Labyrinth Life è tra le ultime fatiche di Matrix Software e distribuito da D3 Publisher, in uscita in versione completa su Switch e in versione largamente censurata su Playstation 4.

Di che si tratta, dite voi? Si tratta di un dungeon crawler alla vecchia maniera (pensate a Tower of Druaga, alla larga serie Mysterious Dungeon, alla modalità Final Mission del vegliardo FFX-2) misto a elementi gestionali, scandito da scenette da visual novel con sottotesti erotici su Ps4 ed elementi erotici un po’ più pesanti su Switch. Alle differenze precise arriveremo più tardi.

Provato su Playstation 4 modello base

Pro Contro
+ Sorprendente mix di generi – La premessa può far storcere il naso
+ Gameplay semplice e divertente – Anche censurato, troppo fan service

Vuole bello fiore, siniora?

La giovane Hinata Akatsuki si trasferisce nella prestigiosa accademia femminile Belle Fleurs, una scuola rinomata anche per uno splendido giardino eternamente in fiore. Proprio poco dopo l’arrivo della protagonista, il fiore splendente al centro del giardino è vittima di un misterioso avvenimento e il giardino appassisce completamente. L’innocenza della povera Hinata viene immediatamente messa in dubbio, e questo è il pretesto per entrare nei dungeon sacri e cercare di capire cosa sia davvero successo.

Una volta recuperata un po’ d’energia per il fiore, parte del giardino riprende vita, e sta proprio a noi (i giocatori) gestire i semi, l’acqua e il ciclo della fioritura per ridare forza e splendore al giardino dell’accademia. Questo, alternato alla visita dei dungeon, è il gameplay principale di Labyrinth Life.

Tra fiori e tette

In Labyrinth Life ci sono numerosi dungeon randomizzati da esplorare da soli o accompagnati da un’altra donzella, L’equipaggiamento è composto da quattro pezzi: arma, scudo, reggiseno e mutande. Ovviamente. Il mix & match di diversi tipi di equipaggiamento può dar vita a particolari skill passive. Le armi poi possono essere livellate ed è possibile aggiungere delle nuove abilità passive per renderle più potenti e versatili in battaglia.

Come i dungeon crawler della vecchia scuola, anche questo prevede che i progressi all’interno del dungeon si resettino appena usciti, permadeath e lv1 a ogni inizio. Durante il dungeon poi, in base a quanto livelliamo, il seno delle ragazze si farà sempre più grosso. Ecco, perché dovete sapere che il titolo intero del gioco sarebbe (e così è per Switch) Omega Labyrinth Life, dove la lettera greca omega in minuscolo ω secondo i giapponesi rappresenta un paio de bocce.

Oh, boy.

E dunque, qui troviamo la quisquilia che ha reso noto il gioco: il fanservice, le zinne, la censura. Nella versione originale (e in quella per Switch), il gameplay presenta molte attività in cui il giocatore può partecipare che prevedono il guardare, toccare, maneggiare le tette, infilarci oggetti dentro e strusciarli finché non si gonfiano ed esplodono rivelando la loro vera natura. Ecco, tutto questo, solo per gli utenti Nintendo, è stato limitato o rimosso, soprattutto nel caso dei minigiochi, per i fratelli Sony.

L’opinione in merito può variare, ma vi spiego cosa succede: il gioco su Ps4 appare come un filo erotico ma soprattutto goliardico, a volte scemo e così esagerato da fare tutto il giro attorno alla questione e risultare simpatico alla fine. Ci sono illustrazioni, riferimenti, giochini, ma risulta tutto abbastanza umoristico. La versione OG invece prevede una serie di scene, illustrazioni e minigiochi che sono, poco da dire, imbarazzanti. Mercificare in quel modo ragazzine minorenni, utilizzare sottotoni lesbo per titillare la fantasia di qualche ragazzino con l’ormone in piena taranta non mi sembra più il caso.

Il Level Up delle ragazze quindi è lasciato all’interno del dungeon, ma possono sviluppare abilità attive e passive attraverso la “fioritura“, una sorta di minigioco in cui dobbiamo molestare e far arrapare le nostre minorenni preferite, toccandole e facendole gemere fin quando non… fioriscono, rilasciando un sacco di liquido… floreale, che possiamo usare per avere bonus speciali nel giardinaggio.

Ricordiamo, questo NON avviene sulla versione Sony, dove invece viene presentata l’illustrazione base e si visualizzano subito i risultati.

A chi consigliamo Labyrinth Life?

Il gioco è simpatico, divertente, il dungeon crawling semplice e veloce si presta anche a giocate non troppo lunghe. Sia chi ha una certa passione per i gestionali sia chi ama i vecchi crawler potrebbe trovare qualcosa di bello per sé, d’altronde sono due generi abbastanza di nicchia. Ora, se la cosa più affascinante che trovate nel gioco sono le tette, è probabile che la versione Switch faccia al caso vostro, ma a mio più che modesto parere l’assenza delle componenti più imbarazzanti della versione Ps4 elevano il titolo a un livello decisamente più apprezzabile. Il costo poi potrebbe essere un po’ proibitivo a prezzo pieno (specie la versione Sony SOLO digitale), si tratta pur sempre di un’avventura da 10-15 ore circa. In quel caso, potreste aspettare dei saldi prima!

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