KATANA KAMI a way of the samurai story è un roguelike dungeon crawler sviluppato da Aquire e distribuito da Spike Chunsoft su Playstation 4, Nintendo Switch e PC, uscito il 20 febbraio 2020.

ProContro
+ Varietà di gioco– Talvolta troppo ripetitivo
+ Combattimento soddisfacente

La storia di un ronin

KATANA KAMI vi mette nei panni di un ronin senza nome che per caso assiste al rapimento di una fanciulla, la giovane Nanami, e viene spinto dal proprio codice d’onore a salvarla. Si scopre ben presto che suo padre, il fabbro caduto in disgrazia Gunji Dojima, si è indebitato gravemente ed è messo alle corde da Beniya, un signore delle terre che decide di portargli via la figlia come garanzia.

Con lo scopo di aiutare il fabbro e salvare sua figlia per poi prendersela in moglie, il nostro protagonista parte all’esplorazione di Jikai, mondi paralleli, gremiti di mostri e demoni e scheletri sanguinanti (?) in cerca di materiali e spade per far fiorire l’attività di Dojima e ripagare il suo debito.

Una storia lunga 20 anni

Aquire non è particolarmente nota da noi, ma le saghe di Tenchu e Bushido sono sicuramente note ai più che hanno bazzicato nell’era PSOne e PS2, e Way of the Samurai, noto in Giappone semplicemente come Samurai, è la meno conosciuta delle loro produzioni. Uscita originariamente per Ps2 nel 2002 e arrivato al quarto episodio numerato nel 2011 su PS3 e PC.

Forse per testare le acque, il ritorno di questa saga vede un po’ cambiare le carte in tavola con uno spin-off di un altro genere e con un nuovo setting storico, l’era Meiji, quando i samurai erano a un passo dal loro declino.

Il sistema è, sorprendentemente, un roguelite dungeon crawler: permadeath, reset a livello 1 a fine dungeon, e perdita di ogni oggetto non salvato e messo da parte a ogni morte. Una formula testata e provata da grandi titoli negli anni e consolidata anche di recente, una scommessa sicura.

Il grosso del gioco sarà speso nell’esplorazione dei dungeon, e combattendo. I dungeon sono divisi tematicamente, con numerose piccole varianti nei nemici che si incontrano e negli oggetti che si possono trovare. Il tutto, randomizzato a ogni entrata, viene colorato da meccaniche casuali come la comparsa di fantasmi potenti, giocatori online alla Dark Souls che possono collaborare come diventare ostili e tentare di ucciderci, portali speciali che ci permettono di saltare dei piani, altri misteriosi con delle regole speciali ma che permettono di ottenere oggetti proporzionalmente più interessanti, e piani pericolosi, dove la difficoltà sale vertiginosamente, un po’ per chi vuole il brivido di una maggiore difficoltà, un po’ per chi vuole buone ricompense in fretta.

Il nostro avatar può cambiare completo, accessori fino a un massimo di cinque, ed equipaggiare fino a tre spade diverse allo stesso tempo. Le spade sono circa un centinaio classificate in 9 stance e piccoli rami di abilità che si sbloccano aumentandone il livello. Perché sebbene il protagonista torni a livello 1 a ogni esplorazione, le spade no, e possono invece essere potenziate e migliorate, e il moltiplicatore generale è dato dalla qualità di base.

La personalizzazione quindi è nel suo piccolo molto ampia, e l’effetto gotta-catch-em-all è piuttosto soddisfacente, elevato dalla tensione che nasce dalla paura che qualche passo falso possa causare la perdita del nostro equipaggiamento. Talvolta ci si trova in piani speciali dove mercanti ci rivendono oggetti persi in precedenti partite, e un po’ ispirato da Dark Souls, possiamo incontrare il nostro stesso fantasma il quale, una volta sconfitto, ci permetterà di recuperare quanto abbiamo perso l’ultima volta.

Le armi si usurano facilmente combattendo, ma troveremo quasi in ogni piano delle postazioni dove sacrificare delle altre lame per riparare la nostra preferita. In alcuni piani specifici, o in caso tornando in superficie da Dojima, potremmo poi consumare materiali per affilarle e potenziarle. Ogni arma infine si distingue per una mossa speciale che si può usare una volta caricate le sfere in basso allo schermo, che ci faranno entrare in una sorta di modalità potenziata per un tempo limitato, dove comunque non saremo invincibili, quindi attenzione a non buttarsi nella mischia a casaccio!

La cosa più accattivante però è il fatto che, per quanto in maniera più accessibile anche ai meno avvezzi, il combattimento prende larga ispirazione dai Souls. Attacco debole, attacco forte, attacco in corsa, presa spacca difesa/calcio, schivata, parry e contrattacco per ingenti danni. Nonostante a primo acchitto possa sembrare un po’ facile, in quanto molti dei nemici che incontriamo nei primi livelli sono semplici scheletri con un’intelligenza artificiale che sembra un po’ ottimista chiamarla intelligenza, andando avanti la sfida si fa più tattica, i boss in particolare alzano di molto il livello della sfida, ed è particolarmente soddisfacente batterla con un giocatore online che un po’ per caso ci dà una mano.

Il loop generale del gameplay è poi in realtà diluito e allungato da tutta una serie di sistemi secondari piuttosto complessi che ruotano attorno ai giochi di potere di tre fazioni contrastanti. Essere neutrali potrebbe essere la cosa migliore per evitare guai, ma appoggiare un clan piuttosto che un altro potrebbe portarci grossi guadagni poiché tale clan verrebbe da noi a rifornirsi per l’improvvisa corsa alle armi, aiutando Dojima col lavoro e con lo stress. Inoltre il gioco presenta un elastico sistema di quest superabili in maniera piuttosto spontanea andando avanti col gioco, un sistema di reclutamento guardie del corpo che ci accompagneranno nei dungeon per un compenso, che aumentano a loro volta di livello e costo a ogni giro, e numerosi NPC ben caratterizzati che aumentano anche se marginalmente la generale esperienza di gioco.

A chi consigliamo KATANA KAMI a way of the samurai story?

KATANA KAMI a way of the samurai story è un gioco che sorprende da diversi punti di vista. Non siamo certi quanto sia ampio il bacino d’utenza che aspettava con ansia un nuovo capitolo di questa saga, ma il repentino cambio di genere e la mancanza di una reale connessione coi precedenti lo rende appetibile a tutta una nuova fetta di utenti. Il prezzo pieno budget di circa €25, e una formula roguelite in voga in questi anni, un combattimento che, soprattutto visto il genere, è davvero soddisfacente sono tutti punti a favore di un gioco che arriva come un fulmine a ciel sereno a soddisfare tutti quelli che hanno fame di una nuova esperienza.

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