R-Type Delta HD Boosted è la più recente proposta di City Connection in ambito STG. Sebbene non si possa parlare di novità assoluta, dal momento che è una versione rimasterizzata del classico omonimo pubblicato originariamente nel 1998 da Irem su PlayStation, è comunque un modo per poter giocare su piattaforme moderne il titolo che per oltre 20 anni è rimasto confinato sulla prima console Sony. Il gioco è disponibile dal 20 novembre per PC tramite Steam, Nintendo Switch, PlayStation e Xbox Series.
Provato su Nintendo Switch 2
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Il trauma dei poligoni (e l’inevitabile redenzione)
La serie R-Type, a rigor di logica, non dovrebbe davvero avere bisogno di introduzioni. Parliamo infatti di un caposaldo assoluto del genere STG, un titolo che ha plasmato generazioni di giocatori, creato traumi infantili, scolpito i Bydo nell’immaginario collettivo e fatto capire al mondo cosa significhi davvero morire sempre nello stesso punto perché hai spostato il Force quattro pixel troppo a destra. Nella mia classifica dei 20 shoot ’em up più influenti, ovviamente, non poteva mancare.
Quello che analizziamo qui, però, non è “solo” un altro capitolo della saga, bensì il primo a sfruttare una grafica tridimensionale. Siamo nel 1998, PlayStation era diventata la regina indiscussa dei poligoni, e Irem decise che sì, era proprio arrivato il momento di portare R-Type nel futuro. L’idea di vedere la serie abbandonare la sua iconica estetica bidimensionale fece tremare più di un fan, ma al tempo stesso aprì la strada a soluzioni visive impossibili nei capitoli precedenti.
Il gioco debuttò il 19 novembre 1998, e trovo affascinante che City Connection abbia voluto mantenere una sorta di continuità rituale pubblicando questa edizione HD Boosted il 20 novembre (ma chiaramente, di 27 anni dopo)
All’epoca, per molti giocatori, R-Type Delta rappresentò un mezzo tradimento. Uno spartiacque talmente netto da sembrare quasi un’eresia. L’approccio poligonale venne percepito come troppo diverso, troppo “nuovo”, addirittura “poco ispirato”. Una critica che oggi fa quasi sorridere, considerando la varietà artistica dei livelli e la cura con cui i modelli 3D vennero integrati in uno stile comunque fedele all’atmosfera della serie.

La soundtrack, poi, fu bersaglio di paragoni impietosi con quella del primo R-Type. Col passare del tempo, però, la percezione è cambiata. R-Type Delta è uno di quei titoli che richiede abitudine, un po’ di decantazione e la giusta maturità videoludica per apprezzare ciò che offre. A distanza di anni, si nota quanto Delta fosse in realtà un precursore, una specie di prototipo nobile delle idee che avrebbero trovato pieno sviluppo nei più recenti R-Type Final e Final 2 (anche quest’ultimo da noi prontamente recensito all’uscita).
Un taglio più cinematico, la difficoltà di sempre
R-Type Delta propone un’avventura composta da sette livelli micidiali, ognuno dei quali progettato con la chirurgica crudeltà tipica del franchise. I checkpoint sono “solo un po’ meno crudeli” rispetto al famigerato R-Type II, ma non fatevi illusioni: morire fa parte dell’esperienza, e morirete spesso.
La buona notizia è che il cosiddetto “Gradius effect”, quella situazione in cui muori, perdi tutto e sei condannato a un’agonia lenta e inesorabile, qui è un po’ meno brutale. Nella maggior parte dei casi, una morte non significa il Game Over psicologico del giocatore ma è possibile recuperare, forse. Una cosa che però non potete assolutamente fare è quella di affrontare il gioco senza studiare.
R-Type non è mai stato uno shoot ’em up basato solo sui riflessi. È un puzzle sparatutto, un balletto micrometrico in cui devi sapere esattamente cosa sta per succedere in ogni singola schermata. Entra un Bydo da sinistra? Uno da sopra? Il pavimento si muove? Arriva un laser che occupa metà schermo? La prima volta scoprirete tutto questo nel peggiore dei modi: morendo. La seconda pure. Poi comincerete a imparare. Alla decima, forse, inizierete a capire perché i fan considerano questo approccio parte integrante del fascino della serie.
Fortunatamente, HD Boosted introduce una Practice Mode degna di questo nome, dove ci si può allenare nei livelli sbloccati all’infinito, magari anche con invincibilità attivata. Una scelta ottima: R-Type non è mai stato un gioco “user-friendly”, ma questa modalità permette di godersi la complessità del level design senza dover mangiare i vostri joypad dalla rabbia.
Tre navi, tre filosofie di distruzione
Una delle aggiunte più significative di Delta è la presenza di tre navi selezionabili, ognuna con Force e stili di attacco completamente diversi. Una manna per chi ama sperimentare.
- R-9 Arrowhead: iconica, classica, intramontabile. Possiede il Round Force e la Charge Bolt, perfetta per chi vuole un’esperienza R-Type “pura”.
- R-13 Cerberus: più tecnica, dotata di un Force-àncora che può essere lanciato in avanti tramite un cavo energetico. Ideale per chi ama controllare lo spazio.
- R-X: la vera novità introdotta in Delta. Il suo Force tentacolare con attacchi a lock-on automatico sembra un incrocio tra un’arma convenzionale e un organismo biomeccanico impazzito.

Cosa c’è di nuovo in R-Type Delta HD Boosted?
Trattandosi di una rimasterizzazione, è ovvio che non ci siano rivoluzioni epocali, ma le aggiunte sono tutt’altro che marginali.
- Nuova soundtrack riarrangiata da Chris Huelsbeck, USP e Masahiko Ishida. Tre nomi pesanti che aggiungono un gusto moderno senza tradire l’atmosfera originale.
- Aspect ratio selezionabile: 4:3 per i puristi e 16:9 per chi non vuole sentirsi nel 1998.
- Supporto ai 60 fps, anche su Nintendo Switch (e anche sulla Switch 2, dove l’ho provato). Una fluidità che dona nuova vita a un gameplay basato su precisione millimetrica.
- Practice Mode potenziata, come detto sopra, probabilmente la feature più utile e più intelligente dell’intero pacchetto.
Insomma: non è un remake, non è una rivoluzione, ma è un’edizione che tratta R-Type Delta con rispetto, migliorandolo senza snaturarlo. E dopo 27 anni, direi che se l’è meritato.
A chi lo consigliamo?
R-Type Delta HD Boosted: Un’esperienza di altissimo livello, ma non per tutti. È difficile, implacabile, spietato. Richiede dedizione, pazienza e una certa forma di masochismo videoludico. Gli amanti degli shoot ’em up possono acquistarlo a occhi chiusi. Chi possiede già la versione originale su PlayStation troverà comunque motivi più che validi per tornare a Delta: la soundtrack remixata, la pulizia dei poligoni, la fluidità, la possibilità di allenarsi come non era possibile nel 1998. Chi invece non ha mai giocato R-Type Delta, oggi ha finalmente la migliore versione possibile per farlo. Se però avete poca pazienza, se vi irritate quando un gioco osa mettervi alla prova, allora passate oltre. Ma per tutti gli altri, per chi ama i giochi che non ti regalano nulla e che ti fanno diventare migliore attraverso la sconfitta, R-Type Delta HD Boosted è un ottimo modo per ricordare (o scoprire) perché R-Type è ancora inciso a fuoco nella mente dei giocatori. – 7gatsu





