Che ne dite di giocare come si fa a Rengkok?

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Pro e contro del gioco

+ Combattimenti frenetici e viscerali
+ Skill Tree personalizzabile
+ Armamentario devastante
+ Colonna sonora di altissimo livello
+ Grafica e atmosfera cyberpunk

– Poca varietà dei nemici
– Niente doppiaggio
– Ci vuole un po’ ad abituarsi ai comandi

Se come me siete appassionati di letteratura cyberpunk probabilmente vi chiederete ogni tanto il perché della penuria di videogame con i temi tanto cari ai vari Gibson, Effinger e Dick. Eppure le tematiche delle opere di questi signori si possono adattare perfettamente alle dinamiche di un videogioco, eppure sono davvero in pochi gli sviluppatori che si cimentano nel creare mondi futuristici con cyberspazio, innesti bionici, droghe psicotrope e sprawl cittadini grossi quanto intere regioni. Evidentemente i produttori che ormai hanno in mano l’industria non vedono un gran guadagno in un gioco basato su un filone letterario quasi estinto. Ed in qualsiasi genere videoludico, il Cyberpunk non ha riscosso grande successo, rimanendo relegato ad una piccola nicchia di gamers. Negli RPG ci sono stati tentativi a tripla A con i due nuovi Deus Ex che purtroppo a causa di enormi buchi nella trama del secondo capitolo e al piattume del protagonista non sono riusciti a tirare fuori il coniglio sintetico dal cilindro. Sempre nel filone ruolistico si sono cimentati gli Harebrain Studios con i loro Shadowrunner, ottimi lavori ma che non posso proprio definire cyberpunk puri, in quanto mischiati con il fantasy. Nei giochi d’azione ci ha provato Capcom producendo Remember Me dei Dontnod, un gioco con delle ottime idee ma dal core gameplay ripetitivo e poco vario. Negli shooter abbiamo Hard Reset dei Flying Wild Hog, decente ma non troppo entusiasmante, mentre nelle avventure grafiche si può pescare Observer, ma neanche la performance di Anthony Hopkins è bastata ad attrarre grosse fette di pubblico succulente. Insomma ragazzi mettiamola così: c’è un po’ di penuria e Cyberpunk 2077 non uscirà mai! I CD Projekt non capiscono che l’età avanza e ci si fa vecchi, non si è mica più giovincelli che si possono attendere nuovi giuochi con gli occhi lucidi e pieni di speranze. Io c’ho la cataratta, le borse sotto le palpebre, io c’ho una certa età c’ho!

Scusate lo sfogo, il mio impianto neurale a volte fa un po’ cilecca, inserisco il daddy dell’over trentenne serio e riparto.

Come la inganniamo quindi l’attesa del prossimo capolavoro annunciato dei paparini adottivi di Geralt? Non vorremmo mica rigiocare tutti i Deus Ex vero? Serve qualcosa di più attivo, più dinamico, più cazzuto, qualcosa che faccia dimenticare i sette anni ormai passati ad aspettare anche un solo video del gameplay! Siete incacchiati eh? Allora inganniamola a sprangate in faccia quest’attesa, con Ruiner!

Opinione per lettori pigri

Ruiner è un gioco con le palle. E quando dico palle mi riferisco a quelle degli occhi dei vostri avversari che farete saltare in aria a colpi di spranga. Prima fatica dei Reikon Games, pubblicati dai quei simpatici criminali di Devolver Digital, Ruiner è un gioco d’azione frenetica immediato che vi mette nei panni di un misterioso cyborg che indossa perennemente un casco da motociclista… No, aspettate non andate via!
Va bene, ammetto che a descriverlo il personaggio sembra uscito da Muteking, ma dai è sempre meglio di Adam Jensen! Il nostro eroe è fondamentalmente un killer a pagamento che gli hacker possono controllare a piacimento e che dovrà farsi strada tra i violenti ambienti di Rengkok South (non è una vera città, se ve lo state chiedendo) armato di un piede di porco e una pistola automatica. Con una visuale isometrica tanto cara alla vecchia scuola, Ruiner ricorda molto gli Hotline Miami e richiede riflessi e precisione che vengono premiati con un alto tasso di adrenalina e con un bel pavimento tappezzato di cadaveri sanguinanti dei vostri avversari. Avrete a disposizione uno Skill Tree tramite il quale personalizzare il vostro arsenale di innesti cibernetici e un altrettanta varietà di armi da raccogliere e scaricare sui poveri malcapitati che osano berciarvi addosso le peggiori ingiurie. Il massacro sarà contornato da una colonna sonora di alto livello che centra in pieno lo spirito del gioco. La presentazione grafica è di ottima fattura, riesce infatti a ricreare le atmosfere lugubri e claustrofobiche di una città completamente schiacciata dal progresso tecnologico, con macchinari enormi e minacciosi, dove l’unico colore vivo è il rosso.

Sono stato a dei party aziendali più noiosi e decisamente meno colorati.

Un piccolo capolavoro action cyberpunk, Ruiner ha il fegato di non nascondersi dietro complesse meccaniche e di mirare giusto al punto: siete una macchina da guerra potenziata ciberneticamente, il vostro compito è combattere senza fare domande.
Proprio per questa sua natura molto diretta il gioco può non piacere, perché oltre ad essere estremamente violento richiede una certa dose di riflessi. Se però amate le ambientazioni futuristiche e cercate un gioco d’azione tosto in grado di togliervi il respiro e di ridarvelo a brevi intervalli, allora prendete Ruiner senza esitare un momento di più.
Sarà come una bella nuotata in una vasca piena di squali tigre.

Vai con la revviù!

GAMEPLAY

Lo schema è molto semplice: dal principale hub di Rengkok South ci si sposterà nei livelli di gioco dominati da diversi gruppi di nemici e dove si passerà da una sezione di combattimento all’altra. I comandi sono abbastanza intuitivi, sebbene ci voglia un po’ ad abituarsi. Un tasto sarà adibito alla schiavata (utilizzabile anche per caricare i nemici) uno per menare fendenti o sparare e il resto per attivare le varie abilità cibernetiche che andrete ad acquistare con i punti esperienza. Con uno dei recenti aggiornamenti Reikon Games ha inserito anche un comando per eseguire dei brutali finisher sugli avversari storditi. Oltre alle due armi principali, si potranno raccogliere e utilizzare immediatamente quelle lasciate dai nemici uccisi che però avranno munizioni limitate. Questo vi costringe ad adattarvi velocemente a qualsiasi situazione, anche perché non avrete molto tempo di riflettere visto che vi pioveranno addosso senza sosta junkies, mafiosi geneticamente modificati, cyborg e guardie di sicurezza. I gruppi di nemici variano in base allo scenario, sebbene cambino quasi solo graficamente, dato che la varietà di tipologie di avversari è abbastanza ridotta. Durante i livelli di gioco vi troverete ad affrontare anche dei mini-boss che metteranno davvero alla prova i vostri riflessi. Il tutto si farà sempre più difficile man mano che si prosegue, per questo avrete a disposizione una vasta scelta di skill molto utili. Come acquistarle? Qui una trovata geniale degli sviluppatori: alla fine di ogni combattimenti arriverà un droide chiamato Weapon Grinder che come una cara nonnina robotica prenderà le armi e le macinerà per voi, convertendole in Karma (la valuta del mondo di gioco) equivalenti al numero di quelle lasciate a terra. Quindi meno armi dei nemici userete e più velocemente salirete di livello spendendo i vostri punti Karma, con la possibilità di potenziare le skill in meno tempo. Tra le varie abilità troverete lo scudo ad energia, granate accecanti ed esplosive, iniezioni di droga adrenalinica, l’hacking degli impianti dei nemici e vari potenziamenti alle armi principali o alla schivata.

Forse è il caso di chiamare un buon antennista…

Il tutto è completamente personalizzabile, al punto che potrete anche rinunciare alla schivata in favore di qualche altra skill che in una determinata situazione vi può tornare più utile. La gestione dei vostri poteri transumani consumerà una barra dell’energia posta sotto quella della vitalità. Entrambi i parametri saranno ripristinabili uccidendo nemici o tramite delle piattaforme di carica che troverete nel livello di gioco.
La combinazione tra le armi devastanti, la fida spranga di ferro, le skill e i vostri tempi di reazione serviranno ad arrivare alla fine di ogni stage dove si affronterà il cattivone di fine livello che prevede qualche attacco a schema da memorizzare per avere la meglio.
Di sezioni ‘pacifiche’ per così dire ce ne sono poche, potrete esplorare il piccolo hub di Rengkok South e parlare con qualche abitante, ma non vi aspettate grandi linee di dialogo, anche perché il protagonista è muto e può solo annuire (nod) o fare una bella alzata di spalle (shrug). Ovviamente il gioco si fermerà ogni tanto per lasciare proseguire la storia, ma fortunatamente questa sarà poco invasiva e non intralcerà troppo la carneficina.
Ruiner è abbastanza corto, ma se il suo gameplay vi cattura state sicuri che lo rigiocherete con gusto. Nell’ultimo update sono state aggiunte la modalità arena dove affronterete varie ondate di nemici e la modalità speedrun che elimina completamente le cutscene della storia e si concentra solo sull’azione. La rigiocabilità è affidata ai tre livelli di difficoltà e al New Game + che vi permette di ricominciare il gioco con tutte le abilità acquisite nella partita precedente. Potrete anche puntare ad ottenere il punteggio e il risultato più alto per ogni sezione di combattimento, come nei vari Devil May Cry e Bayonetta.

GRAFICA E SONORO

Essendo un maledetto vegliardo nostalgico, quando vedo un gioco con visuale isometrica mi si riempie il cuore di gioia, per questo sono un po’ di parte quando si tratta di esprimere un parere sui giochi che adottano questa prospettiva e Ruiner non fa eccezione. Mi rendo conto che l’isometrica può far storcere il nasino ai più giovincelli, ma immagino che sia l’unica visuale possibile per far funzionare il gameplay.
Visuale a parte, il comparto grafico farà la felicità di tutti gli amanti delle opprimenti atmosfere da sprawl futuristico, con tonalità scure illuminate da fatiscenti neon e da lampioni guasti. Rengkok South è una città che schiaccia i suoi abitanti, stritolandoli in una morsa di cavi elettrici e droghe virtuali. I vari luoghi dove vi avventurerete sono angusti, chiusi, bui, sono dominati da grossi macchinari e da gigantesche strutture che si ergono come la tenebra per coprire la luce del sole.
La presentazione dei personaggi è assolutamente cyberpunk, con junkies strafatti di sostanze psicotrope, uomini d’affari, gruppi armati di sicurezza aziendale, strani culti religiosi ed immancabili mafiosi orientali.
L’artwork generale si presenta con dei disegni di ottima fattura che svolgono in larga parte la funzione di cutscene durante il gioco e introducono i vari antagonisti e alleati.

Dovrei smetterla di fare il cascomorto con le ragazze… ah-ah-ah.

Gli effetti grafici vi salteranno in faccia come un gatto molesto non appena inizierete il primo combattimento, con esplosione, effetti luce e particelle provenienti da ogni arma e sangue, tanto sangue… specialmente quando effettuerete le finisher, ci saranno schizzi grangugnoleschi in slow motion contornata dalle orripilanti grida di dolore del poveraccio che state massacrando. Ogni arma avrà un design diverso con le più piccole pistole spara fagiolini , martelli pneumatici, cannoni a ioni, spara-suppostoni di plasma infuocato, lanciafiamme e la fantastica Katana esplosiva. Allo stesso modo le vostre abilità avranno effetti grafici diversi che riempiranno lo schermo e questo all’inizio potrà disorientarvi, ma una volta abituati ai comandi e alla frenesia del gameplay non ci farete più caso.
Ho menzionato le urla agghiaccianti dei nemici, il sonoro infatti si attesta su livelli brutali che si mischiano con una colonna sonora spettacolare composta da pezzi evocativi di trance, synthwave, techno hardcore e big beat capaci di narrare attraverso le note il futuro senza speranze di Ruiner, dove l’anima umana sta venendo lentamente sostituita dal nulla assoluto.

STORIA

La storia di Ruiner si basa su dei cliché cyberpunk abbastanza scontati, ma comunque mi ha appassionato molto di più di quei polpettoni senza ne capo ne coda dei moderni Deus Ex. Il nostro anti-eroe con l’aiuto di una giovane hacker che lo comanderà a bacchetta dovrà salvare suo fratello, intrappolato in una rete neurale per la realtà virtuale. Ovviamente aspettatevi la classica megacorporazione senza la quale non si potrebbe parlare di cyberpunk. Durante il primo playthrough la storia vi potrà catturare al punto giusto dal non sembrare mai noiosa, ma probabilmente alla seconda partita terrete il dito premuto sul tasto ‘skip’. anche perché il tutto è affidato alle illustrazioni dei personaggi e ai dialoghi solo ed esclusivamente testuali. Il doppiaggio in questo caso avrebbe aiutato non poco, magari anche a creare qualche cutscene più interessante, ma immagino che il budget dei Reikon Games non sia stato altissimo e per quello che potevano fare meritano comunque un applauso. Spero che riescano ad espandere il mondo di gioco in un eventuale seguito, sebbene al momento non ci sia niente di annunciato. Oltre alla storia principale potrete seguire qualche side quest: alcuni NPC di Rengkok South vi potranno chiedere di collezionare oggetti o di uccidere dei mini-boss in cambio di punti esperienza. Non aspettatevi quindi niente di elaborato o che si intreccia con la trama principale, si tratta solo di brevi passatempi con i quali potrete allungare di qualche ora la durata complessiva del gioco.

Ruiner è un prodotto di altissimo livello che consiglio a tutti gli amanti degli action game, anche se non avete idea di cosa sia il cyberpunk e il mio papiro iniziale vi ha fatto sbadigliare al punto da lussarvi la mandibola. Se però avete i riflessi di un tricheco lasciate perdere perché non sarete perdonati neanche al livello di difficoltà più facile.

Peace!

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