Sviluppato da Tamsoft Corporation e pubblicato da Bandai Namco, Captain Tsubasa: Rise of New Champions è il nuovo titolo dedicato alla famosa serie calcistica di Yoichi Takahashi, un uomo che attraverso la sua letteratura ha provato a convincere i ragazzini a prendere pallonate in piena faccia con onore.

Conosciuta qui da noi con il nome di Holly e Benji, la serie manga e anime con il calcio ha ben poco a che vedere, così come questo nuovo titolo disponibile su PS4, Steam, Nintendo Switch.
Il titolo sarà stiloso come una parata di Ed Warner o se la farà sotto come Alan Crocker alla vista di uno smanicato e cattivissimo Mark Lenders? Scopriamolo nella nostra recensione!

Provato su PC

Il pallone è tuo amico, anche se ti causa traumi cranici

Difficile cercare di spiegare l’emozione e l’adrenalina provocate dalla serie alle nuove generazioni, troppo spesso abituate a fare binge watching di qualsiasi cosa, anche di gente che spiega come fare rutti nelle orecchie delle vecchiette. Quando internet esisteva solo nella fantascienza, ci si piantava davanti alla TV e si aspettava con ardore la nuova puntata di Holly e Benji, una serie che ha fatto della suspense il suo marchio di fabbrica. Azioni al limite della fisica, colonna sonora da cardiopalma, tiri devastanti in grado di spezzare in due le onde dell’oceano e tanto, tanto, ma tanto dolore. Questa serie calcistica che del calcio ha solo il pallone e il campo verde è diventata quasi leggendaria, tanto che all’epoca ci si chiedeva se in Giappone esistessero veramente degli attaccanti in grado di fare rovesciate a dieci metri da terra e portieri ninja che saltavano da un palo all’altro.

Tutte queste cose tanto care ai fan le ritroviamo in Captain Tsubasa: Rise of New Champions. Se non avete mai letto il manga e siete dei vecchi bacucchi come me, potreste rimanere sorpresi nello scoprire che Holly in realtà si chiama Tsubasa Ozora, Benji è Genzo Wakabayashi e il mitico Mark Lenders è Kojiro Hyuga. Tutti i nostri vecchi beniamini sono stati riprodotti perfettamente nelle loro versioni in cel shading, così come le loro tecniche più devastanti. Il Tiro della Tigre, il Drive Shot, la Catapulta Infernale e persino il blocco di faccia di Bruce Harper (Ryo Ishizaki), ci sono veramente tutte e riprodotte con animazioni spettacolari degne di una supermossa di Dragon Ball FighterZ o di Gran Blue Fantasy: Versus. L’omaggio al materiale originale è chiaro, così come l’intenzione di accaparrarsi l’interesse degli appassionati che potranno rivivere i momenti più epici della serie in versione videoludica.

Ora, la domanda più importante è: funziona? Riesce il gioco a rievocare le leggendarie partite con un gameplay interessante? Diciamo che l’esperimento è più o meno riuscito. Fondamentalmente Captain Tsubasa: Rise of New Champions è un gioco prettamente arcade che ricorda tantissimo il vecchio Soccer Brawl della SNK.
Il gioco infatti butta completamente fuori dalla finestra gli schemi, le tattiche e la fisica in favore dell’azione pura e cruda, con tanto di colonna sonora ad accompagnare le partite, proprio come se fosse un action.
Non esistono falli, i tackle spediscono all’aria i poveri giocatori facendoli sul manto verde, non c’è l’arbitro in campo e le sostituzioni sono praticamente inutili.

Lo scopo infatti sarà solo quello di sparare quanti più tiri speciali possibili verso la porta dell’avversario, esaurendo la barra dello spirito del portiere che, esausto, non riuscirà più a trattenere il pallone facendolo volare in rete. Inutile pensare ai cross o a particolari scelte tattiche per portare la palla davanti al portiere, l’importante è tirare, tirare, tirare.

Ora, solo alcuni giocatori possono eseguire i tiri più potenti, si tratta ovviamente dei protagonisti e coprotagonisti principali della serie, ognuno dei quali dispone di tecniche speciali, tutte votate a spiattellare la sfera nella rete avversaria. Per eseguire un tiro speciale basta tenere premuto il pulsante e poi rilasciarlo una volta caricata l’apposita barra. Il tempo di caricamento può variare in base alle skill del singolo giocatore e in base al dribbling. Ebbene sì, ogni personaggio potrà dribblare gli avversari con la semplice pressione di un tasto. Dopo aver eseguito due dribbling di fila, la barra di tiro si caricherà molto più velocemente e potrete sparare la palla in porta. Ci sono anche i tiri combinati, un grande classico che prevede due giocatori calciare il pallone nello stesso momento creando una sorta di sfera stroboscopica in grado condurre il portiere e i difensori in un baratro di demenza, prima di finire in rete.

Trattandosi di un arcade, il gioco è molto semplice in quanto non ci sono particolari combinazioni di tasti o altre condizioni per poter eseguire le varie azioni, anche i colpi più potenti. Per equilibrare un po’ le cose, i programmatori hanno inserito una barra dello spirito che si esaurirà ad ogni azione speciale compiuta e si ricaricherà eseguendo i dribbling. Una volta esaurito lo spirito non sarà possibile eseguire le mosse speciali e si dovrà aspettare che lentamente si ricarichi. Questo porta un minimo di tattica, in quanto dovrete passare il pallone ai giocatori con la barra ancora carica per poter andare a rete. Più problematica è la barra dello spirito del portiere, in quanto più tiri il povero malcapitato si prende e più questa scenderà, fino a renderlo un vero e proprio colabrodo. Una volta subito un gol, lo spirito del poveraccio tra i pali si ricaricherà, pronto per prendere altre pallonate spezza braccia.

In difesa non avrete molte opzioni, se non quella di usare il tackle per fermare gli avversari in corsa ed eseguire una scivolata per intercettare le tecniche di dribbling e ridurre la barra dello spirito degli attaccanti. Come già detto, non esistono falli o cartellini, quindi sarete liberi di falciare gli avversari senza alcun rimorso. Chiaramente come in attacco, anche in difesa ci sono giocatori più forti che sarà necessario sfruttare per poter tenere sempre sotto controllo i tiratori. È imperativo avere sempre qualcuno sulla linea di tiro, in quanto i difensori potranno ‘bloccare’ i tiri speciali riducendone la potenza e tenendo al sicuro la barra dello spirito del portiere. Parlando dei portieri, la maggior parte sono delle mezze seghe che sembrano usciti da un film di Harry Potter, mentre i vari gran cazzuti come Wakashimazu (Ed Warner), Genzo ‘Supa Gureato Gorukipa’ Wakabayashi (Benji Price), l’italiano Gino Hernandez e il buon vecchio Yuzo Morisaki (Alan Crocker) sono in grado di resistere più a lungo prima di cedere sotto i tiri degli avversari.

Ogni squadra inoltre avrà una barra che si crescerà dopo ogni azione speciale compiuta e che una volta caricata al massimo vi permetterà di attivare la ‘Zona V’ e ricaricare così la barra dello spirito di tutti i vostri giocatori, aumentare la velocità dei tiri speciali e tanto altro. In alternativa potete decidere di sacrificare la barra di energia per far eseguire al vostro portiere una parata speciale, molto utile quando lo spirito dell’estremo difensore è quasi alla fine e state per prendervi l’ennesima mina nei denti.

Una tigre in gabbia

Queste meccaniche seppur molto semplici, trasformano le partite in delle vere e proprie battaglie all’ultimo sangue che riproducono l’atmosfera adrenalinica dell’anime. Chi conosce la serie inoltre potrà apprezzare tutte le animazioni dei dribbling, dei tiri, delle parate e anche dei passaggi speciali. Tutto sommato l’esperienza è molto divertente e può dare delle belle soddisfazioni con il pad alla mano. In alcuni casi però il gioco diventa davvero troppo semplice al punto da risultare alquanto ripetitivo.

L’esecuzione dei tiri speciali è davvero troppo facile, insomma vedere dieci Tiri della Tigre dopo un po’ perde la sua magia, specialmente nei momenti più concitati. Le animazioni dei portieri, seppur ben fatte, sono sempre le stesse e lo dovremo vedere a ripetizione. Anche i tiri, sebbene siano graficamente diversi, si eseguono e si insaccano tutti allo stesso modo, con il portiere che non riesce più a trattenere la palla e la fa finire in rete. I dribbling e gli interventi dei vari giocatori variano solo nelle animazioni, ma non regalano nulla in termini di differenze nel gameplay se non il puro spettacolo. Insomma, forse qualche meccanica in più non avrebbe guastato, si sarebbero potute limitare le esecuzioni di alcuni tiri troppo forti, o creare delle situazioni uniche nei quali eseguirli (tipo con la squadra in svantaggio). Non c’è una distinzione particolare tra i vari giocatori, alla fine della fiera eseguire un Drive Shot di Tsubasa (Holly) è uguale a al Tiro del Falco di Shun Nitta (Patrick Everett) o al Tiro della Tigre di Kojiro Hyuga (Mark Lenders). Diciamo poi che l’attacco e la difesa sono davvero troppo sbilanciati, in quanto molti tiri speciali si possono eseguire addirittura da centrocampo, e allora auguri a bloccarli in tempo. Anche il sistema di contrasti, attivato quando due giocatori si fiondano sul pallone allo stesso tempo sul campo o in aria, è gestito in maniera abbastanza pigra in quanto obbliga i giocatori al button mashing furioso per poter avere la meglio.

Chiaramente riprodurre esattamente l’atmosfera e le situazioni dell’anime è un lavoro difficile e che avrebbe richiesto un budget molto più elevato. Qui ci troviamo di fronte ad un gioco di calcio arcade molto godibile, ma che come tutti gli arcade sportivi dopo un po’ tende a ripetersi. Un peccato non aver potuto sfruttare la presentazione grafica e sonora così ben fatta per creare un gameplay un po’ più profondo. C’è da dire che pur con i pochi mezzi a disposizione, i programmatori hanno comunque fatto il possibile per rendere il gioco interessante senza scadere nella banalità totale. Sicuramente il gioco dà il meglio di sé in multiplayer, specialmente se giocato con un gruppo di amici durante una bella serata ignorante dove magari si rivangano un po’ i ricordi della serie e si ride sulle varie situazioni paradossali.

Ci vediamo al campo non appena avrò finito di bere


Captain Tsubasa: Rise of New Champions offre due modalità storia e una online, oltre alla classica Versus che vi permetterà di sfidare avversari umani o la CPU, creando anche un torneo. La storia si divide in due episodi diversi: il primo dedicato a Tsubasa e il secondo dove dovrete creare un nuovo giocatore da zero e portarlo dai club delle medie fino ai mondiali Juniores tenuti negli Stati Uniti. La storia di Tsubasa si svolge durante il torneo delle scuole medie e riproduce fedelmente alcuni momenti dell’anime, quindi è un vero e proprio tuffo nei ricordi per noi ammuffiti ultratrentenni nostalgici. In questa modalità potrete controllare solo la Nankatsu (la Newpi) e portarla alla vittoria durante il terzo torneo calcistico nazionale. Diciamo che questa parte della storia è più che altro un tutorial dove vi verranno insegnate le basi con l’IA bloccata sul livello più facile.

Un filo diversa è la modalità New Hero, dove potrete creare un giocatore nuovo e decidere di iscriverlo in uno dei tre club rivali della Nankatsu, come la Musashi e l’accademia Toho e andare sotto l’ala protettiva del sempre mitico Jun Misugi\Julian Ross o magari del vero protagonista della serie ed eroe del proletariato: -Mark Lenders\Kojiro Hyuga. In questa modalità potrete creare una rete di amicizie con gli altri giocatori della vostra e delle altre squadre, in modo da imparare le loro tecniche speciali per poi usarle in partita. Dalle scuole medie poi finirete ai campionati mondiali con la super squadra giapponese composta da tutti i principali personaggi della serie.

Anche qui purtroppo l’IA avversaria è davvero troppo stupida e tende svegliarsi un minimo solo nelle partite finali, provando timidamente a contrattaccare. In entrambe le modalità l’IA poco competitiva porta ad una discontinuità narrativa tra le cutscene e il gameplay, dove squadre avversarie presentate come imbattibili vengono poi distrutte sul campo con degli imbarazzanti 6 a 0. Diciamo quindi che se non siete proprio dei fan sfegatati della serie, potreste trovare il comparto single player piuttosto noioso. Personalmente sono cresciuto con i vecchi cartoni giappi e sono stato una sorta di Alan Crocker ancora più scarso nella mia breve gioventù calcettistica di periferia, quindi le due modalità della storia seppur un po’ noiose per colpa dell’IA mi hanno comunque tenuto incollato allo schermo. Il carisma dei personaggi di Takahashi è indiscutibile, anche se sono tutti stereotipi (poi ripresi in tantissimi altri shonen sportivi) riescono comunque a risultare interessanti. Merito dello spirito generale dell’opera che vede il calcio come una forma di aggregazione, amicizia, sacrificio e spesso anche comprensione del prossimo. Una visione umana e romantica di uno sport che come tanti altri ormai ha perso molti dei suoi valori.

Passando all’online, qui troviamo un espediente abbastanza interessante. Per poter giocare online infatti vi verrà richiesto di creare una vostra squadra da zero, scegliendo tra tutti i giocatori del roster. Avrete comunque un punteggio limite da raggiungere, quindi scordatevi di avere Wakabayashi e Hyuga nella stessa squadra. Questo vi porta a trovare nuovi giocatori e a sfruttarli il più possibile per avere la meglio sugli avversari e salire di lega. Chiaro che non stiamo parlando di un livello di profondità troppo elevato, difficile pensare che Captain Tsubasa: Rise of New Champions possa diventare un eSport competitivo, ma comunque la modalità online risulta abbastanza divertente da allungare la longevità complessiva del titolo.

Vi avvisiamo che la versione PC non è proprio il massimo della pulizia, con un fastidioso bug che sfasa il testo in modalità a Schermo Intero e diversi crash che possono flagellarvi durante le partite o i caricamenti.

A chi consigliamo Captain Tsubasa: Rise of New Champions?

Saremo sinceri: dipende molto dalla vostra conoscenza della serie. I fan sfegatati non dovrebbero veramente lasciarsi sfuggire questo titolo, anche solo per l’ottimo comparto grafico e sonoro che ricrea benissimo l’atmosfera dell’opera di Takahashi. Se la conoscete solo vagamente, ma amate i giochi arcade potreste trovare in questo titolo ore e ore di divertimento, a patto però che abbiate degli amici con i quali sfidarvi.
Se siete appassionati di calcio nella sua forma più tattica e non avete idea di cosa diavolo sia Captain Tsubasa, allora non siete delle vere Tigri, quindi meglio se ne state alla larga perché potrete rimanere davvero delusi. 

Stile anime spettacolareDifficoltà bassa contro CPU
Ottimo comparto sonoroVersione PC che presenta ancora qualche bug
Abbastanza divertente……ma può stancare presto

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