Ho 42 anni e suono in una band death metal e ultimamente mi trovo a suonare in situazioni dove il pubblico è composto prevalentemente da persone molto più giovani. Ebbene, per quanto adori suonare, a volte in certi contesti mi sento un po’ come Captain Blood. Una sorta di vegliardo tornato su una scena dove chiaramente sono cambiate molte cose, ma che con grande incoscienza e un bel po’ di fatica, si butta nella mischia senza neanche sapere perché.
Captain Blood è un progetto iniziato 25 anni fa, che doveva arrivare su Xbox 360 e PlayStation 3, pronto a seguire il successo di altri hack ‘n slash dell’epoca, come la trilogia di God Of War. Nel 2012 però il gioco fu cancellato, fino a che Seawolf Studio, General Arcade e SNEG non hanno deciso di raccoglierne i resti e provare a creare un nuovo mostro. E così, come il fasmide di Disco Elysium, Captain Blood “esiste”. Il titolo è disponibile su PC tramite Steam, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S e Nintendo Switch dal 6 maggio. È qui, tra i titoli che potete comprare e giocare, è una sorta di antico messaggio nella bottiglia, lasciato da chissà quale vecchio capitano mentre la sua nave affondava e arrivato fin qui da noi, in questa era che probabilmente segnerà l’inizio della fine dell’umanità.
![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Un temibile pirata
Si sa che quando si tratta di pirati si rischia sempre di creare storie ridicole fatte di personaggi stereotipati. A parte i rispettivi quarti titoli delle serie Assassin’s Creed e Uncharted, faccio fatica a ricordare storie di pirati particolarmente interessanti nel mondo del gaming. Captain Blood purtroppo presenta un’atmosfera piratesca che sembra uscita da un fumetto degli anni ’90, con pirati super muscolosi e damigelle prosperose. Il tutto fa quasi sembrare Captain Blood una sorta di romanzo Harmony più che una saga di cappa, spada, grog e arrembaggi.
Nel gioco vestiremo i panni dell’omonimo protagonista, una sorta di incrocio tra Gaston della Disney e Dago della coppia Wood\Salinas. Il nostro anti-eroe si troverà a dover salvare la classica bella di turno dalle grinfie di un pirata brutto e cattivo. A differenza delle sue fonti di ispirazione, Captain Blood non presenta sezioni esplorative, puzzle o particolari soluzioni. In ogni livello non dovremo fare altro che combattere contro decine di nemici, utilizzando un sistema di combo ridotto all’osso.

Il nostro capitano potrà effettuare combo leggere e pesanti, con mosse speciali eseguibili alternando i due attacchi. Potrà anche sparare con la sua gigantesca pistola flintlock, buttare granate e attivare la classica modalità Rabbia che permetterà di infliggere maggiori danni ai nemici. Ora, non aspettatevi alcun tipo di strategia dal gameplay. Tutto ciò che dovremo fare è premere tasti e stendere nemici, facendoci strada nello scenario fino ad arrivare al boss. I nemici si potranno finire con quattro Finisher diverse, selezionabili premendo un tasto apposito dopo averle sbloccate in un negozio a cui sarà possibile accedere tra un livello e l’altro.
Un po’ come in Killer is Dead, ogni Finisher darà un bonus diverso come esempio vitalità, mana per riempire la barra della Rabbia o semplicemente sporchi dobloni. Un peccato però che queste Finisher siano poco ispirate e meno brutali di quanto ci si aspetterebbe. Le Boss Fight non sono niente di particolare, ogni tanto ci possono costringere a usare parata e schivata, ma si tratta comunque di scontri sotto la media.
Dead games tell no tales
L’unica particolarità del gioco, anche questa ancorata al passato, risiede nei QTE (Quick Time Event). Si tratta di sequenze scriptate dove sarà necessario premere il tasto giusto al momento giusto. Queste si attivano durante particolari sezioni di un livello o durante una Boss Fight, solitamente per finire o danneggiare il cattivone di turno. Una soluzione che non basta a tirare su il gameplay di Captain Blood che, ripetitivo e senza alcuna profondità, può annoiare nel giro di tre livelli.
Le prime ore di gioco possono risultare anche divertenti, ma passato l’impatto iniziale il titolo inizia a faticare. E poi, come una bordata lanciata da una nave di ubriaconi, il ritmo di Captain Blood fa acqua da tutte le parti. In alcuni livelli ci vedremo costretti a respingere arrembaggi e attacchi alla nostra nave. Per farlo dovremo correre come degli idioti da un cannone all’altro, sparare sulle navi nemiche e nello stesso tempo cercare di far fuori quanti più cattivoni possibile, cercando di non venire colpiti dalle bordate. Caos totale e fatto anche nel modo più confusionario e noioso possibile.

Ma ancora più strano è il fatto che la prima boss fight con tanto di lunghe QTE non la affronteremo con Captain Blood, bensì con il suo fido sidekick, un tizio ben più gracile (ma comunque letale) che non sfigurerebbe nel cast di un Final Fantasy. Del comparto tecnico si salva l’aspetto grafico gustosamente retrò che rimanda proprio a uno stile tipico dell’era PS3\Xbox 360. Tuttavia, questo viene letteralmente azzoppato da un missaggio audio terrificante, da una colonna sonora probabilmente fatta con l’IA e da un doppiaggio dimenticabile.
Le animazioni del gioco fanno sembrare tutto molleggiato, dal movimento di Captain Blood ai suoi colpi, fino alle Finisher. Le ragdoll impazzite fanno letteralmente accartocciare i nemici su di loro, con teste e arti mozzati che volano da una parte e dall’altra senza alcun senso della fisica.
Alla fine della fiera, Captain Blood è una strana operazione senza grandi pretese che può risultare divertente, a patto che si provi a tornare mentalmente indietro nel tempo. A volte però, nonostante l’immenso potere dell’immaginazione, non si può fare a meno di notare gli evidenti difetti di Captain Blood ed essere risucchiati in un Maelstrom di noia dovuto ad alcune scelte di design assurde, nonché a una ripetitività eccessiva dell’azione.
E insomma, sono il primo della fila che si presenta con le fauci spalancate alla mensa dell’ignoranza videoludica, specialmente quando se ne distribuiscono sane dosi insensate. Non c’è niente di male nel premere tasti a cazzo e causare disastri senza pensare a parry, schivate, statistiche e altre amenità, però come tutte le cose, anche l’ignoranza va servita in un certo modo.
A chi lo consigliamo?
Captain Blood: Cosa posso dire? Captain Blood è un gioco che posso consigliare solo ai nostalgici di un’era passata, che per 25€ sono anche in grado di chiudere cervello, occhi e orecchie di fronte agli evidenti difetti del titolo. Mi dispiace per la durezza, ma nonostante il mio amore per i giochi ignoranti dal gusto retrò, le criticità di Captain Blood lo rendono un’esperienza poco godibile e incredibilmente monotona. La verità è che probabilmente anche se fosse uscito negli anni in cui doveva uscire, Captain Blood non sarebbe stato comunque memorabile. Il giudizio negativo viene mitigato dalla voglia del team di sviluppo di riportare in vita un gioco abbandonato, uno sforzo che comunque va premiato anche perché fatto senza grandi pretese. Ovviamente viene da chiedersi se forse non sarebbe stato meglio lavorare su un progetto più interessante. – heavysam





