I roguelite sono senza dubbio la moda del momento, e gli sviluppatori si inseguono l’un l’altro cercando di produrre qualcosa di differente che riesca a distinguersi dalla massa, non sempre però con risultati eccellenti. Il gioco che ci apprestiamo a recensire è realizzato da Flying Oak Games e pubblicato da Dear Villagers, parliamo del nuovo e stiloso ScourgeBringer, previsto in Early Access su PC/Steam e Xbox Game Pass nel momento in cui ci accingiamo a scrivere.

Provato su PC/Steam

ProContro
+ Stiloso– Il genere non è per tutti
+ Comandi fluidi– Early access, quindi non tutti i contenuti sono presenti
+ Soundtrack incalzante 

SLASH, BLAST, SMASH

Iniziamo subito col dire che se non vi piacciono i roguelite allora ScourgeBringer non fa esattamente per voi. Sebbene dai video teaser e dalle immagini promozionali si possa intravedere una certa somiglianza con lo stile di altri celebri indie come Hyper Light Drifter e Celeste, in realtà ScourgeBringer si differenzia notevolmente da questi ultimi.
Rispetto al primo, infatti, non ha uno sviluppo di trama come punto focale dell’esperienza, mentre si distacca da Celeste per i combattimenti da affrontare in ogni stanza, ben differente dunque dall’esecuzione di fasi platform.

La protagonista del gioco, Kyhra, si ritrova in un mondo post-apocalittico dove alcune entità hanno decimato la popolazione umana. Sarà questa ragazza, appartenente a un clan di guerrieri, a farsi strada tra macchine e demoni con la sua katana e la sua pistola alla ricerca di risposte che possano redimere l’umanità intera.

Sì, lo sappiamo, le storie che legano insieme le esperienze roguelite sono sempre molto fumose, appena accennate e che richiedono al giocatore nient’altro che di immergersi in un dungeon ed esplorarne pian piano tutte le stanze, procedendo nell’ascesa/discesa del personaggio in luoghi sempre più temibili dove la morte è dietro l’angolo. Anche in ScourgeBringer, dunque, inizierete la vostra avventura attraversando un portale dallo HUB principale, precisamente un albero con diverse ramificazioni.

Scourgevania

Una volta fatta irruzione nel portale, inizierete il primo “mondo” di gioco, rappresentato da texture pixellose che ricordano un vecchio tempio abbandonato, con la vegetazione che ha iniziato a farsi strada tra la nuda roccia.

Ogni stanza in cui metterete piede prevede l’eliminazione di due ondate di nemici prima che le porte si sblocchino e scegliate la strada per proseguire.
In una progressione che ricorda un po’ il classico genere metroidvania, vi sposterete nel labirinto un po’ alla cieca, finché non riuscirete a trovare le due stanze più importanti per proseguire allo stage successivo: quella del miniboss e, successivamente, quella del boss. Il completamento del primo è funzionale all’apertura della porta del secondo e, sebbene non abbiate alcun indicatore che vi dica in che direzione potete trovarli, quando sarete in una stanza adiacente potrete riconoscere lo stemma dei boss sulla minimappa in alto a destra, rendendo quindi più semplice evitare stanze ricche di nemici e senza alcuna utilità.

Come in ogni roguelite che si rispetti morirete molto, praticamente sempre, finché non acquisirete abbastanza sfere dorate da spendere nello HUB principale per migliorare le abilità della vostra eroina. In ScourgeBringer avrete diversi tipi di drop dai nemici. Il primo è il sangue, sotto forma di sfere, che può essere speso presso il venditore che si nasconde in ogni livello. In cambio della preziosa risorsa questi vi garantirà dei potenziamenti per l’arma da fuoco, il ripristino di parte della vostra energia e altre amenità. Questi bonus non sono permanenti ma resteranno attivi finché non morirete, momento in cui perderete anche tutto il sangue raccolto. Inutile tenerselo stretto quindi, spendete tutto appena potete.

Il secondo drop, ancor più importante, sono le sfere arancioni, molto più rare ma che restano nella vostra riserva anche quando morite poiché servono a migliorare permanentemente le abilità di Kyhra. Potrete farlo nello HUB principale saltando sull’altare nei pressi dell’albero e, per avere una chance di finire il gioco, sarà dunque di vitale importanza aumentare appena possibile queste statistiche. A ogni abilità acquisita noterete che riuscirete a spingervi sempre un po’ più in là, fattore che determina sostanzialmente l’esperienza roguelite.

Move like a cat, charge like a ram, sting like a bee

Il gioco è estremamente veloce con una fluidità di comani che rende ogni sessione divertente e spinge il giocatore a dare il meglio di sé. I comandi sono numerosi e sebbene inizialmente potreste avere qualche problema a concatenare diversi attacchi, nel giro di una decina di minuti riuscirete a muovervi tra le varie stanze con agilità.

Per quanto riguarda gli attacchi con la katana, sono in totale due: uno lento a carica, in grado di bloccare i nemici per alcuni istanti evitando il loro contrattacco, e uno più veloce. Alla spada si aggiunge la pistola, per tenere a bada nemici lontani prima che si avvicinino, e infine la tecnica “dash“, per spostarsi da un punto all’altro della stanza e tenere sempre elevato il contatore combo per ottenere più sangue dai mostri sconfitti.

Un plauso va infine fatto alla soundtrack, incalzante e che ben si adatta al ritmo di gioco, un dettaglio per alcuni ma parte integrante dell’esperienza per noi di Denjin Den. Ricordiamo inoltre che si sta parlando di un gioco in early access, per chi non sapesse cosa significa è semplicemente la possibilità di iniziare a provare (previo pagamento) un gioco non ancora completo. La roadmap rilasciata dagli sviluppatori prevede l’aggiunta di tutorial e del terzo mondo non appena il titolo verrà lanciato sul mercato. Prima di spendere i vostri sudati euro, quindi, sappiate che non avrete immediatamente tutto il titolo a vostra disposizione ma potrete seguirne lo sviluppo insieme ai creatori, man mano che aggiungono livelli e abilità, bilanciando l’esperienza.

A chi consigliamo ScourgeBringer?

Trattandosi di un roguelite procedurale, non è consigliato per i videogiocatori che vogliono trame profonde o un senso di progressione costante. ScourgeBringer si rivela più adatto a chi preferisce sessioni di gioco contenute e non ha alcuna fretta di spararsi tutti i contenuti che il titolo ha da offrire. Sebbene i potenziamenti di Kyhra permettano di avanzare mano a mano nel dungeon, molto dipenderà anche dall’abilità del giocatore e dalla sua capacità di “leggere” gli attacchi nemici, riconoscere le minacce imminenti e quelle a cui dare bassa priorità. Non è dunque, allo stato attuale, un gioco per tutti, soprattutto poiché ancora in early access e quindi potenzialmente migliorabile nel tempo.

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