Control di Remedy, pubblicato da 505 Games, è recentemente sbarcato su Steam nella sua Ultimate Edition, comprensiva di tutti i DLC venduti separatamente finora su Epic Games Store, Playstation 4 e Xbox One. Vale l’acquisto? Scopriamolo nella nostra recensione.

Provato su PC/Steam

Storia ben scritta e intrigantePoca varietà di nemici
Ambientazione sovrannaturale da brividi
Poteri psichici divertenti da usare in combattimento

I Want to Believe

Gli Stati Uniti hanno una gran quantità di corpi speciali, FBI, CIA, DIA, INR, DEA, NCS e chi più ne ha più ne metta, perché non aggiungere quindi anche il misterioso FBC al mucchio? L’acronimo che sta per Federal Bureau of Control è però una divisione leggermente differente dalle altre, il suo scopo è investigare su eventi sovrannaturali in giro per il paese, anche conosciuti come EMA: Eventi del Mondo Alterato.

Jesse Faden, la protagonista del gioco, ha cercato di accedere al Bureau per gran parte della sua vita senza alcun successo, fino a quando non è riuscita a squarciare il velo di mistero che avvolge la divisione, trovandosi all’entrata della Oldest House, il centro delle operazioni del FBC.

Con Control la software house finlandese Remedy si è immersa nel genere che conosce meglio: il TPS, nonostante il titolo precedente della compagnia, Quantum Break uscito nel 2016, non fosse esattamente un prodotto eccezionale. Scartata l’idea delle cutscene realizzate come se si trattasse di una vera e propria serie TV, fattore che in parte ha decretato la bocciatura di QB da parte dei videogiocatori, nel nuovo gioco viene mantenuta una sorta di continuità con l’idea ma in modo molto più apprezzabile e meno invasivo lasciando maggior spazio al gameplay nudo e crudo.

A metà tra horror e thriller, uscito probabilmente da un crossover tra Ai confini della realtà e X-Files, Control non cerca di spaventare tramite jumpscare (non sempre perlomeno) -tecnica decisamente abusata e che non sopravvive a lungo nella mente del giocatore- ma lo fa tramite l’ambientazione che fin dai primi minuti di gioco lascia una sensazione disturbante che vi accompagnerà per tutta l’esperienza, rincarando la dose nei punti salienti dell’avventura. Sussurri, voci e rumori che sembrano provenire da dimensioni diverse e spaventose stridono con l’ambiente apparentemente calmo del Bureau dove si trovano allineati uffici e distributori automatici, amplificando la sensazione di trovarsi in un tempo “altro”, completamente distaccato dalla vita degli esseri umani al di fuori della Oldest House.

For Your Eyes Only

Come Remedy ci ha abituato, per godere a pieno della lore del gioco potrete leggere le numerose note classificate con tanto di parti censurate, file e registrazioni audio (rigorosamente su nastro magnetico, come si addice a un’organizzazione super segreta) sparse in giro per il Bureau, dove si discute di semplice organizzazione interna o anche casi eclatanti di EMA (Bright Falls vi porta alla mente qualcosa?). Il titolo funziona però anche per i giocatori che non amano passare gran parte del loro tempo nei menu e preferiscono invece farsi strada tra i cadaveri dei nemici, le interazioni obbligatorie con gli altri personaggi vi forniranno tutte le informazioni necessarie affinché possiate quantomeno capire dove vi troviate e quale sia il vostro scopo, seppur perdendo qualche brandello di approfondimento qui e lì che arricchisce l’esperienza globale.

Control rivede l’esperienza classica degli spara-spara in terza persona mescolando lo shooting, che avviene con una pistola, in grado di mutare forma e assumere delle configurazioni sempre più letali, che si ricarica da sola dopo aver consumato i proiettili nel caricatore e i poteri mentali di Jesse (sulla cui provenienza manteniamo il massimo riserbo per evitare spoiler). A tal proposito è notevole la quantità di oggetti ambientali che l’eroina può letteralmente far schizzare in aria con la forza del pensiero contro i nemici: tra sedie d’ufficio, rocce, carrelli e pezzi di metallo, tanto che vi sembrerà di essere stati trasposti in un film di Star Wars in salsa horror con tanto di distruzione ambientale ben visibile. Inizialmente potreste trovare limitate le capacità di Jesse ma acquisendo i misteriosi Oggetti del Potere sbloccherete abilità essenziali come la schivata e la levitazione, portando il divertimento delle sequenze di combattimento su livelli che Remedy non aveva ancora raggiunto.

Are you in Control?

La progressione in stile metroidvania, con accesso bloccato a determinate aree finché non avrete ottenuto i pass per sbloccarle, vi riporterà in luoghi esplorati in precedenza ma il movimento tra le zone è reso più semplice grazie ai checkpoint sparsi in giro per l’edificio, che dovrete attivare proprio come fossero i bonfire di, mi passerete il termine, darksouliana memoria. Rivisitare le zone porterà a trovare non solo documenti opzionali ma anche oggetti, elemento che non abbiamo ancora opportunamente menzionato. Il gioco non spiega in modo particolarmente esauriente questo dettaglio, quando parliamo di oggetti ci riferiamo in realtà a moduli, o “mod“: elementi usare per alterare le statistiche di base di Jesse, migliorando per esempio il recupero di energia, la salute globale o la velocità di schivata oppure quelle delle armi, come la potenza o il rateo di fuoco.

La storyline principale potrà essere di tanto in tanto interrotta per ritornare sui propri passi, compiendo una vasta gamma di side quest opzionali che possono essere a tempo, incarichi assegnati a Jesse da alcuni personaggi chiave o anche sfide autoimposte selezionabili ai checkpoint, che spingono a utilizzare un determinato tipo di arma per far fuori i nemici. In Control avrete dunque modo di sbizzarrirvi per testare tutte le capacità della protagonista. La ricompensa può variare da mod specifiche o casuali fino a punti esperienza da spendere nel relativo Skill Tree, organizzato secondo parametri immediatamente identificabili: l’aumento della salute globale, aumento della barra psichica, potenza d’attacco corpo a corpo maggiore o aggiungere efficacia ai poteri di telecinesi.

Il vero punto debole del gioco sembrano essere i nemici, non dal punto di vista dell’IA che riesce comunque a organizzarsi in modo da far sentire il giocatore accerchiato e sotto assedio, ma piuttosto dalla varietà proposta che, sebbene nelle prime battute sia più che soddisfacente, dopo qualche ora presenta alcuni problemi di ripetitività. Si tratta comunque di un piccolo neo tutto sommato perdonabile alla luce dell’alta qualità della produzione e che non impatta in modo troppo negativo.

Il pacchetto Ultimate Edition presentato su Steam a un prezzo ridotto è particolarmente goloso poiché include anche i due DLC aggiuntivi usciti finora, che ampliano l’esperienza di gioco aggiungendo The Foundation e AWE, due archi narrativi che potrete portare a termine dopo aver completato la storia principale. Sebbene non riescano a catturare tanto quanto quest’ultima, prolungano perlomeno la permanenza nel mondo di gioco, così finemente curato da Remedy in tutti i suoi più piccoli dettagli.

A chi consigliamo Control?

Se avete già finito Alan Wake e Quantum Break, e li avete trovati interessanti, allora Control vi soddisferà a pieno rappresentando de facto il gradino successivo nella scala evolutiva del TPS secondo Remedy. Se invece i TPS non rientrano nelle vostre grazie, allora Control potrebbe lasciarvi indifferenti ma sottolineiamo con ferma convinzione che il gioco dovrebbe essere provato anche dagli utenti che non hanno amato i prodotti precedenti della software house finlandese, poiché costruito in modo tale da riuscire ad agganciare anche i più scettici con una trama interessante e un gameplay raffinato.

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