Heave Ho è l’ultimo puzzle game decisamente sopra le righe pubblicato da Devolver Digital e sviluppato da Le Cartel Studio, gli stessi signori dietro Mother Russia Bleeds. Il titolo è disponibile per PC/Steam e Nintendo Switch dallo scorso 29 agosto.

Provato su PC

Pro Contro
+ Divertente in co-op – Single player potenzialmente noioso
+ Respawn immediati – Acquisizione gettoni random in single player

Devolver Digital non fa mistero della sua predilizione per studi indipendenti in grado di bucare lo schermo con le proprie produzioni. Tra titoli più e meno riusciti pubblicati dalla compagnia (The Messenger, Ruiner, My Friend Pedro), Heave Ho si inserisce giusto a metà, con una buona componente puzzle giocabile da più persone contemporaneamente, ma andiamo per ordine.

Non sono uno di quei giocatori che impazziscono per i puzzle game e le sfide mentali, sebbene di tanto in tanto mi diletti con produzioni di questa tipologia, e forse, tutto sommato, non sarei nemmeno la persona più adatta ad affrontare una recensione di questo tipo ma dato che siete sul mio sito vi beccate quel che c’è senza tante storie.

Negli ultimi tempi, nel mondo dei VG, ci si è accorti che il multiplayer online, per quanto fantastico e in grado di permettervi di giocare con persone fisicamente distanti da voi, sia in realtà una vera e propria fogna popolata dai peggiori bimbominchia urlanti che vi sfondano i timpani senza ritegno e che meriterebbero di essere percossi con un battipanni dalla mattina alla sera. Se anche voi avete sentito l’irrefrenabile impulso di stritolare questi piccoli vermiciattoli almeno una volta nella vostra vita videoludica, allora forse è venuto il momento di fare un passo indietro e tornare al vecchio e caro multiplayer da divano: invitate una cerchia selezionate di individui a casa, aprite qualche birra e vi fate due risate senza il rischio di affrontare un processo per omicidio colposo.

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Heave Ho è afferente a questa seconda categoria di giochi, un puzzle game da affrontare con amici e dove la cooperazione rappresenta il punto cruciale del gioco. Sia ben chiaro, i percorsi sono affrontabili anche in single player ma il gioco perde mordente e potrebbe venire a noia facilmente se giocato per ore di fila. Qualora siate lupi solitari, bestie che ripudiano ogni tipo di interazione sociale, hikikomori e simili, abbiamo una soluzione per voi: uscite e acchiappate altri tre sconosciuti con cui giocare, magari sottolineando che la loro sopravvivenza dipenderà proprio dalla capacità di completare il gioco e lavorare in squadra. Un bell’esperimento sociale che potrebbe (o meno) concludersi con la galera a vita. Ma tanto siete già dei reclusi quindi non avete assolutamente nulla da perdere!

Si ma in cosa consiste il gioco, vi starete sicuramente chiedendo, ed è presto detto. Una volta selezionata la modalità (singolo o co-op) dovrete scegliere un personaggio che fungerà da vostro avatar: una patata storpia con braccia e mani prensili ma priva di gambe, un design raccapricciante ma che nondimeno, funziona. L’editor per personalizzare questa strana creatura è adeguato, potrete infatti scegliere colore, capelli, viso, voce e altri piccoli dettagli affinché riusciate a distinguerla da quelle dei vostri compagni.

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Un misto tra John McEnroe e uno spacciatore americano dei primi anni ’80

Iniziato il primo percorso, dovrete fondamentalmente muovere la vostra “patata” da una parte all’altra dello schermo, cercando di raggiungere la conca con la bandierina a scacchi. Muovendo l’analogico sinistro del gamepad orienterete entrambe le braccia della creatura mentre con i due grilletti superiori potrete utilizzare le due mani. Alla pressione del grilletto sinistro/destro la mano sinistra/destra si stringerà a pugno, permettendo così alla patata di aggrapparsi ai vari elementi del livello. Starà a voi ora farla ondeggiare come una scimmia da una piattaforma all’altra, spostarla e rotolare evitando di cadere nel baratro, fino a raggiungere il traguardo.

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Se ad alcuni si è accesa una lampadina è perché si tratta di uno stile di gioco che ultimamente ha riscosso un discreto successo con esponenti come “I Am Bread” e “Getting Over it with Bennett Foddy“. Non possiamo gridare ai quattro venti che si tratta di un prodotto originale al 100% ma ciò che possiamo affermare con una certa sicurezza è che l’esecuzione è più che ottima, priva di incertezze e con una fisica che non frustra eccessivamente il giocatore.

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Giocando con amici dovrete sfruttare le braccia dei compagni per spostarvi da un punto all’altro, sarà cruciale quindi un’attenta collaborazione. Uno dei consigli che posso darvi è quello di creare un giapponesissimo “batsu game“, dove chi sbaglia può essere percosso senza possibilità di appello, insomma, siate creativi e non limitatevi ad affrontare in modo sistematico i percorsi. La morte nel gioco non è penalizzata in alcun modo, verrà solo segnalata alla fine del percorso e serve come indicazione affinché possiate migliorare i vostri tempi riducendo il numero di cadute nel vuoto. Appena cadrete in un baratro la patata verrà ridotta in poltiglia che decorerà il livello, memento della vostra incapacità, tuttavia il respawn è immediato e potrete godere di checkpoint favorevoli nei percorsi più lunghi.

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Quel frullato verdino al centro sono proprio le budella del caro avatar

Durante il gioco potreste incappare in una corda dorata che fuoriesce all’improvviso da una delle piattaforme. Se riuscirete ad aggrapparvici in tempo verrete trasportati in un minigioco da svolgere da soli o con i vostri amici per guadagnare monete dorate da spendere nel menù principale per ottenere costumi da far indossare ai vostri avatar. Si tratta dell’unico modo per collezionare gettoni nella modalità single player mentre se giocate in co-op troverete monete sparse per il livello da portare con voi fino al traguardo.

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La magica corda dorata che vi trasporterà in un mini-gioco

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Pedro, is that you?!

Il titolo inizia in modo molto semplice, con percorsi intuitivi e privi di qualsiasi ostacolo che non sia il vuoto sotto di voi, per introdurre man mano spuntoni, vento, feci di uccelli, piattaforme attraversate da corrente elettrica e sezioni con scarsa luminosità. Non lasciatevi dunque ingannare dai primi minuti di gioco che servono solo ad ambientare il malcapitato alla meccanica di gioco.

A chi consigliamo Heave Ho?

In definitiva, possiamo sostenere senza troppi fronzoli che Heave Ho è pensato per i giocatori che amano condividere l’esperienza insieme ad amici, seduti sullo stesso divano, fianco a fianco e gomito a gomito. La cosiddetta “couch co-op” è tornata di moda e non era così divertente dai tempi di capisaldi del genere come Wario Ware. Con una buona quantità di percorsi, 17, e una crescente difficoltà, potrete passare diverse serate all’insegna del divertimento, pagando un biglietto d’ingresso tutto sommato modesto, accessibile anche a chi non ama alla follia i puzzle game o vorrebbe giocarlo da solo.

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