Mortal Kombat 11 è uscito su Xbox, PS4, PC e Nintendo Switch lo scorso 23 aprile creando un polverone a causa del sistema di loot che sembrava puntare verso le microtransazioni. NetherRealm Studios si è messa subito al lavoro per correggere il problema, dimostrandosi molto professionale.
Abbiamo provato il gioco su PC utilizzando una scheda Nvidia 2070 RTX e sfruttando l’Ultra HD, con risultati molto soddisfacenti in termini di performance.

Pro Contro
Presentazione eccezionale Personalizzazione dei personaggi superflua
Meccaniche accessibili e profonde Sistema di loot dispersivo
Vasta giocabilità in single player Più grind dei Napalm Death
Netcode di ottimo livello

Quando un videogioco arriva all’undicesimo episodio e i suoi designer trovano modi per inserire il numero nel titolo si capisce subito che dietro c’è qualità, idee fresche, genio creativo e probabilmente un team di preparatissimi fustigatori. D’altronde parliamo di Mortal Kombat, titolo famoso per aver sostituito la lettera C con la K in qualsiasi parola del vokabolario.

E così dopo Fatality su Fatality, scontri tra diverse dimensioni con accozzaglie furibonde di divinità orientali e occidentali, stereotipi da film di Kung Fu di bassa lega, una serie TV orrenda, film discutibili e magici ninja zombie, eccoci arrivati all’undicesimo episodio di uno dei picchiaduro più amati della storia… o adesso si dice Tournament E-Sports oriented fighting game? Character driven fighting moba game?

Ma suvvia facciateci il piacere! Toglietevi gli occhiali da sole da 500 dollari e leggete la nostra sfolgorante review altrimenti vi succhieremo l’anima come Shang Tsung.

Hollywood!

Diciamoci la verità, ultimamente i giochi di mazzate non sono proprio i più tecnicamente avanzati a livello grafico. Essendo giochi dove questa componente conta poco, non è certo un problema, però NetherRealm Studios non ci sta a seguire questa regola. Con una lunga storia alle spalle per quanto riguarda l’avanguardia in questo campo, ha provato a innovare e stupire sin da quando era conosciuta come Midway e distribuiva lo stupefacente cabinato di Mortal Kombat in tutte le sale giochi. Dagli attori in carne e ossa si è poi passati ai poligoni un po’ meno accattivanti per poi arrivare alle meraviglie tecniche del decimo capitolo, di Injustice 2 e di questo nuovo titolo dove si sono davvero superati.

Mortal Kombat 11 è assolutamente spettacolare in ogni minimo dettaglio, al punto da sembrare addirittura eccessivo per la tipologia di gioco. Le espressioni facciali dei personaggi, i vestiti e addirittura le singole rughe li portano in vita sullo schermo, mentre gli sfondi curatissimi diventano scenari interattivi per combattimenti all’ultimo sangue. Sono rimasto basito dalle introduzioni dei personaggi prima di ogni incontro, dai cinematografici Fatal Blow e dalle violentissime e spesso esilaranti Fatality grazie alle quali finalmente so dove kazzo si trova il pancreas. E io che pensavo l’avesse inventato Baudelaire!

Le Kombo e le Mosse Speciali dedicate ad ogni personaggio rappresentano molto bene il suo stile di lotta e sfruttano tutto l’equipaggiamento di armi e gingilli a loro disposizione. Il risultato sono battaglie esplosive con effetti speciali di altissimo livello e ovviamente una pioggia di sangue che imbratterà il pavimento ad ogni incontro. Il tutto è contornato da un sonoro spettacolare e da un cast di doppiatori eccezionale, tranne quella truzza di Ronda Rousey ingaggiata per interpretare una Sonya Blade davvero poco convincente.

20190424170145_1
Voglio…un…GELATO!!! NRRRRGH!

Kartoni in faccia

Molti puristi dei picchiaduro hanno kriticato i recenti sforzi di Netherealm Studios, considerandoli dei meri button masher senza una grande profondità di meccaniche. In effetti non si possono paragonare di certo agli ultra-tecnicismi di Street Fighter o allo juggling furibondo di Tekken, ma penso che Mortal Kombat si stia ultimamente avvicinando a una maggiore qualità per quanto riguarda il sistema di combattimento.

Uno dei suoi vantaggi principali è l’accessibilità: a Mortal Kombat 11, come il 10, ci possono giocare davvero tutti e divertirsi. In superficie il gioco risulta molto semplice: ogni personaggio avrà a disposizione una serie di semplici combo, delle mosse speciali, un Fatal Blow e delle Fatality e Brutality da eseguire per ridurre l’avversario in poltiglia senza alcuna pietà. L’unione delle combo con le mosse speciali è la chiave offensiva che permette di abbassare notevolmente la barra vitale dell’avversario.

A un livello più profondo si trova la possibilità di ‘amplificare’ alcune mosse speciali per aggiungere dei colpi o per lanciare in aria l’avversario, creando possibilità di combo interessanti. Per farlo dovrete sprecare una barra dell’attacco delle due che avrete a disposizione e che si ricaricheranno automaticamente. A differenza dei picchiaduro nipponici che sono sempre stati un po’ ostici, in Mortal Kombat 11 si potranno ‘cancellare’ la maggior parte delle combo in mosse speciali normali e amplificate.
Questo lascia al giocatore una grande libertà di sperimentazione con i personaggi, inoltre permette anche ai principianti di poter menare le mani senza sentirsi dei kompleti inetti.

Ora, veniamo al Fatal Blow. Quando la vostra barra vitale sarà al minimo, potrete attivare questa devastante e alquanto spettacolare mossa speciale che vi consentirà di pareggiare un po’ i conti con l’avversario. Questa meccanica ‘Comeback’ già presente in Mortal Kombat 10 non è mai stata troppo apprezzata, forse perché per poterla attivare è sufficiente premere i due grilletti del pad. Per limitare un po’ i danni, Ed Boon e compari hanno deciso di ‘nerfarla’ (mamma mia quanti termini giovanili sto usando) rendendo prima di tutto l’animazione del primo attacco più lenta e quindi più facile da parare, in secondo luogo dando un solo Fatal Blow per tutto l’incontro. Una volta andato a segno infatti non si potrà più riutilizzare.

Il Fatal Blow può essere mischiato alle combo per incrementare il danno, quindi è valido sia per la difesa sia per l’attacco. A mio parere rimane comunque una meccanica un po’ dubbia che può piacere e non, forse gli sviluppatori potevano chiedere uno sforzo maggiore ai giocatori per tirarla fuori, visto che fa un male pazzesco.

20190509171818_1
Liu Kang: sosia di Bruce Lee e allievo di Guile.

Sviscerando sempre di più le meccaniche scopriamo con piacere che anche la difesa ha ricevuto un bel po’ di modifiche. Come per l’attacco, anche le tecniche difensive avranno due barre speciali che potrete utilizzare per eseguire diverse manovre. Ad esempio potrete rotolare dopo essere stati atterrati, o lasciarvi cadere al tappeto dopo essere stati lanciati in aria per limitare i danni delle combo aeree.

La guardia in MK 11 non vi rende invulnerabili e subirete comunque un minimo di danno se attaccati mentre vi state difendendo. Premendo però il tasto della parata al momento giusto dell’attacco, potrete eseguire una ‘parata perfetta’, non subire alcun danno e contrattaccare immediatamente l’avversario. Si tratta di una tecnica molto avanzata che ancora non sono riuscito ad utilizzare in combattimento, ma io sono una rinomata kapra quindi lascio ai giocatori più esperti l’onore di kapire kome kakkio sfruttarla al meglio.

Noterete anche che il gioco è un filo più lento rispetto al capitolo precedente. La corsa è stata sostituita dal classico passetto in avanti e le varie mosse avranno qualche frame in più per aumentare le possibilità di difesa, rendendo i combattimenti più ragionati e tattici. Ovviamente Mortal Kombat 11 rimane comunque un picchiaduro basato sull’attacco e anche se sono state aggiunte meccaniche care al genere come frame traps, zoning, overhead hits e altre tattiche bastarde, alla fine il cuore rimane nel cancel delle combo nelle mosse speciali.

Per infliggere ulteriore supplizio ai malcapitati avversari si potranno sfruttare i Krushing Blows. Altro non sono che i vecchi X-Ray del nono e del decimo capitolo attivabili eseguendo delle mosse o delle kombo rispettando determinati requisiti, come ad esempio un controattacco o l’aver eseguito prima la stessa mossa tre volte. I Krushing Blows sono un’ottima tattica offensiva, inoltre è sempre bello vedere la cassa toracica o la scatola cranica di un kombattente sgretolarsi in tanti piccoli pezzettini.

Mortal Kombat 11 è estremamente divertente sia da guardare sia da giocare e può farvi sentire subito a vostro agio grazie a delle combinazioni spettacolari tra colpi e mosse segrete molto semplici da realizzare. Più casual rispetto ai titoli di stampo giapponese, ma che allo stesso tempo può dare grandi soddisfazioni ai giocatori più esperti. Questa sua accessibilità va a vantaggio soprattutto delle varie modalità di gioco in single player sul quale NetherRealm Studios fortunatamente continua a puntare. Ci tengo a dire che tutte le meccaniche di combattimento e le mosse principali dei vari personaggi sono illustrate e spiegate benissimo nel miglior Tutorial di tutti i tempi. Provare per kredere.

Kollezione di skiaffi

I picchiaduro e il single-player ormai sembrano lontani amanti. Questa separazione avvenuta negli ultimi anni a causa della mania a volte ossessiva degli e-sports e del multiplayer a mio parere non ha fatto per niente bene al genere. Basta guardare la grande delusione di Street Fighter V o la scarsezza di contenuti di Tekken 7, Dragon Ball FighterZ e Soul Calibur 6. Meno male che almeno Ed Boon continua questa crociata per riaccendere la fiamma del gioco in singolo e nel caso di Mortal Kombat 11 si può dire che abbiano utilizzato l’aura infuocata di Scorpion.

Se siete indecisi su questo gioco perché avete paura che non sia possibile divertirsi giocandolo da soli, fatevi passare ogni dubbio. Le modalità si sprecano, dalla Storia alle Torri del Tempo fino alla possibilità di personalizzare ogni personaggio con armi, oggetti, potenziamenti e addirittura mosse speciali. Non manca anche la cara Kripta presente sin dal nono episodio dove potrete sbloccare nuove Fatalites, skin, oggetti e brutalities. Questa volta però l’ambientazione sarà l’isola dimenticata di Shang Tsung e potrete esplorarla in terza persona. Decadente e sinistra, la Kripta di Mortal Kombat 11 ha qualche leggera citazione ai giochi From Software e potrebbe far ben sperare in un violento ARPG targato NetherRealm.

Di tutto questo intruglio nel calderone, qualcosa è commestibile e altro invece viene mal digerito, andiamo un po ‘a vedere cosa. La Storia è godibilissima, con una trama da fumettone che vede al centro della vicenda la malvagia Dea del Tempo Kronika (non è amica di Snoop Dogg se ve lo state chiedendo), decisa a fare un bel reset temporale per diventare la signora incontrastata dell’eternità. Questo espediente ci porta ad un viaggio temporale esilarante dove le versioni vecchie di Kano, Scorpion, Johnny Cage e Jax Briggs si incontrano con quelle nuove, producendo situazioni complicate e anche divertenti (Johnny Cage alle prese con la sua versione più giovane è uno spettacolo).

Il tutto è gestito da un copione ben congegnato, con i combattimenti integrati tra una cutscene e l’altra. Ancora una volta NetherRealm Studios si dimostra di nuovo capace di sfruttare al meglio tutta la lore della serie, come nessun altro sviluppatore del genere è capace di fare. Oltre alla ‘Storia’ che coinvolge tutto il cast, ci saranno i finali dedicati ad ogni personaggio, sbloccabili completando una delle Klassic Towers da 5, 8 o 12 scontri a qualsiasi livello di difficoltà. Tra queste troviamo anche la Endless e la Survival, ideali per fare un po’ di pratica e mettere alla prova le proprie abilità. Poi potete anche decidere di fracassare di cazzotti gli altri gonzi nella modalità online. Il Netcode è di ottima fattura e non farete fatica a trovare dei match per divertirvi, o per venire kompletamente krepentati di kazzotti da kuattordicenni kompetitivi.

Potrete anche personalizzare il comportamento dei vostri personaggi preferiti e mandare l’IA a combattere contro altre IA. L’utilità della cosa mi sfugge, ma oh, sono sempre contenuti voluti dagli uomini in giacca e cravatta.
Ricordate però cosa dice il saggio Benson: la cravatta è il passaporto degli stronzi!

20190509180701_1
Il mini-gioco della Kripta è un chiaro omaggio ai giochi From Software.

Tieni il tempo… Con le Torri e con le mani!

E adesso passiamo alla tanto chiacchierate Towers of Time. Preciso che quando ho iniziato a giocare a Mortal Kombat 11, parte dei problemi dovuti all’estrema difficoltà erano stati risolti da una patch.
Ma cosa sono le Towers of Time? Sono fondamentalmente delle Torri di varia lunghezza caratterizzate da scontri particolari come ad esempio gli ‘Endurance’ dove dovrete affrontare più di un avversario in uno stesso scenario o vi metteranno contro un personaggio del roster estremamente potenziato, con super armatura e rigenerazione della vitalità.

Di base le sfide sono abbastanza interessanti, l’unico problema sono i Konsumables, degli oggetti che permettono al giocatore e alla CPU di attivare dei potenziamenti. Potrete scagliare dei missili infuocati, usare ‘assist’ da parte di altri personaggi o usare dei curativi per recuperare energia. Tutto molto bello, peccato che quando inizi a usarli anche la CPU non si capisca più niente. Difficile attaccare e difendersi mentre lo schermo viene riempito di missili terra aria, shuriken e pozze di veleno. Vincere questi scontri spesso è solo questione di chi ce l’ha più lungo… il Konsumable ovviamente.

Questa trovata non mi ha convinto per niente e anche con l’ultima ‘patch’ rimane troppo presente in alcune Torri del Tempo. Tra l’altro gli effetti grafici prodotti dai potenziamenti offensivi e difensivi non sono affatto dello stesso livello di quelli del gioco e lo fanno scadere in una qualità simile a quella di un titolo per smartphone.

Se volete aprire tutti i forzieri della Kripta, le Torri del Tempo sono indispensabili in quanto modo più veloce per ottenere le varie valute necessarie, mentre nella Kripta si potranno trovare tanti bei Konsumable per le Torri.
Le Torri del Tempo rimangono comunque una modalità molto divertente, sebbene avrei gradito una maggiore integrazione con la lore del gioco, invece di puntare su questo uragano fetente di grinding che pare uscito dal pertugio di Bo’ Rai Cho.

20190509175414_1
Maledetto figlio di un Kano!

It’s official… You suck!

Come vuole la tradizione, il roster di Mortal Kombat 11 si presenta con i personaggi originali del primo storico capitolo e un misto tra quelli visti nei successivi. Vediamo il gradito ritorno del sempre sorridente Baraka e la signorile Skarlett. Shao Khan finalmente viene tirato fuori dal suo ruolo di boss, abile e arruolato per schiattare il suo martellone in testa ai suoi avversari. Ci sono anche facce recenti come il mai fuori luogo Erron Black, la sboccata Cassie Cage e una Jackie Briggs appena rientrata da un soggiorno a Wakanda. I nuovi arrivati non mi hanno troppo convinto: The Kollector è la versione nerd di Goro e Cetrion pare uscita da una qualche realtà alternativa della DC Comics.

L’unico tosto è Geras, un cyborg alimentato dalle sabbie del tempo munito di una devastante Fatality del coppino. Non si capisce perché siano completamente spariti Takeda e Kung Jin che sembravano dovessero portare avanti l’eredità del roster insieme alle due già citate ragazzuole. Un po’ ingenua anche la scelta di non rendere Kronika giocabile e relegarla al mero ruolo di boss. Ovviamente sono già stati programmati dei DLC pieni di nuovi personaggi. Che belli i tempi quando li potevi sbloccare semplicemente finendo il gioco con quelli già disponibili senza pagare niente.
Ogni personaggio è completamente personalizzabile con ‘skin’, animazioni e diversi pezzi di equipaggiamento che si possono trovare nella Kripta o completando la Storia e le molteplici Torri del Tempo.

La cosa non è assolutamente negativa, ma è stata gestita male. L’equipaggiamento ha un valore semplicemente cosmetico e si potrà potenziare con delle gemme in grado di conferire determinati poteri per affrontare le Tower of Time più ardue. Le stupide gemme però non sono universali, eh no! Dovete sbloccare quelle giuste per ogni combattente, altrimenti non le potrete usare… e che due koglioni! Per vedere o usare le nuove skin, invece bisogna andare a sceglierle nella personalizzazione di ogni singolo combattente, passando attraverso svariati menù. Ma io dico, non potevano semplicemente dare la possibilità di cambiarle liberamente nella schermata di selezione del personaggio?

Che fatica, sono davvero troppo vekkio per queste stronzate.

A chi lo consigliamo?

A tutti gli amanti dei giochi di combattimento e ovviamente della serie.
MK 11 vi regalerà parecchie ore di vivaci sbudellamenti e ossa rotte in single player grazie al suo vasto cast di personaggi carismatici e alle sue modalità. I più competitivi si potranno cimentare nei combattimenti online, approfondendo le meccaniche rivisitate e perfezionate. Siamo ancora su livelli molto semplici ben lontani dai titoli di scuola giapponese, ma se da un lato Mortal Kombat 11 risulta ancora troppo elementare, dall’altra parte è accessibile e divertente.
Bisogna solo sperare che future patch migliorino ulteriormente la modalità Torri del Tempo e riducano il grind necessario per sbloccare tutti i contenuti extra nella Kripta.

Peace!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.