Recensione di Fantasy Life i: La ragazza che ruba il tempo

fantasy life i copertina

Fantasy Life i: La ragazza che ruba il tempo è l’atteso e sorprendente sequel della mini serie nata su 3DS e si propone come la naturale evoluzione del JRPG-gestionale sviluppato da Level‑5. Pur se ancora fedele alle basi che hanno fatto innamorare una certa nicchia di appassionati ai tempi, questo nuovo episodio introduce una serie di nuove funzionalità e idee, come un open‑world (non tremate, non ancora, almeno) e una simpatica meccanica di viaggio nel tempo, oltre a una modalità cooperativa fino a quattro giocatori.

Provato su PC

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single playercoop multiplayer

Il mondo di Mysteria, un’isola in rovina, fa da palcoscenico alle avventure del giocatore. Qui l’interazione con il paesaggio diventa parte integrante della narrazione: grazie a una complessa timeline che si estende per un millennio: le azioni compiute nel passato modificano concretamente l’isola nel presente, restituendo una dimensione di causa‑effetto che non era mai stata così tangibile nei precedenti titoli. L’idea è stata già applicata in altri titoli del genere, ma immaginate ad esempio che costruire un ponte in un momento del passato sblocchi immediatamente una zona più avanti nel tempo, mentre aiutare un NPC in un punto del tempo X può portare al reclutamento di un suo discendente centinaia di anni dopo, con conseguenze narrative pratiche e tangibili che amplificano il senso di coerenza dell’universo ludico, che non fa mai male.

Accennato in apertura, stavolta il titolo approccia all’esplorazione con il tanto amato quanto ormai giustificatamente indigesto open-world: i giocatori possono nuotare, arrampicarsi, usare zipline e cavalcare montature di sorta per attraversare le aree piccine ma condensate e ricche di elementi interrativi. Le mappe sono progettate in modo da disincentivare un tipo di esplorazione lineare, offrendo scorci panoramici e segreti in ogni angolo, a volte spingendo il giocatore a usare bene la telecamera per scovarne di nuovi. Per gli amanti della personalità, non mancano strumenti per modificare il terreno, una meccanica non troppo dissimile da quanto visto in Animal Crossing o Minecraft, che permettono di modellare il paesaggio con novità funzionali o più semplicemente estetiche.

Torna la possibilità di scegliere tra 14 classi, o come vengono chiamate qui, mestieri: Paladino, Mercenario, Mago e Cacciatore per il combattimento, e Taglialegna, Minatore, Pescatore e Contadino per la raccolta, e infine Fabbro, Falegname, Sarto, Cuoco, Alchimista e Artista per la creazioni di oggetti e risorse di ogni tipo e forma. Fantasy Life: La ragazza che ruba il tempo arricchisce il cast con nuovi mestieri ma, forse la cosa più importante, introduce l’opzione di cambiare mestiere al volo. Consentire di cambiare classe in tempo reale apre scenari interessanti e lascia al giocatore una certa fluidità di controllo, necessaria per un’esperienza gratificante, ma sorge spontanea una domanda: se dimentichiamo per un attimo che sono mestieri diversi, non è sempre lo stesso personaggio che riesce a cucinare, cucire, tagliare la legna e scavare minerali… come in tutti gli altri giochi del genere? L’impatto sul gameplay è minimo, proprio in virtù della sua semplicità, ma viene da chiedersi quale fosse l’idea nel design.

Il sistema di combattimento rimane essenzialmente un semplice action in terza persona, con schemi immediati ma efficaci: puoi schivare, saltare, eseguire combo base e usare abilità speciali. La chiave del combattimento si trova nella capacità di personalizzazione e la possibilità di passare rapidamente da un mestiere a un altro, ognuno con un proprio skill tree da sbloccare.

Il crafting, o la creazione che dir si voglia, mantiene un ruolo centrale nel loop di gioco. L’esplorazione è costantemente disseminata di mille risorse, pronte per tramutarsi in strumenti, mobili, armi, armature e quant’altro. Questo elemento, che spesso è la spina nel fianco più clamorosa degli open-world, diventa estremamente gradevole grazie al tocco magico tipo di LEVEL5. Se avete mai provato i loro Ni no Kuni, Yo-Kai Watch, Inazuma Eleven o anche Dragon Quest, ritroverete il loro amore per la varietà e la caratterizzazione di risorse di ogni tipologia pronta a esplodere dallo zaino, il tutto caratterizzato dal loro senso dell’umorismo.

Infine, viaggiare nel tempo aggiunge una certa profondità e più strettamente, varietà: la storia non si limita alle quest del presente ma porta il giocatore a caccia dei misteri del passato. Alcuni dungeon richiedono ai giocatori di recuperare reliquie in epoche remote, altre richiedono la risoluzione di enigmi “temporali” in cui è necessario modificare un evento storico per ottenere un risultato in un momento temporale diverso, tra l’altro in modo non troppo lontano da quando sperimentato in Yo-Kai Watch 4.

Inizialmente previsto per il 2023, il lancio è stato posposto a fine 2024 e infine a maggio 2025. Alcune testimonianze riportano come, durante il 2024, alcuni play‑tester avessero criticato il gioco definendolo poco coinvolgente, spingendo lo studio a tornare a riconsiderare le proprie scelte. Il team Comcept, guidato da Keiji Inafune, abbandonò il progetto e lo sviluppo venne affidato interamente a Level‑5, che ha ridotto l’impatto grafico per ricentrare l’esperienza attorno al gameplay e alla struttura narrativa.

Nonostante un inizio un po’ in sordina, data la sua natura di titolo obiettivamente di nicchia, il titolo ha venduto oltre 800.000 copie e sono già stati annunciati dei contenuti aggiuntivi, oltre a un aggiornamento per Switch 2 (dato che l’edizione per la Switch originale presenta qualche rallentamento notevole in alcune zone), mostrando tutto il potenziale per delle nuove uscite future.

Fantasy Life i: La ragazza che rubava il tempo: Il team di sviluppo è riuscito a trasformare un concept di nicchia in un gioco che parla a un pubblico più ampio. Non è solo l’upgrade tecnico e grafico rispetto al predecessore, ma una visione sorprendentemente ambiziosa: esplorazione open‑world, enfasi sulla storia, co‑op quattro giocatori, un sistema di classe fluido e intuitivo. Nonostante qualche intoppo tecnico su Switch originale, Level‑5 ha confezionato un prodotto curato, con un inaspettato supporto con DLC gratuiti. Chi vuole approcciare a un mondo cozy, coinvolgente e fortemente interattivo, trova pane per i propri denti! ilfalasca

8.5
von 10
2025-06-18T08:16:55+02:00

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