Dopo aver recensito Psikyo Shooting Stars Alpha non potevamo esimerci dal fare lo stesso con la collezione Bravo, proposta sempre da NIS America per Nintendo Switch. Il titolo, o meglio, i sei titoli, saranno disponibili in una comoda confezione da collezione con soundtrack e artwork a partire dal 18 febbraio. Per chi preferisce il formato digitale, invece, sarà possibile effettuare il download tramite Nintendo eShop.

ProContro
+ Edizione da collezione– Parliamo di giochi di nicchia e molto difficili
+ TATE mode, ovvero posizione verticale della schermata– Input lag di qualche frame, soprattutto con arcade stick
  

Psikyo non ha bisogno di introduzioni e se proprio ne volete una potete andare a leggere la nostra recensione precedente! I loro giochi più famosi appartengono al genere shoot ‘em up, anche comunemente chiamati shmup dagli appassionati.

In questa seconda collection troviamo altri sei giochi che hanno fatto la storia del genere, con in particolare un’aggiunta che esula leggermente dall’ambito, ma andiamo con ordine. Una volta avviato il gioco potrete scegliere tra: Samurai Aces, Gunbird, Samurai Aces II: Tengai, Gunbird II, Gunbarich e Samurai Aces III: Sengoku Cannon.

Serie Sengoku/Samurai

Il primo gioco Psikyo, uscito nelle sale arcade nel 1993, fu l’acerbo Samurai Aces, conosciuto in Giappone con il titolo Sengoku Ace. Parliamo di un simpatico periodo in cui cambiare nomi ai videogiochi da un paese all’altro era ritenuta la norma e non un crimine inaccettabile punito con la morte come oggi (magari).

Il gioco si presentava come un classico shoot ‘em up a scorrimento verticale la cui storia aveva radici nel periodo Sengoku, ovvero l’epoca giapponese che vide i daimyo, signori feudali, in lotta l’uno con l’altro. Se non fosse che in realtà qui ci sono ninja, cani, monaci buddhisti e altri strani individui che pilotano bizzarri aeroplani alla ricerca di Tsukihime, la figlia dello Shogun rapita da cultisti che vogliono far affondare l’intero paese nelle fiamme della guerra.

La semplicità globale dei comandi e il concetto classico di shoot ‘em up non permette a Samurai Aces di distaccarsi molto dai contemporanei, rivelandosi quindi un prodotto blando che gli appassionati dovrebbero giocare per completezza più che per vero e proprio piacere. Siamo comunque ben contenti che sia stato aggiunto nella collezione poiché permette di dare uno sguardo alla prima esperienza Psikyo mai apparsa sul mercato.

Molto differente e anche più interessante è il secondo capitolo della serie, uscito nel 1996 nelle sale arcade e portato poi su Sega Saturn e Playstation 2. Come al solito, in occidente ha ricevuto un cambio di nome totale. Se in Giappone il seguito di Sengoku Aces era dunque Sengoku Blades, da noi divenne semplicemente Tengai, dal nome di uno dei personaggi che è possibile selezionare, il monaco buddhista dalle sopracciglia più folte di tutto il creato.

Cosa cambia dunque in questo secondo capitolo? Innanzitutto l’orientamento dell’azione, da shoot ‘em up verticale si passa a scorrimento orizzontale ma viene abbandonato anche il concetto di “personaggi all’interno di velivoli“. Ora i protagonisti dell’avventura hanno l’abilità di volare, lasciandosi alle spalle il mondo eccessivamente affollato degli shmup con aerei, astronavi e robot. I nemici che affetterete richiamano molto più da vicino il panorama giapponese e sebbene vi siano ancora strani macchinari qui e lì dovrete vedervela principalmente con ninja, samurai e pettorute kunoichi dai capezzoli perforanti.

Il terzo capitolo, Sengoku Cannon (notare l’elegante progressione giapponese A-B-C in seguito al nome Sengoku con Aces, Blades, Cannon, completamente cancellata, calpestata e bruciata in occidente come se fosse un’eresia copernicana), è uscito originariamente su Playstation Portable nel più recente -si fa per dire- 2005 e riprende i personaggi dei capitoli precedenti ma con una differenza sostanziale, sebbene sia etichettato come gioco Psikyo non fu prodotto dalla compagnia stessa che si era già sciolta verso la fine del 2001. Gli sviluppatori che riportarono il titolo in auge furono ex-membri Psikyo che probabilmente non avevano idea di ciò che stessero facendo dal momento che Sengoku Cannon è il più debole dei tre titoli, con una grafica 3D per gli sfondi mista al 2D dei personaggi e dei nemici, in un cocktail che preferirei non bere per niente al mondo.

Per quanto riguarda il gameplay, i tre giochi si assomigliano molto e oltre al tasto per fare fuoco con l’arma principale, che cambia in base al personaggio scelto, potrete come al solito lanciare una bomba per salvarvi il deretano in momenti traumatici. La serie è comunque ben lungi dall’essere semplice o accessibile e anche alla difficoltà più bassa, etichettata come sempre con il simpatico appellativo “Monkey”, vi darà dei grattacapi. Per ridurre la frustrazione al minimo potete comunque aprire il menù e aumentare i crediti all’infinito, completando tutti i titoli senza sforzo e senza nemmeno un briciolo di dignità.

Fantasy steampunk

La seconda serie presente nella collection è quella di Gunbird, che vide il primo capitolo apparire nelle sale giochi giapponesi e nordamericane nel 1994. Sebbene sia poi stato pubblicato su Sega Saturn e Playstation, la serie è rimasta sempre un po’ di nicchia, come tutto il genere d’altronde.

Gunbird si svolge in un mondo fantastico con elementi steampunk e personaggi molto diversi tra loro. Nel primo capitolo per esempio potrete interpretare un vegliardo di nome Ash che vola grazie a un jetpack, Marion la strega inglese accompagnata da un coniglietto di pezza, un 60enne di nome Tetsu che vola in un elicottero a pedali, un robot comunista che vuole conquistare il mondo e una ragazza di origini cinesi chiamata Yuan Nang. Un cast cosmopolita e bizzarro che però, tutto sommato, funziona e rende il gioco un po’ più accattivante rispetto a tanti altri shmup fotocopia. Il finale cambia in base al personaggio utilizzato e ognuno ne ha due a disposizione, per un totale di 10 ending esilaranti e spassose.

Rientrando sempre tra i primi titoli Psikyo rilasciati, Gunbird si presenta come un’esperienza più semplice rispetto al resto dei giochi presenti nella collezione e proprio per questo è consigliato come punto di partenza per i neofiti.

Di tutt’altra pasta è invece Gunbird 2, che insieme a Dragon Blaze (presente in Psikyo Shooting Stars Alpha), rappresenta l’apice della malvagità di Psikyo, con proiettili che volano alla velocità della luce e richiedono non solo riflessi fulminei ma anche una buona memoria. Il cast del secondo capitolo si arricchisce di nuovi personaggi mentre ritornano dal primo solo Marion e il robot comunista, qui chiamato però Valpiro. Tra le new entry abbiamo un vampiro di nome Alucard (la fantasia giapponese è proprio illimitata in alcuni casi…), un genio grassoccio su un tappeto volante di nome Hei-cob, l’inventrice Tavia e il samurai Ayin, guest star proveniente da Tengai.

La differenza principale, oltre nella difficoltà disumana, sta nello “scoring system“, in grado di appagare i giocatori hardcore. Non basterà quindi far fuori i nemici per vedere i numeri salire esponenzialmente ma dovrete raccogliere le medaglie lasciate sul campo di battaglia in momenti specifici (quando brillano di più) e lanciare bombe poco prima di essere colpiti per ottenere dei bonus esponenziali.

La vera sorpresa è infine rappresentata da Gunbarich, un mix tra shoot ‘em up, flipper e arkanoid che vede come protagonista principale la streghetta Marion. Lo stile è decisamente più super-deformed e si allontana completamente da quella che è la tradizione Psikyo. Pubblicato per la prima volta nelle sale arcade nel 2001, quando ormai Psikyo stava chiudendo baracca e burattini, e ripescato poi su Nintendo Switch nel 2017, prima che la collection qui recensita fosse messa insieme, quindi.

Gunbarich, proprio per la sua natura così diversa da ciò che ci si aspetterebbe, potrebbe un po’ stonare all’interno di questa compilation ma è un’aggiunta che garantisce un minimo di varietà. La protagonista è fissa nella parte inferiore dello schermo e dovrà lanciare una pallina verso quella superiore nel tentativo di distruggere tutti i blocchi prima dello scadere del tempo, approfittando nel frattempo di power-up che aumentano o diminuiscono la velocità della sfera, né incrementano il numero o le danno il potere di sfondare in un sol colpo tutto ciò che incontra sul suo cammino.

A chi consigliamo Psikyo Shooting Stars Bravo?

Chi ha già acquistato Psikyo Shooting Stars Alpha dovrebbe necessariamente portarsi a casa anche la seconda e ultima parte della collezione di titoli Psikyo, se non altro per avere un’esperienza completa. I giochi sono numerosi e riescono a dare una panoramica variegata del genere shmup con titoli a scorrimento verticale, orizzontale e persino puzzle. La difficoltà, sebbene sia elevata, è comunque relativa poiché si può mettere mano alle opzioni in qualsiasi momento, effettuando quindi modifiche adeguate al grado di sfida che si intende tollerare. Non avete quindi nessuna scusa, a meno che non odiate gli shmup, per lasciare questa bellezza sullo scaffale.

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