Hotshot Racing nasce dalla collaborazione tra Sumo Digital, già sviluppatori di titoli come Sonic & All-Stars Racing Transformed, e Lucky Mountain Games alla loro prima esperienza nel campo. Il gioco è pubblicato su PC, Nintendo Switch, Playstation 4 e Xbox One da Curve Digital, disponibile a partire dal 10 settembre 2020.

Elogio poligonale

Il panorama dei racing arcade è molto variegato oggigiorno ma la sensazione che si prova nel guidare le dettagliatissime auto messe in pista da capaci sviluppatori e designer non sempre è ciò che gli utenti bramano. I giochi di corse hanno la propria rispettabilissima nicchia di giocatori che accoglie entusiasta annunci di titoli come Dirt, Project Corsa o quelli più arcade come i Need for Speed ma noi di Denjin Den siamo vecchi e ignoranti e non possiamo invece non gioire quando sulla scena compaiono piccoli indie come Hotshot Racing. Se dopo aver visto il video trailer qui sopra vi state chiedendo cos’abbia di speciale questo gioco, allora dobbiamo fare un attimo un piccolo passo indietro, ritornando agli anni ’90 quando nelle sale giochi del nostro Paese impazzavano cabinati SEGA con i poligonalissimi Virtua Racing e Daytona USA.

Questi titoli sebbene oggi possano sembrare ridicoli dal punto di vista tecnico, erano all’epoca innovativi e stramaledettamente divertenti, cosa che la maggior parte di chi ha vissuto quegli anni ricorda ancora con affetto e nostalgia.

Ecco, allora Hotshot Racing è il solito gioco che fa leva sulla nostalgia dei vecchi e che non ha alcun appeal per i giovani, giusto? E invece è completamente SBAGLIATO! Nell’aspetto Hotshot Racing ricorderà pure quel design low-poly che ha reso tanto popolari i giochi SEGA ma costruisce su di esso in modo da conquistare una propria anima con elementi interessanti implementati a dovere.

Partiamo innanzitutto dagli otto piloti disponibili, non solo divisi per nazionalità ma ognuno con un design univoco e personalità propria che traspare durante le gare grazie a una manciata di frasi urlate o sussurrate agli avversari. Quando vincerete un Gran Premio, inoltre, potrete assistere ad alcune scene che vi mostreranno cos’ha fatto il pilota dopo aver conquistato la coppa, creando un maggior feeling con il cast, un tocco simpatico che impreziosisce l’esperienza e dà un senso alla scelta del personaggio utilizzato, permettendo di selezionarlo anche in base alla simpatia che trasmette piuttosto che sulla base della semplice nazionalità. Il robotico e marziale Toshiro, per esempio, incarna un classico stereotipo giapponese, l’esuberante e implacabile Viktor è un russo DOC mentre il britannico Aston ha la tipica calma e compostezza degli albionici.

Una volta selezionato il pilota, potrete scegliere tra quattro auto differenti per ognuno di loro, tutte con caratteristiche diverse per accomodare altrettanti stili di gioco. Abbiamo dunque un’auto con prestazioni intermedie, una che predilige la velocità, una con maggiore accelerazione e infine quella in grado di driftare più facilmente. Notevole è anche il livello di personalizzazione di ogni singola auto, per le quali si possono sbloccare palette di colori differenti, colori e anche pezzi come le ruote, le minigonne o il paraurti. Le modifiche naturalmente saranno solo estetiche e non influiranno sulle prestazioni dell’auto, d’altronde se l’aveste dimenticato parliamo pur sempre di un arcade.

Let’s race!

Le modalità di gioco sono diverse ma andando in ordine troviamo quella principale, ovvero Grand Prix, suddivisa in quattro coppe, ognuna da quattro gare. Prima di selezionare a quale gran premio partecipare potrete scegliere tra tre livelli di difficoltà: Normal, Hard ed Extreme. Da quanto abbiamo potuto vedere la scelta migliore è proprio la prima difficoltà poiché offre un grado di sfida adatto a tutti senza però risultare eccessivamente facile, in parole povere: per ottenere il primo posto suderete un po’ anche a Normal, tallonati come se non ci fosse un domani dagli avversari. La modalità Hard la consigliamo invece solo dopo aver preso un po’ di dimestichezza con i comandi e con le varie auto disponibili, lasciando Extreme da parte fino a quando non conoscerete a menadito ogni singolo tracciato.

Non mancano le modalità Single Race, per uno o due giocatori in locale con la possibilità di scegliere tra due opzioni aggiuntive: Cops & Robbers oppure Drive or Explode. Non manca anche il Time Trial, per migliorare i propri tempi sui 16 diversi tracciati, nulla di complesso o innovativo sotto questo fronte. A proposito di questi ultimi è bene spendere qualche parola sulla loro unicità. Si ha infatti la sensazione che molti asset siano riciclati e che ciò non riesca a creare una vera e propria divisione sotto l’aspetto visivo, rendendo tutto molto simile e riducendo essenzialmente le ambientazioni a quattro tipologie.

Se in quanto a contenuti quindi siamo appena oltre la soglia della sufficienza, a dare una speranza per una maggiore longevità c’è la sezione multiplayer online, un punto su cui ci soffermiamo spesso e la cui assenza può decretare il rapido declino di un gioco di questo tipo. In Hotshot Racing è presente e sarà possibile correre contro amici o fare ricerche rapide per accedere a lobby preesistenti in modo da lanciarsi subito in pista. Al momento della recensione non è stato possibile testare le modalità online ma ritornano Cops & Robbers, Drive or Explode, semplici tracciati e anche la scalata della classifica globale in corse Ranked.

Drift & Turbo

Il sistema di gioco si basa su alcuni elementi principali rappresentati dal tempo, un timer in alto al centro della schermata che vi squalificherà qualora dovesse raggiungere lo zero. Come in altri giochi simili l’unico modo per tenere su il contatore è correre e attraversare i checkpoint sparsi per la pista, non c’è tempo di trastullarsi! I piloti avversari saranno sempre alle vostre calcagna e scordatevi di poterli doppiare come se nulla fosse, per riuscire a spuntarla quindi dovrete fare uso delle altre meccaniche fondamentali del gioco: il drift e il turbo. Premendo l’apposito pulsante l’auto sterzerà in curva, periodo durante il quale accumulerete punti turbo che andranno a riempire una delle barre verdi in basso a destra, quando almeno una sarà piena potrete sparare il vostro boost.

Durante il drift l’auto sembra un po’ un panetto di burro che scivola in una padella bollente e non restituisce sempre una sensazione ottimale di controllo ma a onor del vero ci si abitua velocemente. Si vede inoltre la mano di Sumo Digital che ha contribuito con la propria esperienza nel campo, donando a questo indie un ottimo feel di velocità, soprattutto quando si evitano i guardrail e le altre automobili, uno stile di guida che solitamente porta a tagliare il traguardo con soddisfazione, prima delle sette intelligenze artificiali avversarie.

A chi consigliamo Hotshot Racing?

Se non avete mai più gioito dopo Virtua Racing giocando ad arcade di corse, allora Hotshot Racing potrebbe essere il titolo che riaccenderà la scintilla della passione. Con il suo stile poligonale minimalista, il feeling di velocità delle auto e una meccanica di drifting da perfezionare nel tempo avrete modo di divertirvi come non facevate da tempo. Si astengano invece gli appassionati dei simulatori poiché qui non troveranno tuning e statistiche precise ma solo un’estremamente gradita ignoranza old school.

Piloti caratterizzati da personalità eccentricheTracciati non sempre unici e indimenticabili
Stile visivo che ricorda l’epoca d’oro degli arcade SEGA
Multiplayer online
Grado di sfida sufficientemente elevato e scalabile

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