The Caligula Effect 2 è un JRPG sviluppato da Furyu e distribuito da NIS America, disponibile su PlayStation 4 e Nintendo Switch, dal 22 ottobre 2021.

Provato su PlayStation 4


Se potessi tornare indietro, lo faresti?

The Caligula Effect 2 parte da una premessa: se esistesse un mondo in cui vivere senza avere alcun rimpianto, felice per sempre, ci vivresti? Una variante al tema del primo The Caligula Effect che recensimmo quando Denjin Den non era un piccolo girino, e che mette in moto una grande quantità di storyline parallele e intrecciate tra loro.

Nel mondo virtuale di Redo (rifare, in inglese), una virtuadoll chiamata Regret (pensate a una sorta di Vocaloid alla Hatsune Miku) regna accompagnata da un gruppo di Musicisti, gli Obbligato, che compongono canzoni per lei. Gli esseri umani vengono portati misteriosamente in questo paradiso virtuale senza averne coscienza, e vivono sereni e soddisfatti lontani dai reali problemi della vita.

Il protagonista, maschio o femmina a scelta del giocatore, viene turbato da strani sogni che lo rendono sensibile alla realtà di Redo, e gli permettono di comprendere di essere all’interno di una simulazione. È così che entra in scena χ (chi, come la lettera greca… chi ha giocato a Kindgom Hearts starà urlando), una virtuadoll sedicente figlia della virtuadoll del prequel μ, che vuole spodestare Regret e liberare tutte le persone intrappolate in Redo.

Il problema è che da sola non ha alcun potere per fronteggiare il proprio nemico, e ha bisogno di qualcuno che combatta per lei. Un po’ per caso il protagonista, accompagnato da un ricca gang di personaggi di vario tipo, forma il Go-Home Club, un gruppo capitanato da χ con l’esplicito scopo di fare ritorno nel mondo reale.

Torna quindi il Catharsis Effect, il fenomeno attraverso il quale le persone che hanno scoperto la verità di Redo manifestano delle armi che rispecchiano la propria psiche e sviluppano il potere di affrontare gli Obbligato. Ogni personaggio porta con sé una forte backstory esplorabile in Character Episode, non troppo dissimili dai Social Link visti nella serie Persona, che se da un lato sono facoltativi, sono un elemento tra i meglio riusciti del gioco, con momenti scioccanti, emozionanti e generalmente molto coinvolgenti.

La trama in sé parte da una premessa non tra le più originali del mondo, ma come spesso capita, non è il solo contenuto della narrazione che aumenta esponenzialmente di qualità e originalità man mano che si prosegue, ma è il modo in cui gli eventi vengono presentati, e come varie storyline intersechino tra loro, che dà uno specifico gusto all’opera. Un po’ anime, un po’ dramma, con una preminente componente psicologica molto accattivante.

Perché prendere a schiaffi è sempre stato catartico

The Caligula Effect Overdose già si distingueva per il sistema di combattimento a semi-turni molto originale che, al netto di numerose ore di combattimenti, talvolta mostrava il fianco, altre volte brillava per il valore strategico. Certo è che il sistema, pieno di piccole meccaniche correlate fra loro, si rendeva un po’ oscuro e macchinoso, prima di rivelare il proprio genio, correndo il rischio di allontanare i meno pazienti.

Questo sequel torna con un sistema estremamente simile, ma ritoccato e raffinato, più accessibile e soddisfacente: ogni personaggio possiede una propria barra temporale, e arrivato il proprio turno può eseguire un’azione. La gimmick centrale del combattimento è l’utilizzo dell’imaginary chain, un’anteprima virtuale di cosa succede al selezionare una data azione. L’intero combattimento si basa sull’uso tecnico e strategico delle proprie risorse per contrattaccare, raggirare o evitare totalmente gli attacchi del nemico. Non si prosegue con la forza bruta, ma con tattica.

A questo proposito, se da un lato moltissimi mob possono essere sconfitti attivando la modalità auto battle, che lascia agire autonomamente i compagni di squadra, molti nemici secondari, soprattutto legati a sidequest o posizionati a difesa di oggetti preziosi, possono essere affrontati anche se di moltissimi livelli più alti. Ci si impiega molto tempo, ma la tensione e il livello di strategia richiesto al giocatore è estremamente soddisfacente, il tutto porta a un sistema di combattimento davvero intricato e coinvolgente.

Novità assoluta di questo titolo è l’aggiunta di una Voltage Gauge, una barra che, una volta riempita, permette di entrare in una modalità speciale dove la musica verrà sostituita da una canzone di χ, apportando diversi bonus, ma soprattutto azzerando la barra dell’intera squadra, permettendo di agire tutti insieme, con diversi buff potenziabili con una apposita risorsa.

Una menzione va fatta al sistema di esplorazione, standard per il genere, strizza l’occhio ai vecchi Shin Megami Tensei nella gestione della mappa e soprattutto alla produzione degli anni ’90, dove i dungeon sono spesso più compatti, interattivi, e propongono piccoli gimmick architettonici o interattivi per spezzare la monotonia. Senza ombra di dubbio, i caotici e infiniti dungeon del primo Caligula sono un terribile ricordo del passato, e stavolta l’esplorazione è addirittura divertente e piacevole.

A proposito delle musiche, Caligula vanta una colonna sonora davvero ottima, mescolando influenze j-pop con quel gusto elettronico vocaloid, con una lista di tracce che senza dubbio ci si ritrova a canticchiare una volta posato il controller. Torna la scelta già provata in Overdose, dove ogni traccia viene proposta in una versione strumentale durante l’esplorazione, aggiunge lyrics entrando in battaglia, e si trasforma in un remix esplosivo durante i boss. La cura data al comparto audio, sia a livello di musiche che di effetti sonori, è davvero notevole.

Un altro grosso passo avanti si trova nella versione new and improved del Causality Link, una sorta di sistema di registrazione di ogni NPC del gioco, legati gli uni agli altri attraverso una complessa rete di legami e motivazioni. Non solo, le diverse sidequest, ora suddivise in solo quest e group quest, tutte facilmente consultabili nell’apposito menù, e portano a loro modo un mondo nel mondo, dove i singoli personaggi vivono le proprie storie e i propri turbamenti. Anche stavolta il tutto è profondamente secondario, ma aiuta l’immersione in termini di soft world building, e soprattutto porta all’acquisizione di oggetti d’equipaggiamento e potenziamenti ai parametri del protagonista.

A proposito di questo, il sistema di equipaggiamento è ora complimentato da un piccolo sistema di apprendimento di abilità passive che strizza l’occhio a Final Fantasy IX o Tales of Vesperia, dove attraverso l’accumulo di punti abilità ottenuti in battaglia con un dato oggetto equipaggiato, si arriva ad apprenderne l’abilità passiva interna da equipaggiare successivamente in maniera autonoma. Questo aggiunge un leggero livello di micromanagement tutto nuovo per la serie, e ne aumenta la complessità.

Per quanto riguarda la presentazione, bisogna sempre ricordare che Furyu è un piccolo sviluppatore che non dispone dei mezzi o delle risorse per creare prodotti rifiniti a quei livelli che alcuni della competizione offrono al giorno d’oggi. Questo non dovrebbe inficiare però, in senso ampio, sulla generale qualità di un prodotto. In altre parole, il comparto grafico in sé e le animazioni sono piuttosto scadenti, anche se mostrano un netto miglioramento rispetto all’uscita precedente.

A chi consigliamo The Caligula Effect 2?

The Caligula Effect 2 inizia con una premessa e uno stampino che lascia pensare a un more of the same, ma riesce piuttosto velocemente a mostrare una visibile, tangibile crescita in ogni aspetto chiave di un JRPG che si rispetti. Data la tematica psicologica talvolta forte e melodrammatica, potrebbe non piacere al grande pubblico che raramente si ferma in grosse riflessioni sull’essere umano, ma non c’è dubbio che quest’ultima fatica di casa Furyu sia una piccola gemma, e un passo nella giusta direzione. Soprattutto chi aspetta Monark, dovrebbe buttare un occhio su The Caligula Effect 2 nell’attesa.

Un grandissimo salto in avanti per la serieGraficamente non eccellente
Carattere da vendere

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