Frostpunk 2, sviluppato da 11 Bit Studios, è un seguito eccezionale del meraviglioso quanto brutale Frostpunk, disponibile dal 20 settembre su PC tramite Steam. Così, ve lo dico senza fare troppi giri di parole perché in casi come questo sono inutili. 11 Bit Studios ha già pubblicato l’immagine con tutti i supervoti della stampa specializzata, quindi i riti onanistici sono già stati portati a termine, com’è giusto che sia per un titolo così cazzuto. Se volete l’ennesima opinione positiva su questo gioco potete continuare a leggere la recensione o scagliarvi subito sul voto come farebbe un sopravvissuto dell’era dei ghiacci su un cucciolo di foca.
Provato su PC
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Bigger, better, colder
Frostpunk 2 espande la gestione della città post-apocalittica su ogni aspetto, dalle dimensioni, all’economia, alla politica. Nella campagna principale del primo gioco si doveva gestire un insediamento abbastanza piccolo, dove fanatismo religioso o politiche estremiste potevano prendere il sopravvento.
Frostpunk 2 si divide in cinque capitoli diversi che partono da un semplice prologo, per poi spostarsi su un complesso primo scenario dove verremo messi a dura prova anche al livello di difficoltà medio. La trama è abbastanza lineare, il vecchio capitano di New London è morto di vecchiaia e i cittadini sono nel panico. È nostro compito come nuovi gestori della città cercare di far sopravvivere tutti.
Avremo però a che fare con una città molto più grande, estesa e divisa in distretti, con più fazioni che ne fanno parte. Da una parte questo toglie quella sorta di “intimità” della piccola cittadina di sopravvissuti e in qualche modo “risolve” il problema della gestione del calore per i poveri abitanti.

La nuova città di Frostpunk 2 ha un sistema di riscaldamento più avanzato e sebbene dovremo tenere comunque d’occhio il freddo, il focus di questo sequel sta nella gestione della società. Ad alcuni appassionati del primo Frostpunk, la decisione di 11 Bit Studios potrebbe non piacere, ma sarebbe un peccato perché si perderebbero un’esperienza emozionante e appassionante. Personalmente ritengo che nella realizzazione di un sequel le carte in tavola vadano cambiate e non semplicemente rimescolate e in questo Frostpunk 2 non delude affatto.
Il gelo è sempre più blu
La città di Frostpunk 2 si costruisce su distretti e non su singoli edifici, prendendo spunto da city builder di stampo “classico” come Sim City o i più recenti City Skylines. Ad esempio, invece di singole case, si potrà costruire un intero distretto residenziale per dare alloggio ai nostri poveri cittadini e dare loro riparo dal freddo glaciale. Stessa cosa vale per le risorse, rappresentate nello scenario con delle icone. Prima però sarà necessario rompere il ghiaccio, in modo da poter creare il terreno adatto per la costruzione.
Sulle icone liberate dal ghiaccio andranno costruiti dei distretti per la raccolta di olio necessario per il generatore, parti per la costruzione di edifici o cibo per il sostegno della comunità. Inoltre, ogni cittadino dovrà produrre degli heatstamp, ovvero dei buoni per il riscaldamento che serviranno sia alla produzione, sia alla costruzione. Oltre ai distretti, avremo a disposizione una serie di edifici speciali come ospedali, torri di guardia e macchinari che però andranno prima ricercati.

La mancanza di risorse porterà a diversi problemi, quindi è necessario equilibrare correttamente la loro gestione. Una città senza merce o beni di seconda necessità esploderà nel crimine. Nulla però che non si possa risolvere educando i giovani o magari piazzando un paio di torri di guardia. Chiaramente, ogni nostra decisione verrà accolta in modo positivo o negativo dalla comunità. E a tal proposito, stavolta dovremo avere a che fare con più fazioni contemporaneamente. Questo ci obbliga a bilanciare i rapporti, cercando quando possibile di accontentare tutti e tenere sotto controllo l’ordine pubblico, minacciato anche dall’eccessivo freddo, dalla fame e dalla morte.
Queste tre fazioni avranno potere decisionale, specialmente nel caso decidiate di puntare su un sistema democratico. Potremo infatti richiamare un consiglio e mettere decisioni ai voti. A loro volta, i cittadini potranno decidere se tenerci come capi della città, o votare contro di noi e spedirci a morire tra i ghiacci. In Frostpunk 2 è stata mantenuta la possibilità di fare scelte per far evolvere la città in diversi modi. Anche qui, 11bit Studios ha voluto scalare la marcia, dandoci tantissime opzioni riguardanti i diversi aspetti che regolano la società.
Rompere il ghiaccio
Se da una parte quindi non dovremo più preoccuparci troppo del riscaldamento (almeno nei primi capitoli della campagna), i problemi arriveranno dalla gestione dei materiali, del cibo e delle diverse Fazioni che avranno potere di voto. Le Fazioni non saranno dei semplici burattini nelle nostre mani, in quanto avranno idee completamente diverse. I Sopravvissuti, temprati da una vita post-apocalittica, aboliranno la tecnologia e il comfort per costringere la razza umana a una sorta di adattamento evolutivo al nuovo mondo.
I Neo Londinesi invece, abituati alle comodità, vorranno puntare sulla tecnologia. A seconda di una scelta fatta nel prologo, a loro si possono aggiungere i fanatici religiosi o i militanti del primo capitolo che ovviamente promuoveranno diverse ideologie.
Ed è qui che il gioco fa uscire fuori il flaccido e machiavellico politicante che è in noi. Per continuare a tenere le redini della città e far passare leggi o proposte, sarà necessario ottenere la maggioranza del Concilio. A volte per occorrerà fare favori a destra e a manca, promesse e torti, in un tortuoso gioco di equilibri mirato solo a mantenere alta la fiducia dei cittadini e far passare le leggi che proponiamo.

Attenzione però a non mantenere le promesse, perché questo aumenterà la tensione nei vostri confronti e tra le fazioni, portando la civiltà allo scatafascio. Questa parte del gioco è carica di tensione, divertente e soddisfacente allo stesso tempo, inoltre ci porterà a creare una società a seconda delle idee delle Fazioni e ovviamente delle nostre.
È fantastico vedere come la situazione si evolve tra disastri e tragedia, questa volta su una scala molto più larga rispetto a quella del primo capitolo. E a proposito di disastri, ci sono diversi modi per perdere in Frostpunk 2. Il più comune è che i vostri cittadini, stanchi delle vostre pagliacciate, vi buttino fuori a calci tra i ghiacci. Poi, può ad esempio esplodere il generatore perché vi siete dimenticati di disattivare il sovraccarico, oppure magari si muore tutti assiderati perché non si ha abbastanza alimentazione per scaldare le abitazioni.
Proprio per questo, Frostpunk 2 vi farà entrare inconsciamente in una spirale machiavellica: saprete che ci saranno sacrifici da fare, vi dispiacerà farli, ma alla fine sarete ben contenti di aver fatto sopravvivere la città e di non essere stati esiliati. Un’esperienza davvero incredibile e terribile allo stesso tempo che non si trova in molti altri giochi, specialmente nel suo genere.
Più si va avanti nei vari capitoli che compongono la campagna principale e più le cose si complicano. Esplorando le lande ghiacciate sarà possibile trovare altri insediamenti, dove sarà possibile costruire piccoli avamposti per rifornire la città di prezioso olio per il generatore, o di altre risorse fondamentali.
You are as cold as ice
Come il primo Frostpunk, anche Frostpunk 2 mette il giocatore sotto pressione e lo costringe ad immedesimarsi in un ruolo decisamente scomodo. Potete decidere di mandare dei minori a lavorare nelle miniere per toglierli dalle strade e diminuire la criminalità, ma cosa farete se questi rimarranno intrappolati in un condotto? Deciderete se salvare loro, o il preziosissimo petrolio necessario per la sopravvivenza della città?
Ogni capitolo della campagna avrà un determinato limite di tempo per il suo completamento, al termine del quale sarà necessario prepararsi e affrontare una bufera di neve raccogliendo le risorse e compiendo gli obiettivi richiesti. Tuttavia, seguendoli alla lettera non è detto che si avrà la meglio. Tutto questo può sembrare effettivamente complesso, ma in realtà i sistemi di gioco si intrecciano in modo magistrale e dopo tre o quattro partite sarà tutto chiaro.
Però non aspettatevi di finire il gioco in una sola seduta, almeno per i primi playthrough. La bellezza di Frostpunk 2 sta proprio nel fallimento. Non è possibile pensare di superare i livelli della campagna al primo tentativo, anzi spesso si dovrà ricominciare da capo, facendo tesoro delle lezioni imparate. Ovviamente sarà possibile salvare in qualsiasi momento, ma spesso sarà meglio ricominciare da capo il capitolo per riorganizzare le cose al meglio.
Da apprezzare la possibilità di regolare la difficoltà, con una modalità “Facile” adatta a chi non ha mai giocato al primo Frostpunk o magari vuole studiare attentamente le meccaniche. Parlando del comparto tecnico, Frostpunk 2 è un bel passo avanti rispetto al predecessore. Gli edifici sono collegati da strade dove scorre il calore del generatore, mentre i distretti sono ben dettagliati.
A chi lo consigliamo?
Frostpunk 2: Questo è un gioco freddo come il ghiaccio, duro e pieno di quella poetica crudeltà alla Cormac McCarthy, ma allo stesso tempo appassionante e appagante. La gestione di una vera e propria città, delle sue fazioni e delle sue necessità è il passo in più che stacca dal predecessore, dando ai giocatori una nuova sfida e nuove regole per la sopravvivenza. Un sequel che probabilmente alienerà chi si aspettava un more of the same, ma che fa esattamente ciò che deve fare un seguito di un videogioco: innovare sulla formula precedente. Quindi se vi è piaciuto Frostpunk o siete appassionati di giochi manageriali, fatevi un favore e giocate a Frostpunk 2, non ne rimarrete affatto delusi. E se vi deluderà, bè prendetevela con tutti quelli che gli hanno dato un bel 9. – heavysam



