un impiegato d’ufficio e fin da piccolo ho avuto la passione per la lettura e i giochi in tutte le loro forme. Col tempo ho accumulato vari sogni nel cassetto per dare vita a diverse idee che solo ultimamente ho deciso di provare a realizzare, ottenendo già le prime, piccole soddisfazioni.

Domanda a bruciapelo: giochi da tavolo o videogiochi?

R: Bella domanda! Sono cresciuto con entrambi, ma da diverso tempo mi sto avvicinando più ai primi che ai secondi (anche perché è da parecchio che non trovo un videogioco che davvero mi conquisti), quindi opto per i giochi da tavolo.

Quando e come nasce l’idea di QuesTavern?

R: Diciamo che l’idea di QuesTavern l’avevo avuta diversi anni fa. Mi piaceva immaginare una storia che non avesse un protagonista fisso, ma che tutto si legasse a una taverna atipica dove al posto dei classici cibi o bevande venissero serviti eroi. Avevo anche fin da subito pensato al librogame come modalità di realizzazione…. ma lo stimolo a scrivere l’ho avuto solo quando ho scoperto che i librogame stavano in effetti rinascendo dopo un lungo periodo caratterizzato dalla loro scomparsa.

Quali sono state le difficoltà riscontrate in fase di programmazione? (Se ce ne sono state, ovviamente!)

R: Più che per la programmazione (che in fin dei conti è stata abbastanza facile, considerando che si tratta a tutti gli effetti di una storia priva di dadi o di statistiche particolari da gestire mediante codici), la difficoltà principale è stata quella di tenere sempre sotto controllo tutte le diramazioni. In un libro normale, hai già un’idea del percorso da compiere… Ma in un librogame bisogna saper valutare ogni opzione, entrare nella testa del protagonista e consentirgli di fare tutte le scelte possibili, evitando che il lettore si ponga la domanda “ma perché non ho potuto fare questo anziché quest’altro?”.

I riferimenti espliciti a franchise di successo si sprecano, quale pensi sia stato quello che ti ha influenzato maggiormente?

R: QuesTavern è sicuramente una parodia del fantasy classico, ma non mancano citazioni a tantissimi elementi del mondo nerd (sfruttando anche gli anacronismi presenti nella storia). Uno di quelli a cui sono più affezionato è “Le follie dell’imperatore”, un cartone che avrò visto centinaia di volte e che mai mi stancherei di rivedere. E infatti, l’ho omaggiato con più di un riferimento.

Perché hai optato proprio per un librogame? C’è forse lo zampino di Lupo Solitario?

R: Direi proprio di sì. Lupo solitario è stato il primo librogame che abbia mai letto. Ebbi la sfortuna di scoprire questo genere a fine anni 90, quando era già in declino e nelle librerie questi tomi erano accumulati in delle ceste a prezzo stracciato, come se cercassero a tutti i costi di liberarsene. Infatti, in pochissimo tempo scomparirono del tutto. Quel poco tempo è però bastato a far nascere in me la passione per questo genere così innovativo… E non posso descrivere la mia gioia quando ho scoperto negli ultimi anni che finalmente è tornato in auge!

Per questa avventura si ricopre il ruolo di Brandy, la mezzelfa ubriacona, ma in futuro seguiremo altri avventurieri di QuesTavern? Hai già idee in merito?

R: Assolutamente! Posso dirti che il mio intento è quello di realizzare tante avventure con protagonisti sempre differenti. Talvolta potrà capitare di affrontare la stessa avventura ma con un diverso eroe (come un universo alternativo) per scoprire come la storia sarebbe cambiata. Nella maggior parte dei casi, si tratterà però di avventure del tutto nuovo, con protagonisti folli. Ne approfitto a tal proposito per rivelare che a breve verrà pubblicato il secondo volume di QuesTavern, con protagonista un bardo sciupafemmine… Ma ho in lavorazione storie future con eroi ancor più strani (un piromante permaloso, una non-morta vanitosa, un uomo-pesce cuoco vegano, un demone dal cuore d’oro…. Insomma, di tutto e di più!)

Pensi di portare il gioco anche su altre piattaforme?

R: Diciamo che l’idea c’è, ma penso che se ne parlerà non in termini brevissimi. Dipende molto anche dall’editore. Però in compenso stiamo lavorando a una traduzione di QuesTavern in lingua inglese, che è già qualcosa.

Per quanto riguarda invece il tuo futuro nell’industria di videogiochi, hai qualche piano a lungo termine?

R: Di progetti in corso ne ho molti. Escludendo QuesTavern, ho realizzato da poco un gioco da tavolo e conto di poterne pubblicare al più presto anche un altro. Per quanto riguarda i librogame, oltre a QuesTavern sto realizzando a 4 mani un’altra storia (stavolta in versione cartacea, non app) a tema pirati con una meccanica molto, molto particolare.

Qualora QuesTavern abbia stuzzicato il vostro interesse, vi invitiamo a provare l’applicazione che è scaricabile gratuitamente dai rispettivi store Android e iOS: potrete iniziare immediatamente l’avventura di Brandy e decidere solo dopo qualche capitolo se acquistare o meno il prodotto completo, cosa che per inciso consigliamo vivamente, non solo per supportare talenti italiani ma anche per l’elevata qualità e il costo davvero contenuto.

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