Deep Rock Galactic: Survivor – la rocciosa recensione

deep rock galactic survivor copertina

Con il favoloso Vampire Survivors, Poncle ha praticamente lanciato un nuovo sottogenere di giochi che ha ben tre definizioni: auto-shooter, reverse bullet hell e roguelike. Insomma, si fa prima a dire “alla Vampire Survivors” come si faceva ai vecchi tempi, quando il gaming non era ancora diventato una selva oscura. Che io sappia (e ne so veramente poco), di giochi del genere ce ne sono vari, ma penso che solo Halls of Torment si sia riuscito a distinguere dal resto dei cloni, con la sua calorosa estetica alla Diablo e una maggiore complessità nelle build delle classi. Ma ora, al grido di “Rock and Stone!” arriva anche Deep Rock Galactic: Survivor, trasposizione “alla Vampire Survivors” dell’ottimo co-op nanesco da noi recensito con grande entusiasmo. E con il medesimo entusiasmo che andiamo a vedere come se la cavano i nani minatori in questa nuova versione, disponibile al momento su PC (Steam) e Xbox Series X\S.

Provato su PC


single playereconomico budget

Se non avete mai giocato a Vampire Survivors – cosa che vi consiglio di fare – sappiate che questo “nuovo” sottogenere prevede che il giocatore si trovi a controllare un personaggio in uno scenario, dove si verrà attaccati da orde sempre più numerose di nemici. Tuttavia, non ci saranno altri comandi se non quelli direzionali per muovere il nostro personaggio, in quanto le armi ottenute mireranno e spareranno automaticamente.

Lo scopo è raccogliere punti esperienza, rappresentati da cristalli e oggetti che verranno droppati dai nemici. Per ogni livello raggiunto, potremo aumentare la potenza delle armi, la velocità del personaggio e altri parametri per diventare sempre più potenti e completare, possibilmente, lo scenario. Aggiungeteci quel pizzico di roguelike che prevede il fallimento di una run con la morte e la ricetta è pronta.

Si tratta di giochi dalle meccaniche estremamente semplici, ma che possono risultare molto divertenti senza lesinare sulla profondità. Il successo dipende principalmente dalle build create “on the go”, bilanciando potenza di attacco, la difesa e alcuni power up tattici come la velocità di movimento del nostro nano e la distanza di raccolta delle gemme per livellare.

Ora, Deep Rock Galactic: Survivor ha tutte le caratteristiche menzionate qui sopra, ma con alcune differenze adattate dall’ottimo gioco co-op. Prima di tutto, sarà possibile distruggere la roccia nello scenario con il nostro fido piccone, in modo da poterci fare strada tra le orde di nemici e creare passaggi o strettoie, cosa che dà al gioco un certo spessore tattico.

Col piccone potremo anche raccogliere materiali che ci serviranno per ottenere potenziamenti tra un livello e l’altro, così come per aumentare in modo permanente una serie di statistiche dopo aver completato una run… o dopo essere morti miseramente. Durante ogni livello verrà inviato un Drop Pod con un potenziamento speciale chiamato Artefatto, ma per farlo atterrare dovremo liberare la zona dalla roccia e altri ostacoli.

Inoltre, con un po’ di furbizia e bastardaggine, si potrà far cadere il Drop Pod sulla testa dei nemici, per un po’ di devastazione totale unita a del sano slapstick. Il nostro loquace nano avrà tutta una serie di quip e frasi che restituiscono al gioco quell’apprezzatissimo tocco di umorismo mutuato dal gioco originale. Con il tasto apposito si potrà gridare “Rock and Stone!” mentre si fugge da un gruppo di insetti inferociti.

Per quanto riguarda le modalità di gioco, potremo scegliere tra due principali: Elimination ed Escort. Nella prima, dovremo massacrare orridi insetti alieni, fino a sconfiggere un Elite, per poi fuggire verso il Pod e passare al livello successivo. Nell’ultimo livello, ci troveremo di fronte a un Boss, solitamente un singolo o una coppia di giganteschi insetti. La seconda modalità prevede la raccolta di carburante per rifornire uno scavatore che dovremo poi scortare fino a delle cariche da far esplodere. Al termine della run si dovrà proteggere lo scavatore mentre estrae un gigantesco minerale.

La progressione in queste due modalità prevede il completamento di 5 biomi diversi (composti da 5 livelli per Elimination e da 3 per Escort) e di diverse “sfide” che vanno dal potenziare una determinata arma, al raccogliere tot materiali. Una volta completati tutti i biomi, si potrà provare la difficoltà successiva. Il gioco offre anche con sfide speciali o settimanali, perfette per chi ha già completato tutti gli Hazard nelle due suddette modalità. Le difficoltà, ovvero gli Hazard, determinano la quantità di nemici che ci attaccheranno, la loro resistenza e il loro attacco. Inoltre, dal secondo Hazard ci saranno dei modificatori vari che potranno aggiungere pepe alla run.

In generale, nonostante il core gameplay del gioco sia molto divertente, ho trovato la progressione della difficoltà decisamente faticosa. Per salire di Hazard sarà necessario prima completare un Gate, ovvero una singola run di livello di difficoltà più alto, una soluzione superflua e che può risultare sfiancante… specialmente quando poi si scopre che biomi, nemici e boss saranno praticamente sempre gli stessi.

Buona la scelta di frammentare le run e di permettere al giocatore di comprare potenziamenti, tuttavia tranne l’ultimo, tutti i livelli saranno praticamente uguali tra loro. A dare un po’ di varietà ci pensano le quattro classi selezionabili, ovvero Scout, Gunner, Engineer, Driller. Ogni classe ha le sue armi specifiche (ottenibili livellando durante le run) e delle caratteristiche che si possono adattare a diversi stili di gioco.

Inoltre, completando le sfide si potrà salire di grado e sbloccare altre due sottoclassi per ogni Classe. Sarà anche possibile ottenere equipaggiamento che consente di personalizzare ancora di più le proprie build. Ora, quello che manca a Deep Rock Galactic: Survivor è un po’ di follia. L’ambientazione e il voler comunque rimanere legati all’universo del gioco co-op non han permesso agli sviluppatori di sbizzarrirsi particolarmente.

Il limitare tutto alle armi da fuoco e ai visti e stravisti attacchi elementali, inevitabilmente non produce gli effetti malati visti in Vampire Survivors o alle magie retrò di Halls of Torment. Tecnicamente ci troviamo di fronte a un prodotto un filo anonimo, con un colorato 3D e animazioni minimali, il che per un gioco del genere va benissimo, ma che allo stesso tempo cede il fianco a una certa “ineleganza”.

Per dire, l’arma principale del nostro nano non sarà visibile, quindi sembrerà che i proiettili, le torrette e le granate gli spuntino fuori dallo sfintere e altri orifizi. In un titolo 2D questo difetto non è particolarmente fastidioso, ma con il 3D si fa fatica a non notarlo.

Deep Rock Galactic: Survivor: Può intrattenervi per ore e ore, specialmente se siete dei giocatori incalliti del titolo di Poncle. È un gioco divertente con un loop coinvolgente, uno di quelli che dopo una run viene voglia di farne subito un'altra. Sbloccare classi, armi e provare varie combinazioni per seminare morte e distruzione automatica negli scenari dà grande soddisfazione. Tuttavia, il sistema di progressione della difficoltà troppo rigido e la poca varietà di ambientazioni e nemici può effettivamente stancare, specialmente dopo aver visto tutte le classi e le armi. Il gioco costa meno di un barattolo di un trancio di salmone al supermercato e se avete Steam Deck diventa un’ottima soluzione per fare una run al volo. heavysam

7.5
von 10
2025-10-06T16:15:31+02:00

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