Fuga Melodies of Steel è un RPG narrativo con elementi strategici che vede l’esordio di CyberConnect2 in qualità di distributore. Il titolo è disponibile per tutte le maggiori piattaforme dal 29 luglio 2021. L’ultimo gioco della saga di Little Tail Bronx di CC2, ci riporta nel mondo steampunk di ispirazione francese del secondo dopo guerra, abitato da Felineko e Caninu, nell’isola di Gasco.

Provato su Nintendo Switch

PS4

Fuga dalla guerra

Fuga Melodies of Steel racconta la storia di un gruppo di bambini nativi della regione libera di Gasco, un paese quieto e agricolo, e della cittadina di Petit Mona, dove trascorrono tranquilli i loro giorni. L’attacco improvviso dell’impero bermanico e il rapimento di buona parte dei civili, causa la fuga improvvisa dei giovani, che guidati da una voce misteriosa proveniente da una radio, si dirigono verso una grotta ai confini della città. È lì che scovano il Taranis, un potentissimo carro armato in grado di rovesciare le sorti della guerra, l’unico dettaglio è che per farlo, necessita dell’anima dei passeggeri come munizione.

Questo paragrafo contiene spoiler del primo capitolo, quindi saltate pure al prossimo se volete evitare.

Il primo capitolo dell’avventura che fa da prologo e tutorial all’intero sistema di gioco, è una master class in come immergere il giocatore dalle prime battute di gioco. I sei bambini fuggiti da Petit Mona vengono intercettati dal Colonnello Pretzel, si trovano obbligati a rispondere al fuoco.

Una breve lotta introduce il giocatore alle meccaniche di gioco, ma fin troppo presto ci si rende conto che non ci sono possibilità di vincere. È così che il Taranis svela la sua arma segreta, il Cannone ad Anime, e viene chiesto al giocatore di scegliere un personaggio da sacrificare. Dovete tenere a mente che, nelle prime battute di gioco, si sa ben poco, e non si ha modo di evitare la scelta.

La scelta permette al cannone di attivarsi e neutralizzare in un solo colpo l’armata dei bermanici, e sterminare così le forze che hanno assalito Petit Mona. Diverse componenti concorrono all’impatto dello scontro: la repentinità del tutto, il fatto che i personaggi fossero tutti bambini, il fatto di non avere gli strumenti per poter fare una scelta ponderata, la mancanza di un contesto chiaro.

L’introduzione manda un messaggio chiaro che fa da tono all’intera esperienza: Fuga non ha paura di dare un pugno allo stomaco al giocatore, e l’impatto del primo capitolo riecheggia in ogni scambio, in ogni scontro. La possibilità di trovarsi nuovamente in pericolo e dover sparare il Cannone ad Anime conferisce alla storia un tono di precarietà, dove su ogni scambio cala l’ombra del timore che possa essere l’ultimo.

Un proiettile dritto nel petto

Il gameplay, nella sua linearità, aiuta a caricare di pathos ogni battuta di gioco. Il flusso è generalmente suddiviso in sezioni chiare, al centro delle quali si trova la lunga, inesorabile avanzata del Taranis, il misterioso carro armato può solo avanzare dritto verso la destinazione. In alto allo schermo viene visualizzata una rappresentazione semplificata degli eventi chiave che succederanno, e al giocatore viene chiesto di scegliere alcuni bivi che influiscono sulla difficoltà delle sezioni, ma andare avanti è l’unica vera opzione.

Le diverse icone sul percorso stabiliscono le attività del capitolo. L’icona più frequente, quella rossa, simboleggia uno scontro con dei nemici, la variante viola indica dei nemici particolarmente ostici. Le casse rosse recuperano i PV del Taranis, e le casse verdi recuperano i PA del gruppo. Infine, le icone celesti indicano un intermezzo, e quelle più scure indicano dei mini-dungeon da esplorare alla ricerca di qualche oggetto prezioso.

Buona parte dell’azione si trova nei combattimenti. Un sistema abbastanza semplice vede tre coppie di personaggi prendere carico di tre torrette del Taranis. Il primo della coppia determina il tipo di sparo tra tre: il cannone, un’arma rossa dalla potenza elevata ma imprecisa, il lanciagranate, un’arma gialla dalla potenza e precisione medie, e la mitragliatrice, un’arma blu dalla potenza limitata da precisione ineguagliabile.

Il sistema di turnazione ricorda quello di Grandia, dove le unità scorrono su una barra, e l’attento uso delle proprie opzioni permette al giocatore di rispedire indietro i turni del nemico. Per farlo, bisogna attaccare con l’arma del colore delle difese dell’unità nemica. Talvolta queste poi possono presentare dei gradi di armatura che rendono le loro difese impenetrabili, e principalmente grazie alle mitragliatrici si potrà azzerarne il contatore. Alcune meccaniche secondarie legate alle affinità dei personaggi, e quali personaggi sono messi in coppia al comando di una data torretta, vanno a rendere più sfumato e strategico il sistema, e col tempo diventerà sempre più necessario farci affidamento.

Proseguendo in battaglia, ogni personaggio può attivare una modalità eroe, uno stato di cinque turni, che apporta forti bonus unici per ogni personaggio. Aumentando le affinità tra i diversi Felineko e Caninu, poi, si ha accesso a devastanti attacchi combinati che richiedono molto tempo per caricarsi.

Gli intermezzi è dove il grosso dei sistemi si combinano tra loro per creare la specifica formula che è Fuga Melodies of Steel. Ogni intermezzo si compone di 20 punti azione da consumare in attività di ogni tipo, e ogni attività necessita di un dato numero di punti. Ogni compagno può parlare con gli altri, si può fare il bucato, badare all’orto, potenziare il Taranis, andare in esplorazione, dormire per curare i feriti o cucinare dei pasti per ottenere dei bonus passivi per la successiva spedizione. Il problema è presto evidente: il tempo è estremamente limitato, e non c’è davvero un modo unico per arrivare alla fine.

Bisogna fare attenzione però, nonostante la stazza, il Taranis non è poi così forte, e ogni scontro può rivelarsi un po’ ostico, soprattutto se vi piace avventurarvi nei sentieri più complessi. Quando il carro armato viene portato a circa metà dei suoi PV, la voce alla radio annuncia allarmata che forse sarebbe il caso di ricorrere al Cannone ad Anime. Se da un lato il gioco sembra suggerire di non usarlo, il gameplay sembra spingere, anche se senza troppa insistenza, verso situazioni che ne necessitano l’uso.

Questa tensione, fortemente tenuta dalla scarsità di tempo a propria disposizione, si aggiunge all’inesorabile avanzata del Taranis in avanti, che non permette fermate o di tornare indietro. Ogni scelta va fatta sul momento e non c’è modo di tornare sui propri passi. Un uso poco attento degli intermezzi potrebbe portare un giocatore a non avere altra scelta che ricorrere al Cannone ad Anime, con tutto ciò che questo comporta.

Little Tail x Fuga Melodies of Steel

Fuga si inserisce nella più ampia saga di Little Tail Bronx, una saga generalmente sconnessa che presenta più titoli e opere su diversi media. Il primo fu un titolo adventure per Psx chiamato Tail Concerto, seguito da Solatorobo: Red Hunter per Nintendo DS. Nel 2011 venne sviluppato un progetto a sostegno delle vittime del grande terremoto del Tohoku, con una serie chiamata Mamoru-kun, con lo scopo di sensibilizzare e raccogliere donazioni. Infine ci fu un gioco mobile che ebbe vita piuttosto breve, chiamato Little Tail Story. Sembra anche che Fuga Melodies of Steel sarà seguito da vicino per vedere bene cosa ne sarà di questa saga.

Inoltre, sul canale YouTube ufficiale, si può trovare una serie a fumetti animata che accompagna il lancio del titolo, chiamata Fuga: Comedies of Steel (G線上のフーガ), che aggiunge volume e piacere all’esperienza con un tocco multimediale.

Di particolare pregio è l’intera presentazione grafica e sonora. La cura per le illustrazioni, le musiche e i dialoghi è assolutamente eccellente. Il gioco è disseminato di illustrazioni che possono essere poi riviste in un apposito menù. Purtroppo però, a parte la voce narrante, i dialoghi sono per la grande maggioranza senza audio, ma i tutto è presentato in una splendida localizzazione in lingua italiana.

A chi consigliamo Fuga Melodies of Steel?

Fuga Melodies of Steel è un gioco piuttosto unico, che prende ispirazione qui e lì da altri big del genere, per creare la sua specifica formula. La narrazione, la presentazione grafica e sonora, mista a un gameplay fortemente legato agli eventi di gioco, crea un’esperienza piuttosto compatta e coesa, e una trama che, a patto che non abbiate il cuore di pietra, vi toccherà. Se da un lato non si può immaginare che sia un titolo per tutti, è un titolo che consigliamo molto caldamente, e di cui non se ne ha, di certo, abbastanza.

Presentazione di ottima qualitàSi apprezzerebbe un doppiaggio totale
Gameplay coinvolgente e di impatto

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