Il “tesoro” di Treasure: la recensione di Radiant Silvergun

radiant silvergun recensione

Live Wire, publisher giapponese molto attento al mercato shoot ‘em up, ha recentemente portato a sorpresa su console Nintendo Switch un’altra chicca del passato dopo Espgaluda II, DoDonPachi Resurrection e Mushihimesama, parliamo del mitico Radiant Silvergun.

Il titolo è disponibile tramite eShop dell’ibrida di Nintendo da meno di una settimana e in questa sede abbiamo avuto la possibilità di recensire il prodotto proprio grazie a Live Wire.

Provato su Nintendo Switch

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Un vero e proprio “tesoro”

Radiant Silvergun, sviluppato dalla software house Treasure, uscì nelle sale arcade giapponesi nel 1998 e successivamente su console Sega Saturn ma restando sempre limitato al territorio nipponico. Questo shoot ‘em up a scorrimento verticale divenne una sorta di sacro Graal per gli amanti del genere, acquisendo una fama leggendaria per la sua difficoltà e capacità di infondere nuova linfa vitale all’intera categoria. Purtroppo, l’unico modo di giocarlo prima della versione internazionale pubblicata su Xbox 360 nel 2011, era in versione import per Saturn, con prezzi che ancora oggi oscillano tra i 150 e i 300 euro.

Pertanto, poter godere oggigiorno di questo titolo su una console come Nintendo Switch, divenuta ormai la macchina di riferimento per gli shoot ‘em up, è senz’altro una buona novella e non possiamo far altro che ringraziare Live Wire per l’impegno profuso. Ma ora, senza ulteriore indugio, andiamo ad analizzare questo port.

Shmup come non ne avevate mai visti

Il titolo Treasure (compagnia che poi realizzerà un altro mostro sacro del genere, ovvero Ikaruga), si distacca profondamente dallo stile classico – almeno dell’epoca – degli shmup. Radiant Silvergun è difficile, complesso e vi prenderà a calci sui denti costantemente, costringendovi a migliorare tra urla di disperazione e rabbia. È davvero inutile girarci attorno ed è bene chiarire fin da subito che non è un prodotto per tutti ma esclusivamente per veri appassionati che a colazione mangiano proiettili fosforescenti.

La caratteristica principale di Radiant Silvergun è l’assenza di power-up intesi nel senso classico, ovvero quelle sfere volteggianti che, una volta acquisite, potenziano la tipologia di sparo a disposizione. Alzando un bel dito medio, il gioco fornisce fin dall’inizio tre tipologie di attacco diversi che, se combinati tramite la pressione simultanea di due tasti, danno vita a un attacco differente, per un totale di ben 6 approcci. Queste armi si potenziano semplicemente utilizzandole ed è possibile vedere il livello attuale delle tre varianti principali nell’angolo in basso a sinistra: Vulcan, uno sparo concentrato; Homing ovvero proiettili a inseguimento e infine Spread, dalla diffusione a ventaglio.

Come se non bastasse, manca anche la classica bomba cancella-proiettili, sostituita qui da una meccanica infida quanto intrigante: avrete un tasto dedicato all’uso di una spada rotante in grado di assorbire una categoria specifica di proiettili avversari (quelli rosa rotondi). Assorbendone a sufficienza e caricando la barra corrispondente (quella immediatamente sotto al punteggio) si può scatenare un attacco con frame di invincibilità.

Labirinti radiosi

Le differenze con gli altri esponenti, che sono già importanti, non si fermano qui, per esempio il layout dei livelli è verosimilmente stato partorito da una mente malvagia che desidera vedere semplicemente il mondo bruciare. Si susseguono labirinti e strani percorsi che il mai troppo compianto Lovecraft definirebbe come non euclidei, mettendo a dura prova mente e mani del giocatore. Una ventata d’aria fresca alla fine degli anni ’90, ma anche oggigiorno, a testimonianza di come Radiant Silvergun è stato, insieme a Ikaruga, un prodotto che tanto ha saputo dare al mondo degli shooter.

Ma cos’è che un giocatore di shmup vuole a tutti costi? Proprio così, immagino che chi di voi segue le mie recensioni avrà già indovinato: un sistema di punteggi sviluppato da una psicotico sotto droghe pesanti!

E Radiant Silvergun vi accontenta anche in questo caso, il punteggio aumenta creando le “chain” (che allo stesso tempo danno anche più esperienza nel livellamento delle armi), ovvero uccisioni in fila di tre nemici dello stesso colore (ne trovate di rossi, gialli e blu). Riuscendo a ottenere un buon punteggio si potrà finire nella famigerata classifica online, per competere con i giocatori di tutto il mondo.

Port-inception

Radiant Silvergun, in questa sua versione che potremmo definire come port di un port (si tratta infatti della versione per Xbox, a sua volta mutuata da quella Saturn che proveniva da quella Arcade), non aggiunge nessuna novità, un boccone che per alcuni potrebbe rivelarsi amaro, ma che in realtà non va a ledere in alcun modo la bontà del titolo.

Dalla schermata principale è possibile scegliere le modalità Arcade e quella Storia (sia per giocatore singolo sia in multiplayer locale). Ognuna di queste ha poi una sottosezione: per giocare in modo classico e modificare le impostazioni a piacimento; tramite la gara a punti, con set di impostazioni fisse per poter caricare i punteggi online, oppure in modalità addestramento.

Inutile dire che, sebbene il gioco abbia varie difficoltà (da Molto facile a Molto difficile), Radiant Silvergun è stato in grado di prendermi a calci anche a quella più bassa e, non essendo io un novellino al suo primo rodeo, capirete quanto in realtà lo shmup sia stratificato e necessiti di tanta pratica per essere goduto al meglio. Hard to learn AND hard to master, insomma.

A chi consigliamo Radiant Silvergun?

Non è un prodotto per i deboli di cuore, per chi cede con troppa facilità all’ira e chi non ha la minima voglia di apprendere meccaniche diverse. Se siete degli appassionati di shmup, però, a prescindere dalla vostra indole, ho solo un consiglio: correte ad acquistarlo per avere nella vostra libreria un vero e proprio pezzo di storia del genere (tra l’altro, a un prezzo eccellente).

Anche se vi spaventa la difficoltà, non lasciatevi intimorire poiché ogni partita vi aprirà un po’ di più gli occhi sulle varie meccaniche di gioco e, quando queste eventualmente si mostreranno in tutta la loro gloria, allora vi renderete conto dello splendido titolo che avete tra le mani.

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