I giochi di ruolo vecchia scuola sono famosi per la loro crudeltà, ma anche per la capacità di ricompensare il giocatore. Stoneshard, disponibile in Early Access su Steam, prova a puntare su queste sensazioni, spesso però causando delle gran gastriti. Come tutti i giochi in accesso anticipato, anche Stoneshard è incompleto, quindi mancano molte delle meccaniche che trovereste in un qualsiasi CRPG.
Vediamo quali sono i suoi punti di forza e su quali gli sviluppatori devono lavorare per cercare di rendere l’esperienza più godibile.

Provato su PC

Mercenario senza partita IVA

Stoneshard è un gioco al momento abbastanza semplice che si basa sull’esplorazione, la gestione dell’inventario e i combattimenti. Si presenta con una pixel graphic davvero ben fatta che ricorda i bei vecchi tempi dell’Amiga, regalandoci sprite e ambientazioni ben dettagliate. Il gioco si apre con un tutorial dove nei panni di un attempato guerriero di nome Verren dovremo fuggire da un dungeon, spaccando teste a orde di demoni non morti.

Il combattimento di Stoneshard è abbastanza elementare, tutto ciò che dovremo fare è cliccare sul bersaglio che vorremo attaccare quando ci troviamo alla distanza adatta. Ad ogni nostra azione corrisponderanno quelle dei nemici e NPC, una trovata che rende gli scontri fruibili. Se da una parte la rapidità degli scontri tiene alto il ritmo del gioco, dall’altra ben poche opzioni strategiche, se non quella di ferire i propri avversari con gli attacchi a distanza e poi finirli con quelli ravvicinati. Proprio per queste meccaniche limitate, il corpo e corpo si trasforma in una vera e propria festa di click sull’avversario, dove molto spesso si ha la peggio a causa dell’elevata difficoltà del gioco. Chiaramente possiamo usare le abilità speciali e gli incantesimi, assolutamente necessari per infliggere più danni, ma che hanno un cooldown in turni, quindi vanno usate con un certo criterio.

Le animazioni minimali della maggior parte dei personaggi e mostri alcune volte rendono l’azione caotica e difficile da seguire, specialmente quando si viene attaccati da combinazioni diverse di nemici. I combattimenti sono resi abbastanza piacevoli dal sonoro ben curato e quel filo di violenza pixellosa che male non fa. Essendo però uno degli aspetti principali del gioco, gli sviluppatori dovrebbero limarlo e renderlo più interessante con l’aggiunta di qualche altra opzione strategica, a meno che non si voglia costringere i giocatori a creare delle build a distanza o magiche assolutamente più efficaci di quella classica da guerriero ignorante. Nella versione Early Access non è possibile entrare in modalità furtiva, cosa che sicuramente nel gioco completo potrà fare la differenza in alcune situazioni piuttosto spinose.

Durante il tutorial nei panni di Verren, oltre menare le mani impareremo anche a gestire l’inventario, a nutrirci e a curare le ferite. Stoneshard presenta qualche leggera meccanica survival, quindi per guarire il nostro personaggetto non basteranno le classiche pozioni rosse, ma dovremo applicare stecche, fasciature e addirittura sanguisughe per evitare di affrontare l’avventura con delle orrende menomazioni. Se non avete oggetti curativi, cibo o acqua preparatevi ad una morte raccapricciante a causa di qualche intossicazione alimentare. Queste meccaniche sono ben curate e creano situazioni alquanto divertenti, possiamo infatti consumare bevande alcoliche per sopperire il dolore di una ferita e andare completamente sbronzi alla pugna contro un branco di zombie famelici.

La sezione introduttiva si conclude con una ottima Boss Fight che fa sperare bene nel futuro di Stoneshard. Personalmente la qualità del tutorial mi ha catturato, spero infatti che nel gioco completo ci siano più sezioni con una narrativa simile e più combattimenti contro boss spettacolari.

Il solito ignoto

Concluso il tutorial, troveremo Verren in una locanda e scopriremo che non sarà lui il protagonista, bensì un nuovo personaggio. Sempre perché il gioco è in Early Access, non avremo la possibilità di crearlo da zero, ma potremo scegliere tra una serie di classici preset. Una scelta questa non proprio entusiasmante, in quanto perderemo parte dei progressi del personaggio, dell’inventario e soprattutto passeremo dai panni di un carismatico vecchio mercenario a quelli di un totale sconosciuto. Un cambio dal quale il giocatore ha davvero ben poco da guadagnare.

E qui arriviamo alla storia che per adesso non esalta particolarmente. Fondamentalmente dovremo aiutare Verren a rintracciare un suo collega alchimista che gli ha incaricato di trovare le Stoneshard (incantapietre nella traduzione italiana), in quanto possono dare dei poteri immensi a chi le usa. Per poter proseguire dovremo accettare dei contratti da mercenari che solitamente prevedono l’omicidio di massa di umani o altre creature arroccate in castelli e avamposti. Una trama al momento piuttosto generica che ruota intorno al classico ‘oggetto del potere’, non certo il punto di forza del titolo.

Se Verren nel tutorial era un vero cazzuto capace di uccidere demoni assetati di sangue con una gamba rotta, il personaggio nuovo sarà una mammoletta. Auguri a fare fuori anche solo una banda di bifolchi armati di forcone senza morire almeno una dozzina di volte.In Stoneshard inoltre non potrete formare un party, quindi non ci sarà nessuno a coprire il vostro peloso deretano quando venite circondati da un branco di feroci lupi nella foresta. L’assenza del party inficia le già limitate opzioni di combattimento che abbiamo a disposizione, dovendoci affidare solo sulle abilità del nostro singolo novello mercenario.

Ma tanto basta salvare e riprovare giusto? Più o meno. Allo stato attuale Stoneshard permette di salvare solo quando dormite nelle locande, quindi se schiattate dovrete rifare tutto il percorso per arrivare al punto dove svolgere la quest (o le quest) assegnate. Questo vuol dire che se venite accoppati al terzo livello di un dungeoun dopo aver fatto tutto perfettamente e aver centellinato tutti gli oggetti curativi, dovrete comunque ricaricare il vostro salvataggio dalla locanda. Se il sistema è stato fatto appositamente per rendere il gioco più difficile, direi che è davvero una cattiva idea perché pur di non vedere i propri progressi distrutti da un combattimento poco fortunato, ci si vede costretti a fare una marea di backtracking per tornare nella locanda e salvare, per poi tornare al dungeoun e continuare.

E qui passiamo a un altro problemino: la mappa. Il mondo di gioco al momento è abbastanza limitato, ma orientarsi sarà un vero incubo. Sulla mappa non è segnata la nostra posizione, inoltre le foreste, le strade e i campi sono tutti uguali graficamente. Per non far morire il vostro personaggio di dissenteria a furia di mangiare bacche o funghi velenosi, dovrete fare un bel po’ di provviste al villaggio e soprattutto calcolare il vostro percorso fino al punto da raggiungere. Ora, i giocatori più temerari potranno apprezzare questa caratteristica, ma diciamo che se gli sviluppatori vogliono rendere fruibile il titolo a un pubblico più ampio questo aspetto va modificato al più presto possibile. Inserire dei checkpoint sulla mappa o nei dungeoun dove poter dormire e salvare sarebbe già una buona idea, un sistema tra l’altro piuttosto comune nei vecchi JRPG giapponesi e non solo.

Stoneshard ha del potenziale. È un gioco affascinante per le sue meccaniche CRPG miste a quelle survival, ma gli Ink Stains Games devono prima di tutto cercare di rendere i combattimenti più interessanti e magari equilibrare un po’ il gioco inserendo la possibilità di salvare ovunque (o magari aggiungerla come opzione per i giocatori meno hardcore) e rendere la mappa più facilmente leggibile, senza che per godersi il titolo si debba seguire un corso di orienteering e pixel art.

Se volete provare le meccaniche, potete scaricare e giocare gratuitamente al prologo\tutorial, mentre per il gioco vi consiglierei di aspettare il rilascio, a meno che non siate dei fan sfegatati di CRPG, non temete la difficoltà e state sbavando come dei coboldi idrofobi dalla voglia di un nuovo titolo del genere.

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