Recensione Warhammer 40.000: Rogue Trader

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Come un Dio del Caos, l’universo di Warhammer 40.000 di Games Workshop ha avvolto il gaming con i suoi eretici tentacoli putrescenti. Alla fine del 2022, siamo stati benedetti dalla luce dell’Imperatore con l’ottimo Darktide di Fatshark, un titolo che sta migliorando ulteriormente grazie ai continui aggiornamenti. E mentre gli ignoranti come me sono in attesa di Space Marine 2, ecco che arriva Warhammer 40.000: Rogue Trader a cura di Owlcat Games, già autori dell’apprezzata serie di CRPG Pathfinder. Il gioco è disponibile dal 7 dicembre 2023 su PC tramite Steam, GOG ed Epic Games Store, nonché su console PlayStation e Xbox.

Provato su PC

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Lanciamoci subito nel vivo della questione e vediamo come si presenta il gioco. Dopo aver creato il personaggio e deciso le sue origini, si passerà subito al prologo, nel quale ci verranno spiegate le meccaniche di gioco. Come Rogue Trader dell’Imperatore, la nostra prima missione sarà quella di trovare l’assassino del nostro predecessore, ovviamente sgominando bande di eretici, ribelli e demoni di Tzeench.

Tolgo subito ogni dubbio: questo gioco è stato pensato per i veri seguaci dell’Imperatore, tra i quali ahimè, non mi posso inserire. La scrittura è forse troppo fedele alla lore di Warhammer 40.000, cosa che per alcuni può essere un pregio, per altri no. I nostri compagni, tra cui figurano il potente maggiordomo Abelard, la Sorella della Battaglia Argenta e il Magos Explorator sono stereotipi legati a quell’universo che esalteranno gli appassionati. Il problema è che anche con delle nozioni sulla lore di Warhammer, si fa fatica ad affezionarcisi. Il solito contrasto tra fede cieca nell’Imperatore ed eresia poteva essere gestito meglio.

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Ho provato a rendere il mio PG una persona empatica e umana, ma onestamente la cosa non mi ha dato la stessa soddisfazione di fare la parte del zelota rincoglionito dalla fede. In generale, non posso dire che la gestione delle quest e della storia mi abbiano particolarmente esaltato. Solitamente si combatte. Si combatte e si stracombatte, non c’è la benché minima possibilità di persuadere i nemici, tranne in rare occasioni.

I dialoghi sono dei muri di testo, dove probabilmente un po’ di sintesi non avrebbe guastato. Tutti i personaggi, e dico proprio tutti, ci mettono almeno un’ora per esporre un concetto semplice, tirando fuori una marea di termini legati alla lore e spiegoni interminabili. Con il fatto che solo alcuni dialoghi sono doppiati e il gioco non presenta traduzione in italiano, ci vuole una buona comprensione dell’inglese e del warhammerese per poter capire cosa diamine sta succedendo. E ok, il gioco comprende un esteso glossario, con spiegazioni dei termini visualizzabile anche dal box dei dialoghi, ma forse si poteva rendere il tutto più accessibile, o perlomeno cercare di impedire allo scrittore di realizzare romanzi per ogni singolo dialogo.

L’attaccamento estremo alla lore e alla terminologia si ripercuote anche sulla spiegazione delle meccaniche di gioco in combattimento. Forza, destrezza, buff e debuff sono stati mascherati da terminologie legate al gioco da tavolo, un po’ come è stato fatto con Darktide. Il problema è: il giocatore si divertirà davvero? Diciamo che Warhammer 40.000: Rogue Trader al momento non è proprio un pacchetto irresistibile. Per certi versi, Rogue Trader ricorda vagamente Wasteland 3, ma senza la stessa brillante scrittura.

La parte esplorativa si divide in diverse location, situate su pianeti nel sistema di Koronus. Ogni singolo scenario include combattimenti, molti, moltissimi combattimenti. Il fulcro principale del gioco sono proprio gli scontri, tanto che a volte ci si dimentica di stare giocando a un RPG. Non si fa in tempo a fare due passi in uno scenario che subito si passa alla fase a turni, dove veniamo aggrediti da dozzine di nemici.

Questi scontri casuali sono di una facilità disarmante, specialmente a livello normale. La maggior parte dei nemici si può abbattere con un singolo colpo di arma da fuoco o contundente. Basta un utilizzo sapiente delle cover e dei buff per avere la meglio sui mefitici eretici. A questo si aggiunge l’intelligenza artificiale completamente sballata: i nemici non cambieranno copertura e non ci sorprenderanno con mosse particolari, attenendosi al loro comportamento base. Inoltre, non vedranno l’ora di mettersi in gruppetti, pronti a essere devastati da una scarica di Bolter o da un colpo di lanciafiamme.

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Capita spesso che i nemici si colpiscano e si uccidano a vicenda, sparandosi alle spalle… e non penso sia una cosa voluta dai programmatori. Questo succede anche alle IA alleate che più di una volta mi hanno ficcato un raggio laser dove non batte il sole, invece di colpire i maledetti nemici. Poi, non manca il nemico che si rimbambisce del tutto e cade nelle trappole presenti nello scenario, o quello che si mette in un angolo e non si muove più, costringendoci a spendere miriadi di turni per ucciderlo.

Tra i combattimenti facili e pedanti contro i mob, ci si piazza anche il classico boss fight o scontro più impegnativo, dove si incontrano picchi di difficoltà vertiginosi. Alcuni nemici più potenti, possono friggere l’intero party in pochi minuti come i Quattro Salti in Padella Findus. I combattimenti basati su un utilizzo semplicistico delle cover e delle abilità, non permettono al giocatore di elaborare particolari strategie. Specialmente nel primo capitolo, si avrà la sensazione di utilizzare sempre le stesse abilità e ripetere la solita tattica movimento\copertura\attacco.

Poi, perché per ogni combattimento devono esserci una ventina di nemici, di cui 10 sono praticamente carne da cannone? Il brodo si allunga per ogni singolo scontro, ma non perché i combattimenti presentano sempre situazioni particolari come in Baldur’s Gate 3 o nei giochi di Larian, ma perché ci si troverà sempre a che fare con orde e orde di cattivi. Per carità, bello devastare tre o quattro nemici contemporaneamente con una mazzuolata sonica di Pascal, il Tech Priest di turno, ma dopo averlo fatto almeno una dozzina di volte (e solo nel primo scenario del primo capitolo) la cosa inizia a farsi vecchia molto velocemente.

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Completare un combattimento difficile non mi ha dato le stesse soddisfazioni del sottovalutato Redemption Reapers, anzi mi è sembrato più un compitino da portare a termine. Non si capisce quante volte sia possibile utilizzare un buff e un debuff, inoltre a volte si fa fatica a capire se questi hanno fatto davvero effetto o meno. Ho trovato interessante il fatto che più gli Psyker utilizzano i loro poteri, più si riempie la barra dei Perils of the Warp e si rischia di evocare demoni ostili o di debuffare gli alleati e i nemici. Allo stesso modo, utilizzando determinate abilità che caricano il Momentum, si potrà sfruttare un’abilità speciale.

Peccato però che molti dei personaggi del party abbiano le stesse abilità, legate al loro archetipo. E non vi dico che delirio è il livellamento: ci vengono poste una marea di abilità passive e attive tra cui scegliere, cosa che rende difficile equilibrare bene il party. Il consiglio che posso darvi è avere un esperto di armi da fuoco, un tank tosto per gli attacchi ravvicinati, un tizio che spara dalla distanza, uno psyker e poi un altro minchione a piacere da usare come meglio credete. 

Il mio livello di coinvolgimento purtroppo è stato condizionato anche dalla parte grafica del titolo. Animazioni ed effetti grafici minimali non riescono a far dare il dinamismo necessario alle fasi di combattimenti a turni, al punto che forse Rogue Trader sarebbe stato più apprezzabile come RPG in tempo reale con la possibilità di mettere pausa.

A pochi: In definitiva, questo titolo mi è sembrato un po' incollato a casaccio con del Pritt. Il gameplay di Rogue Trader mi ha dato l'idea di voler risultare complicato, quando invece segue comunque gli schemi di un normalissimo RPG a turni. Mi ha annoiato con i suoi inutili dialoghi enormi, con i suoi stereotipi e con una storia che francamente non è riuscita a catturarmi. La parte dei combattimenti, suo chiaro punto di forza, mi è sembrata voler ricercare complicazioni forzate. Uniamole a una IA non proprio brillante, a una presentazione grafica e sonora nella media, a miriadi di bug ed ecco che Warhammer 40.000: Rogue Trader diventa un frullatone di noia e frustazione. Va benissimo il fatto che le scelte del giocatore si riflettano sulla trama e sulle reazioni dei personaggi del gruppo e degli NPC, ma questo non basta a fare un buon gioco di ruolo. Il suo volersi attaccare alla lore di Warhammer 40.000 come una cozza a un palo del porto di Taranto, lo rende probabilmente apprezzabile solo da chi mangia Adeptus Astartes e beve succo di Psyker. Ritengo che una maggiore accessibilità avrebbe giovato a un titolo già pesantemente colpito da un comparto tecnico nella media e bug che fanno capolino a ogni dove. Nonostante il mio parere personale sul prodotto che vale quanto quello di un bonobo in astinenza da potassio, devo dare merito agli Owlcat Games in quanto stanno continuando a rilasciare patch per sistemare il gioco, eliminando bug e rendendo l'esperienza più godibile. Questo dimostra un grande amore per il proprio prodotto, cosa che potrebbe in futuro convincermi a dargli una seconda chance. – heavysam

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2023-12-23T14:28:52+01:00

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