Dreamscaper è un action roguelite con elementi RPG e sociali, sviluppato da Afterburner Studios e distribuito da Freedom! GAMES, attualmente in Early Access su Steam e prossimamente disponibile su Nintendo Switch.

Provato su PC

Il 2020 è stato un anno stracolmo di titoli del genere, è forse stato l’anno dei roguelite, di ogni tipo e forma. Non solo successi indiscussi come Hades, ma tante altre uscite più e meno apprezzate hanno tappezzato quel dumpster fire di annatta, con picchi di ogni genere come Neon Abyss, One Step from Eden, Star Renegades, Undermine, Monster Train e molto altro ancora.

Tra questo si è fatto strada, in maniera silenziosa, forse troppo silenziosa, questa piccola gemma che ha il potenziale di lasciare un segno in un genere che, al netto di una certa saturazione di mercato, possiede la mutevolezza necessaria per esperienze sempre più creative e innovative.

Ché tutta la vita è sogno, e i sogni, sogni sono

Dreamscaper è un tuffo nell’inconscio di Cassidy, la protagonista, appena trasferita in una nuova città e iniziato un nuovo lavoro. Una ragazza timida e riservata, con un mondo interiore estremamente ricco.

Il loop di gioco è diviso in due fasi: la prima mette il giocatore nei panni di Cass con uno strettissimo limite di tempo dove si ha la possibilità di girare in alcune aree della città e fare lentamente conoscenza con gli individui che la abitano. La barista, la proprietaria del negozio di dischi, un collega, un vecchio signore borghese e altri ancora si lasceranno conoscere e stringeranno un rapporto sempre più profondo umano, tra chiacchiere, sfoghi, confessioni e ricordi. Questa fase, piuttosto breve, permette anche di scambiare pensierini e regali tra i personaggi che oltre ad aumentare il grado di affinità, quindi velocizzando il sistema di sbloccaggio di oggetti e abilità, diventano scorci nella personalità dell’altro. Il tutto viene registrato nel diario di Cass, dove verrà appuntato ogni progresso e ogni nuova informazione.

Le conversazioni hanno sempre qualcosa di lievemente mesto, dal sorriso amaro, un po’ come se i sogni, o più probabilmente gli incubi della protagonista, trapelassero nella vita reale e ne ricolorassero i fondali. C’è un tangibile senso di malinconia che viene accompagnato dalle numerose piccole interazioni tra personaggi; che Cass stia vivendo uno sconforto emotivo e psicologico è chiaro, e il giocatore è invitato a farne parte, in maniera intima e privata.

Afterburner Studios mostra un’ambizione non da poco in quello che ha creato: la seconda fase inizia alle le nove di sera, quando Cass dovrà dormire, e lasciandosi andare al mondo dei sogni, si entrerà nell’esplorazione del suo inconscio. Ogni esplorazione inizia con un set casuale di abilità ed equipaggiamento. Quella di una serie interconnessa di aree chiuse con un boss di fine livello è lo standard del genere, quindi vediamo in che modo si differenzia questo titolo dai suoi competitori.

Cass ha accesso a una combo di attacchi leggeri, un attacco pesante con la possibilità di stordire e lanciare in aria i nemici, uno scudo per eliminare i danni o attivare un parry in stile Dark Souls, e un arma a distanza, principalmente un arco, che consuma Lucid Power. Ogni attacco offre anche un frame luminoso che permette di concatenare altri attacchi con vantaggio di frame e aumento dei danni. Come non bastasse, si possono ottenere fino a due abilità attive, spesso legate ai numerosi elementi e stati alterati, e una barra speciale con cui scatenare un’ulteriore abilità per ribaltare la battaglia a proprio favore. Considerando il genere, la componente hack’n’slash e ruolistica è piuttosto pronunciata, e prende in prestito da tanti altri titoli importanti dei rispettivi generi.

Con ogni probabilità però, ciò che cattura più di ogni altra cosa di Dreamscaper, è l’eccellente direzione artistica. Dai fondali, alla città, al modo appena accennato di rappresentare i personaggi sullo schermo, a tratti anche inquietante, ogni aspetto della presentazione sembra curato con una chiara visione. Le musiche, di Dale North, arricchiscono l’esplorazione di un costante senso di irrequieta solitudine, con una carica emotiva che non molla il giocatore.

Dove questo è ancora più visibile è nei dungeon: le piccole aree interconnesse, sebbene siano spesso riquadri delineati dai confini tipici del genere, sono mascherate da splendide aree che fondano le radici nel reale. Tutto infatti è frutto di ricordi o fantasie di Cass, e durante l’esplorazione è talvolta possibile inciampare in elementi dell’ambiente con cui interagire e attraverso i quali rivivere piccoli flash del suo passato.

Ogni area, dentro e fuori dal sogno, sembra esser stata creata con cura e con l’intento di far sentire al giocatore diverse emozioni. Grazie alle interazioni e ai ricordi, la storia di Cassidy viene raccontata, ma non solo. Piccole animazioni, gesti, anche il design dei nemici vanno tutti ad arricchire di sfumature ciò che si trova nella mente di Cass e la sua lotta con la depressione.

C’è una bimba come te, con tanti sogni racchiusi in sé

Molti titoli hanno provato ad affrontare il tema dei disturbi dell’umore, della lotta con la depressioni e con i traumi, con risultati troppo spesso caricaturali, per essere gentili. Ci si prova, ma l’impressione finale è che chi si lancia in questa sfida non abbia reale esperienza vissuta o non abbia le capacità comunicative per farlo con la finezza e la capacità di entrare nelle sfumature necessarie.

Afterburner Studios trova un suo equilibrio nel mostrare senza calcare la mano, nel dare al giocatore, tramite numerose suggestioni, gli elementi per entrare in punta di piedi, per sedersi accanto a Cassidy, senza necessariamente mettersi nei suoi panni.

Per quanto riguarda l’esplorazione, la parte un po’ frustrante è che, se da un lato le aree sono ricche e ben caratterizzate, queste non sono particolarmente numerose, ed è più che possibile che all’interno dello stesso piano ci siano due stanze dal layout identico.

Questo e molto altro sembra migliorare mano mano che i diversi e continui aggiornamenti avvicinano il prodotto all’uscita ufficiale prevista per questo anno. Quest’ultimo aggiornamento, il Phoenix Update, presenta un’area aggiuntiva completamente nuova, nuovi nemici, nuovi famigli, nuovi oggetti e numerosi ribilanciamenti nel combattimento, soprattutto per le armi a distanza.

Non solo, questo verrà arricchito ulteriormente dall’Awakening Update, una revisione piuttosto radicale dell’intera prima fase di gioco. Scomparirà il tempo, l’esplorazione sarà più ricca e freeform, e verrà inserito un ricco e complesso sistema di metaprogresso.

A chi consigliamo Dreamscaper?

Dreamscaper è un titolo che si differenza dai suoi competitori per un sistema di combattimento complesso e flessibile, e una narrazione emozionante e ricca. Si sceglie una nicchia di mercato un po’ difficile, ma soprattutto con i nuovi promettenti aggiornamenti, sembra assolutamente sulla strada giusta per essere uno dei roguelite di punta del 2021.

Direzione artistica eccezionaleNon troppa variazione nelle aree
Narrazione emozionanteQualche bilanciamento nei nemici
Musiche coinvolgenti

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