La serie Disgaea, per chi non la conoscesse, è una delle più famose saghe della software house giapponese Nippon Ichi. Si tratta di superbi RPG tattici a turni e con la rivisitazione a breve disponibile per Playstation 4 e Nintendo Switch, Disgaea 4 Complete+, torniamo nel quarto episodio uscito ben 8 anni fa su Playstation 3, stavolta con qualche miglioria.

Provato su Nintendo Switch

ProContro
+ Contenuti sufficienti per centinaia di ore– Grinding a livelli brutali
+ Cast divertente e variegato– Storia non sempre interessante
+ Fluido e veloce anche in modalità undocked (versione Switch)

DOOD!

Disgaea è forse uno dei titoli più interessanti quando si parla di JRPG tattici poiché parliamo di gameplay puro. L’assurdità delle storie dei vari capitoli è talmente elevata da farla passare in secondo piano e permette al giocatore di farsi due risate durante lo svolgimento, per lasciarlo poi di fronte a mappe che richiedono attenzione strategica e pianificazione. Pensare di cavarsela alla bell’e meglio in Disgaea è quasi una bestemmia e non riuscirete a procedere in modo spedito se non vi accollerete la vostra bella dose di grind. Salire di livello è importante e in tutti gli RPG ma in Disgaea ancor di più e affrontare missioni secondarie per cercare di migliorare le statistiche dei membri del vostro party o magari deciderete di provare una nuova classe e avrete dunque necessità di darci dentro con un po’ di obsoleto power leveling.

Non è certamente un gioco per tutti e chi ha intenzione di avvicinarsi a Disgaea con il quarto capitolo deve comunque tenere bene in mente queste premesse. Non vale la pena preoccuparsi però per la storia, escludendo Disgaea 1 e 2, gli altri episodi sono tutti slegati e a parte il riconoscere qualche piccola comparsata non vi perderete granché sotto questo aspetto. Non abbiate timore dunque se a frenarvi è solo quel numero 4 nel titolo.

Il potere delle sardine

Il protagonista della storia è il vampiro Valvatorez, un demone infernale che ha deciso di rinunciare a bere sangue umano per una promessa fatta in passato a una fanciulla. Al posto del sangue ha deciso di nutrirsi esclusivamente di… sardine. I nutrienti di questo piccolo pesce sono, secondo Valvatorez, persino superiori a quelli del sangue umano e per questo motivo le ha elette ad alimento sostitutivo completo. Nonostante il suo maggiordomo/lacché/lupo mannaro Fenrich cerchi sempre di ammonirlo dal fare promesse assurde che potrebbe essere difficile mantenere, Valvatorez tiene molto alla parola data e finisce sempre con lo straparlare. Proprio questa sua brutta abitudine lo ha spinto a ricoprire una carica inferiore nell’aldilà: addestratore di Prinny, anime umane penitenti intrappolate nel corpo di pinguini alati -vere e proprie mascotte di Nippon Ichi-.

L’avventura inizia nel momento in cui, per ordini ricevuti dall’alto, Valvatorez non può mantenere la promessa fatta ai suoi Prinny, ovvero assegnare loro una sardina a testa al termine degli allenamenti. Affronterà così le alte cariche infernali pur di mantenere intatto il suo codice d’onore.

La storia non è esattamente entusiasmante ma la narrazione avviene sempre in modo divertente con una gran quantità di battute che vi strapperanno più di qualche sorriso durante tutto il corso dell’avventura, con situazioni al limite dell’assurdo e un cast sopra le righe che non vi lascerà mai sbadigliare (tranne un po’ nelle fasi di grinding…).

Lift me up

Il punto di forza di Disgaea 4, e un po’ dell’intera saga è il gameplay, aspetto dove il gioco riesce a splendere come la gemma che è. Descriverlo semplicemente come un tattico è riduttivo poiché possiede anche elementi puzzle tra cui dovrete districarvi per risolvere le missioni, soprattutto se le affrontate a livelli inadeguati. Tale dettaglio è restituito dai geoblocchi, in grado di assegnare bonus o malus in base al terreno su cui si trovano. Lanciando per esempio un geoblocco di colore rosso su una sezione colorata di blu, e facendolo esplodere attaccandolo, colorerà la zona di rosso, restituendo alle unità che vi sostano dei vantaggi o svantaggi in base al blocco utilizzato. In alcuni casi i geoblocchi servono anche a danneggiare i nemici, e vanno sfruttati in modo attento per riuscire a terminare alcuni livelli particolarmente ostici.

Chi vuole invece procedere spedito come un treno senza curarsi di questi aspetti aggiuntivi del gioco potrà sempre ripetere le missioni precedenti fino a far salire di livello i propri personaggi (il level cap è stato qui aumentato a 9.999… buon divertimento!), affrontare qualche side-quest extra e persino immergersi nel pantagruelico Item World e spazzare via tutto ciò che si muove senza il minimo sforzo.
A proposito dell’Item World, si tratta di una meccanica tipica dei Disgaea che riscuote molto successo tra gli appassionati. Selezionando un oggetto, sia esso arma o protezione, e parlando con l’addetto all’Item World, potrete calarvi all’interno dell’oggetto e affrontare fino a un massimo di 100 livelli generati automaticamente, con una geografia completamente random, per migliorarne le caratteristiche. A ogni livello superato le statistiche dell’oggetto saliranno, permettendovi così di creare armi formidabili sin dall’inizio del gioco. Non siate frettolosi però, esiste un drawback. Potrete uscire dall’oggetto solo ogni 10 livelli, affrontando una sezione leggermente più difficile che fungerà però da checkpoint qualora vogliate riprendere l’esplorazione in un secondo momento. Attenzione dunque a non strafare se non volete perdere i vostri progressi!

Parlando delle unità, invece, potrete averne a disposizione due tipi: antropomorfi e mostri. La differenza, oltre che nell’aspetto, sta in alcune capacità di base. Prendiamo per esempio la prima tipologia in cui rientrano Valvatorez e Fenrich, questi potranno oltre ad attaccare e utilizzare skill, anche sollevare lettarlmente i membri del proprio team e lanciarli oltre precipizi o permettergli di arrivare più lontano anche senza necessariamente muoversi. Una tecnica che dovrete apprendere immediatamente poiché il gioco è attentamente costruito attorno a questa meccanica. I mostri, invece, non possono sollevare alcunché ma hanno due abilità che sopperiscono a tale mancanza. La prima è il Magichange, ovvero avvicinandosi a un personaggio antropomorfo potranno trasformarsi in un’arma da impugnare, mentre la seconda è la Fusione, eseguibile solo con altri mostri e in grado di dare vita, per un numero di turni limitati, a un mostro potenziato. Le possibilità di intrattenersi con il gioco sono numerose e capirete ben presto che Disgaea 4 è un pozzo di gameplay decisamente senza fondo.

Cam-Pain

Questa modalità, come si può facilmente intuire dal gioco di parole, ricorda una “campagna” militare e accedendovi dall’Hub principale potrete costruire edifici che danno bonus in battaglia, creare altri mostri/personaggi da usare, ampliare il repertorio di armi e armature vendute dai mercanti e così via.

Tali aggiunte però non sono gratuite e dovrete sacrificare le risorse acquisite nelle missioni per indire delle sedute del “senato infernale” dove i demoni si pronunceranno a favore o a sfavore delle vostre iniziative. Non disperate però, poiché da bravi demoni anche voi avrete alcuni assi nella manica: la corruzione. Qualche senatore poco convinto potrebbe essere persuaso a votare in modo favorevole se riuscite a consegnargli un oggetto a cui è particolarmente interessato. La Cam-Pain non va sottovalutata e bisogna alternare lo svolgimento della trama a questa modalità aggiuntiva per riuscire a proseguire senza troppi patemi.

What’s old is new again

Questa nuova edizione di Disgaea 4, denominata appunto Complete+, dovrebbe rivelarsi la compilation definitiva per il gioco approdato su Playstation 3 quasi una decade fa. Perché riproporre proprio uno dei capitoli che a detta dei fan ha la trama meno riuscita della pentalogia? Il motivo potrebbe essere l’età anagrafica o semplicemente perché i capoccia di NIS non avevano voglia di star lì a creare un nuovo Disgaea dal nulla. Un po’ li capiamo, tutti i giochi della serie sono gargantueschi, con una mole di contenuti tale da far tremare le ginocchia al solo pensiero e Disgaea 4 non è da meno. Meglio dargli una pulita, risoluzione portata a 1.920 x 1.080 pixel, un frame rate di tutto rispetto e alcune migliorie QoL che rendono l’esperienza degna di essere vissuta all’alba del nuovo decennio degli anni 2000 come per esempio la possibilità di aumentare la velocità dell’esecuzione delle skill scegliendo tra x2, x3 o anche x4.

Si tratta di piccole aggiunte che permettono anche a chi ha già avuto modo di esplorare a fondo il titolo in passato di riscoprirlo senza soffrire eccessivamente il tedio di combattimenti lenti, una caratteristica che per fortuna ci siamo lasciati alle spalle grazie all’evoluzione generale del media.

Tutto qui? No, certo che no. Trattandosi di una versione completa possiamo trovare tutti i personaggi e le disavventure delle versioni precedenti, non solo quella per Playstation 3 dal sottotiolo A Promise Unforgotten ma anche la versione Playstation Vita, dal titolo A Promise Revisited, dove erano presenti in particolar modo skill specifiche che mancavano nella versione originale ed elementi che furono introdotti solo con Disgaea 5 come il sistema di “mazzette” per corrompere i senatori durante le votazioni.

Avendo provato il gioco su Nintendo Switch abbiamo potuto notare con estremo piacere che in versione portatile il titolo si comporta in modo egregio, con una fluidità eccellente e senza il minimo calo di frame rate. Le avventure di Valvatorez, per la lunghezza a volte estenuante del titolo, possono essere affrontate in modo molto più rilassato e in qualsiasi momento della giornata grazie all’ibrida di Nintendo. Se anche voi avete ormai passato da tempo l’età adolescenziale siamo certi che la possibilità di giocare – ma soprattutto giocare BENE, cosa che non possiamo dire di tutti i titoli cross-platform che approdano su Switch- nei ritagli di tempo, sia ben accetta.

A chi consigliamo Disgaea 4 Complete+?

Chi ha già avuto modo di giocare il titolo alla sua uscita su Playstation 3 o Playstation Vita potrebbe non avere sufficienti motivi per ritornare a vestire i panni di Valvatorez, a meno che non stiamo parlando con dei fan accaniti che gradirebbero giocarlo in modalità portatile su Nintendo Switch -in tal caso dateci pure dentro e abbuffatevi di sardine. Gli amanti dei tattici a turni che invece non conoscono la saga dovrebbero necessariamente giocare almeno un Disgaea durante la propria esistenza su questo pianeta e non vediamo nessun motivo per non iniziare proprio da Disgaea 4 Complete+ per allargare i propri orizzonti. Ricordiamo che il titolo è completamente in inglese e per cogliere al meglio tutte le battute e le sfumature è necessaria una comprensione medio-alta della lingua.

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